giovedì 17 giugno 2021

L'AMORE OLTRE LA MORTE: AIUTIAMO LISA


da Mariella

"Sonia Campagnolo è una signora di Padova che ha combattuto quel maledetto bastardo di un cancro e ha perso. Tumore al pancreas. Sonia sa che deve morire e la sua unica preoccupazione  è quella di lasciare sola e senza sostegno economico la figlia Lisa, che studia giurisprudenza nella sua città.  Cosa fare per occuparsi di lei anche quando non ci sarà più? Decide di mettere sull' epigrafe l'IBAN del suo conto corrente 

IT96E0103062470000001807112 -  

intestato Lisa Campagnolo
causale: in memoria di Sonia

in modo tale che chiunque possa aiutare la sua ragazza.  Sonia è morta lunedì e la sua storia, che ho appreso dai giornali,  mi ha fatto venire i brividi. Un amore immenso che supera perfino la morte. Una madre che vuole assicurare alla figlia un destino diverso dal suo, un'indipendenza economica e un'autonomia professionale che la tenga al riparo da ogni imprevisto della vita."

Mariella ha letto la storia su Lilladoro, il blog di Cristiana Marzocchi 
e io mi sento vicino alla vicenda, per svariati motivi.
Il tumore al pancreas poi, è davvero straziante e quasi senza via d'uscita.

Spero in un futuro sereno per Lisa, e per tutti quelli che combattono, con forza, e fiducia.


martedì 15 giugno 2021

SPOT PUBBLICITARI

Vorrei aprire un dibattito sugli spot pubblicitari.

L'idea parte dallo scemo che tutte le notti, per far addormentare il figlioletto, trova splendida l'idea di scorrazzarlo in auto comprandosi un hamburger in un drugstore notturno e pagando con la sua mitica carta di credito.

A quale persona normale verrebbe in mente, praticamente ogni volta che il neonato frigna, un'idiozia simile?

L'altro è quella serie di squilibrati che prima di spalmare burro e marmellata su delle famosissime fette biscottate si dilettano in attività ludico/psicotiche tipo far volteggiare i porta cartoline fuori delle tabaccherie, osservare i passerotti sui fili della luce, suonare i citofoni a mezzanotte..

Poi c'é Skoda - e qui faccio pure nome e cognome - con navigatore online. Praticamente presume che gli altri si registrino i percorsi da casa.. ahahah 

E finiamo in bellezza con Poltronesofà "Non un euro in più di quello che è costato a noi" La Caritas je fa un baffo.. oltretutto li avevano già multati i cialtroni, per lo "sconto 50% + 40%".. stavolta spero li sbattano dentro: cella con divano.

Ve ne vengono in mente altrettanto demenziali?


domenica 13 giugno 2021

PALESTINESI E ISRAELIANI


Una storia infinita, la guerra palestinoaraba/israeliana. Puoi nascere in un fazzoletto di terra e ti viene insegnato l'odio come a noi la geografia. Diventa normalità. Se ne narra da secoli, poi esce un film semplice, anche ingenuo a ben guardare, ma probabilmente in questo la sua forza. Lo trovate su Sky.

Un famoso direttore d'orchestra tedesco, viene incaricato di organizzare un concerto a scopo di pace, formando elementi sia palestinesi che israeliani. Un'impresa al limite dell'improbo. Già l'audizione a Tel Aviv, per chi deve arrivare da terre arabo palestinesi, diventa complicatissimo, nonostante i permessi per i giovani musicisti, c'è da combattere anche l'ostracismo delle famiglie: e splendida la risposta di una giovane violinista palestinese, che al padre che le consiglia di tenere il violino non nella custodia, perché potrebbe essere scambiato per un'arma ai check point, risponde con un sorriso: "Ma è un'arma!" esplicando con mirabile saggezza il sottotitolo del film #makemusicnotwar.  

Dovranno fare squadra questi elementi che si odiano istintivamente a pelle, dovranno riuscire ad amarsi e rispettarsi, e la musica è un qualcosa che li unisce davvero sopra ogni cosa ma per impararlo ci sarà comunque da faticare, ingoiare rospi, rinnegare una storia cucita col sangue e la sofferenza, e affidarsi a questo saggio direttore d'orchestra che nasconde tormenti terribili e che finirà per rivelare, proprio per far capire che l'odio è stolto e che siamo tutti esseri umani, alcuni con in più un dono magico: fare musica, splendida musica. 

Un piccolo film in fondo, ma dal significato immenso, che commuove e turba. 

Spero venga distribuito nelle scuole israeliane ed in quelle arabopalestinesi. 

Spero in ogni più piccolo tentativo, per riportare serenità in quelle terre martoriate. 

 

giovedì 10 giugno 2021

DISTRATTI ESEMPLARI


Vi inseguono mai versi fatali?

Nel corridoio, in auto, alle Poste, in ascensore?

Dichiarando guerra al vostro pensiero corrente,

mentre minacciano tempeste tormentate,

fino ad inchiodarvi davanti un pezzo di carta o un pc,

per poi, semplicemente, dileguarsi?

Lasciandovi spogli, erosi, svuotati.

Vi supplicano mai massime liriche dell'anima,

delicati ingorghi di fiabe oniriche,

mirabili costruzioni di parole così affiatate 

da donare finalmente un perché all'inesplicabile,

per poi trasformarsi all'istante 

in tenera nebbia impalpabile, ricamo incompiuto

silenzio incurante di eco deluse?

Ditemi quali trappole acconciare da suppliche,

quali inganni incastrare nel cielo, 

o quale strategico disinteresse esibire,

- fingendo cauta meraviglia -

fino a catturarne distratti esemplari.


martedì 8 giugno 2021

SULL'ONDA DEI MALATTIA MOVIES..

Un malattia movie può aprire scenari che non avremmo mai preso in considerazione, ci avvicina a realtà scomode, può insegnare a comprenderle, ad osservare con altri occhi, può farci crescere, anche se comodamente in poltrona. 

Uno dei pregi del cinema.


VIVERE DUE VOLTE

L’Alzheimer narrato, specie al cinema, rischia di diventare sempre un’arma a doppio taglio, prendendosi a braccetto il compatimento e la malinconia. Questo piccolo gioiellino spagnolo, invece, con garbo, inventiva ed una premura tutta particolare, ci avvicina al dramma di questa patologia col piglio della commedia leggera, ci fa sorridere e commuovere grazie a diversi piani di lettura e ad attori capaci di splendide performances, ad iniziare dalla deliziosa Blanca, una bimba undicenne affetta da artrogriposi, che le rende complicata la mobilità delle gambe.

Un brillante ex professore universitario, che conduce una vita serena a Valencia, con le sue puntate al bar e gli immancabili sudoku (“quadrati magici”) che gli riempiono le giornate, inizia un giorno a fare i conti con lievi black out mentali, che si rivelano segnali di lento, ma irreversibile Alzheimer, e per un professore di matematica risulta ancora più screditante faticare per il minimo sforzo mentale o il non districarsi tra i vicoli della sua adorata città.

Ma è bene sottolineare un incipit delicatissimo, dove il nostro adolescente professore, già appassionato di “quadrati magici”, conosce un’altra ragazza con la quale lo scambio sarà breve ma intenso e carico di significati dal tenerissimo sviluppo nel proseguire della storia.

Alla vigilia di questo irrompente Alzheimer, il nostro professore vorrebbe poter rincontrare quella bambina che il destino non gli ha fatto più rivedere, se non in quel lontano spiraglio d’estate. Ora è vedovo, ha solo una figlia, con un marito non proprio ideale ed una meravigliosa nipote, pezzo forte del film, che con la sua malattia (reale) si rende adorabile senza affatto impietosire. Assieme cercheranno di ritrovare la bambina che una vita fa lo turbò anche solo per poco, e questo finché la memoria gli permetterà di ricordarla; il tutto in un road movie simpaticissimo, ricco di episodi e squarci delicatamente emozionanti. Con tutti i protagonisti riccamente coinvolti comunque, anche se il professore (Oscar Martinez) e la bimba (Mafalda Carbonell) la fanno da padroni.

Sono i dettagli ed il loro farsi spazio con discreto minimalismo, a fare sempre centro in questa pellicola, i piccoli richiami, le ripetizioni, i goffi peggioramenti, la tenacia, l’amore e la pazienza con la quale la figlia tiene a galla il papà, oltre la deliziosa ed estroversa bimba, autentico collante e deus ex machina di tutta la storia.

A mio avviso la mano sensibile di una donna, la regista Maria Ripoll, si fa decisamente notare, coglie aspetti esclusivi, mescola con discrezione e sapienza commedia e dramma, vela di sarcasmo le noti tristi, rende malinconiche le venature grottesche, mantiene perfetto l’equilibrio tra desiderio, sogno e necessità. Riscatta l’amore, e scuote ognuno di noi, e in più crea simpatia per una materia - la matematica - ostica a quanti non la affrontano con l’esatto spirito.

Spero che i Verdone (così per citarne uno..) si dedichino ogni tanto a visionare cinema di altre latitudini, non poi così lontane, tanto per rendersi conto di quanto poco basti, a volte, per essere autentici.  



 
ALTRUISTI SI DIVENTA

La distrofia muscolare addosso ad un ragazzo provato, spiritoso ed intelligente. Che non può far a meno di un caregiver. Se non altro per pulirgli la cacca dal culo, ma pian piano, anche tutto il cinismo dal cuore.

Infatti le storie sono due, quella del nostro distrofico, Spencer (superba prova di Craig Roberts) in compagnia di un assistente alle primissime armi, Ben (Paul Rudd in gran spolvero) che ha bisogno assoluto di lavorare e che la vita ha già messo a dura prova.

Il rapporto tra i due crea subito scintille, Spencer ha bisogno di assistenza costante, è stato abbandonato da un padre scellerato quando aveva tre anni, spaventato dall’insorgere della malattia, vive con la mamma ed un ricambio continuo di assistenti che fa impazzire. Non vuole uscire di casa, gli bastano televisione e cibi sempre uguali. Teme ogni novità e si è costruito una bolla che lo difende da ulteriori traumi.

Ben è uno scrittore senza lavoro con una tragedia familiare alle spalle e una moglie che vuole divorziare, lasciandolo ancora più in crisi.  Accetterà di fare da “badante” a Spencer, entrando in una costruttiva collisione col mondo disincantato del ragazzo, costretto su una sedia a rotelle, e che riserva solo alla fantasia le bellezze del mondo che vorrebbe toccare con mano.

Sarà proprio l’inesperienza di Ben, la sua voglia di far irrompere nella vita di Spencer tutti quei sogni che lui gli racconta, la chiave di volta per un improvviso road movie alla ricerca di respiro ed esperienze tutte nuove, tra di loro anche un'autostoppista tutto pepe, Selena Gomez che oltre a ottima cantante, si rivela attrice di livello.

 


lunedì 7 giugno 2021

CHI NON VA A CHECKLIST?




Sembra che il mondo (aziendale, produttivo, terziario e, da non crederci, casalingo) abbia deciso di muoversi a checklist.

Ed ora anche quello editoriale, come caldeggia Atul Gawande  col suo libro Checklist (come far andare meglio le cose) edito da Einaudi proprio in questi giorni,  propone  le sue teorie.

C'è voglia di elenchi da celebrare e rispettare, voglia di catalogare tempistiche e gusti, voglia di ordinare il tempo e le scelte; metodologicamente ed attraverso criteri di omologazione che qualche volta possono rilasciare un vago retrogusto di masochistica costrizione. 

Ma ce n'è anche davvero la necessità, mi chiedo?

Usciamo da casa e facciamo la checklist del gas da chiudere, serrande alzate, allarme inserito, chiavi da prendere, casa, macchina, garage. Occhiali, cellulare, spazzatura, lista della spesa (la famosa lista nella lista), maglioncino, ombrello. Poi dice che uno resta a casa in pigiamino... te credo!

Diciamo che le checklist regolano il mondo come (vorremmo) dovrebbe andare, senza il minimo imprevisto. 

E la scuola di Gawande afferma che le checklist sono molto più utili di una semplice playlist musicale da I-pod 

Entrambe, comunque, aiutano a settorizzare e tenere d'occhio con criteri, seppur opinabili, l'incasinato scorrere  della vita e delle note che, sole, vogliamo giungano alle nostre delicate orecchie. 

Rischiare di tornare senza latte dal supermercato è un tracollo che non possiamo più permetterci in questa vita dove ogni minuto ha il suo perché.

Ogni post il suo posto, ogni orologio la sua sveglia, ogni calendario la sua spunta, ogni scadenza il suo preavvertimento di scadenza.  

Ma non è che ci stiamo incartando in un sistema stritolante? Non avete mai questa impressione?

Un semplice "Mettere ordine" puzza di muffa forse, troppo stantio? .
Vuoi mettere una fresca checklist, che fa di un trend che neanche ti immagini?

E comunque prima di pubblicare ho controllato le "bozze".. ahah.. un'altra checklist!!

sabato 5 giugno 2021

E.I.T.R.D. - ESCLUSA L'AGGRAVANTE DELLA CRUDELTA'

E.I.T.R.D.  ddddda un'iniziativa di Daniele Verzetti

Finché leggeremo sentenze del genere, dovremo tenere conto che non siamo tutelati, nessuno è tutelato, anzi, sembra che si voglia quasi favorire uno Stato di Diritto assurdo.

Spero che le cose cambieranno, ma andiamo lenti, lentissimi. 

E la violenza insiste.

Dagli archivi: 

"La Corte d'Assise d'Appello di Perugia ha condannato a 20 anni di carcere Salvatore Parolisi, l'ex caporal maggiore accusato dell'omicidio della moglie Melania Rea. Il ricalcolo della pena al ribasso per il militare (condannato a 30 anni con rito abbreviato) era stato disposto l'11 febbraio scorso dalla Corte di Cassazione che aveva escluso l'aggravante della crudeltà anche se Melania Rea venne uccisa il 18 novembre 2011 con ben 36 (trentasei) coltellate"  (dal web)


Sembra sia stata esclusa l'aggravante della crudeltà dopo aver consultato 
il Manualetto delle Pugnalate, in dotazione alla Magistratura Italiana.

Secondo tali norme si parla di: 

marachella  :  per ogni tre coltellate inflitte
discussione :  per omicidio fino a sei coltellate
baruffa        :  per nove, 
disputa        :  fino a quindici.

Poi subentra la rissa per diciotto coltellate inflitte, tafferuglio per ventuno, tumulto per ventisei.
Omicidio semplice fino a trenta, omicidio composto fino a trentadue, macello fino a trentasei.

Solo oltre questo limite possiamo  parlare di crudeltà applicata all'atto, entrando nel campo della strage, dell'eccidio, dell'ecatombe e dello sterminio (quest'ultimo in abbinamento al genocidio, non cumulabile con altre offerte).

Tutti elementi escludibili nell'ambito della civile discussione 
intavolata all'epoca dai coniugi in oggetto.

La seduta è tolta.