Archivio blog

domenica 28 gennaio 2018

TAVolette


Voi siete proprio sicuri che i milioni di euro per le TAV e le linee che trapassano le Alpi per mirabolanti viaggi fino a Lione siano spesi dopo aver comunque assicurato tutti i carri bestiame dei pendolari?

Voi siete proprio sicuri che dopo il frontale in Puglia su una sola linea utilizzata per andare e tornare, in Italia non esistano più binari unici, o che perlomeno non siano ancora gestiti manualmente da un capostazione senza alcun supporto tecnologico?

Voi siete proprio sicuri che non ci siano altre TAVolette di legno in giro a garantire l'incolumità di persone, che non prendono il treno pagando cifre pazzesche per andare a sollazzarsi in città d'arte, ma "solo" per andare a lavorare, tutti i santi giorni.

Ne siete proprio sicuri?

venerdì 26 gennaio 2018

QUELLO CHE HO



Quello che ho è il sorriso veloce,
il sonno facile
il dimenticare, facile.

Quello che ho è lo stupore.
Sapere chi mi vuole bene.

Quello che ho è sempre con me,
anche a distanza, anche senza sentirlo, vederlo, o toccarlo.

E’ un odore, un colore, un sapore, le scale di corsa,
un’aria frizzante, piena.

Quello che ho è un semaforo verde,
una risacca, una nebbia, un latte che bolle.
Una chiesa fresca, fotografare contro luce.

Un maglione caldo, una camicia stirata,
il non fare rumore mentre lei riposa,
la penna sulla carta.

E’ un pensiero che ricorre, un viaggio da fare,
un viaggio fatto, un sogno ad occhi aperti.

Quello che ho
mi aspetta la sera a casa,
con un sorriso più veloce del mio.




sabato 20 gennaio 2018

ABOLIAMO UN PO' TUTTO... PERCHE' NO?




Mattarella ha voluto sferzare il popolo italiano esortandolo a non disertare le urne il prossimo 4 marzo.. chissà.. forse teme il disastro che si va annunciando… complici le sempre più assurde promesse delle mille sigle partitiche che andranno ad addobbare quel lenzuolo di scheda elettorale che ci sarà sottoposta alle prossime elezioni…

vediamo di proporre anche noi qualche offerta elettorale anche noi.. magari qualcuno a corto di idee potrà prendere spunto:

abolizione del senso unico,
abolizione di chi ti mangia il pop corn a fianco al cinema,
abolizione delle feste che non coincidano con un ponte,
abolizione delle buste (biodegradabili o meno) che non ti si aprono mai in cassa al supermercato mentre c’è una fila folle di gente che aspetta solo te,
abolizione dei cinepanettoni,
abolizione delle Fondazioni,
dei partiti sotto il l’1 %
dei paradisi fiscali,
dei 180 sull’autostrada,
degli Ordini generalizi di tutte le suore,
abolizione della metro affollata (max venti persone a vagone),
abolizione dei camper che vanno a sessanta all’ora su per le Dolomiti,
abolizione di Barbara d’Urso
abolizione de Il segreto
abolizione di Carlo Cracco.
Abolizione dei casini.
Abolizione di Casini.

dite anche voi cosa volete abolire... mancano solo 50 giorni alle elezioni... possono prometterci ancora tanto i nostri cari politici, i più pagati al mondo... 







sabato 13 gennaio 2018

TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI


Per quanto il film non mi sia dispiaciuto, sono rimasto tuttavia vagamente deluso per l'assenza di quella determinazione che avrei voluto fino alla fine.
La storia è presto inquadrata: Mildred Hayes (Frances McDormand) ha perso la figlia, violentata e barbaramente uccisa.
Dopo sette mesi decide di scuotere l'attenzione della comunità attraverso dei messaggi esposti appunto sui tre manifesti del titolo. La polizia ha brancolato, forse anche svogliatamente, nel buio, e le indagini sono ad un nulla di fatto.
Questi richiami smuovono le sonnecchiose coscienze di una tipica terra del sud, indolente, razzista, litigiosa, cinica e frustrata.
Dove il politicamente scorretto è fondante e inevitabile.


Lo sceriffo del paese (Woody Harrelson), affetto da cancro e con pochi mesi di vita, chiamato direttamente in causa sui manifesti, cerca di giustificarsi prima di togliersi la vita, stremato dal tumore, lasciando anche lettere postume un po' a tutti, dove tracima fin troppo miele.
Questo suicidio è imputato dai più alla provocazione della denuncia di Mildred, che deve anche badare da sola all'unico figlio rimasto, dopo che il marito l'ha mollata per una pupazzetta diciannovenne. Ma il suo carattere burbero e determinato sembra non lasciare scampo a niente e nessuno.

Ci sarà da far fronte soprattutto ad un problematico collega dello sceriffo (un monumentale Sam Rockwell), sadico, ritardato, razzista, violento e attaccato alla mamma.

Insomma tutti gli ingredienti per un dramma venato di humour nero, una classica commedia dagli archetipi coeniani, che a lungo andare però vira eccessivamente alla ricerca della redenzione proprio per tutti (tranne l'ex marito che si tiene stretta la diciannovenne tontolina), dove ognuno riscopre un lato buono, fino al finale dove i vendicatori si rivelano reciproci dubbi proprio alla vigilia della missione definitiva...