martedì 27 febbraio 2024

IL SUPPLENTE

Era in classe e nessuno se lo filava.
Il destino del supplente.

Lo aveva fatto tutta la vita in fondo.
Suppliva con sagacia e senso della misura alla mancanza di cattedra fissa, ma anche di un amore definitivo, di viaggi imperdibili, di tempo da dedicarsi.
Questa particolare predisposizione lo elevò, un giorno, a  supplente di ruolo.
Ovviava ad ogni tipo di assenza: ritardi cronici, voli cancellati, carenze di requisiti, pizze esaurite, vuoti sia di solitudine che di memoria.

Partecipò ad un corso di specializzazione universitaria su Supplenza Estrema, e il giorno dell’esame su “Turnover e conseguenze” supplì al ritardo della commissione d’esame interrogandosi da solo ma, genialmente, tra lo stupore degli astanti, si bocciò, per non farsi sfuggire l’opportunità del poter supplire al mancato superamento dell’esame.

Gli riuscì alla perfezione. Laurea ad honorem. Opportunità di lavoro multiple.
Qualificato nel sostituire financo la propria, personale, assenza.

In pochi riuscivano, in realtà la maggioranza dei candidati si eclissava ineluttabilmente senza colmare alcuna inconsistenza, sottolineando semmai, una palpabile manchevolezza.

Giuseppe però veniva da anni di gavetta, un supplire pacato e silenzioso che tappava buchi con discrezione e pazienza.

Anni di scuola e precariato costante a forgiarne abilità e doveri.

Non sarebbero stati pochi gli studenti a poter serenamente giurare di averlo avuto in cattedra nel medesimo istante, ma in classi e scuole diverse.

Lui col suo registro e il suo - perfettamente delineato - non esistere.

venerdì 23 febbraio 2024

PRIMA DANZA POI PENSA

L'assurdo, Beckett, lo ha provato sulla propria pelle. Quando a processo, il tizio che lo accoltellò, interrogato sulle motivazioni di quel gesto inconsulto, disse che non sapeva spiegarsi perché lo avesse fatto.

Un assurdo reale che fornì al drammaturgo il concetto strategico per le sue opere, oltre a stabilire un legame profondo con la donna che diverrà sua moglie.
Un episodio cruciale. L'agire al di là del fine.
La chiave di lettura di Aspettando Godot non è il Godot che non arriva, ma l'attenderlo: scenario e tempo che scorrono solleticando appena il palcoscenico.
La precarietà come ragione di vita. Una vita frammentata, avventurosa, indecisa, insofferente.. gli studi, i viaggi, le nuove patrie, l'insegnamento, le traduzioni, le conoscenze illustri, la passione, i tradimenti, l'impegno da rivoluzionario.
Abbandonare l'insegnamento propedeutico proprio a quel "non indicare", a lasciare tutto sospeso, un nulla palpabile e protagonista.

Un tormento continuo che chiederà conto proprio il giorno del ritiro del Nobel (mai ritirato in realtà), e Beckett spaventato dal traguardo ambito e temuto allo stesso tempo, si farà rapire dal suo alter ego e, come in Finale di partita, proverà a riordinare i pezzi della sua vita, come su una scacchiera maltrattata; la fuga dalla madre l'amore convulso e la ricerca di un successo che lo spaventava; non il finale però, un focus teso solo a distrarre. 

La vera partita, paradossale e sarcastica, la gioca l'autore.
A noi non rimane che assistere. 



domenica 18 febbraio 2024

GIOCAVAMO A PALLONE

 


Giocavamo a pallone in strada, quando le auto le contavi sulle dita di una mano ogni mezz’ora, quando le uniche ad infastidire davvero erano quelle dove si ficcava sotto un pallone male indirizzato. Passavamo  ore a divertirci. Per porte i cancelli di rampe di garage condominiali quasi dirimpettai.
Il fiato lo facevi sulla via, il dribbling lo creavi in un fazzoletto d’asfalto.
Erano campionati, tornei, intere Champions League ancora da venire; citavamo campioni brasiliani, tedeschi, inglesi. C’era un’aura esotica nelle movenze, nell’entrare nei personaggi emulati, oltre ad entrare come banditi sulle caviglie avversarie.. ci credevamo davvero.
Eppoi c’era il vini e olii dove dissetarci di spuma e gazzosa..mamma mia, ho citato tre robe introvabili oggi: vini e olii, spuma, gazzosa: e alla spina! Che goduria ragazzi.. ed é proprio di questo vini e olii che volevo raccontarvi.

Un episodio di quelli che rimangono nitidi in testa, come accaduto ieri.

Questo negozio era proprio di fianco uno dei cancelli che fungeva da porta di gioco, era fornito di porte a vetri e di vetrate scorrevoli in alto, che lasciavano giusto un mezzo metro di apertura per consentire un ricambio d’aria nelle giornate afose.
Noi eravamo mediamente attenti perché ci rendevamo conto che colpire una vetrina con una pallonata avrebbe potuto generare danni e conseguenze negativissime ma quel giorno eravamo belli infervorati e quando partì quel tiro sbilenco forse sapevamo tutti che era stata sganciata un’atomica sul quartiere.
Rimanemmo immobili a fissare il pallone che s’impennava filando dritto ed esatto nel pertugio lasciato dallo scorrevole in cristallo aperto.
Calò un silenzio tombale, un immobilismo da terrore puro, per un istante infinito nessuno fiatò, nessuno pensò, nessuno ebbe coscienza della tragedia, poi il panico ci rianimò e sparimmo tutti, perlomeno a distanza di sicurezza da qualsiasi rappresaglia potemmo immaginare in quell’istante eterno..
Tutto questo in davvero un tempo infinitamente grande e insieme incredibilmente breve.

Ora io non ricordo un prima o un dopo, ma negli occhi è rimasto solo quella palla che s’inabissava nel negozio di vini, bottiglie, vetri.. e noi come a non voler avvertire alcun suono di frantumi, sfacelo, delirio.
E forse non ce ne furono.
Ma l’immaginario percepito corrispose alla fine del mondo, di tutti i mondi possibili.

Scorgemmo solo lui, il sig. Mario, proprietario avvelenato sulla porta, col pallone tra le mani e la minaccia delle minacce: “dovete sparire, e questo non lo vedete più” indicando ovviamente il SuperTele ora in suo definitivo possesso.

lunedì 12 febbraio 2024

L'ALLEGORIA DEI TRE GRANELLI


Il Catechismo Romano (del Concilio di Trento) afferma: “Per onnipotenza s’intende che nulla vi è e nulla può essere pensato dalla nostra mente, che Dio non possa compierlo. Egli ha il potere di effettuare non solo tutto ciò che, per quanto grande possa essere, rientra in qualche modo nell’ambito della nostra comprensione - come ridurre il tutto in nulla, trarre istantaneamente dal niente molteplici mondi, eccetera -, ma anche opere infinitamente più grandiose, superiori a ogni immaginazione umana.”

Ma anche teologicamente non sarebbero poche le cose che Dio Onnipotente, in realtà, non potrebbe fare. 

Oltre ai canonici Non mentire, Non peccare, Non rinnegarsi; ci sarebbe anche l’impossibilità di vedere un’entità uguale a sé.

                                                         *  *  *

Tre granelli di sabbia fine, smossi da frenetico moto ondoso, si ritrovarono su una spiaggia californiana dopo aver vagato mesi per oceani immensi. 

Dopo secoli sulla riva della Cornovaglia, e solo minimi spostamenti per la battigia, la furia dei marosi aveva deciso per loro; esausti per le traversie ma felici di essere riusciti a non perdersi di vista, se ne stavano ora brillando al sole cercando di capire quale forza oscura ne potesse manovrare il destino così impunente e se fosse possibile un eventuale ritorno nella loro spiaggia natìa. 

Il primo disse: perché no, siamo fuscelli nel vento, l'immenso Mare coadiuvato dagli impetuosi venti potrebbe riportarci di nuovo alle nostre origini. 

Il secondo affermò: impossibile, esiste un solo disegno per il quale saremmo dovuti arrivare qua e rimanervi. Questo il nostro destino finale.

E il terzo sorridendo: ragazzi, facciamo meno i saputelli, godiamoci intanto il calore di questo dio Sole che in Cornovaglia era assai più avaro.

C'è un allegoria in questo raccontino? Forse non appariamo noi i granelli al cospetto di Cose più grandi noi e delle quali parliamo sovente con grandissima confidenza spacciandoci per Saggi Conoscitori di lunga data? Vorremmo liberarci dal giogo dell' "l'incapacità umana di afferrare pienamente l'agire divino"? 

Quanto ci rasserena far finta, o peggio, essere davvero convinti, di avere tutto sotto controllo?
Illuderci di far parte di un piano ben congegnato, che non prevede nessuna sorpresa ma, anzi, pone limiti, regole, scadenze e norme ben precise?

Di base, a noi creaturine, ci piace configurare il Sommo Creatore con parametri di umana ed elementare comprensione, senza che minimamente ci sfiori mai il paradosso dell’assurdità insita nell’affermazione.

Neanche Beckett l’avrebbe concepito meglio. 


mercoledì 7 febbraio 2024

SPA - SALUS PER AQUAM

 


E’ vero. Il bagno turco rigenera. Bastano quei dieci minuti dove rischi anche un vago assopimento, circondato dai fumi e con le goccioline di vapore bollente addosso. E quando esci sei davvero un altro.

“Ciao Michele” mi fa un tizio - mai visto - nel corridoio degli spogliatoi, mentre cerco il mio armadietto.. sinceramente non mi dice nulla, ricambio il ciao passando veloce e cercando di capire se l’Alzheimer vuole dirmi qualcosa.. il problema è lo specchio dove mi phono i capelli abitualmente.

Non sono io quello riflesso.

Cerco di mantenermi lucido. Apro l’armadietto, prendo il portafoglio, la patente: Michele Fusco. Nato a Genova, nella mia stessa data però, e l’indirizzo anche è quello. Fuori, in teoria, mi aspetta mia moglie, mi cambio con abbigliamento tutto familiare ed esco con l’ansia che inizia a montare.

Fuori c’è proprio Lulù, mi guarda e non fa una piega anzi, sorride.

Ora, io che scrivo, come proseguo? E’ chiaro il desiderio inconscio e sotterraneo di voler cambiare connotati, ma forse non anche vita di contorno. Michele avrebbe voluto trovare altro fuori dallo spogliatoio? O la narrazione condanna solo il suo essere attuale?  Troverà Margot Robbie ad attenderlo? Oppure nessuno? La casa ricolma di quadri, cucina a penisola, prosecco in frigo, sessantacinque pollici in sala?

O studiolo semi oscuro, roba scaduta da un pezzo nella madia, carte che tracimano, computer perennemente col cursore a lampeggiare su un verso ritroso?

Ma chi scrive s’inganna, si nasconde anche a se stesso, eppur si alimenta, scrivendo; un quadro escheriano che s’insegue senza sosta, assolvendosi e condannandosi attimo dopo attimo.

Michele ci pensa e rientra nel bagno turco. Uscirà di nuovo Franco, sudato e svuotato sorridendo a Luisa accoccolata nell’idromassaggio.

E Michele appena sciolto nel vapore di un post.

sabato 3 febbraio 2024

FAVOLOSO CALVINO


 In occasione del centenario di Italo Calvino, le Scuderie del Quirinale, a Roma, organizzano un viaggio nella vita di questo poliedrico ed eclettico scrittore, genio del Novecento e autore di romanzi, saggi ed articoli che hanno segnato la letteratura mondiale.


Seppur meraviglioso l'immergersi delicato in un mondo di scrittura, invenzione, sensibilità, questa mostra non ha fatto strike.
Certo Calvino non ha l'apparente appeal di un Van Gogh e non incuriosisce come Escher, e non gode di agevole interpretazione anche se tutta una letteratura ha attinto da lui, da Manganelli fino a Baricco.


Bisogna entrare nella sua bolla creativa, accomodarsi tra i suoi disegni, rileggere le sue brutte copie fitte di cancellature, rimandi, note a margine. Soprattutto rileggere nuovamente. 

Comprendere il suo essere universale, il viaggiare per scoprire, per immergersi nel suo mondo di ricerca e fantasia. Calvino ha sconvolto decenni di piani di lettura: prolifico, autorevole, enigmatico, incurante dei giudizi. 




Forse anche Calvino risulta intraducibile a tanti, perché non ci accostiamo alla sua curiosità, ci appare eccessiva, mentre è solo un voltare pagine polverose, lette già infinite volte.