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domenica 9 agosto 2020

MISERABILI

 

Faccio eco al post Accattoni della Cristiana https://lilladoro.blogspot.com/2020/08/accattoni.html

perché da bancario avevo già notato come i 600 euro di bonus alle partite IVA fossero arrivati, e fin da subito, anche ad una serie di categorie che nel denaro ci sguazzano da sempre.

Mi chiedevo solo se, nel tempo, lo Stato potesse verificare le effettive necessità dei destinatari, ma non credo che ciò avverrà mai.

In più ora arriva la notizia che cinque deputati infami avrebbero fatto richiesta  - legalmente - dei seicento euro.

I nominativi sono secretati dalla privacy ma spero che escano fuori, e come auspica Di Maio, si dimettano anche dal loro mandato.

Purtroppo questo è il materiale umano che ci governa.

Ed è anche colpa nostra..





DOMENICA STILE FACEBOOK

 


Oggi è una domenica di sole folle, 

città semivuota nonostante il covid abbia sottolineato crisi pazzesche,

file in autostrada, mascherine unica difesa.

Oggi mi basterà leggere una poesia,

frutta fresca a pranzo,

sapere che Pirlo arriva alla Juve,

ma la valigia la lascia pronta.

sabato 8 agosto 2020

CINEMA ASSOLUTO

 Specialmente in questo periodo senza cinema, 

senza la magia della sala intendo: 

il buio, il brusìo, l’odore dei popcorn, due ore per immergersi totalmente in una pellicola, senza telefoni che squillano, distrazioni, luci moleste, rumori esterni…

parlare di Grande Cinema, può far solo piacere.

 

 

I DUELLANTI

L’opera prima è bisogno di fare film.

 

Ancor prima di saperlo fare.

 

Ed in Ridley Scott il bisogno trasuda ad ogni inquadratura coniugato ad una miracolosa, incredibile consapevolezza del fare cinema.

C’è entusiasmo e fresca sapienza, maniacale applicazione pur nella ristrettezza dei mezzi.

Conrad scrisse Il duello in tre mesi, Scott lo rende “visione” in un anno. Ci trascina in un ossessivo, apocalittico inseguimento lungo un ventennio.

 

 

Il grottesco reiterarsi del duello è l’anima del film.

Il duello comanda ed i duellanti sono pedine (qui forse l’unico errore nel trasporre il titolo, dove Scott predilige all'atto, gli attori), ed anche noi, alla visione, siamo pedine: duello come estrema sintesi del nostro combattere col mondo e con noi stessi senza soluzione di continuità.

 

 

Conrad coglie le nostre debolezze ostentandone l’assurdo e Scott le confeziona in iter visionario facendoci masticare l’ordinario della follia.

Restano le performances assolutamente di rilievo di due mostri sacri calati appieno nelle parti.

 

Il loro sudore, l’odio, i tremori, la sorpresa, la cattiveria e gli stupori, le ostinazioni e le gioie, le fughe, gli accenni e gli affondi, i ripieghi ed il sangue.

 

E questo cocciuto 

fronteggiarsi. 

 

Carradine e Keitel disumanamente umani di fronte all’ineluttabilità. 

Incomunicabilmente esasperati, 

raffinatamente maniacali, 

fino al geniale epilogo.

 

Giocoforza, poi, divenire maniaci di Cinema.  


 

 

 

mercoledì 5 agosto 2020

L'AGOSTO CHE SI SROTOLA...


... ma non è quello che conosco.

C'è il caldo ma c'è anche il distanziamento, con il saluto freddo.
Il sorriso dietro la mascherina.
Il lavoro che scivola, cene anomale, pizze in trincea,
compleanni blindati.

Un piccolo coprifuoco col fuoco vero a lambire boschi e quartieri,
e tu che incontri gente nuova e fatichi a comprendere.

perché probabilmente la gente, le persone, non vogliono affatto essere comprese.

Vogliono essere sole, distanziate peggio di un virus, ammalate di se medesime. 

Desiderose di darsi ma guai se ti accosti. 

Un contratto unilaterale che non fa per me.
Speriamo in un vaccino universale, che ridoni sorriso.

E buon senso.

                                                                              
                                                                    

martedì 4 agosto 2020

ISOLE, CHE MERAVIGLIA!

Ponza


Amo le isole.
Ne abbiamo visitate un’infinità, grandi, medie, minuscole;
vicine e lontane.

In Italia ne amo due in particolare:

Ponza e Procida.

Nella prima ci sono praticamente cresciuto.
Ne conosco ogni anfratto, ogni sentiero a monte e a mare,
ogni tramonto, ogni luce ed ogni ombra.
Procida l’ho conosciuta per lavoro, ma è stato amore a prima vista.
Ero stato ad Ischia e Capri, nel golfo napoletano.
Procida è la sorellina minore, sempre snobbata e sottovalutata.
Un gioiello unico
Cerco non di raccontarvela, ma di pennellare giusto un graffio di emozione; 

Procida


C’è una piazzetta appena accennata
come t’inerpichi per l’isola,
accorda le eco della marina
che vanno ad arruffarsi nell'acciottolato
e ne pettina le armonie,


disincaglia i toni dismessi
e rispedisce al mare
- imbevuto di brezza -
un suono di silenzio che fissa ogni tremore
e scolpisce le vene.


Mi siedo ancora qui stasera.
A farmi spiare dai viottoli.


domenica 2 agosto 2020

HAI MANGIATO? NIENTE BAGNO...


Eravamo al mare con amici lo scorso weekend, e dopo pranzo e quattro piacevoli chiacchiere, mentre tornavamo in spiaggia, qualcuno ha detto: "Ma possiamo fare il bagno, o dobbiamo ancora digerire?!"

D'incanto mi sono tornate in mente le leggendarie invettive dei nostri genitori, 

quando eravamo adolescenti:

“Se tocchi l’acqua prima di tre ore dal pranzo, muori”

Incantesimi traumatizzanti per noi bimbi, e che anche ora, nonostante si viaggi attorno ai sessanta e oltre, riaffiorano periodicamente dagli oscuri meandri dell’inconscio tornando a mietere un insano panico..

 Quanti di voi non terrorizzano i propri bimbi vietando loro il bagno anche se hanno ingurgitato appena una ciambellina fritta?!

(“Puoi anche mangiarla la ciambella, ma per il bagno se ne riparla domani!”)

 ..davanti a quali opzioni devastanti venivamo messi alla nostra tenera ed innocente età..

bagno o ciambella?!.. che stress ragazzi…

 

Comunque, forse per spregio del pericolo, 

o in memoria di antiche sofferenze da somatizzare senza indugio …

Lo scorso weekend, 

il bagno, 

dopo pranzo, 

ce lo siamo fatto lo stesso.. ahahah


Forse l'unica soluzione!!  ahah..



sabato 1 agosto 2020

E SONO 61!


Oggi primo agosto, 61 anni.

In pochi a riconoscermeli (anche di testa.. )

Io per primo.

Ma eccoli belli in fila.

Pieni di vita, risate, gioie, rade tristezze, lo ammetto.

Casini quanti ne volete, invece.

Per quelli sforno magie.

 

Il non essere padre, ha inciso sicuramente.

A volte il rammarico affiora,

anche se fare lo zio a vita è di un comodo incredibile.

E sono figlio, ovviamente,

e spesso anche il bambino non avuto da mia moglie..

E’ una sindrome peterpaniana che rinnovo di decennio in decennio,

come un’assicurazione sulla vita, e sullo sguardo disincantato.

In continuo debito verso il sogno e la sorpresa.

Oggi inizia anche  un conto alla rovescia cui tengo molto:

esattamente tra un anno, il prossimo 1 agosto, con i miei sessantadue anni,

smetterò di lavorare per dedicarmi a tempo pieno a tutte le mie passioni.

Ma meglio non pensarci fin d’ora..

 

Bilanci?  No..non sono proprio il tipo.

Vivo di entusiasmi e conseguenti delusioni,

ma queste ultime scivolano velocemente,

lasciando in evidenza solo le cose belle.

In gioventù scrissi “non sognare mai oltre il tuo infinito”,

simpatico paradosso cui non smetto di tener fede,

un confine illimitato dove scorrazzare all'impazzata.

Un cavillo a giustificare una - forse - perpetua illusione,

ma che illumina ogni giorno ed ogni pensiero.

 

Auguri a me, quindi.



giovedì 30 luglio 2020

RICETTE D'AMORE

Quattro zucchine 

scelte nel marasma

d'un allegro discount,

 

grattugiate nel verso della fantasia,

a sprigionare campagna saporita,

 

adagiate 

in ampia wok Ikea,

mischiate 

a due scalogni tritati

tra lacrime 

d'altre memorie e cucine 

 

e bagnati d'olio di frantoio sabino,

recuperato 

in una domenica di frizzante novembre,

riecheggiata 

dal solo espanderne l'aroma;

 

sale un pizzico, a rinsaldare,

noce a granella, 

giusto ad emozionarle, le fragranze, 

e pesto profumoso 

a festeggiare.

 

Poi fuoco allegro

a crogiolarsi in spensierato caleidoscopio

di verdi intersecati.

Intanto bariccoso oceano mare d'acqua 

per le fettuccine della mamma

tagliate a mano e di grana grossa,

al dente quanto basta 

per attorcigliarselo - il condimento -  

fino ad arabescare il piatto.


Quando arriva una trafelata Lulù

la casa festeggia profumi e calori 

assieme ad acquoline sorridenti.

 


domenica 26 luglio 2020

DISSOLVENZA



E se Blogspot svanisse?

Li avete salvati tutti i vostri millemila post?

E gli stramillemila commenti?

E un miliardo di foto scelte accuratamente nell’immenso maremagum del web,

o ancora peggio, frutto della vostra personalissima vena fotografica?!


Eppoi  gli infiniti bloggers, divenuti inseparabili amici/confidenti/nemici?


Che fine potrebbero fare, se risucchiati dal buco nero dell'infinita blogosfera?

O cancellati del tutto, e per sempre, con un immenso colpo di spugna smolecolante?


Rinuncerebbero al blogging, tutti questi bloggers senza più dimora?!


O traslocherebbero su Wordpress,

la piattaforma fighetta del web?

 

Si, mi piacciono ogni tanto ‘ste botte

di pessimismo cosmico...

 


sabato 25 luglio 2020

LE PAROLE CHE (NON) TI HO DETTO



Come si misureranno le parole, oltre  in riferimento ai moniti di chi ne ritiene offensive alcune, proprio in base ad un'ipotetica misura che potremmo aver superato?

Ogni giorno ne affastelliamo in buon ordine (o in discreto caos), strappandole alle nostre emozioni, o più spesso disegnandole su di esse, e cercando di farle apparire in forma di palpitazione, misurando noi, nuove unità di percezione che ci consentano di applicare forme  al nostro, esclusivo, sentire.

Che non è poi, solo il nostro sentire, perché siamo animali social(i), ed in buona misura (ma chi calcola ‘sta benedetta misura?) ci dovremmo adeguare a mille altre sensibilità.


Ma anche una volta misurate, inchiodate, catalogate, queste parole che da sole identificano il fardello del nostro emozionarci, chi ci assicura che non ne abbiano, invece, debordato il senso, sforbiciato il sospirare, occultato il trasalimento?

Chi ci assicura che non siano sfuggite anche agli ammonimenti, agli insegnamenti, alle preghiere.

Chi ci rasserena sul fatto che una volta preso il volo verso altri lidi, non vengano scambiate per ostile e prepotente ingerenza.
  
Come si misureranno (aridaje..) queste parole se non sperando che si adattino perfettamente al nostro (e all'altrui) pensiero come un cashemire che si adagi, neve attutita nel silenzio di un'alba?

Non lo sappiamo. 

Rileggo il mio "pensiero adagiato" 
e cerco, io,  di scorgerne l'orlo emozionale, o lo spuntone sgarrasensibilità.

C'è un qualcosa che tracima oltre il senso emotivo,
è come se disegnassimo col freno a mano tirato.

Perdiamo probabilmente la fluidità del pensiero fino a fermarci quel fatidico istante e pensare a voce alta, come scrivendo nell'aria, a forgiare immagini che poi tradurremo in parole, sorriso, scrittura, anatema, eleganza, invasione, 
carezza, complimento, offesa.


Ma non tutti saranno in grado davvero di leggere ciò che scriviamo.
E aggiungiamoci, ad onor del vero, che non saremo neanche noi, 
sempre in grado di riferire e conferire serenamente/intellegibilmente.

Delle due l’una:

confrontarsi, esporre, manifestare, chiedere, esprimersi, 
discutere, ragionare, dissertare, contraddire,  precisare.

Oppure evitare.  

 



giovedì 23 luglio 2020

FOLLETTI CHE CAMBIANO CASA


Non è una novità che abbia i folletti in casa.

Si lo so' era meglio un gatto: mangia, dorme, ti fa le coccole, se le fa fare (meno), 
se ti sparisce qualcosa, non è stato lui.

I folletti no. Intanto hanno avuto da ridire sulla casa: la posizione, il cane che abbaia nel condominio, le luci, l'arredo, il sole troppo forte al mattino, e poi troppo caldo, pochi libri (ahah), musica alta, sveglia presto, sveglia tardi... 


Hanno ragione, dovevo portare anche loro quando giravamo per trovare l'appartamento giusto, 
ma giuro che ci ho pensato.. ho pensato ai lori piccoli spazi (tutta casa), ai loro orari (impossibili), alle loro esigenze (sono i padroni assoluti), a dove tramonta il sole, a quali brezze è esposto il terrazzo, ai mille angoli dove nascondere un'infinità di cose da cercare disperatamente...
ho fatto tutto questo, coscienziosamente.. 

eppure hanno da ridire.

Voi l'avete mai sfrattato un folletto?

mercoledì 22 luglio 2020

TRIP(BLOG)ADVISOR


Riprendo un post scritto agli esordi, nel quale auspicavo una valutazione popolare dei blog, alla stregua del celeberrimo Tripadvisor, sito che, solitamente, frantuma o esalta ristoranti e alberghi.

Potrebbe essere un'idea curiosa, un tritatutto a disposizione della vastissima platea di bloggers sempre alla ricerca di nuove sensazioni.
Di seguito alcuni prototipi esemplificativi:

"Carino ma scritto piccolissimo, e l'arredo minimalista indispone"

"Idee intriganti ma eccessivi riposi settimanali"

"Post snelli ideali per spuntini veloci"

"Proprietario antipatico, menù limitato"

"Splendida location, ma irritanti i banner pubblicitari"

"Ottimo il rapporto post/commenti"

"L'accoglienza con moderazione lo rende poco appetibile"

"Si commenta poco e anche la risposta arriva fredda"

"Benvenuto molto caloroso, discreta la scelta degli argomenti"

"Insegna fuorviante"

"Eccessiva attesa tra un commento e l'altro"

"Tutta roba riscaldata, già preconfezionata su wikipedia"

"Vero peccato l'assenza di post senza glutine"


lunedì 20 luglio 2020

IL PARADOSSO CHE ABITIAMO



Spedì una lettera
ma non ricevette risposta.
Telefonò ma  nessuno rispose.
Viaggiò fino a quel domicilio bussando senza esito.
Attese in strada che qualcuno si facesse vivo.
Chiese attorno ma non seppero fornirgli notizie.
Interrogò i vicini e lo credettero folle.
Attese paziente e vide raccomandate 
senza mai una ricevuta di ritorno,
scorse altre persone cercare quel condomino,
salì nel palazzo, individuò una porta mai aperta,
eppure familiare,
dal suono cupo, al ripetuto percuotere.
Oltre, intuì solo parete di calce morta.

Tornò a casa e riprese a scrivere.

Il destinatario delle sue missive,
non era poi così distante.





domenica 19 luglio 2020

VADEMECUM DELLA CHIESA SU ABUSI SESSUALI


Esce il Vademecum della Chiesa sugli abusi sessuali commessi dai chierici.

Ora già così fa un po' ride, nonostante l'argomento più che serio.

Solitamente, un prontuario, serve in campo tecnico o artistico, 
oppure per argomenti e discipline più leggere.

Gli ho dato un'occhiata e, probabilmente, a favorirne la dicitura Vademecum è stata la simpatica natura latina del termine.. del resto tra  Notitia crimine, Motu proprio, Fumus delicti, sospensione ad cautelam, restitutio in integrum, de veritate dicende, saltem verisimilis e le infinite sigle degli apparati vaticani (CIC, CCEO,SST, CDF, VELM etc... tutti organismi e congregazioni che si intrecciano e accavallano) si fa fatica ad uscirne fuori.

((cf CIC83C.265) §1. Qualsiasi chierico deve essere ascritto come chierico a un’eparchia, o a un esarcato), questa una frasetta a caso.. 

quant'è vicina questa Chiesa al Popolo, mi chiedo? 

Una selva procedurale dove anche gli avvocati magistralis di Suits, troverebbero serie difficoltà.

Una cosa è certa: le eccezioni, i cavilli, i paletti, le interpretazioni, i salvagente  che emergono alla fine dei circa 170 punti di procedura, sono su per giù i medesimi che permisero a suo tempo al super bandito Arcivescovo  Reverendissimo Marcinkus,  di non finire in galera, ma di gestirsi in piena autonomia e grazia spirituale,  una parrocchietta in Arizona.

Amen

sabato 18 luglio 2020

(AUTO)STRADA FACENDO..


Alla vigilia dell'abbandono da parte dei Benetton,  si comincia a vociferare di nomi illustri che vorrebbero intervenire con fondi e ristrutturazioni sul futuro della struttura Autostrade.

Interessante, ad esempio, il programma presentato da Gardaland Spa
partner economicamente solido e dal sicuro fascino:

Introduzione del tre per due al casello, bambini gratis, Coca omaggio in area di servizio

Prenotazione obbligatoria al punto Blue Tornado

Almeno una galleria al buio in ogni tratto casello-casello

Gimkana facoltativa su corsia di emergenza


Cavalcavia opzionale a caduta libera con stop a dieci metri da terra

Aquaplaning su gommone in caso di pioggia su tratti in discesa

Tratti rovesciati con curva parabolica (obbligo di cintura e sacchetto antivomito)

Monorotaia  sul guardrail

Brucomela alternativo in tratti di particolare traffico intenso

Ingresso all'autogrill direttamente con l'auto (o quel che ne rimane) per un'esperienza sensoriale
senza precedenti.

Fila per la nuova attrazione Milano Genova



  

venerdì 17 luglio 2020

DI NUOVO IN BICI DOPO QUATTRO ANNI..



Dopo l’incidente del 2016, e la mia nuova protesi metallica alla testa dell’omero, l’attività fisica è andata scemando in maniera vertiginosa…

La bici, ad esempio,  drasticamente messa da parte. 
Troppo rischiose le sollecitazioni del braccio, che su una mountain bike è praticamente sempre teso sul manubrio,  ma finalmente, accantonata ogni remora,  riesumata e rimessa appunto la vecchia e fedele bike, ho voluto riprovare.

Con tutte le cautele ovviamente: percorso gentile, buche ridotte al minimo, pochissimi smanettamenti di cambio per non sollecitare troppo muscoli e fiato, qualche breve strappo a simulare antiche memorie.

E via così, di nuovo con quella sensazione unica di libertà, avvertendo l’aria sul viso, e col solo rumore delle ruote che accarezzano la strada, e finalmente l’occhio dedicato davvero a ciò che abbiamo attorno, ed una splendida ciclabile che si snoda tra i tantissimi spazi verdi del Nuovo Torrino, periferia sud di Roma, in un slow motion comunque adrenalinico, a tutti gli effetti un nuovo battesimo.

E con lo scorrere dei minuti la piacevole constatazione che le gambe girano, che la bici non è divenuta un’entità estranea, che il sellino provoca fastidio solo per i primi dieci minuti, e poi ci si assesta di buon grado..

Tutte sensazioni legate ad un piacevole  passatempo cui avevo dovuto, mio malgrado, rinunciare. 

Ora spero solo di dare continuità a certe iniziative,  riprendere tono e confidenza, e godermi la quiete e la serenità d'animo che possono trasmettere una buona pedalata.



  

giovedì 16 luglio 2020

CRITICACCE A...FAVOLACCE



C’erano ‘na vòrta un catatonico, ‘na schizofrenica, ‘n’autistico…

No Franco dai, non puoi iniziare così.. capito che il film non t’è piaciuto, ma è ritenuto un capolavoro quasi all’unanimità, vincitore di premi e riconoscimenti, un manifesto di lampante cinema del futuro, lucida denuncia, appassionata analisi.. dai, cerca di mantenere una parvenza di obiettività … 

Ok. Ricominciamo. 
C’erano una volta dei ragazzini sui dodici anni, uno catatonico, già stanco della vita, e preoccupato del suo futuro presa coscienza dell’incostanza e della vaghezza degli adulti. Vero aveva tutti dieci in pagella, ma tipo con quattro in matematica.. una bomba quando la costruiva?!
La sorellina un po’ sgraziata e decisamente schizofrenica, ma già col piglio da capobanda, tant’è che aveva anche lei tutti dieci in pagella, ma solo nove in comportamento, infatti decide quasi tutto, e senza parlare troppo, in modo che calci e pizzicotti se li prende solo il fratello.
I genitori sono della peggiore risma suburbica romana, però vivono in una villa da svariati mila euro, col megasuv coatto.. e lavora solo la moglie.. hanno ereditato tutto? Chissà...


Ma pure i vicini, a coattaggine, se la giocano serenamente alla pari: altro papà coi capelli da rapper periferico, anche se stranamente m’è sfuggito il campionario di tatuaggi.. (o forse sono stato disattento io.. visto il gran materiale da attenzionare..)
Completano il quadretto l’altra bimba taciturna con “l’insegnante di sostegno stupido”, e l’altro maschietto bombarolo dissociato, figlio di padre alienato;
oh scusate, mancano l’amichetta con le fregole sessuali, e la ragazzotta incinta che apre e chiude la pellicola in qualità di prima notizia del TG..

Brutti, sporchi e cattivi, ipocriti e ignavi, praticamente tutti… vogliamo salvare il top del coattume di borgata, buono nell’animo ma assolutamente inadeguato nel ruolo di padre? E dai.. salviamolo il John Travolta de noantri, con la sua camminata alla Charlot..
ma anche le madri,  assenti le assenti, e assenti anche le presenti (compresa la bamboccia che apre e chiude il film), incapaci di distinguere un’astronave da un posacenere nella cameretta dei figli..


C’è pure il tocco semithriller, col maestro licenziato perché accusato di aver insegnato come farsi le bombe homemade ai suoi alunni genietti... e visto gli studenti modello e pedissequi che si ritrova, indica loro un velenosissimo antiparassitario “comunemente reperibile in ogni negozio”...così imparano a fargli perdere il lavoro...

Ora non voglio spoilerare, ma immaginate bene che una favolaccia non può certo finire col principe azzurro che risveglia la bella addormentata nel bosco.

Anzi. Io una bomba nel quartiere l’avrei vista comunque purificatrice.

Conclusioni: non esiste solo il bianco e il nero (a meno che non siate juventini..), e massacrare una fetta di spaccato sociale rimarcando solo a brevissimi tratti la capacità di sognare dei ragazzi protagonisti, ma impossibilitarli comunque ad emergere dalla amoralità disturbante che li circonda, facendola partorire pure a loro, non può diventare un esercizio da dieci e lode come tutti tributano.
Non riesco proprio a vederla così.


A me è apparso come un “taglio alla piscina” della trasparenza, del pudore, delle convenzioni, delle regole, delle consuetudini, dell’educazione.. che scorrono via libere a lasciar emergere solo il peggio del peggio senza più alcun filtro (anche se a ben guardare mancava un sorso di sana pedofilia, un po’ de coca sul tavolinetto del soggiorno, e qualche amante nella  cabina armadio..).
Non avranno esagerato i nostri fratelli? Un trucco anche quel difetto di audio che lascia con i sento-non-sento proprio nei momenti cruciali? Un gioco di luce e acqua sospeso tra gavettoni e piscina? Una folata di vento che smuove la tenda dell’assurdo  facendola assurgere a normalità?
Uno schizzetto di latte direttamente dalla tetta al biscottino.. uno schizzetto di cinema che ha fatto bingo con allucinati protagonisti e ancor più allucinati spettatori..

Io ridarei un’occhiata a Suburbicon…