martedì 22 maggio 2018

DEADPOOL 2!!!!!



Questo sequel, paradossalmente, paga pegno proprio in ciò che fa, del primo, un capolavoro assoluto.
Vale a dire l’irriverente e impietoso sbertucciamento dell’intero mondo Marvel (ma pure Fox, DC, Sony..condito di consunti e tediosi supereroi, mutanti, soggetti da baraccone e compagnia cantante).

Ebbene, Deadpool sembra invece assoggettarsi a sentimentalismi ormai consuetudinari anche negli sfrenati mondi fumettistico/fantasy: dall’istinto paterno al desiderio di metter su famiglia con l’amata Vanessa, mentre la sequela di combattimenti tra mutanti e affini che si menano di santa ragione, rischia di riempire troppo gli spazi a danno del “personaggio” Deadpool, che nasce e prospera, appunto, nell’intento di ridicolizzare e anestetizzare l’effetto “gran caciara”, cavallo di battaglia dei supponenti e noiosissimi Guardiani, Avengers, X-men etc etc

"Lei pensa che sia bello come Franco Battaglia..."

Tant’è che stavolta, per sganasciarci davvero dalle risate, dobbiamo attendere le scene clou a cavallo dei titoli di coda, con Deadpool che mette le mani sull’apparecchietto per viaggiare nel tempo e sistema prima un po’ di casini avvenuti nel film, ma non perde occasione per lasciare a bocca aperta il Wolverine di X-Men le origini e far fuori il Ryan Reynolds che legge soddisfatto il copione di Lanterna Verde

Ovvio le citazioni abbondano quasi a livello di Ready Player One, e l’utente non particolarmente avvezzo alle dinamiche fumettoidi/supereroistiche degli ultimi anni farà fatica a cogliere richiami, immagini e mettere a fuoco cammei e livelli più o meno segreti ma, ripeto, a me è mancata la costante irriverenza, l’insolente scorrettezza del primo, logorroico, Deadpool, messo in minoranza dallo sconquasso e dalla elementarità di combattimenti non tutti di livello (del resto il regista è lo stesso di John Wick, e più di tanto non gli si può chiedere: certi duelli sembrano quelli dei 5 dita di furore anni ‘70, dove i quindici cattivi arrivano sempre uno per volta..)

"Cannibal e Ford... occhio a cosa scrivete ... "

La storia ha un suo perché, con Cable il terminator tornato indietro dal futuro (con l’apparecchietto citato prima) per eliminare un mutante cicciotello e scorbutico, che una volta pasciuto e cresciuto gli farà fuori la sua amata famigliola, e Deadpool dovrà salvare capra e cavoli in un processo di elaborazione del lutto e redenzione dei cattivi distantissimo dagli schemi degli attualissimi e invadenti counselor da discount.

Ma le parentesi migliori restano quelle con l’istituzione della X-Force, il reclutamento e il successivo annientamento di supereroi dai dubbissimi poteri (si salva Domino, supereroina che come dote super ha la ...Fortuna. Potete ben immaginare come se la cavi fino alla fine…) e le rassicuranti certezze, superstiti del primo episodio; dal tassista indiano aspirante supereroe alla esilarante coinquilina cieca, ai poteri rigeneranti che gli permettono la “ricrescita” di tutti i pezzi che malauguratamente gli “partono via” durante le sue (dis)avventure e alla sua chiacchiera micidialmente cinica e sboccata (non per nulla nella sua apparizione in X-Men le origini appare con la bocca cucita) e questa peculiarità deve rimanere un punto di forza dei suoi film, assieme agli accartocciamenti di montaggio in slow motion, agli abbattimenti della quarta parete, alla sua canzonatoria capacità di prendere in giro tutto il mondo, quello normale e quello “super”, a partire da se stesso.


Questo è il Deadpool che amiamo.

Fanculo Logan e ogni altro mutante.
Per loro può bastare lo spazio di una citazione.




venerdì 18 maggio 2018

TAG - LE COSE CHE MI PIACCIONO




Il tag di Pietro Sabatelli mi ha intrigato parecchio e, preso da spirito di emulazione, ho buttato giù qualcosina al volo e senza troppe spiegazioni (anzi, senza nessuna spiegazione), anche perché è interessante analizzare come il nostro “io” - quando vengano richieste risposte secche ad eliminazione diretta - possa far fuori, più o meno impune(inconscia)mente, anche qualche caposaldo teoricamente coccolato come desiderio base.. 

ed ecco che infatti, passioni reali e “pesanti” come Mare, Gelato, Coldplay, Nuvole, Folletti, Pizza, Sorrisi, Musei, Spiagge, Blog..etc etc … 
sono costretti a non far parte del gioco, costretti dalla “selezione unica”, 
o magari abilmente contemplati da altri (la I di Isole ad esempio, sottintende serenamente Mare e Spiagge..)

e chiedo scusa a tutto ciò che - inavvertitamente - è rimasto fuori...


A  Arrosticini

B  Baricco

Cinema

D  Divano

E  Escher

F  Fotografia

G  Gnomi

H  Hi-Fi

I  Isole

L   Lulù

M  Milan

N  Neve

Orologi





P  Poesia

Q  Quadri

R  Recensioni

S  Scrivere

T  Teatro

Umorismo

V  Viaggiare

Wi Fi

Z  Zucchine

martedì 15 maggio 2018

A BENEFICIO DEI NON ROMANI




Dopo la neve e le piogge, come tutta Italia ha saputo, Roma si era trasformata in un impressionante tappeto di buche e voragini, con ruote, gomme e cerchioni a rischio continuo.
Col tempo le cose sono andate aggiustandosi, così come accade in Italia comunque, toppe d’asfalto qua e là, a macchia di leopardo, tanto per tacitare il malcontento cittadino…

l’episodio di cui vi racconto fa parte delle “curiosità” tipiche romane:

una delle arterie che da Roma sud porta verso il centro, ad un certo punto devia con uno svincolo che si immette sulla Roma Fiumicino in un lungo viadotto.
Detto svincolo comportava un tratto di circa 300 metri assolutamente devastati dalle recenti intemperie, impercorribili senza rischiare semiassi e pneumatici, di qualsivoglia categoria.

Dopo quasi due mesi, questo scempio viene meravigliosamente (e miracolosamente) sistemato; e quindi non parlo di semplici toppe o rappezzature destinate a saltare col nubifragio successivo, ma di una vera riasfaltatura completa, trecento metri di tavola da biliardo, di autentica pista da Formula Uno, dove torna la voglia ed il gusto di “riaffondare” il piede sull’acceleratore…

unico, minuscolo, dettaglio: questo splendido accenno di circuito si blocca di botto, lasciando residui 30-metri-30 di asfalto fracassato, disconnesso e micidiale, visto che si arriva sparati, per ripiombare nell’incubo…

Ora il cittadino comune di buon senso si pone un legittimo, innocente e spontaneo, quesito: cosa ci voleva a completare l’opera asfaltando a puntino anche quegli insignificanti trenta metri di baratro stradale?!?

Passando in auto con mia moglie, ho fatto notare l’assurdità della cosa, e lei, da brava “comunale”, ha sciolto immediatamente l’enigma.

Semplice: dove hanno terminato di asfaltare è la fine di un Municipio (ex Circoscrizione), i lavori vengono sospesi esattamente al confine, oltre è un’altra competenza, un’altra buca "(“un’altra città”, aggiungo io…)

Rimango basito.

Quindi spostare uomini, mezzi, materiale e tempo, costa meno che lasciare un lavoro ignobilmente incompleto. Ecco l’assunto dell’episodio.

Se la burocrazia s’inceppa tra un Municipio ed un altro, incapace di gestire l’opera pubblica con un minimo di logica... 
come possiamo stupirci di rimanere ancora senza governo?!







giovedì 10 maggio 2018

I FILM DEL GIOVEDI' CON CANNIBAL KID E MR. FORD!!!!!!

Ovviamente LORO 2 è il clou: e loro due non possono essere altri che Cannibal e Mr.Ford...

Io e il mio miglior nemico Mr. James Ford vi presentiamo una nuova puntata della rubrica dedicata alle uscite nei cinema italiani della settimana.
Meno male che Silvio c'è. Per una volta è proprio il caso di dirlo visto che, a parte Loro 2, la seconda parte del film di Paolo Sorrentino sul leader di Forza Italia, non è che siano esattamente le uscite più entusiasmanti del mondo e dell'anno. Per commentarle questa volta, insieme a noi due, come ospite c'è Franco Battaglia, anche noto come Lampur del sempre interessante e originale Posto di bloggo, a cui faccio che cedere subito la parola.

Thursday's child




Nuova settimana di uscite e nuovo ospite che, avendo compreso il livello di pigrizia mio e del mio antagonista Cannibal, si è gentilmente offerto di scrivere una intro per la rubrica. Ringraziamo dunque Franco Battaglia non solo per l'ospitata, ma anche per questo "bonus".



Intro di Franco: E così, in una mattina di uggiosa pigrizia in riva al Trasimeno, vengo contattato dai maghi del dileggio, gli acrobati dello sberleffo, i Signori del sarcasmo e della tritatura cinematografica ad ampio spettro: nientepopodimeno che Cannibal Kid e Mr.Ford, per una estemporanea collaborazione.. avvampo e fibrillo che mia moglie mi fa:

“Ao.. ma chi t’ha scritto?! Margot Robbie?!?” No, Cannibal Kid…
(velo pietoso sulla replica...)

Ma eccomi qua, a sbrindellare il prossimo giovedi intasato di uscite che probabilmente non farebbero sold out neanche proiettate tutte insieme al pidocchietto sotto casa mia.


"Se volete invitare Ford ad una qualsiasi ospitata, sarà meglio ci sia vodka, e non acqua, in quelle bottiglie."


LORO 2

"Consentitemi, signori bloggers, ma forse non sapete con chi avete a che fare."

Franco: Dove Loro due sta proprio per “loro due”, ebbene si: RubynipotediMubarak, e Berlusca.
Il film è l’intensa rievocazione della votazione in aula, che accertò l’esatto grado di parentela della gnocchetta minorenne con un certo Presidente egiziano.
Si attende già il seguito, Loro “Tre”, dove verrà rivelato il nome del gestore telefonico che curava le comunicazioni tra Ruby e l’ex Premier (certo qualcuno sveglio e perspicace, potrebbe averlo già intuito dal didascalico titolo...).

Ford: secondo capitolo del film evento targato Sorrentino costruito attorno a una delle figure più grottesche nonchè in grado di mettere d'accordo questo vecchio cowboy e Peppa Kid, Berlusconi.

Non ho ancora visto il primo, ma come sempre quando c'è di mezzo Sorrentino le aspettative sono alte. Speriamo non vengano deluse come quando Cannibal ti invia il post delle uscite cinque minuti prima della pubblicazione per sabotarti.

Cannibal Kid: Siamo sicuri che Loro 2 sia un film su Ruby e Berlusca, e non su me e Mr. Ford?
Sorrentino è sempre imprevedibile e quindi, finché non avrò visto entrambe le parti spero una dietro l'altra come fatto con Kill Bill e Nymphomaniac, non posso giurare che non sia davvero così. In ogni caso, credo ne vedremo delle belle. O delle brutte, a seconda dei punti di vista.


SI MUORE TUTTI DEMOCRISTIANI

"Mi sa che Ford e Cannibal non si risponderanno all'invito. Solo la Red Bull a quei due beoni non basta."

Franco: Praticamente la telecronaca di una seduta a Botteghe Oscure.
Volti noti in “piano piano” sequenza, e tanti altri in slow motion, tanto per far capire quali sono le bradipesche tendenze politiche nazionalpopuliste..
Io proporrei Cannibal Presidente del Consiglio… ma avrebbe la fiducia di Mr. Ford?!?
Ford: direi che sono anch'io favorevole a Cannibal Presidente. A patto che mi nomini portaborse o guardia del corpo o accompagnatore delle sue accompagnatrici.

Cannibal Kid: Mattarella mi ha appena assegnato un mandato esplorativo. Anche se credo sia più per la Siberia che per l'Italia. In ogni caso accetto l'appoggio dell'alleato Franco, e pure quello esterno a sorpresa del solitamente oppositore Ford, e sono pronto a fare il Premier. Io se non altro in 60 giorni non solo farei un Governo, ma sarei pure in grado di distruggerlo.


LA BANALITA’ DEL CRIMINE

"Ford, sarà abbastanza grande questa fossa per l'ego di Cannibal?" "Non saprei, Franco. E' davvero smisurato."

Franco: ...riprende suo malgrado, la banalità del soggetto, di spazzini del crimine esistono svariatissimi esempi, ma il deja vu non sembra spaventare le brillanti e volenterose regie di casa nostra.
Voglio fare a meno di questa ennesima banalità che cerca addirittura di somatizzarsi nel titolo, voglio criminalizzarle le banalità fatte film, voglio che alla porta di Maltagliati suonino alla porta domani mattina:

“Chi è?” “Sono Wolf, risolvo problemi (ed elimino registi, su richiesta dei miei amici bloggers)”.

Ford: a questo giro la distribuzione si deve essere dimenticata che esistono anche film non prodotti in Italia. O forse, su suggerimento di Cannibal, ha deciso di farmi girare le palle.

Cannibal Kid: Caro Mr. Wolf, non è che oltre ai registi elimini anche i bloggers? Ce ne sarebbe uno che si chiama quasi come te di cui mi disferei volentieri...

TONNO SPIAGGIATO

"Perfino così sono più veloce di Ford alla guida!"

Franco: Speravo che il protagonista fosse Alessandro Gasmann sotterrato dalle sue famigerate scatolette tracimanti olio motore… invece pare che sia ancora Matano (orfano di Bisio) a sperperare sovvenzioni statali… un Matano va preso a piccolissime dosi (un po’ come Cannibal e Mr. Ford) fino a poterne fare serenamente a meno. Specie al cinema (..ma pure a Italia’s Got Talent… sia chiaro..).

Ford: altro giro, altra italianata, questa volta con protagonista Matano, che non mi da fastidio o mi sta sulle palle, ma è l'emblema dell'inutilità totale. Come sia possibile che abbia fatto questa carriera è una domanda che è meglio non porsi.

Cannibal Kid: Matano è uno dei comici meno comici oggi in circolazione, fatta eccezione per gli insuperabili (tanto per rimanere in tema di tonno) Ruffini e Brignano. Se però vorrò vedermi un film che mette un sacco di tristezza, potrei farci un pensierino (cannibalino).


IL DUBBIO - UN CASO DI COSCIENZA

"Ecco che fine fanno le porcherie che scrivono quei tre sulla rubrica di questa settimana!"

Franco: Medico legale specialista in autopsie, causa incidente stradale a bimbo che morirà qualche giorno dopo: per colpa della botta o per l’assunzione di pollo avariato acquistato dal papà indigente?
Ecco la delicata metafora di noi che subiamo mattonate al cinema per colpa di una produzione indecente (o perché non capiamo un tubo di cinema e ci fidiamo delle recensioni di Cannibal e Ford?)
Un caso di incoscienza cinematografica dove l’unico dubbio che monta davvero è sapere se il regista sia in analisi da più o meno di due anni.
Ford: il Cinema iraniano è da sempre tra i miei preferiti, eppure c'è qualcosa, in questo film gettato allo sbaraglio nella settimana dell'italianità, che non mi convince. Che abbiano scelto una sòla per far fare bella figura ai nostri? O per dirla in un altro modo: che abbiano scelto un Cannibal per far far bella figura agli altri bloggers?

Cannibal Kid: Il dubbio sul vedere o meno questo probabile mattonazzo iraniano, non firmato da Asghar Farhadi quindi quasi di certo una sòla fordiana, non si pone nemmeno. Quello sul preferire Posto di bloggo o White Russian nemmeno. Franco Battaglia vince la battaglia alla grande!


SHOW DOGS - Entriamo in scena

"Mi dispiace, ma il ruolo di Cucciolo Eroico è già stato assegnato."

Franco: E io sicuro che finalmente Pannofino, Accorsi, Degan e la Golino, girassero una pellicola tutti insieme… invece no, dopo Quel pomeriggio d’un giorno da cani (dove neanche Accorsi riuscì a strappare un guaito), questi di Show dogs, sono davvero cani, e recitano - giustamente - da cani. Ecco l’equivoco.
Ma attrarre pubblico in sala con questo stratagemma non è corretto, proprio no, un po’ come attrarre pubblico su Pensieri Cannibali spacciando Lampur di Postodibloggo come guest star...ahah
Ford: diciamo pure che il mio desiderio di vedere un film con una schiera di cani protagonisti doppiati a caso da personaggi più o meno noti del panorama italiano è lo stesso che ho di visitare Casale Monferrato. Prossimo al sotto zero.

Cannibal Kid: Non vado d'accordo con i cani, né tantomeno con gli attori cani. E nemmeno con i bloggers cani. Sorry, Ford. ;)


BENVENUTO IN GERMANIA!

"Mi sa tanto che a Franco ci vorrà ben più di una birretta, per reggere quei due squilibrati!"

Franco: Senta, Berger, come mai si è imbarcata in questa sorta di francesata?!?
Non lo sa che gli immigrati in Germania hanno un futuro solo se stanno al Bayern?
In Italia, Albanese, li riporta a casa e lei ci gioca al familienfreund?
Se certo cinema continua così.. la Merkel rimette su il muro...
Ford: film tedesco che sa di francese che puzza di cannibalata lontano un chilometro, una di quelle produzioni che fossero girate negli USA Cannibal massacrerebbe volentieri, e invece quando fingono di far parte del radicalchicchismo europeo esalta. Altro titolo che rimbalzo ai miei due colleghi.

Cannibal Kid: Benvenuto su Pensieri Cannibali, caro Franco! E Malvenuto a te, caro Ford!
Questa è una cruccata che sa di francesata che parla di immigrati? Meno male che l'hanno fatta uscire prima che Salvini salga al Governo, altrimenti quello era capace di bloccarne l'uscita. E io 'sta simpatica cacchiata dell'eurozona me la voglio vedere.


LE GRIDA DEL SILENZIO

"Ecco la kriptonite di Ford: le vodke aromatizzate tipiche delle feste teen cannibali!"

Franco: Un gruppetto di Amici (ma senza la De Filippi) si addentra in un bosco dove alterchi psicologici e scontri generazionali si alternano fino a che i malcapitati si imbatteranno nella casa dalle finestre ridacchianti del Grande Fratello, alcuni riusciranno ad evitarla e si imbarcheranno alla volta della Shutter Island dei Famosi.
L’Ardua sentenza al Televoto finale.
Fine della conversazione in chat
Digita un messaggio...
Ford: credo che il commento di Franco sia più bello di quanto possa sperare di essere il film.

Cannibal Kid: Il film girato da Franco nella sua testa me lo voglio vedere. Quello girato per davvero anche no, grazie.

domenica 29 aprile 2018

REPARTO SOLVENTI



Una recentissima operazione che ha visto coinvolta mia sorella, per fortuna con esiti sereni, mi ha introdotto - nonostante i miei non infrequenti soggiorni ospedalieri - ad una realtà per me sconosciuta: i Reparti Solventi.

Nella mia assoluta ignoranza ed innocente inconsapevolezza, e pur lavorando in ambito bancario, e quindi a contatto giornaliero con problematiche di solvibilità ed insolvenza… tutto mi aspettavo, tranne che il nome di un reparto ospedaliero, anziché definire la patologia ivi curata, potesse intitolarsi in esatto riferimento a “quelli che possono pagare”.

Come se al supermercato ci fosse il corridoio pane e biscotti, quello vini e olii, e subito dopo quello “roba che ti puoi permettere solo se paghi”.
Nel senso che, proprio sotto al Reparto Solventi di questo ospedale, del quale non faccio il nome (e comunque ho visto su internet che questo specifico reparto lo si trova un po’ dappertutto), insomma proprio al piano di sotto, e vale a dire al piano del Servizio Sanitario Nazionale, non è che ti operano gratis (perché comunque le tasse le paghi, come per la scuola, la difesa o le infrastrutture), ma se paghi di più ed in contante, ti operano, sicuramente molto prima e, probabilmente, anche meglio.
Tipo clinica insomma, ma sei in una struttura pubblica, con delle eccellenze e delle eccezioni.

Mi direte che tutto funziona così, la Poltronissima a teatro, la Business Class in aereo e la Suite in hotel.

Ok. Ma è questo SPECIFICARMELO che mi lascia basito.
Non è che in crociera ho il piano cabine “Ponte Solventi”

E sempre rimanendo nel campo dei servizi teoricamente “pubblici” ma con sfumature tutte tendenti al “privato” mi vengono in mente alcune variazioni sul tema:

se scoppia una guerra potrei avere il Bunker per i Solventi, mentre chi paga normali tasse avrà diritto ai sacchetti di sabbia.

E alcuni bambini a scuola potrebbero usufruire delle Elementari Solventi, dove ti insegnano prima e meglio, e c’è il caviale a ricreazione.

E i pompieri vengono a spegnerti l’incendio o a salvarti dall’inondazione, ma se sei particolarmente solvente, ti traslocano tutto in appositi appartamentini all inclusive.

Insomma alla fine rientra tutto nell’ordinario ordine delle cose, direte voi, ma che un reparto d’ospedale, anziché indicare la specializzazione medica, s’intitoli alla capacità o meno del paziente di poter cacciare soldi…

lo trovo di un cattivo gusto estremo.

E sarò io fuori dal tempo, che vi devo dì..



mercoledì 25 aprile 2018

IL CINEMA ITALIANO AI MINIMI TERMINI

C'è un cinema che vive di minimo sindacale. E visto che i numeri danno ragione a questa visione approssimativa della settima arte, si insiste su questa strada.. annullando a passi da gigante  la distanza che fino a qualche anno fa separava una sana commedia all'italiana, dai famigerati cinepanettoni, cloache massime messe su da gente senza scrupoli... 
Attendiamo con terrore l'anno del "contatto".. e la fine di ogni speranza...

Ecco, intanto, due esempi "celebrati" di pochezza truccata da cinema autoriale...

COME UN GATTO IN TANGENZIALE


Ammettiamolo, di buono c’è il tormentone del titolo, ed il tentativo stantìo di affrancare per innovativo un cinema di “contaminazione” che, dopo Il lupo e l’agnello con Thomas Milian, arriverà sempre, irrimediabilmente, dopo.
Di ricchi e poveri che incrociano le loro strade è ormai pieno il mondo, figuratevi quello cinematografico.
Albanese e la Cortellesi, indiscussi protagonisti, la svangano con mestiere, più lei che lui a dir la verità, ché Albanese ormai non schioda da un suo cliché di omino integerrimo, tirato sempre per i capelli (ad averceli) in situazioni limite.
In questo film fa il filogovernativo che dovrebbe/vorrebbe occuparsi, in sede europea, del coinvolgimento sociale di periferie e aree degradate, ma poi non sa neanche (da romano residente) cosa è Bastogi: una delle peggiori realtà periferiche capitoline.
Va in giro coi suoi colleghini, tutti con lo zainetto stile cinquestelle, a blaterare teorie sul coinvolgimento delle zone disagiate nel tessuto metropolitano, cercando di spillare soldi per ulteriori “think tank” (bidoni della ponderatezza)
Lei è la tipica coatta suburbica, ma dal cuore onesto.
Infatti l’esordio con la mazza da baseball sarà l’unica nota stonata, ma serviva cinematograficamente a sottolineare le differenze.. (ci prendono sempre per amebe ‘sti sceneggiatori).
L'infatuazione dei rispettivi figli, banali quanto innocui, incrocerà le loro strade (e pure i quartieri).
Un film che si esalta sugli eccessi del resto: le sorelline che rubano compulsivamente de tutto, l’ex moglie francesizzata che coltiva lavanda, due chilometri e mezzo a piedi per arrivare alla spiaggia libera di Capalbio, le sparolacciate superflue al pranzo di “famiglia” con Amendola che thomasmilianeggia invano, l’intellighenzia stile La grande bellezza… tutta roba che occhieggia e orecchieggia un inevitabile dejà vu virando sull’altrettanto inevitabile piega mielosa, che vedrà coinvolti i due strambi protagonisti.

Un film compatibilissimo con le tempistiche metaforeggiate dal titolo.


IO SONO TEMPESTA




Soffietto d'aria, refolo al massimo.

Giallini e Germano inseriti a forza in un meccanismo macchiettistico che infila tanta carne al fuoco. E la lascia bruciare.

Si salva il ragazzino espressivo quanto diligente, figlio di un Germano divenuto povero per troppi debiti, e di certo infilato anche lui in scene che lasciano quanto meno perplessi, come il suo allegro girovagare in macchinina elettrica per i corridoi dell'hotel “residenza” del nostro Numa Tempesta, fino a giungere in un corridoio buio e senza uscita - reminescenze shininghiane.. - a detta di molti..(!?!?).
Oppure scene da un Lucchetti che non vuol farsi fagocitare dal cinema facile e tenta la chiave di richiami classici e nobili? Lasci a Spielberg ed al mirabolante Ready Player One queste operazioni citazionistiche/nostalgiche ...che è decisamente meglio.

E poi questo Giallini borioso e tracotante, nella veste dell'imprenditore (s)pregiudicato, che vorrebbe ricordare risapute storie nostrane, tra servizi sociali e ragazze da dopocena...
per non parlar troppo di Germano, che smessi gli abiti (strettini) di Leopardi, rispolvera tutto il campionario di mossette e ammiccamenti..
Alcuni personaggi, infine, infastidiscono davvero per la sciattezza, l'inconsistenza, l'impalpabilità e l'imperizia recitativa.

Su tutti la Danco che gestisce l'ostello come un'integralista vittima di una qualche setta pseudoreligiosa, salvo poi lasciarsi istericamente andare alla zitellaggine che la pervade.
Le tre zoccole laureande psicologhe, indecenti per forma, sostanza e approssimatezza; e i poveri, infine. Pronti comunque a vendersi, sospinti a scimmiottare improbabili truffe e stangate, e a godere di effimere parentesi di bengodi.
C’è anche la parentesi psicanalitica, con l’analisi del passato di Giallini,
tutto sommato costretto a sacrificare la via della rettitudine a causa dell’educazione bastarda e integralista di un padre poveraccio.

Chissà a Lucchetti chi lo trattava male da bambino?!...



sabato 21 aprile 2018

QUANDO MUORE UN BLOG




E' una riflessione già fatta, ma che ritorna periodicamente a scombussolarmi, e credo sia vicina alle corde di noi bloggers..

ricapita, ogni tanto, nel peregrinare curiosando per la blogosfera, di imbattersi in blog dai nomi strani, o che comunque richiamino l'attenzione, l'interesse.. magari scoperti in blogroll altrui.. e allora basta un clic..

e la porta si apre.. con una pagina iniziale.. delle note, un post, dei commenti... solo che il post è del 2016, o anche prima.. e tutto è come cristallizzato.

Il proprietario non c'è più.

Si è trasferito.. ha aperto un nuovo blog, oppure scrive solo su facebook, o peggio non scrive proprio.. ha trovato, lavoro, moglie.. è occupato in Commissione Europea, oppure pianta mine in Siria..chissà..

e queste righe che leggo, polverose ed immobili.. segnano un confine malinconico.. restano immobili come in un museo perenne..

attendono visitatori persi o impiccetti come me, alla ricerca di una parola che smuova una tensione nel cuore e nella testa...

e magari la trovano pure, ferma, saldata ai pixels ancora colorati, ancòrati ad un ultima data che ne testimonia l'estinzione..

In attesa di occhi curiosi, di mani frenetiche...
e lasciare un messaggio allora, diviene sfida, nuova linfa, una passata di vernice, un richiamo al futuro, una speranza, una sollecitazione... 

come suonare il campanello, bussare lieve alle nuove ispirazioni di chi una volta donava pensiero in quella pagina di luce: da sorridenti entusiasmi a rassegnati rimpianti...