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lunedì 31 dicembre 2018

2018 A GRANDI LINEE

Deadpool 2... potevano fare moooolto di più... 
Il 2018 è trascorso spedito tra altissimi e bassissimi:
la nostra prima fantastica crociera MSC ai Caraibi, ad esempio,
e il tumore ai polmoni di mia sorella (per fortuna a lieto fine..), tanto per dire.

Caraibi!!!

In mezzo un po' di tutto, dall'acquisto di casa (ultimo evento eccezionale in ordine cronologico) alle fratture multiple di mamma ottantacinquenne, che la stanno vedendo riprendersi piano piano, al mio Milan che fa ridere (questo una costante ormai, anno dopo anno...)

In ordine sparso poi, il viaggiare che più amo: Naxos ad Agosto, Procida a giugno, Ferrara ad ottobre.

Naxos
Procida

















Ferrara

La mia ormai imperdibile esperienza di recensore FilmTv alla festa del Cinema di Roma, sempre ad ottobre.



Il Roma Photo Marathon a maggio, dodici ore di scatti a tema...




I sessantanni di matrimonio dei miei a Settembre con mammina in sedia a rotelle,

spettacoli multimediali avvincenti (come il Giudizio Universale all'Auditorum di Via della Conciliazione a Roma), o come questa magnifica blogosfera dove scrivo e leggo, e poi  libri incredibili...



 ...e diverse pellicole al cinema degne di nota, come Tonya, La forma dell'acqua
e Bohemian Rhapsody.

La forma dell'acqua, Oscar meritato


Insomma, non ci lamentiamo..

certo il 2019 sarà campale, nuovi viaggi e, soprattutto, nuovi.. traslochi!!!

!!!!!!!








domenica 23 dicembre 2018

E PURE IO IL POST DI NATALE...



Pedrocchi mon amour...

Un pensierino breve per Natale.. 
che poi, a ben pensarci, è sempre malinconico all'ombra della festa, 
e in contrasto - quasi - ai lustrini, ai sorrisi dedicati, 
alla voglia di non pensarci...



La vita si mangia quello che vuole:
tutto.

Quello che hai offerto
e quello che hai nascosto.

Ciò che immagini governare,
e ciò che invece dipende solo
dai fili del destino,

i medesimi
che ti stritolano l’anima.


...e Buone Feste a tutta la blogosfera...  ;)




sabato 22 dicembre 2018

LA LOCANDA DEI GIRASOLI ROMA




“Un locale prezioso”. Cito una definizione che non fatico a fare mia, a proposito di questa Locanda, che integra ragazzi down in un percorso lavorativo e sociale di immensa utilità.

E non solo per loro.

L’approccio col diverso, con una visione di vita che tende a sorprenderci e a meravigliarci non fa altro che acuire la nostra sensibilità, l’ascolto, l’apertura mentale; e contemporaneamente mettere da parte - anche se per brevi istanti - le nostre problematiche, i nostri assilli globali, le nostre ansie universali.

Questi ragazzi hanno una particolarità pazzesca: sono trasparenti, non hanno maschere, ipocrisie, pensieri contorti, fini diversi. Sono famiglia, autentica, tra di loro e con gli altri. Non hanno altro che una faccia a forma di cuore e libro aperto.

Sono loro.

Emanuele

Ti si affidano come cuccioli che non conoscono il doppio gioco, l’inganno il tradimento.

E noi rimaniamo così, con i nostri sorrisi stampati, di fronte ai loro naturali, perché abbiamo bisogno di fidarci, di capire, di entrare in “empatia”, quell'empatia che questi ragazzi ti sbandierano serenamente attraverso i loro visi, le confidenze immediate, le loro vite ed il loro viverci dentro.

Eppoi vedo anche questi altri ragazzi, “normali”, sbattersi per coadiuvare questa ondata di entusiasmo e di disordinata buona volontà: sono i gestori del ristorante, che oltre a cucinare, servire, tenere le fila di un'ordinaria gestione, fanno partecipi i loro ospiti di un'attività che abbisogna di cura e dedizione.

Parlo un po' con tutti, ma di più con Emanuele, down dall'esperienza ormai importante alla Locanda, lui gioca e accoglie tutti, descrive, invita, esterna; è una vita felice la sua anche se noi non siamo - ancora - capaci di leggerla senza un'ombra di malinconia.
E questi incontri devono servire ad imparare, ad apprendere, a fare tesoro.


Poi c'è Francesco, un ragazzo autistico che mi ubriaca della sua vita neanche fossi il suo amico più intimo. Ed è questo bellissimo: non c'è calcolo nel suo aprirsi, nessun dubbio che io non lo ascolti, nessuna preoccupazione che lo giudichi, che tragga conclusioni. C'è solo pura spontaneità, quella che noi “normali” abbiamo perso da una vita, calpestata da false aspettative e ristrettezze mentali.

Ecco, questi ragazzi, sono paradossalmente più aperti di noi, non coltivano paure e pregiudizi, si fidano del mondo, ed il mondo è loro.

Ma questo mondo è una vasca di squali. E dei pesciolini colorati come i nostri amici rischiano grosso ad ogni passo.

Francesco
Per questo c'è bisogno di sostenerne crescita ed indipendenza.

E la Locanda dei Girasoli è un luogo magico dove amore, competenza, voglia di sostenere, si incontrano offrendo un'occasione a chi ne ha inconsapevolmente bisogno.

E l'occasione di comprendere altri mondi anche a noi, che crediamo di saperla lunga.


domenica 16 dicembre 2018

PRESEPE 2.0



Ognuno fa il suo presepe.

Il mio è un appuntamento di grande solidarietà, di incontro sociale, di coniugazione interrazziale.
Un presepe che non guarda in faccia a nessuno e spalanca le porte a tutti...


Un luogo di incontro di reietti e pupazzi vaganti per la casa, una festa che vede annualmente la reunion felice e scanzonata di mille residenti con sacrosanto diritto di asilo.


Gente che vive di mondi propri e personalissime storie, accolti in questa terra serena, paciosa e giocosa che per una mesata assurge a isola felice, senza nessuna eccezione, un mondo nuovo che respira universalmente.



Solo Gesù mi ha mandato un uozzap con scritto: 
"Ao, ma moo lasci posticino pure a me?!"



sabato 15 dicembre 2018

ANCORA SU BOHEMIAN RHAPSODY



Perché prendersela con le imprecisioni poi? Con la mancata citazione di tutte le spudoratezze del nostro eroe? (perché alla fine, è di Freddie Mercury che si tratta), perché attaccarsi alle somiglianze non proprio perfette, o a dettagli trascurabili?

C'è chi ha avvisato - ossimoricamente - ostentazione di eccessivi pudori nel mettere in luce il Mercury privato, e chi esattamente l'opposto, considerando anche la disordinatissima vita dell'estroso front man dei Queen.


Casomai dovremmo chiederci perché si sia deciso di terminare col Live Aid del 1985, o come mai tralasciare del tutto che anche May e Taylor si fecero tentare dalla via solista.. ma sono - ripeto - dettagli..
Io personalmente sono andato a vedermi un film sui Queen, sulla loro musica con la quale sono cresciuto insieme a tanto altro sanissimo rock, sulle loro invenzioni musicali alle quali tanti devono moltissimo; le soluzioni sonore, i siparietti di finissima contaminazione di genere, i riff micidiali, ma anche la capacità di sintetizzare ed esaltare peculiarità di tanti gruppi progressive che li hanno affiancati, preceduti e ispirati, dagli Yes ai Genesis, da Elton John ai Led Zeppelin e fino ai King Crimson.


La pellicola rimane uno scintillante omaggio al quartetto inglese, a patto che si riesca a discernere tra film e storia del gruppo, ma parlo di chi ha le mani in pasta ovviamente... questo film raggiungerà un platea sconfinata di persone completamente a digiuno sia dei Queen che della evoluzione rock dell'epoca, e la costruzione ad hoc delle vicende narrate, è in funzione soprattutto di questi ultimi, tese ad esaltare il carisma di Freddie Mercury, l'anima indiscussa della band.
Anche se trattasi di biopic anomalo, perché non tralascia le vicende del gruppo, ma articola ed adatta la storia di Freddie ad uso e consumo della fruibilità del film e di una larga fetta di pubblico che vuole solo emozione e facile coinvolgimento, ed al quale interessa magari poco entrare nella psicologia di un personaggio che ancora presenta svariati lati oscuri, che ha faticato non poco per integrarsi e farsi accettare.


Ma il resto dei Queen non sono un orpello trascurabile, sono l'anima pulsante di una rivoluzione sonora, il supporto costante e palpitante di tanta carne messa al fuoco, e come ho sentito dire (condividendo al 110%): “Chiediamoci cosa sarebbero stati i Queen senza Freddie Mercury. ma anche cosa sarebbe stato di Freddie, senza i Queen”
E noi accorsi al cinema non cerchiamo certo il pelo nell'uovo, ma siamo disposti a vedere dischi ed intere annate sacrificate, aggiustamenti di biografie, sbalzi temporali, tentativi di commuovere facile quando in realtà nessuno ne sentiva il bisogno, insomma tutto.. pur di essere inondati dal rock esagerato dei nostri quattro cavalieri dell'apocalisse rockettara, che sull'onda di una commistione unica di generi, emergono con pezzi da brivido che animeranno (e animano) la storia musicale del mondo.




sabato 8 dicembre 2018

CAMBIARE CASA



Ne ho cambiate di case nella mia vita, e quasi tutte variazioni di residenza abbinate a radicali cambiamenti di vita, come col mio primo matrimonio. Via dalla casa della mia infanzia, (anche se non della nascita), dell'adolescenza, della crescita, dei sogni; per approdare ad un porto che credevo meta e rifugio, fortemente cercata, voluta, desiderata. Ma tutto sfugge alla programmazione..

Dopo dieci anni una nuova casa, non mia, e mai del tutto appartenutami, nonostante il rivoluzionario  coinvolgimento con la proprietaria. M.t.s.a.p.  come sopra..



Poi l'ebbrezza della vita da solo, una breve parentesi in affitto, un anno sregolato all'insegna della follia, in una casa che mi ha visto cucinare, pulire, fare lavatrici come nessun'altra... 

Fino a decidere di comprarmene una piccolina tutta per me, di casa, ed eccolo l'attichetto mansardato da sogno, un'alcova in piena regola (avevo anche lo specchio sul soffitto, in corrispondenza del letto.. ahah.. M.t.s.a.p.  

La voglia di coppia stabile era dietro l'angolo, e l'amore più forte di tutto, mi trasferii nella casa in affitto della persona che sarebbe divenuta la mia attuale, dolcissima, consorte.
Ma lo spazio era risicato e bel un giorno comprammo la casa dove viviamo da quattordici anni, e da dove scrivo ora.



La settimana scorsa troviamo casa più grande e meno afflitta dalle problematiche di traffico periferico romano.

Ora è tutto un pensiero a come arredarla e a quando riusciremo a trasferirci.

Il 2019 sarà un anno da vivere intensamente.

Il problema è che io mi affeziono tanto e subito, e adoro questa casa, come mai nessuna altra.
Ma l'affezionarsi tanto e subito mi salverà anche stavolta. Lo so.

e poi... tutto sfugge sempre comunque alla programmazione... magari con la pensione.. una casetta a Ponza...chissà... ;)



martedì 13 novembre 2018

FINE DEL MONDO


 


C’è una fine del mondo prevista.

Ma non finirà tutto di botto,
come comunemente saremmo portati a credere.

Sono stati diramati degli avvisi sulle tempistiche e le eventuali precauzioni in vista dell’estinzione totale.

Spariranno dapprima oggetti e accessori, alcuni comuni, altri magari meno.
I primi sembra saranno i cassonetti. Differenziata e non.

Poi i semafori, favorendo ancor più precoci scomparse.


In seguito toccherà, assieme a elementi di grande impatto, come ponti, gallerie, treni, transatlantici e grattacieli di oltre tredici piani, anche ai lacci delle scarpe, alla maionese, alle forbicine da unghie e ai tagli da 50 euro, in Europa almeno.
E ancora, i tappi delle bottiglie, i campanelli delle bici, i tergicristalli.

Uno svanire lento ma deciso, dall'ordine confuso e improbabile, comunicato da tempo ai vertici del mondo.

Si consumerà sempre più velocemente il sole, fino ad assicurare appena penombra.

Ci vorranno circa due anni dicono. Di lenta disgregazione. Di progressivo annientamento.

Tanti sono più disperati per la scomparsa dei loro cani che dei parenti.
Ma questi - i cani dico - sembra spariranno un mese dopo i loro padroni.



E prima ancora non ci sarà più traccia di cinema e teatri, quadri, mobili e poltrone, il miele allora sarà già scomparso da tempo, assieme alle Ford, e ai parrucchieri da donna (gran lavoro per quelli da uomo, che rimarranno aperti, pare, fino al giorno prima della fine..)

Scomparirà il caffè. E allora prevedo inquietudini di massa, e poi le sigarette, i sigari, il tabacco tutto. L’erba dopo un po’ invece.

Il cibo diverrà introvabile, rimarranno acqua, ma non più quella minerale, crackers e gallette, tanto per garantire una sopravvivenza sobria.

E quando la depressione sarà totale, i suicidi di massa, la violenza unico sfogo, il disagio ed il disfacimento mentale palpabili: ecco sparire, assieme ad altre cose, 
la Juve, con tutti i suoi tifosi


E all'improvviso sarà festa. Festa immediata ed immensa.
Nonostante le croste, i feriti, la bile accumulata.
Festa ad ogni latitudine.

sabato 10 novembre 2018

EVOLUZIONE



C'è un gran parlare di condono, di questi tempi: un perdono 2.0.

Perché ci si evolve in tutto, anche nel mitigare gli errori, nel richiedere (pretendere?) clemenza.

Termina la poesia, la revisione di un sentimento (o di un bilancio), e si passa a riscuotere.

Che si tratti di affetto o denaro, fa poca differenza.

Ci ritroviamo in un'epoca affaristica, dove il sentimento è condizionato, tenuto da parte, mascherato.


Stiamo perdendo naturalezza e spontaneità, magari inconsciamente, ma poi ti accorgi che accade.

Che ogni azione e reazione è costruita, manipolata, funzionale.


Ti accorgi che ti concedono il perdono, ma non la riconciliazione.

E ti concedono anche il condono,

ma di pace,

rimane solo quella fiscale.



sabato 3 novembre 2018

TEORIE



Una bobina d'acciaio da 3,5 tonnellate, caduta da un TIR di passaggio, potrebbe aver causato il crollo del ponte Morandi a Genova.

Questa la teoria di un ingegnere (immagino come minimo sposato con la nipote dell'Amministratore Delegato della società Autostrade).

Poi tutto po' esse. Siamo sempre in Italia.

Il Bel Paese che starà pure andando a rotoli.

Ma d'acciaio.



giovedì 1 novembre 2018

FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2018 FULL IMMERSION E BACK STAGE





Come avevo già scritto lo scorso anno, andare al cinema non è affatto assimilabile al frequentare un Festival del Cinema.

Quando vai al cinema, nei weekend o comunque quando trovi un momento libero, o anche la sera a casa, spaparanzato sul divano, vagando per svariate tv,

sei tu che scegli il film.

Ad un Festival no.

E’ il film che sceglie te,

perché gli orari si accavallano, non puoi che decidere una sala, e beccarti la programmazione prestabilita, uscire alla fine di un film ed entrare in quella più vicina di corsa a volte senza neanche ricordarti cosa viene proiettato…



E’ anche in questo bailamme emerge il fascino del cinema, di questo cinema, che può riservarti grosse delusioni a fronte di aspettative certe, e incredibili soddisfazioni quando ci si trova dinanzi a produzioni in teoria a prospettive zero.



E qui entriamo nella viva cronaca di questa Festa del Cinema di Roma. Festa che non faccio fatica a definire di medio/basso profilo, nonostante alcune produzioni pregevoli, in tutti i campi, dalla Selezione Ufficiale, al Premio Alice nella città, fino al settore cortometraggi.

Comunque poche rispetto a ciò che dovrebbe proporre un festival ormai affermato come quello romano, basti pensare alla innocua trascuratezza dei film di apertura e chiusura…


E anche le ospitate, poca roba rispetto a festival che vantano ben più grosso richiamo e pedegree…

Ma proprio in occasione dell’incontro di taluni personaggi, abbiamo colto al volo alcune impressioni, cogliendoli a sorpresa in alcuni attimi di rilassamento… la Cate Blanchett l’ho intercettata all'uscita della toilette, ad esempio: “Signora mi scusi l’ardire, ma non osavo disturbarla sotto i riflettori, sono Lampur, uno dei saggi del noto sito FilmTv” “Oh ma certo! Ho letto di alcune sue stroncature… non vedo l’ora di leggere quella del mio film..” “Oh ecco, si, ma non c’è fretta guardi, con calma, aspetti pure la fine della Festa!.. ecco, volevo solo dirle.. che bisogno c’era di accettare questa parte da maga rinc..ehm, rinvigorita dagli anni, diciamo, per certi versi.. imbarazzante?!”
“Va bene lo ammetto, ho perso tutto a blackjack, ero quasi alla canna del gas e.. per punizione, ho dovuto sottoscrivere un contratto proprio con Jack Black e Il mistero della casa del tempo… vi prego non lo scrivete questo..vi prego!!”
“Stia tranquilla..nessuno lo saprà mai!!..”

Nel corridoio ecco apparire Michael Moore, presente col suo Fahrenheit 11/9, che ha iniziato a studiare italiano da quando Trump gli ha spedito l’estradizione ufficiale dagli Usa.. dice che si trasferirà qua in Italia.. perlomeno mi ha tradotto un mio amico che capisce lo slang di Pittsburgh…



Al bar eccoti Steve Carell che sorseggia un caffè rigorosamente ristretto: “Ehi Steve, due tue belle prove quest’anno (Beautiful Boy e Measure of a man)...ma ti preferisci in versione drammatica o più leggera?!” “ A dir la verità mi preferisco quando pagano prima...per questi due film ho rimediato solo il rimborso spese finora...ma ti pare una cosa normale?!?.. e pure il caffè è a spese mie...roba da matti!!”

In tanti non lo sapevano, ma è arrivato anche Russell Crowe dietro le quinte prima di presentare il suo Boy Erased.. in effetti, un po’ imbolsito, agli accrediti gli hanno consegnato il pass di John C. Reilly, l’attore che ha impersonato Ollio in Stan e Ollie.. e lui si è risentito!.. “Russell, ma un Gladiatore 2 sarà mai possibile?!” “Forse si, un Gladiatore 2.. quintali magari..ahahah”
..che mattacchione Russell!!

E c'è Drew Goddard, regista di 7 sconosciuti at the El Royale: “Drew, ma è vero che volevi fare il verso ai Coen e Tarantino?!” “Si ma non pensavo che tutti avessero visto i loro film.. invece mi hanno tanato subito.. che disdetta!! La prossima volta copio Lynch, oppure me ne torno all'horror, che mi viene meglio, mi sa... “ (Ecco, se torni all'horror forse è meglio.. nd.r.)

Sbuca Virzì, un altro che ha voluto granbellezzarsi addosso col suo Notti magiche, prendendo in giro un mondo di cinema sicuramente torre d’avorio all'epoca, e consapevole di vivere in un mondo a parte “Virzì”, lo incalzo, “Non crede di essersi adagiato rispetto alla concorrenza, a quell'idea di cinema avanzato che perseguono tanti suoi colleghi al giorno d’oggi?” e lui “Sicuramente non sono una cima, ma non lo è neanche il pubblico che segue me e i miei coetanei, specie qui in Italia, noi produciamo ottenendo ottimi risultati con sforzi minimi: alziamo i toni, tiriamo la corda, usciamo fuori dalle righe, saturiamo il melodrammatico e in tanti lo scambiano per buon, se non anche ottimo, cinema. Perché dovrei sforzarmi alla ricerca di qualcosa di cui il mio pubblico, probabilmente, non è neanche pronto?” (almeno c'ha le idee chiare.. n.d.r.)



Tom Wilkinson se la diverte invece, killer mestierante di Morto tra una settimana..o ti ridiamo i soldi, lo incontriamo ad un tavolo non lontano dal red carpet mentre lucida la pist..ehm..il bicchiere di gin. “Mr. Wilkinson, come si è trovato nella parte di navigato assassino?!” “ Ah mooolto bene..diciamo che potrei sparare serenamente a diversi registi che ancora mi sottovalutano...e anche a qualche giornalista impertin..” “Ok perfetto così Mr. Wilkinson.. ora saluto, scappo e auguriii” meglio allontanarsi… quando ci prendono gusto certi attori...faticano ad uscire dal personaggio.. eheh.

E non lontano ecco Robert Redford (The Old Man & and the Gun) nella parte di un vecchio rapinatore non ancora domo.. “Comunque basta con le prove d’attore, altrimenti il prossimo personaggio me lo offriranno dentro un gerontocomio.. incredibile.. Liam Neeson fa ancora il verso a 007, e io solo ruoli da rincogl..” “Ok ok, forse è il caso di parlare d’altro..ha in mente qualcosa come regista?!?” “Certamente.. ma per ora riposo a casa.. o era casa di riposo?..bah.. devo prendere Multicentrum.. se mi ricordo dove ho messo il flacone..”

Grey scarpet on red carpet

L’ultimo giorno pesco anche Viggo Mortensen, di solito algido stoccafisso, sembra abbia preso confidenza col calabrese, ed infatti il successo di Green Book è da attribuirsi principalmente al suo slang italianeggiante, l’espressione del resto rimane quella, ma l’intervista non è riuscita troppo perché mi ha rivolto solo qualche grugnito..

Dimenticavo.. il vincitore decretato dal pubblico è stato l'italiano Il vizio della speranza, la cui analisi rimando all'apposita recensione.
A me non è piaciuto troppo, film pretenzioso e forzatamente drammatico. Ma tant'è.

E' chiaro il trend, nonostante diversi messaggi di buon cinema: Broken Mirrors, Stan & Ollie, American Animals, Dead in a Week, Measure of a man, Three identical strangers.. (almeno tra quelli che sono riuscito a visionare), la tendenza è verso un cinema che vuole strafare, farsi notare, esasperando spesso toni e colori.
Alzando la voce per emergere. E non credo sia la maniera migliore.

Ma noi rimaniamo affamati di cinema, e questo è l'importante. Alla prossima Festa!




domenica 28 ottobre 2018

NOTTI MAGICHE (...INSEGUENDO UN FILM DECENTE)



Solo un granbellezzarsi addosso uscendo volutamente fuori le righe, dove vien da pensare che non ce ne sia uno che reciti secondo un metro accettabile. 
Ma questo, di Virzì, lo si sapeva già: gli piace eccedere, forse ha paura che i suoi personaggi rimangano anonimi, ed in questa storia di tre sceneggiatori arrivati a Roma per trovare fortuna e gloria nel mondo del Cinema, lo vedo bene - autobiograficamente - nei panni del toscano Giovanni, in fibrillazione perpetua, pseudoartistica e ormonale, così come Francesco Piccolo e la Archibugi, nei panni di Antonino - pignolo, saputello e tontolone - ed Eugenia – complessa, impasticcata ed emotivamente precaria -, avrebbero un loro perché.

E' il perché del film che non mi è chiaro: Virzì in un intervista parla di “canzonatura” dell'entourage dell'epoca, tutto concentrato sulle miserie e i ritmi di una fabbrica di cinema e produzioni sempre a mille, coi ghostwriters a sfiancarsi e i soliti nomi a dettare danze, a difendere protetti e fortino.

Ne esce un quadretto miserello, tutti personaggi eccessivi, patetici o elementari, senza uno straccio di reazione normale, pieno di schizzati, emarginati, collusi, venduti, profittatori e cialtroni dove alla fine non si salva nessuno e l'arte, la poesia, la passione sono solo a margine e quasi un pretesto.

Che poi, a pensarci bene, tutta questa frenesia dell'epoca, la vedo irrisoria e quasi un ralenty rispetto al gran cinemare che si fa oggi, con uscite che durano meno del volo di una farfalla, personaggi che appaiono e spariscono, film invisibili che non pareggiano neanche metà dei costi di produzione..una concorrenza impietosa, e spazi ristretti dove mettersi in evidenza, ad esempio i Festival da sfruttare come rampa di lancio (che qui si che ci sarebbe da fare un film per scoprire retroscena, altarini e criteri di selezione...)

Si riesce anche a fare il verso (e qui scommetterei sullo zampino di Piccolo) ad un trend di gran moda in questi ultimi tempi, con il mockumentary finale che coglie presunti protagonisti anni dopo rispetto ai loro racconti, e impegnati nell'attività dei giorni attuali.
Ad esempio Giovanni, s'è dato una calmata, chiuso i sogni nel cassetto e aperto un ristorantino a Piombino.

Ecco, ci chiediamo, nella trattoriola di Virzì si mangerebbe eccessivamente salato, o pepato, o piccante, così come cucina suoi film?









martedì 23 ottobre 2018

FENOMENOLOGIA DI DIABOLIK

Paperinik se lo beve... ma pure SuperPippo...


Lo spunto lo ha fornito mia moglie, tornando a casa con due volumetti di Diabolik, prestati da una collega d’ufficio… occasione per farmi due risate dopo secoli, e di restare di nuovo basito dinanzi a tanto accumulo di “scioccherie”.

Non comprendo il fan. 
Che gusto può esserci nel sapere che se anche il tuo eroe è messo in croce, sbattuto nella galera più buia, sull’orlo di un precipizio, a bordo di un treno che sta per schiantarsi...

e comunque, dico COMUNQUE, 

troverà un bottone per salvarsi, un freno per fermarsi, una pistola nascosta nell’albero casualmente accanto a lui, un paracadute paracadutato dall’alto dei cieli, una botola se deve nascondersi, una leva che sposta strade, un camion appositamente parcheggiato secoli prima per bloccare gli inseguitori, un argano che solleva la strada, un antidoto se l’hanno avvelenato, una microspia se deve chiamare quella frigida di Eva, una strada se si è perso, soldi se è diventato povero, cibo se ha fame e chi più ne ha più ne metta.

Diabolik è praticamente un imbecille con un culo incredibile.

Per non parlare del capitolo travestimenti, fondamentale nella dinamica dei suoi colpi.
Non capitano mai soggetti tracagnotti, bassi, mingherlini, oppure alti una quaresima, con la faccia tonda o schiacciata, o ciccioni da paura.
No. Sono sempre tutti fighi come lui, belli e in forma smagliante.

E non comprendo neanche il NON fan. 
Cioè quello che sarebbe curioso di vedere  quell'inetto di Ginko finalmente prenderlo ‘sto Diabolik, e levarselo (e levarcelo) definitivamente dalle palle.

Non stiamo parlando di un genio del crimine, che deve spremersi le meningi per escogitare colpi e fughe e farla franca alla faccia della Legge.

Damme nu vaso e va a lava' i piatti...
Leggiamo di un’idiota che quasi sempre commette errori irreparabili, si muove maldestramente, viene catturato, ferito, irriso, rischia continuamente ad ogni avventuretta di rimetterci le penne ... 

e se la cava sempre per il rotto della cuffia (avrei voluto essere più inconfondibilmente esplicito, ma scrivo pur sempre per un blog che vuol mantenere un almeno apparente signorilità..).

Insomma ragazzi, dico davvero.. ma come fate?

domenica 21 ottobre 2018

SONO MOLTO PREOCCUPATO..

Leggo che Giuseppe Tortora pubblicizza i suoi prestiti su quasi tutti i blog...e sul mio niente.. questo vuol dire che veicolo pochi lettori... :(

Giuseppe ti prego.. abbi pietà!