domenica 25 luglio 2021

FOSTER IL TORNADO



Foster se ne sarebbe voluto stare lì, in disparte, classificato giusto come "innocua brezza", ma i suoi amici no, insistevano.. "dobbiamo crescere!". 
E ogni volta lo costringevano ad uscire con loro bighellonando lungo la costa e facendo volare auto e fattorie..

Ma Foster cominciava ad averne le scatole piene di essere considerato un pericolo pubblico, lui avrebbe voluto aiutare, rinfrescare uomini e messi, donare arietta oceanica e rendere sopportabili le afe estive.
Ma sembrava proprio che il suo destino dovesse essere per forza catastrofico.

Una mattina di luglio si rese invisibile, divenne tutto occhio e niente ciclone, chi ci capitava in mezzo era solo perturbato dal vuoto assoluto d'aria, l'assenza del minimo refolo, il sole folle che bruciava come un ossesso. 

I genitori e gli amici non riuscivano più ad individuarlo.. era uscito di casa vestito da piccolo uragano e nessuno pensava che in un batter di ciglia potesse trasformarsi in anonima depressione tropicale, senza dare nell'occhio, se non nel suo personalissimo "occhio" pacioccone, e dal quale non aveva nessuna voglia di venir fuori. 

Quella anomala quiete prima della tempesta però, iniziava ad insospettire molti, e quando le masse turbinanti del basso Atlantico, decisero di venire a scovarlo di persona, dovette lasciar perdere, aprì l'occhio, diede fiato alle trombe - d'aria ovviamente - e seminò vento così disordinatamente, che chi lo seguiva, avrebbe raccolto inimmaginabile tempesta. 


venerdì 23 luglio 2021

TRE FILM, UN POST

Tre film diversi. Forse con nulla in comune tranne la curiosità di vederli fino alla fine. E restarne soddisfatti.

Insomma, mentre tutti parlano di A classic horror show, ennesimo horror splatter e sangue rappreso, io mi guardo - più attentamente - altre cosette.

FINO ALL'ULTIMO INDIZIO

Dei thriller che vanno a caccia di serial killers abbiamo una casistica infinita. Se poi il cacciatore è Denzel Washington, ci mettiamo lì buoni a guardare aspettando che prima o poi, l'ultimo indizio del titolo, risolva l'adrenalitico intreccio, la guerra personale tra Denzel, Rami Malek e Jared Leto. La pellicola acquista un profilo psicologico di altissimo spessore, diventa film nel film, fino a ribaltare certezze e sospetti, rivelando trame insolite ed il finale che proprio non ti aspetti. Certo siamo nell'ambito del già visto, della strizzatina d'occhio a fenomeni cinematografico tipo Seven, forse una durata eccessiva con qualche lentezza di troppo, ma questi sono film dove conta la fine, e cosa hai fatto tu, mentre guardi, per renderla meno sorprendente. Conta se rimani lì a chiederti come mai non hai rovistato abbastanza negli animi, nei tormenti e nei perché. Conta davvero quell'ultimo indizio. 


OSTAGGI


Ci voleva una Casa di carta all'italiana, e pur con mille ma, ne esce fuori un film godibile, con attori in parte (e fuori) che si adeguano divertendosi anche. Gli italiani sanno fare cinema, magari sono lenti coi tempi, non velocizzano, sorprendono poco, manca il montaggio estroso, ma conoscono pregi e stereotipi e, come in questo caso, riescono a lavare molti panni in famiglia, o in panetteria, se preferite. Nota di merito all'Incontrada che non ti aspetti e che si prende decisamente la scena. Per la Ivone un'opera prima diligente e gradevole, supportata da signori attori a garantirne l'esatta fluidità. Alla fine forse il più in difficoltà, come naturalezza, è proprio Tognazzi, ma lo perdoniamo  volentieri.


LONG STORY SHORT


Innamorato subito di questo film, che pesca a piene mani da La vita è meravigliosa e Canto di Natale, fa le pulci a tutta un'epopea di Ricomincio da capo e mette sul piattino dell'emozione questo attore inglese, Rafe Spall, che ti diventa subito simpatico, incastrato in questo loop che gli fa vedere la sua vita dipanarsi, ma solo per qualche minuto, ogni anno all'anniversario di matrimonio. Facendo rendere conto a lui - e a noi - di quante cose facciamo - o non facciamo - senza metterci l'anima, sprecando tempo e occasioni.
Insomma da un canovaccio non certo originale, un punto di vista fresco e acchiappante che coinvolge con brio, ritmo, cuore e feeling. 

 

martedì 20 luglio 2021

E FINALMENTE IL BLOG CHE SI SFOGLIA...

 

POSTODIBLOGGO

Alla fine (o all'inizio), era proprio questo il sogno.. sentire l'odore della carta emanare dai propri post, il fruscio delle pagine stuzzicare il tatto, l'occhio depositarsi da tutt'altra angolazione.

Rileggersi come la prima volta, accarezzando le righe. Certo parlarvene è quasi superfluo, ma non è davvero la stessa cosa avere "un blog da sfogliare", sorprende anche me!.. 

Comunque anche un modo per sondare nuovi orizzonti, farsi leggere altrove, aldilà degli altri bloggers, o anche di chi si avvicina tramite Google..c'è un mondo di lettori che viaggiano e sognano solo sulla carta, e poi ci sono io che cerco di tradurli proprio sulla carta, quei sogni.

Mi sembrava il minimo poterci incontrare.


Ma poi vuoi mettere un ISBN tutto per me, da coccolare e custodire?



E una quarta di copertina con la foto segnaletica? Ma quando mai e quando mai ancora?! 

"Ognuno sceglie il proprio castigo.
Il vostro potrebbe essere leggermi"

Un abbraccio infinito intanto. Senza voi, il conforto, l'incoraggiamento, le idee e gli stimoli, questo libro non ci sarebbe.

E chi volesse fare una pazzia.. questo il link di Amazon:
POSTODIBLOGGO il libro



domenica 18 luglio 2021

GENOVA 2001

Ma nessuno che se la sia mai presa con gli idioti che, anziché organizzare un G8 su una portaerei a largo, chessò, di Madeira,

hanno preferito rischiarsela in una splendida città come Genova,
da poter mettere serenamente a ferro e fuoco.

Nessuno mai?

giovedì 15 luglio 2021

PREOCCUPA..

Immagine by Pixabay    (free copyright)



 ...l'impoverimento mentale, 

la rinuncia alla fantasia, 

l'apologia del volo pindarico, 

il ricorso sistematico alla metafora assassina. 


Preoccupa il disordine d'animo, 

l'autoflagellazione, 

la condanna estrema, 

il non ritorno, 

questo sommesso brulicare d'incomprensioni, 

i sogni arsi in un unico falò. 


Preoccupano il disfattismo e l'alienazione, 

i cumuli d'acredine, 

preoccupa il groviglio di nervi e contraddizioni che ci lacrimiamo addosso.


Preoccupa l'ipocrisia, assieme alle false preoccupazioni, 

la saccenza in prima e seconda pagina, 

il sapere tutto, il condannare tutto, la perfezione vantata.  


Preoccupa questo autocompiacimento latente, 

questo costante monito all'immaginario 

ridotto ad incubi notturni e fughe oniriche traghettate su terapeutici post.

domenica 11 luglio 2021

ROBOT COME NOI



Un interessante articolo di Giuliano Aluffi sul penultimo Venerdì di Repubblica, parla del proliferare dei robot.
Una robotica antropomorfa tendente a sostituire l'uomo più che aiutarlo. Una gara all'uomo meccanico perfetto. Alla fine un perdere di vista le reali necessità, concentrandosi sui sentimenti ed empatie riproducibili su circuiti stampati.

Stiamo come perdendo il senso di un aiuto da parte delle "macchine"? Vogliamo solo riprodurci novelli Onnipotenti?
Siamo in grado di capire che servirebbero aiuti per coltivare, per pescare, per costruire, invece di robottini che esaltano il culto di loro medesimi e dei loro creatori?
Macchine da compagnia, si è detto.

Come gli animali. Ma servirebbero macchine che "non giudicano", come gli animali, appunto.

Macchine evolute fino ad un certo punto.
Senza ambizioni pericolose.

Migliori dell'uomo in pratica  ;) 

giovedì 8 luglio 2021

IL TERRAZZO PROBLEMATICO

Image by Piaxabay

C’era una volta un bel terrazzo, ampio e luminoso, di quelli che se
ne vedono spesso 
in città a godersi una fetta di cielo, quasi spavaldi.

Ma il nostro terrazzo aveva un problema. Soffriva di vertigini.
E fin da quando era stato progettato, se ne stava coi parapetti chiusi, terrorizzato dal solo guardare giù. 

Che poi era appena ad un terzo piano, niente a che vedere con quelle terrazze vertiginose e panoramiche che dominavano le nuove costruzioni da periferia moderna, palazzi che ostentavano ardite architetture e linee slanciate. Insomma qui si parla di un profilo molto discreto e per nulla impudente. 

Fatto sta che il nostro terrazzo iniziava ad avere paura, specie di notte, ed era facile sorprenderlo in preda a vaghi tremolii, brividi di paura, puro e semplice panico da altezza. Il proprietario dell’appartamento però, si stava preoccupando..  aveva interpretato quelle vibrazioni come sintomi di instabilità dell’intero edificio, e voleva scrivere al Comune, protestando contro presunti lavori che avrebbero minacciato la sicurezza dell’intero stabile, ed era un peccato non percepisse quel disagio naturale invece, anche perché il terrazzo amava i sui proprietari, e loro lo adoravano, lo avevano agghindato di piante, evitavano il troppo sole con delle tende a tutta superficie, e amavano mangiare fuori, ospitare amici e trascorrervi le belle giornate.

Ma la questione
  rimaneva irrisolta e col passare del tempo sembrava acuirsi, il nostro terrazzo accusava quel vuoto sotto e dinanzi a lui, si stava stressando e avrebbe voluto essere tanto un giardino al piano terra, ampio e sicuro, senza alcun problema.

Forse era il caso consultasse uno psicoter(razz)apeuta.

mercoledì 7 luglio 2021

E.I.T.R.D. DA UN'INIZIATIVA DI DANIELE VERZETTI

E.I.T.R.D.   per non dimenticare mai




Saman Abbas non si trova.

Ma ora si parla di Nazionale, di rigori, di Finale.

Saman Abbas è sparita e siamo stanchi anche di cercarla.

Ora basta. L'effetto mediatico è svanito. La notizia non vende più.

Saman è sparita. 

Quante ne spariscono di Saman? Quante ne affogano una volta avvistata Lampedusa? Quante ne sopravvivono nei campi sotto il sole? Quante continuano ad essere picchiate e costrette ad una vita mai desiderata?

Quante ne spariscono in autonomia, sperando che dopo un po' nessuno le cerchi più, e riescano a rifiorire altrove, a ritrovare un sorriso.

Ma continuo a coltivare un sogno: spero che la nostra Saman sia tra queste ultime.

Tra quelle che hanno detto Basta! e sono fuggite via.

Lo spero ancora di cuore.

lunedì 5 luglio 2021

CONFINI

Immagine by Pixabay


Liberissimo spunto da un articolo di Andrea Consonni

I confini mi hanno sempre affascinato, un po' come le isole. Confini naturali, non ritenuti tali, non imposti, e neanche subiti. 
Rassicurano, delimitano senza minacciare, a volte puoi oltrepassarli senza che ti accada nulla, ma intanto custodiscono, misurano, offrono parametri distanziali, circoscrivono l'agire altrimenti irrequieto ed irregolare, o magari forsennato.

Si manifestano in infinite sfaccettature, da da una porta sul pianerottolo, ad un divieto per gli anonimi su un blog.

Regolano il senso della misura e del possibile vivere e convivere, ci dichiarano residenti od ospiti, riconoscono un naturale destino, si tramutano in mappe e cartine geografiche.

Su un'isola non mi sento prigioniero né minacciato, ma libero della sua libertà, partecipe della sua identità che diviene mia, salgo su una cima e guardo tutto il mare attorno, comprendo e mi comprendo al suo interno. Posso percorrermi e ritrovarmi, creare un anello infinito senza l'affanno dello sconosciuto.

Forse a questo servono i confini: a rassicurare dall'infinito.
Forse a questo servono le isole: a rassicurare dall'inesplorabile.

sabato 3 luglio 2021

OMICIDIO A EASTTOWN (occhio che qui si spoilera)

 


Sette episodi che si susseguono e si trangugiano golosi nell’incertezza di sapere cosa bolle in questa sonnecchiosa cittadina, dove ognuno ha da nascondere qualcosa, più o meno grave, dove le vite familiari si affastellano di difficoltà e complicanze, dove le ragazze spariscono e vengono, chissà, rapite o uccise, e dove l’omicidio del titolo serve a scavare nel fango e rimestare nel torbido. 

E a chi può toccare indagare, se non ad una svuotata Kate Winslet, poliziotta tuttofare, cicciottella e costantemente con la bottiglia di birra in mano, ma fascinosamente tormentata e turbata da vicende familiari che più tristi non possono? E Kate indaga. È lei il centro del thriller. È lei che ha rapporti con tutto il paesotto. È lei che raccoglie confidenze ma ne distribuisce meno, cerca rapporti senza farsi troppe domande, toccata da lutti mai elaborati, scossa da casi irrisolti, attribuiti alla sua inefficienza, e costretta a collaborare con detectives esterni, chiamati apposta a risolvere l’irrisolvibile. 

È lei il vero fulcro della serie, con una capacità di recitazione e coinvolgimento davvero potenti. Suadente anche quando zoppica.
Sei  puntate col giusto metro mistery, tutte con finale sospeso che ti fanno venir voglia di correre subito alla successiva, pian piano si spargono sospetti un po’ su tutti, e noi cerchiamo di cavare il classico ragno dal buco dipanando matasse sempre più contorte; ma come succede spesso, quando inizi a pretendere troppo da puzzle intricati, iniziano le arrampicate sugli specchi  e la sospensione dell’incredulità comincia a scricchiolare di brutto. Su tutte, la scoperta dell’assassino ad “inizio” settima ed ultima puntata.
Cosa si aspettavano gli sceneggiatori dallo spettatore medio? Che si sarebbe accontentato di quaranta minuti di titoli di coda?
A parte questo, magari ad avercene di più di questi prodotti, infinitamente più fruibili delle sfilate di cappotti della Kidman, sempre recentemente vista su Sky.

giovedì 1 luglio 2021

QUALCHE GIORNO PAPA' ED IO


Pensavo ad una giornata di sole.

Qualche giorno solo con papà, andiamo nella nostra casetta al mare mai più visitata dopo la scomparsa di mamma. Ecco un modo per chiacchierare di nuovo,  senza fretta, mangiare insieme, prendere il sole.
Confessare troppe cose, no.
Non c’è mai stata quella confidenza necessaria, quella visione comune.
Con papà si discute pure davanti a un tg, lui è sempre stato un liberale prima, berlusconiano poi , io sinistroide anche se anomalo, ascendente anarchico.
Insofferente delle sue apprensioni, dei divieti imposti.
Però l’ho vista bene questa occasione di condivisione e scambio.
Scambio di accortezze, di affetto reale. Non abbiamo donato nipotini ai miei, mia sorella ed io, e Dio sa quanto ne avrebbero desiderato almeno uno. 
Ma non l'hanno mai fatto pesare, con una sensibilità impagabile.

La comprò per mamma questa casa, e non ha fatto nemmeno in tempo a riempirsi troppo di ricordi, ma lei sarà qui, vicino a noi, a mangiare frittura, a prendere il sole in sdraio e a sorridere alla tv.

La vita continua, o più che altro deve continuare e non è che sta a guardare noi che rimaniamo, o chi si ferma in stazione.
Lei fila via, per la sua strada, albe e tramonti, stagioni e passioni.. e noi ci si adegua, chi più, chi meno.
Ma parlare di vecchie cose, ora  - anni remoti quasi -, con papà; fa bene, e ci fa stare bene entrambi; lui con poco da chiedere ancora dietro la nostalgia di mamma (e ogni tanto cerca di ribadirlo), io con tanto ancora come se fosse giusto pretenderlo, pure se i vent'anni sono anni luce lontano, con i programmi che tracimano dal cassetto, e i sogni che frullano per la mente, perché la pensione aiuta anche in questo senso: o sbraghi o ti reinventi.

Pensavo ad un’altra giornata di sole, ad abbronzare  progetti.


lunedì 28 giugno 2021

28 GIUGNO ZONA BIANCA: COME FAREMO SENZA MASCHERINA?

 


Io abituato allo sberleffo celato, alla linguaccia irriverente, allo stupore per una bellezza improvvisa, al cenno di disgusto non trattenuto.

Come faremo, senza protezione dagli altrui occhi,  a riacquisire quei sani automatismi di apparente signorilità, andati irrimediabilmente persi in questi mesi di volti mascherati?

Come faremo a trattenere di nuovo le faccette spontanee di sana irrisione, di colpevole rimbrotto, di ardita concupiscenza?

Qualcuno ha parlato di sorrisi "sterminati", ma quanti invece NE sono stati ugualmente elargiti, anzi di più? Tra noi e noi, ma con piena complicità mimica, soltanto nascosti agli altri: mascherina come sipario di teatro, luci soffuse e noi dietro in perenne prova, a nascondere dinieghi e disapprovazioni, manipolando consensi e falsa accondiscendenza.

Per ottenere tutto questo ora dovremo tornare alle antiche Maschere? 

Io non me la tolgo. Comincio a tenerci alla mia ostentata privacy...

domenica 27 giugno 2021

CAMARA FANTAMADI



Camara muore nei campi sotto il sole lavorando a sei euro l'ora, affinché noi tutti si possa trovare i pachino nel supermercato, mentre passeggiamo con l'aria condizionata a palla.

Tutti cascano dal pero, facendo finta di non sapere, oppure di sapere ma di aver già vietato da tempo il caporalato e lo sfruttamento.

Magari poi, quei datori di lavoro, sono contenti che i calciatori si inginocchino per il Black lives matter.

Magari poi, lo Stato pagherà per il ritorno in patria della salma.

Magari poi, qualcuno controllerà le condizioni di lavoro di questi disperati, gli stessi che la Meloni non vuole arrivino in Italia.


Purtroppo anche noi ci indigniamo solo per il tempo di un post.

Poi andiamo a fare la spesa.  


A 41 ANNI



A 41 anni ci possiamo ritenere grandi, maturi, cresciuti, coscienti.

Responsabili addirittura.

Stiamo testando la vita, assaporandola a morsi voluttuosi, facendo esperienze; a volte già ricominciato da capo svoltando tra delusione e fallimento, oppure siamo in pieno viaggio entusiastico, al colmo delle forze e della passione, curiosi e pronti sempre a meravigliarci e ad apprendere.

La Strage di Ustica no. 

Lei, a 41 anni è ancora bimba innocente, macchiata e marchiata di sangue che continuerà chissà per quanto a chiedere una giustizia invisibile, cieca e sorda.

A 41 anni si può essere come appena nati, ma già sepolti per l'eternità.

Senza crescere, senza fare nessuna esperienza, senza un perché.


La maggior parte di voi che legge e blogga, non era neppure concepito, all'epoca, magari neanche in programma, o vagamente sui radar.. per rimanere in tragico tema.

Ecco il vero clima dove state, dove stiamo, crescendo

Ora è il turno dei Regeni, ma ci sono segreti ed orrori insormontabili, che pian piano cadono nell'oblio. 

Se non ne sapete nulla, o pochissimo, informatevi, leggete in giro. Non è fantascienza.

E' Storia.

Ustica, 27 giugno 1980


“Questa faccenda del mentire e del dire la verità è una lunga storia, è meglio non azzardare giudizi morali assoluti perché, se daremo abbastanza tempo al tempo, arriverà sempre il giorno in cui la verità diventerà menzogna e la menzogna si trasformerà in verità.” (José Saramago, Il Vangelo secondo Gesù Cristo, p. 150)”

venerdì 25 giugno 2021

OTTO ANNI

 


Un’avventura continua, persone bellissime, il blog come compagno

di vita che mi ha permesso di arricchirmi di conoscenze ed imparare

a scrivere ed organizzarmi, prendendo spunto e meravigliandomi di

continuo.

Certo anche delusioni amare, ma ci sta. 

C’è vita vera qua dentro, 

con i pro e i contro.


E si prosegue. Con spunti infiniti.

 


Placherà mai questo odore

Di risacca ventosa,

questo aggrapparsi a labile secca

presto dissolta,

questa brezza pastosa

di stelle scorrevoli

tra ante di cielo magico,

ardito mosaico

di luce disordinata?

 

 

Poesie, sogni, iperboli

Recensioni  e racconti.

Tutta roba che continuerà

a fermarsi al posto di blocco.

E non placherà.

Esibendo passione ed entusiasmo.

Senza nessun possibile vaccino.

 

sabato 19 giugno 2021

GAS

 

Ogni volta che metteva la testa fuori, così, anche solo a dare un’occhiata, diventava fuoco. Una sensazione devastante, caldo atroce a bruciare quell’ossigeno che non serviva più per respirare, ma solo a creare fiamma infinita, e sopra la testa sempre piastre, padelle, caffettiere, pentole, acciaio.. nulla che mostrasse il vero volto del mondo. Solo fuoco telecomandato ad illuminarsi bruciando.

Nel tubo buio invece, lontano da ogni innesco, l’atmosfera era gassosa, ma serena, anche se opprimente, claustrofobica ma fluida, anche se mai nessuna molecola aveva mai pensato ad una esistenza alternativa, ad assaggiare l’aria, librarsi in un volo, incontrare nuovi amici meno lugubri e taciturni o, addirittura, un contatto con quello che dicevano poter essere l’unico e solo papà: il sole.

Poi un giorno, stufo di incendiare energie, decise di tentare la fuga.
Giusto qualche attimo di spettacolosa libertà, a curiosare frenetico..

Ma bastò una scintilla, e se ne accorsero in tutto l’isolato.  


giovedì 17 giugno 2021

L'AMORE OLTRE LA MORTE: AIUTIAMO LISA


da Mariella

"Sonia Campagnolo è una signora di Padova che ha combattuto quel maledetto bastardo di un cancro e ha perso. Tumore al pancreas. Sonia sa che deve morire e la sua unica preoccupazione  è quella di lasciare sola e senza sostegno economico la figlia Lisa, che studia giurisprudenza nella sua città.  Cosa fare per occuparsi di lei anche quando non ci sarà più? Decide di mettere sull' epigrafe l'IBAN del suo conto corrente 

IT96E0103062470000001807112 -  

intestato Lisa Campagnolo
causale: in memoria di Sonia

in modo tale che chiunque possa aiutare la sua ragazza.  Sonia è morta lunedì e la sua storia, che ho appreso dai giornali,  mi ha fatto venire i brividi. Un amore immenso che supera perfino la morte. Una madre che vuole assicurare alla figlia un destino diverso dal suo, un'indipendenza economica e un'autonomia professionale che la tenga al riparo da ogni imprevisto della vita."

Mariella ha letto la storia su Lilladoro, il blog di Cristiana Marzocchi 
e io mi sento vicino alla vicenda, per svariati motivi.
Il tumore al pancreas poi, è davvero straziante e quasi senza via d'uscita.

Spero in un futuro sereno per Lisa, e per tutti quelli che combattono, con forza, e fiducia.


martedì 15 giugno 2021

SPOT PUBBLICITARI

Vorrei aprire un dibattito sugli spot pubblicitari.

L'idea parte dallo scemo che tutte le notti, per far addormentare il figlioletto, trova splendida l'idea di scorrazzarlo in auto comprandosi un hamburger in un drugstore notturno e pagando con la sua mitica carta di credito.

A quale persona normale verrebbe in mente, praticamente ogni volta che il neonato frigna, un'idiozia simile?

L'altro è quella serie di squilibrati che prima di spalmare burro e marmellata su delle famosissime fette biscottate si dilettano in attività ludico/psicotiche tipo far volteggiare i porta cartoline fuori delle tabaccherie, osservare i passerotti sui fili della luce, suonare i citofoni a mezzanotte..

Poi c'é Skoda - e qui faccio pure nome e cognome - con navigatore online. Praticamente presume che gli altri si registrino i percorsi da casa.. ahahah 

E finiamo in bellezza con Poltronesofà "Non un euro in più di quello che è costato a noi" La Caritas je fa un baffo.. oltretutto li avevano già multati i cialtroni, per lo "sconto 50% + 40%".. stavolta spero li sbattano dentro: cella con divano.

Ve ne vengono in mente altrettanto demenziali?


domenica 13 giugno 2021

PALESTINESI E ISRAELIANI


Una storia infinita, la guerra palestinoaraba/israeliana. Puoi nascere in un fazzoletto di terra e ti viene insegnato l'odio come a noi la geografia. Diventa normalità. Se ne narra da secoli, poi esce un film semplice, anche ingenuo a ben guardare, ma probabilmente in questo la sua forza. Lo trovate su Sky.

Un famoso direttore d'orchestra tedesco, viene incaricato di organizzare un concerto a scopo di pace, formando elementi sia palestinesi che israeliani. Un'impresa al limite dell'improbo. Già l'audizione a Tel Aviv, per chi deve arrivare da terre arabo palestinesi, diventa complicatissimo, nonostante i permessi per i giovani musicisti, c'è da combattere anche l'ostracismo delle famiglie: e splendida la risposta di una giovane violinista palestinese, che al padre che le consiglia di tenere il violino non nella custodia, perché potrebbe essere scambiato per un'arma ai check point, risponde con un sorriso: "Ma è un'arma!" esplicando con mirabile saggezza il sottotitolo del film #makemusicnotwar.  

Dovranno fare squadra questi elementi che si odiano istintivamente a pelle, dovranno riuscire ad amarsi e rispettarsi, e la musica è un qualcosa che li unisce davvero sopra ogni cosa ma per impararlo ci sarà comunque da faticare, ingoiare rospi, rinnegare una storia cucita col sangue e la sofferenza, e affidarsi a questo saggio direttore d'orchestra che nasconde tormenti terribili e che finirà per rivelare, proprio per far capire che l'odio è stolto e che siamo tutti esseri umani, alcuni con in più un dono magico: fare musica, splendida musica. 

Un piccolo film in fondo, ma dal significato immenso, che commuove e turba. 

Spero venga distribuito nelle scuole israeliane ed in quelle arabopalestinesi. 

Spero in ogni più piccolo tentativo, per riportare serenità in quelle terre martoriate. 

 

giovedì 10 giugno 2021

DISTRATTI ESEMPLARI


Vi inseguono mai versi fatali?

Nel corridoio, in auto, alle Poste, in ascensore?

Dichiarando guerra al vostro pensiero corrente,

mentre minacciano tempeste tormentate,

fino ad inchiodarvi davanti un pezzo di carta o un pc,

per poi, semplicemente, dileguarsi?

Lasciandovi spogli, erosi, svuotati.

Vi supplicano mai massime liriche dell'anima,

delicati ingorghi di fiabe oniriche,

mirabili costruzioni di parole così affiatate 

da donare finalmente un perché all'inesplicabile,

per poi trasformarsi all'istante 

in tenera nebbia impalpabile, ricamo incompiuto

silenzio incurante di eco deluse?

Ditemi quali trappole acconciare da suppliche,

quali inganni incastrare nel cielo, 

o quale strategico disinteresse esibire,

- fingendo cauta meraviglia -

fino a catturarne distratti esemplari.


martedì 8 giugno 2021

SULL'ONDA DEI MALATTIA MOVIES..

Un malattia movie può aprire scenari che non avremmo mai preso in considerazione, ci avvicina a realtà scomode, può insegnare a comprenderle, ad osservare con altri occhi, può farci crescere, anche se comodamente in poltrona. 

Uno dei pregi del cinema.


VIVERE DUE VOLTE

L’Alzheimer narrato, specie al cinema, rischia di diventare sempre un’arma a doppio taglio, prendendosi a braccetto il compatimento e la malinconia. Questo piccolo gioiellino spagnolo, invece, con garbo, inventiva ed una premura tutta particolare, ci avvicina al dramma di questa patologia col piglio della commedia leggera, ci fa sorridere e commuovere grazie a diversi piani di lettura e ad attori capaci di splendide performances, ad iniziare dalla deliziosa Blanca, una bimba undicenne affetta da artrogriposi, che le rende complicata la mobilità delle gambe.

Un brillante ex professore universitario, che conduce una vita serena a Valencia, con le sue puntate al bar e gli immancabili sudoku (“quadrati magici”) che gli riempiono le giornate, inizia un giorno a fare i conti con lievi black out mentali, che si rivelano segnali di lento, ma irreversibile Alzheimer, e per un professore di matematica risulta ancora più screditante faticare per il minimo sforzo mentale o il non districarsi tra i vicoli della sua adorata città.

Ma è bene sottolineare un incipit delicatissimo, dove il nostro adolescente professore, già appassionato di “quadrati magici”, conosce un’altra ragazza con la quale lo scambio sarà breve ma intenso e carico di significati dal tenerissimo sviluppo nel proseguire della storia.

Alla vigilia di questo irrompente Alzheimer, il nostro professore vorrebbe poter rincontrare quella bambina che il destino non gli ha fatto più rivedere, se non in quel lontano spiraglio d’estate. Ora è vedovo, ha solo una figlia, con un marito non proprio ideale ed una meravigliosa nipote, pezzo forte del film, che con la sua malattia (reale) si rende adorabile senza affatto impietosire. Assieme cercheranno di ritrovare la bambina che una vita fa lo turbò anche solo per poco, e questo finché la memoria gli permetterà di ricordarla; il tutto in un road movie simpaticissimo, ricco di episodi e squarci delicatamente emozionanti. Con tutti i protagonisti riccamente coinvolti comunque, anche se il professore (Oscar Martinez) e la bimba (Mafalda Carbonell) la fanno da padroni.

Sono i dettagli ed il loro farsi spazio con discreto minimalismo, a fare sempre centro in questa pellicola, i piccoli richiami, le ripetizioni, i goffi peggioramenti, la tenacia, l’amore e la pazienza con la quale la figlia tiene a galla il papà, oltre la deliziosa ed estroversa bimba, autentico collante e deus ex machina di tutta la storia.

A mio avviso la mano sensibile di una donna, la regista Maria Ripoll, si fa decisamente notare, coglie aspetti esclusivi, mescola con discrezione e sapienza commedia e dramma, vela di sarcasmo le noti tristi, rende malinconiche le venature grottesche, mantiene perfetto l’equilibrio tra desiderio, sogno e necessità. Riscatta l’amore, e scuote ognuno di noi, e in più crea simpatia per una materia - la matematica - ostica a quanti non la affrontano con l’esatto spirito.

Spero che i Verdone (così per citarne uno..) si dedichino ogni tanto a visionare cinema di altre latitudini, non poi così lontane, tanto per rendersi conto di quanto poco basti, a volte, per essere autentici.  



 
ALTRUISTI SI DIVENTA

La distrofia muscolare addosso ad un ragazzo provato, spiritoso ed intelligente. Che non può far a meno di un caregiver. Se non altro per pulirgli la cacca dal culo, ma pian piano, anche tutto il cinismo dal cuore.

Infatti le storie sono due, quella del nostro distrofico, Spencer (superba prova di Craig Roberts) in compagnia di un assistente alle primissime armi, Ben (Paul Rudd in gran spolvero) che ha bisogno assoluto di lavorare e che la vita ha già messo a dura prova.

Il rapporto tra i due crea subito scintille, Spencer ha bisogno di assistenza costante, è stato abbandonato da un padre scellerato quando aveva tre anni, spaventato dall’insorgere della malattia, vive con la mamma ed un ricambio continuo di assistenti che fa impazzire. Non vuole uscire di casa, gli bastano televisione e cibi sempre uguali. Teme ogni novità e si è costruito una bolla che lo difende da ulteriori traumi.

Ben è uno scrittore senza lavoro con una tragedia familiare alle spalle e una moglie che vuole divorziare, lasciandolo ancora più in crisi.  Accetterà di fare da “badante” a Spencer, entrando in una costruttiva collisione col mondo disincantato del ragazzo, costretto su una sedia a rotelle, e che riserva solo alla fantasia le bellezze del mondo che vorrebbe toccare con mano.

Sarà proprio l’inesperienza di Ben, la sua voglia di far irrompere nella vita di Spencer tutti quei sogni che lui gli racconta, la chiave di volta per un improvviso road movie alla ricerca di respiro ed esperienze tutte nuove, tra di loro anche un'autostoppista tutto pepe, Selena Gomez che oltre a ottima cantante, si rivela attrice di livello.

 


lunedì 7 giugno 2021

CHI NON VA A CHECKLIST?




Sembra che il mondo (aziendale, produttivo, terziario e, da non crederci, casalingo) abbia deciso di muoversi a checklist.

Ed ora anche quello editoriale, come caldeggia Atul Gawande  col suo libro Checklist (come far andare meglio le cose) edito da Einaudi proprio in questi giorni,  propone  le sue teorie.

C'è voglia di elenchi da celebrare e rispettare, voglia di catalogare tempistiche e gusti, voglia di ordinare il tempo e le scelte; metodologicamente ed attraverso criteri di omologazione che qualche volta possono rilasciare un vago retrogusto di masochistica costrizione. 

Ma ce n'è anche davvero la necessità, mi chiedo?

Usciamo da casa e facciamo la checklist del gas da chiudere, serrande alzate, allarme inserito, chiavi da prendere, casa, macchina, garage. Occhiali, cellulare, spazzatura, lista della spesa (la famosa lista nella lista), maglioncino, ombrello. Poi dice che uno resta a casa in pigiamino... te credo!

Diciamo che le checklist regolano il mondo come (vorremmo) dovrebbe andare, senza il minimo imprevisto. 

E la scuola di Gawande afferma che le checklist sono molto più utili di una semplice playlist musicale da I-pod 

Entrambe, comunque, aiutano a settorizzare e tenere d'occhio con criteri, seppur opinabili, l'incasinato scorrere  della vita e delle note che, sole, vogliamo giungano alle nostre delicate orecchie. 

Rischiare di tornare senza latte dal supermercato è un tracollo che non possiamo più permetterci in questa vita dove ogni minuto ha il suo perché.

Ogni post il suo posto, ogni orologio la sua sveglia, ogni calendario la sua spunta, ogni scadenza il suo preavvertimento di scadenza.  

Ma non è che ci stiamo incartando in un sistema stritolante? Non avete mai questa impressione?

Un semplice "Mettere ordine" puzza di muffa forse, troppo stantio? .
Vuoi mettere una fresca checklist, che fa di un trend che neanche ti immagini?

E comunque prima di pubblicare ho controllato le "bozze".. ahah.. un'altra checklist!!

sabato 5 giugno 2021

E.I.T.R.D. - ESCLUSA L'AGGRAVANTE DELLA CRUDELTA'

E.I.T.R.D.  ddddda un'iniziativa di Daniele Verzetti

Finché leggeremo sentenze del genere, dovremo tenere conto che non siamo tutelati, nessuno è tutelato, anzi, sembra che si voglia quasi favorire uno Stato di Diritto assurdo.

Spero che le cose cambieranno, ma andiamo lenti, lentissimi. 

E la violenza insiste.

Dagli archivi: 

"La Corte d'Assise d'Appello di Perugia ha condannato a 20 anni di carcere Salvatore Parolisi, l'ex caporal maggiore accusato dell'omicidio della moglie Melania Rea. Il ricalcolo della pena al ribasso per il militare (condannato a 30 anni con rito abbreviato) era stato disposto l'11 febbraio scorso dalla Corte di Cassazione che aveva escluso l'aggravante della crudeltà anche se Melania Rea venne uccisa il 18 novembre 2011 con ben 36 (trentasei) coltellate"  (dal web)


Sembra sia stata esclusa l'aggravante della crudeltà dopo aver consultato 
il Manualetto delle Pugnalate, in dotazione alla Magistratura Italiana.

Secondo tali norme si parla di: 

marachella  :  per ogni tre coltellate inflitte
discussione :  per omicidio fino a sei coltellate
baruffa        :  per nove, 
disputa        :  fino a quindici.

Poi subentra la rissa per diciotto coltellate inflitte, tafferuglio per ventuno, tumulto per ventisei.
Omicidio semplice fino a trenta, omicidio composto fino a trentadue, macello fino a trentasei.

Solo oltre questo limite possiamo  parlare di crudeltà applicata all'atto, entrando nel campo della strage, dell'eccidio, dell'ecatombe e dello sterminio (quest'ultimo in abbinamento al genocidio, non cumulabile con altre offerte).

Tutti elementi escludibili nell'ambito della civile discussione 
intavolata all'epoca dai coniugi in oggetto.

La seduta è tolta. 

mercoledì 2 giugno 2021

2 GIUGNO 1946 LE DONNE VOTANO LA REPUBBLICA




Prima volta per le donne al voto. 

Pazzesco: Prima del 1946 la donna non era un essere votante; era un essere umano difettoso, incompleto, incapace, inadatto, inservibile per le cose serie.

Forse all'epoca non la pensavano così, la vita era sempre andata avanti in quella maniera, magari a qualcuno avrà sfiorato l'idea che qualcosa non andava esattamente per il verso giusto, ma avranno pensato:  è sempre stato così, in fondo, l'uomo vota e la donna a casa. L'uomo governa ma anche la donna governa: bambini, cucina, biancheria.

Sarà stato questo il principio, del resto non c'era il progresso, l'emancipazione, non esisteva larghezza di vedute.

Oggi invece è tutta un'altra cosa.  La donna va nello spazio e prende decisioni politiche, è ormai alla pari.

Solo le suore non possono celebrare messa.. chissà perché?
forse perché 
 è sempre stato così, in fondo.


Un ultima postilla con l'occasione: per il secondo anno consecutivo, evitiamo la pagliacciata della parata militare. 

Speriamo che la sana consuetudine prenda piede.


E buona festa a tutti! 



lunedì 31 maggio 2021

CHI NON LEGGE QUESTO POST E' UN IMBECILLE

A distanza  di TANTI anni un post che andava ripro(post)o a beneficio dei ...lettori (e soprattutto mio ovviamente.. ahah.)



Inizia cosi, parafrasando un felice libro del giornalista/autore/scrittore Oliviero Ponte di Pino, questo viaggetto alla ricerca dei corvetti della blogosfera,


- non di quelli coscienti d’esserlo (io ed un bel po’ d’altri), di quelli, che con leggerezza, blo-blo-bloggano di tutto, mettendoci la faccia, un po’ ridendosela e un po’ tirandosela del loro stato di portatori sani di sana sciocchezzeria, usando il blog come valvola, ripostiglio, archivio, smemoranda, serbatoio, sgabuzzino e campo di gioco, di sogno, di lancio di urla virtuali a webbarsi nell’etere, o di punte di penna pixxellata a sussurrare sospiri videati, ed a questo proposito v'invito a curiosare il post di Manuela che centra in pieno lo spirito del blogger sano di mente -


ma di quelli che, fenomeni, sono convinti di poter spalmare autentica saggia cultura dal loro pulpitino/bloggherino o dai loro commentini trincera(n)ti dove restano indissolubilmente inchiavardati. 
 
Con ideuzze(?!) e polpastrelli.

Ho saccheggiato il pamphlet di Ponte di Pino anche perché, come egli stesso ammette citando – probabilmente – Oscar Wilde : 

”Quando si ruba ad uno solo è plagio, quando si ruba a molti è ricerca”,

ed il concetto pare risulti ben noto ad un discreto manipolo di bloggers - o presunti tali - e non (che poi fanno le vittime con ardita faccia sculettante).



Secondo Locke una delle cause della stupidità è un difetto di memoria, un procedere alla cieca quando la rabbia convulsa attanaglia i neuroni, uno sfogo istintivo e primordiale che ci priva del più elementare discernimento.

Per Kant “alla grulleria non c’è rimedio, di una testa ottusa si può fare un dotto, ma l’assenza della scintilla del giudizio appare irrimediabile”;
in determinati soggetti “…la stupidità è un doppio (magari un fake, un trolletto, un pierino Anonimo, vai a sapere…), un maligno angelo custode (si..ci sono anche quelli carognetti..).


Mentre la sapienza compie le più impervie scalate, le piroette più ardite, le giravolte più improbabili, la cretineria le ha già fatto lo sgambetto (e quando non lo fa è lì in famelica attesa d’assist…).

"Mentre per difendersi la ragione umana edifica senza sosta torri, castelli, bastioni. L’idiozia ne ha già minato le fondamenta" (Musil)


E arriviamo al concetto del cretino specializzato (o intellettualoide) di fruttterolucentiniana memoria, un genio (a volte due) in grado di progettare un sommergibile nucleare nella vaschetta dei pesci rossi (o di sentenziare su dodici blog in contemporanea…), e spesso gli sciocchini (del web nella fattispecie), quelli che blaterano amenità e che convivono pacificamente sereni con gli altri scemi del villaggio mediatico, lasciano i geni alle loro elucubrazioni anche perché - ed accade spesso, almeno fin quando blog e commenti non vengono sprangati dagli Autori -

(“Quando si è presa la decisione di chiudere occhi e orecchie anche al migliore degli argomenti in contrario, si ha un segno forte del carattere, dunque un’eventuale volontà di stupidità - Nietzsche -), 

e come insegna Flaiano: “La stupidità degli altri mi affascina, ma preferisco la mia”, rischiando, almeno, solo sulla propria pelle:

Non discutere mai con un’idiota. La gente potrebbe non notare la differenza” (Arthur Bloch).


In questa escalation, dove il cretino sembra avere decisamente la meglio non solo sul saggio ma anche sul semplice sherpa del buon senso (cosa che ci dispiace assai, essendo estimatori della specie almeno fino a quando il secondo non deponga definitivamente le armi di fronte alla decisa preponderanza del primo), dove si sono sciorinate tutte le teorie possibili lasciando, spesso, solo per ultima quella (da me prediletta tra l’altro) che eleggeva il blogger ad indiscusso pirla, avvalendosi di svariate tecniche che questi novelli maestrucoli del trasformismo da web nonché audaci sdoganatori della cancellazione, del vilipendio o del travalicamento dei commenti, del buonumore falsissimo, della pirateria verbale celata dietro l’anonimato (e sempre più spesso senza neanche il pudore di nascondersi più) e della blindatura piombata dei post, mettono in mostra quasi quotidianamente.

E’ la famosa prevalenza del cretino… e la mia ormai non più recente, e inossidabile, permanenza, non fa che avvalorarne l’assunto.  ;)

Alla prossima!