venerdì 20 marzo 2026

LA LIBRERIA DEI LIBRI CHE NON C'ERANO

 


Era il mio sogno aprire una libreria indipendente.
E grazie alla non indifferente eredità di zia, lo stavo finalmente coronando, in una zona periferica, senza apparente concorrenza.
Il problema era fare breccia nell’editoria libera, senza sottostare alle intransigenti leggi di mercato che mi avrebbero imposto libri e autori delle loro scuderie in cambio di una micragnosa scelta autonoma.

Pregai la zia di sostenere questo progetto bizzarro..

Ed ecco la mattina successiva, la sorpresa a divorarmi vivo!!

Aperta la libreria trovo gli scaffali ricolmi, non credo ai miei occhi.. non c’è pertugio libero! ..mi avvicino e prendo un volume a caso: copertina lucida  Le orchidee tristi di Gina Hollister, romanzo del 2016,  editrice L’Ampolla,

a fianco La guerra infinita, di Richard Sybil, editore Hansed, anno 2020, ne prendo altri, nuovi di zecca, tutta roba mai letta.. e neanche mai sentita nominare.. una miniera di creazioni letterarie, dal saggio, allo sportivo; dal thriller al brillante; e poi viaggi, cucina, cinema.. cosa stava succedendo?!? Sto forse rubando letteratura da universi paralleli?

Una miriade di libri sconosciuti giunti magicamente a popolare la mia nuova libreria?! .. zia cara ti sei superata stavolta!!.. ne prendo una decina a caso, impilandoli sul tavolo, per cercare di capire:

Una vita più che sobria di Alberto Lucilli, editore Pollini (2001): getto un’occhiata alla quarta di copertina: postino single, molisano, scopre due alieni nascosti in soffitta da oltre due anni..

Alla deriva, di Mirceu Gypso, editore Aria (2010). In canotto in mezzo al nord Atlantico per mesi, quando incontra una nave, scopre che non c’è nessuno a bordo, per sopravvivere imparerà a far navigare un mercantile..

E’ un brutto momento, di Carl Pilsner (1999), editore Back. Non doveva suonare a quella porta, tanto meno aspettare che aprissero....

Sogno fuggito, Michael Brook (2002), editore First. Un sonno ininterrotto ma che non permette di sognare..

Una scelta pericolosa, Sophie Antonio Cirrus (2014) editrice Pink. Voleva diventare donna, lo sapeva fin dall’adolescenza..

Visionarietà, Andrea Rizzo (2021), editori Sparsi. La vita a volte si ripropone con esatta frequenza evitando, con mirabolante precisione, le vincite al Lotto.

L’ immaginato che non t’immagini, Antonello Brigida (2005), editorIncubo. Uscito dal coma crede di stare ancora sognando, finché non arrivano arretrati dell’Agenzia delle Entrate

Il nemico magro, Stephen Ming (1976) SushiEditor. Quella strana sensazione di qualcosa che ti penetra nonostante le attenzioni..

Mondo incredibile, Vincenzo ‘Ncesecrede (2025), Editore Altri. Apre una libreria e la scopre ricolma di libri inediti.

La pesantezza del sasso, Gabriel Rachionne (2014), Editrice Arcane. Storia di un esploratore di ruscelli e sorgenti alla ricerca della fonte madre.

Quel mondo sconosciuto, Titta Perlini (2002), Garlaschelli Editore. Di notte astronauta, di giorno tabaccaio, fino all’inevitabile sovrapposizione.

Secondo voi riuscirò a piazzarne qualcuno, magari a chi viene per Sveva Modigliani, Ian McEwan o Fabio Volo?!
Sarà una sfida interessante, del resto se non il libraio, a divulgare novità, chi altri?

Poi un giorno entrò quella donna dall’aria sognante, chiedendo Storia della bambina perduta della Ferrante, la risposta immediata: “Qui abbiamo solo storie che nessuno le narrerà altrove e, mi permetta, dal suo sguardo credo che lei abbia proprio bisogno di alimentare curiosità e visionarietà.. le offro una possibilità, legga questo – mentre le porgo Alla deriva di Gypso - lo prenda, se non dovesse piacerle semplicemente me lo riporta, ma sono sicuro che riuscirà a solleticare le giuste corde.
Avverto come questo desiderio in lei, un’avventura dove sentirsi piena protagonista, dove decidere in autonomia come muoversi. La consapevolezza di una nuova solitudine a plasmarci e renderci protagonisti, sarà la prima viaggiatrice di un nuovo mondo”

E da allora ho capito che non siamo noi a cercare libri, ma loro a cercare noi,  e custodisco ormai da tempo questo immenso privilegio.

E tu? Da quale libro vorresti essere letto, finalmente?

 

 

 

 


mercoledì 11 marzo 2026

CITOFONARE ORE PASTI

 

Aridatece er vecchio citofono.. 

1791.1, uno dei citofoni digitali URMET più evoluti della storia, era davvero contrariato e stava imprecando a viva voce, tanto che le eco delle lamentele si potevano avvertire a distanza di svariati isolati.

Progettato per centri di importanza nevralgica, si trovava di botto, senza nessun preavviso, deviato in un comprensorio periferico romano, lontano dai siti prioritari ai quali era destinato.
Tra le sue caratteristiche principali: scannerizzazione biologica dell’utente, questionario interpretativo delle intenzioni, valutazione eventuale di grado di pericolosità, messa in allarme delle forze di sicurezza addette, visualizzazione in 3D.
Col supporto satellitare anche il semplice appropinquarsi di un fattorino delle pizze avrebbe permesso l’analisi e il contenuto delle scatole, la convenienza, la salubrità degli alimenti e le referenze lavorative dell’addetto.

Ai corrieri Amazon veniva controllata prova d’acquisto, data dell’ordine, eventuale sforo fascia protetta di consegna, a tutela del riposino pomeridiano dell’utente finale.
Il semplice visitatore, invece, doveva aver certificato un minimo preavviso, escludendo visite a sorpresa.

Alle auto in fila al passo carraio per il parcheggio condominiale sarebbe stato verificato bollo, assicurazione, revisione, effettivo diritto di accesso al parcheggio condominiale, ammaccature provocate nel parcheggio interno e immediata identificazione della manovra del colpevole con pubblicazione istantanea di nominativo, scala e interno del trasgressore.

Nel comprensorio stavano tutti storcendo il naso, ma questa specie di Grande Fratello, imposto dalla nuova Amministrazione, sembrava l’inevitabile e duro prezzo da pagare per aspirare al meglio del mercato.

In realtà, il candidato numero uno era il più grezzo ed elementare citofono 1760.6, ma le scorte risultavano esaurite.

E i contratti sottoscritti da tempo, con penali devastanti in caso di ritardi, aveva costretto URMET a sacrificare, per esigenze tipicamente condominiali, anche i suoi modelli più pregiati.

Paradossalmente però, e nonostante nessuna lievitazione di prezzo, l’ostruzionismo e la complessità labirintica  del nuovo citofono - con libretto di istruzioni di 680 pagine in tre semplici volumi -  hanno finito per far saltare i nervi a più d’un condomino.

Attesa presto nuova assemblea generale per il ripristino di innocui e familiari  apparecchietti a filo, col loro ronzio appena percettibile.

A me invece piace molto questo citofono avveniristico; ogni tanto credo di sentir suonare e corro a guardare se sul visore a cristalli liquidi, appare lei.

venerdì 6 marzo 2026

LA MEMORIA DI SCAURI

 


Per quanto mi riguarda esistono due tipi di memoria: una fumosa, che non ti fa distinguere anzi, ti confonde ancor più e rende tutto impalpabile, come di nebbia insistente, e non c'è verso di venirne a capo.

Poi c’è una memoria che puoi scatenare, ad esempio tornando nei luoghi dove hai vissuto una vita, dove sei cresciuto. 

In quel caso avviene la moltiplicazione delle immagini, il sovrapporsi dei piani temporali; guardi una terrazzino dalle inferriate scrostate appena illuminato da un lampione fioco e vi si affacciano persone diverse, in tempi diversi.
Fotografi un angolo di strada e nello scatto appaiono situazioni, luci, persone, movimenti addirittura.
Passi davanti una vecchia arena di cinema all'aperto, ora parcheggio privato, e odi l’echeggiare di un film, l’azzurrognolo del proiettore che sfiora il buio del cielo, e rivedi persone baciate, tenute per mano, complice l’oscurità, ma stai solo guardando un spiazzo pieno di auto.

Assaggi una frolla e ti vedi uscire dal mare, con l’omino che le vendeva calde in mezzo agli ombrelloni, e non gridava solo frolle e ciambelle, vendeva felicità di quella che neanche immaginavamo di pregiatissima fattura e noi, con la mamma che tentava di asciugarci i capelli bagnati, noi non ne avevamo il minimo sospetto, sfuggivamo quelle cautele d’amore per giocare a macchinine sulla sabbia, o a racchettoni con gli zii, e cercare una cento lire per attivare il juke box del Lido..

ora lo ripercorro quieto e silenzioso quel bagnasciuga, guardo quella risacca che chissà quante rive ha bagnato, quanti mari ha percorso come noi con i nostri anni a caccia di una felicità già preconfezionata, quando arrivavi famelico dopo tutta un’estate ad aspettare finalmente quel tuo Settembre, gli amici di sempre, gli amori che ti facevano palpitare, il chiosco di gelati sempre lo stesso, quasi un monumento.. la mamma che cercava capi usati al mercato americano, e tu con la stessa passione, la medesima curiosità che ti ha trasmesso e tutto è un rifiorire di tempi andati che sono ancora lì, patina invisibile ma chiara, percettibile, come il fumo della ciminiera in disuso da secoli, ma che io scorgo ancora uscire e piegarsi al vento delicato che arriva da Gaeta. 

Ed il sole brucia sempre, anche se mi ha regalato un melanoma tolto per tempo, e sicuramente colpa mia che esageravo nel volerlo prendere tutto, quel sole, ora a tramontare quieto dietro il monte d’Oro, eterno custode della baia e di ogni minima memoria. 

Qualche anno fa scrivevo di non essere felice di questo nastro che sbobino ogni volta nell’anima, perché la nostalgia non funziona nella stessa maniera per tutti, ma anche le opinioni e certe sicurezze si sgretolano e lasciano più spazio a tutto quel bello andato, senza preoccuparsi troppo del divenire, prendono quella memoria, tenera come una mozzarella di bufala, e ne godono anche i nodi ruvidi che esaltano la lavorazione e restituiscono sapori immutati nel tempo..
Ciao Scauri..

Ora, a bocce ferme, senza più Lulù, fanno ancora più tenerezze queste vestigia marine che appariranno ancora più remote, travolte  da una risacca lunga di freschissima bufera, di quelle che rilanciano ogni ricordo a brevissimo termine, stavolta, in un immancabile rendez vous con ciò che era vita reale fino a pochi giorni fa, e la mente è occupata a disegnare contorni di nuova epica addosso ad un fiorente ordinario appena svanito, mentre il cuore, più irrequieto e irrazionale, non accetta che un presente ancora fragrante, possa aggiungersi semplicemente nel memoriale, come un'urna in un loculo.

Da oggi c'è una terza memoria, quella che ti azzanna e non vorrebbe saperne di diventarla, ti ronza intensa attorno, destinata a non invecchiare, subentrare ad ogni istante, insinuarsi tra i sorrisi, tra il percorso distratto di un orologio che non scandisce più programmi, ma solo tempo perso, ancor prima che le lancette disegnino sentieri.

lunedì 2 marzo 2026

STO SOGNANDO POCO

 


“Accade sovente che appena sveglio,
lo spettacolo di un sogno - anche dettagliato - mi possieda lucidamente.

Ma il tempo di rendermene conto ed ecco che l’immagine inizia a liquefarsi,
in perentoria, rapida, irrefrenabile dissolvenza.

Cerco di mettere toppe alla perdita, come ad una crepa idraulica,
puntello figurazioni, inchiodo sequenze,
ma è sabbia tra le dita, rivoli sbriciolati a diradarsi.

Resto in un attimo svuotato, azzerato, disidratato.
Lavagna intonsa.
Solo vuoto dove tento un vano riposizionamento di vacui tasselli.

Il sogno non è già più,
e forse ho anche solo sognato di sognarlo.”

Avevo già scritto di queste minime disavventure  ricorrenti.. ma un amico, proprio parlandone ieri, e sorridendo all’idea, ha formulato la possibilità che esista un posto dove vengano raccolti i pensieri che si diradano, un Ufficio Sogni Smarriti che si mantengono integri proprio perché nessuno cerca di carpirne senso e forma.

Trovano riparo e quiete, e neanche il gestore se ne potrà appropriare, a meno che non li rispedisca dal sogno alla veglia di qualcuno che riesca ad averne più cura, a non perderne l’essenza mischiata ai rumori del disaddormentamento, agli umori della luce che filtra, e che dedichi loro attenzione, ascolto, li accomodi in un lato di pensiero riservato, certo meno cieco e buio di uno scaffale di Sogni Smarriti. 

Senza smolecolarli tranciandone la poesia in un risveglio brusco, perché quei puntelli che crediamo di inserire, in realtà, sono rifiuti alla vita alternativa offerta, un negarsi all’immaginazione che vorrebbe prendere parte alla nostra esistenza, mentre viene liquidata senza appello, senza offrirle neanche una possibilità, se non quella sentenza aridamente drastica, del sogno sognato.

Di questo periodo sto sognando poco, probabilmente perché sono ricolmo di sogni ad occhi aperti che rigonfiano la veglia, dormo infatti il minimo sindacale e offro poco fianco ad un’attività notturna particolarmente remuneratrice, in materia di sogni, come se non dovessi - tantomeno volessi - alimentare nessun Deposito dei Sogni, ma tenermi tutto palpabilmente accanto.

 

giovedì 12 febbraio 2026

IN RISPOSTA AL COSA MANCA, ORA.



"Tenerti per mano sempre nuova sensazione
come un plaid a rilasciare tepore.
Tutela mente e cuore.

Sono ombra a ridisegnarti,
appuntamento preciso,
capello ricomposto,
riflesso nello specchio.

Custodisci segreti, lacrime, angosce,
e io disegno futuri a forma di te,
sui tuoi passi, le esitazioni,
su quel guardarmi, cercarmi,
e poi trovarmi sempre.

Il resto è attesa che logora,
e la risposta tenerti per mano"


Lo scrivevo una vita fa, lo sottoscrivo ora,

mentre ti avverto in ogni spazio vuoto,
in ogni rumore pacato,
ogni eco che risuona lieve.


Quando le cose non vanno,
albeggia ugualmente, e pioverà come sempre,
e verrà vento a ribaltare lo stendino in terrazza.
Ma non potrò raccontartelo,
come vorresti, come vorrei.

Perché attorno c'è quel silenzio che comunque curi,
non più quelle porte chiuse piano,
quando temo possa svegliarti,

addirittura i tasti del pc pigiati con cautela.

Non potrò più raccontartelo, ma so che tu lo vedi ora,
mentre accade, qui accanto;
forse crucciata perché non vuoi che pianga.
E allora respiri piano,
senza più affanno,
e io lo so.

Chissà se obliterano anche nell'aldilà.

Ciao Lù.


sabato 31 gennaio 2026

L'ASSURDO QUOTIDIANO

 


Sembra passare quasi in secondo piano questa caritatevole richiesta di tregua, da parte di Trump verso Putin, e relativa sospensione dei bombardamenti in Ucraina causa elevate punte di gelo, per almeno una settimana.

Mi ricorda Benedetto XVI quando si espresse contro le bombe. A grappolo.

La fine ci coglierà così cinici e ridicoli che non ce ne accorgeremo.

sabato 17 gennaio 2026

MALINTESI

 

Spesso siamo convinti di agire
su una linea comune con l'universo circostante,
parametri in grado di essere compresi da tutti
esattamente come li descriviamo.

Invece infrangiamo vetri;
inconsapevoli, procuriamo spesso ferite
convinti di elargire carezze.

Accade che quel mondo non coincida col nostro.
Ci osservi da altre vette, lontananze diverse,
storie differenti,
e curi altri universi, sensibilità distinte,
che sfuggono ad errate,
probabilmente approssimative,
indagini.

E noi che si va a tentativi,
finiamo col chiederci:
ma se siamo (siete) così sensibili, perché non una pagina word,
o meglio ancora un anonimo bloc notes,
anziché un blog?

Perché non dialogare con se stessi,
anziché credere di poter frequentare il mondo
senza danneggiarlo e,
decisamente più importante,
senza esserne danneggiati?