giovedì 12 novembre 2020

PASSIAMO IL TEMPO A CONTARE?

 




Passiamo la vita a contare.

Appena aperti gli occhi: i minuti che mancano alla sveglia,

se è lei che ci sveglia, invece, il tempo passato in bagno 

e quello per preparare la colazione,

i post da leggere, 

i commenti arrivati, 

le notifiche, 

i uozzap, 

poi le camicie rimaste pulite,

i  nuovi contagiati in tv, 

le scatolette di tonno superstiti per il pranzo, 

i km e i minuti per arrivare in ufficio, 

la mail di lavoro, 

le persone in coda al bar, 

i clienti alla porta, 

i bonifici da eseguire, 

i soldi da contare (quella una tragedia che occupa mezza giornata, soldi non miei ovviamente..), 

le occasioni perse, 

le telefonate da fare, 

le cambiali da protestare, 

i giorni che mancano a domenica, 

e quelli a Natale, 

poi contiamo su noi stessi, 

ma anche un po’ sugli altri; 



quanto manca per tornare a casa, 

il tempo per raggiungerla, 

quanti piani in ascensore resistendo alla pipì, 

quante nuove serie Netflix 

e in quanto tempo ci stuferemo a guardarle, 

se sono stati più i sorrisi fatti che quelli ricevuti,

 i piatti da lavare e le pecore per addormentarsi, e domani si ricomincia.


Ma contiamo davvero qualcosa?

Nella nostra, pur effervescente, minuscolità?

39 commenti:

  1. Quella del resistere alla plin plin una vera tragedia... 🙄😁
    Sul contare nella vita rispondo, certo! Esattamente come scrivi tu...
    Bellissimo scritto, ciao Franco.

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    1. Hai ragione! .. lo devo fare un post riguardo la psicologia contorta e perversa della capacità umana di trattenere la "plin plin".. ;)

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  2. Uno capisce di contare solo quando si rende conto che quello che fa è utile agli altri. Siamo uno dei tanti ingranaggi che muovono l'orologio complesso della vita del mondo.
    Se la stanchezza si impossessa dell'uomo tutti gli atti ripetitivi diventano banalità mostruose e si comincia a scivolare, prima verso la noia e poi nelle braccia della depressione che oscura il nostro futuro.

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    1. Abitudini e consuetudini ci incastrano spesso in cul de sac senza via d'uscita. Uscirne significa spesso essere messi ai margini, guardati come folli e sconsiderati, o semplicemente inadeguati.

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  3. Il film è una superba parabola sull'emancipazione femminile tratta da una storia vera. Nell'America degli anni '60, dove ancora vige la vergogna della segregazione, tre scienziate afroamericane (Taraji P. Henson, Janelle Monae e Octavia Spencer, candidata agli Oscar) vengono assunte dalla Nasa. Circondate dai pregiudizi e dall'arroganza dei colleghi, che ne sminuiscono le capacità in quanto donne e di colore, le tre dimostreranno tutto il loro valore mettendo la firma a una storica missione spaziale: il lancio in orbita dell'astronauta John Glenn che girò tre volte intorno al Pianeta Terra ( recensione copiata a causa del sonno che mi ha fatto addormentare mentre guardavo il film).

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  4. Vero, io sono un maniaco dei numeri. Conto, conto, conto, non solo per lavoro, basti pensare ai miei conti sui conti del Milan :D. Conti i tempi del giornale radio, conto i tempi in base ai quali devo programmare il lavoro, conto il tempo in cui vado a comprare il giornale e quello della spesa.
    Nel prossimo corpo in cui mi reincarnerò (:D) diventerò un tecnico dei box Ferrari, e sarò lì a contare giro su giro i tempi...

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    1. Un post per te insomma, anzi, in-somma.. ;)

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    2. p.s. tecnico Ferrari così lavori meno.. non finiscono quasi mai un Gran Premio! ahahah

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  5. oh, sui contagiati sono il mago delle percentuali, percentualizzo tutto XD

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  6. chi sa fare di conto di solito ha meno problemi rispetto agli altri

    il fondatore della mia azienda diceva che odiava i ragionieri perchè rappresentavano la realtà

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    1. E' che a volte mi piacerebbe essere meno ossessionato, meno ingabbiato in una rete di spaziotempo che ci incastra a perfezione.

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    2. Eugenio Montale il 25 giugno 1915 ottenne il diploma di ragioniere e incominciò a svolgere una discontinua attività impiegatizia presso la ditta G.G.

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    3. Anche Giuseppe Ungaretti conseguì il diploma di ragioniere.

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  7. Più produci, in qualunque senso, più conti. La società si basa sul principio di utilità. La normalità cui si va dietro è solo la tranquillità di sentirsi inseriti e non emarginati dal mondo. Anche se questo spesso comporta perdere il piacere di vivere.

    - V

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    1. E' il disagio dell'inadeguatezza cui accennavo nel commento a Gus. Corriamo come forsennati in un circolo frenetico che ci divora. E non ci lascia spazi davvero nostri.

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  8. Più riflessioni in una.
    Passiamo il tempo a contare? forse si, il più delle volte anche senza rendercene conto.
    Contiamo qualcosa? solo per noi stessi e per le persone che ci vogliono bene.

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    1. Crediamo di avere coscienza di chi ci vuole bene, ma importante credo sia sapere a chi vogliamo bene, e quanto, e come.
      Come dico sempre, quando ricevi un sorriso devi già restituirlo.. ecco una bella cosa da contare: i sorrisi ;)

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  9. Contiamo spesso i giorni che mancano A...e non teniamo conto che il tempo passa e invecchiamo.
    Ognuno di noi è una cellula legata ad altre che contano per noi e per le quali contiamo. Tutto lì'.
    Cri

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    1. Ma quante cellule abbiamo attorno? Le hai contate mai?! E quante di queste tengono il rotolo di carta igienica al contrario?! ahah

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  10. Io molte di queste cose evito di contarle: non mi è mai piaciuta la matematica, e campo bene :D

    Moz-

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    1. A volte, ha ragione Sara, cataloghiamo e mettiamo in ordine inconsciamente, è come una sorta di riflesso condizionato..

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  11. Sai sto contando i giorni che mancano alla pensione?
    Se conto gli anni però son mi sembrano di meno...

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    1. Sono un privilegiato in questo contegg.. ops! senso.. un po' come Fulvio qui sotto... ;)

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  12. Il tuo post mi ha fatto pensare, vivo da sempre senza seguire orari o schemi e oggi che sono felicemente nullafacente per privilegio di età questo mio non programmare il tempo si è, se possibile ancora accentuato.
    Forse conto anche io, chissà.
    Ciao fulvio

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    1. Sicuramente quando smettiamo di lavorare, l'esistenza acquisisce, volendo, toni meno frenetici.. ma se questa prerogativa la si è perseguita e consolida anche in precedenza, meglio ancora.. ;)

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  13. Che ansia mi ha messo il tuo post!

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    1. Ti ho pensata mentre scrivevo, conteggi davvero tristi in questi giorni.. speriamo passino presto.. un abbraccio

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  14. non Ho mai avuto dimestichezza con i numeri, sento il tEmpo che scorre per cose spesso inutili,etmpo per me non ne ho gran che , grave errore...
    UNA FELICE SERATA AMICO CARO

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    1. Eppure una musicologa come te, col "tempo" dovrebbe avere una piacevole dimestichezza.. un carissimo saluto Nellina ;)

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  15. Si conto anche io.
    2 mesi e 3 settimane dal mio 60o compleanno
    1 anno e 27 giorni dal mio 1o nuovo compleanno
    Domani 1 anno dal ritorno a casa.
    .... e poi conto quanto mi manca alla pensione.
    Conto quanti minuti mancano per alzarmi la mattina (la mia radio sveglia va sempre avanti) calcolando di quanti minuti ho messo avanti la radiosveglia.
    Ma soprattutto, citando Fulvio, programmo molto, tutto quanto posso, da sempre, anche ora che per un periodo non ho potuto programmare...
    Programmate gente, programmate.
    Passione e progetto
    Provare per credere.
    "Fate bei sogni"

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    1. Ps
      Il film è bellissimo. L'ho visto 2 volte... Le ho contate... Ah ah ah

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    2. Programmare è una piccola macchina del tempo che ti fa vivere nel futuro. Un sogno ardito, ma incredibilmente luminoso.

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  16. Concordo, diamo troppi numeri.😊
    Sereno giorno.

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  17. Giusto, passiamo troppo tempo a contare senza rivendicare il diritto a contare noi stessi come persona in moltissimi ambiti della vita. Bellissima la tua lirica altro non aggiungo non avendo visto il film.

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  18. Ho visto il film e me ne sono innamorata. Intrigante la "conta poetica"...

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    1. Film fascinoso, e derivazioni poetiche inevitabili

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