giovedì 23 aprile 2026

NOVAFELTRIA E LA VALMARECCHIA

Poggio

La magia di Novafeltria, e della Valmarecchia, rimane addosso ad un romano che per un paio di giorni voglia abbandonare l’ostinato caos della capitale, tirando il fiato in uno speciale limbo sospeso tra quiete, natura ed arte. 


L’occasione era conoscere finalmente, di persona, l’amico e blogger Riccardo Giannini, il mitico Riky. E poter vedere uno sguardo, dare vita ad una foto;  timbro, ad un tono di voce; sorriso, ad una entità virtuale con la quale è comunque sempre esistita empatia - confermatissima da questo piacevole incontro -. 

Sant'Agata Feltria

E aggiungo il magnifico impatto con l’ambiente e le persone incontrate, tutte sorridenti, affabili, cordiali, disponibili.. un qualcosa di un’anomalia folle rispetto agli algidi e scontanti standard relazionali cui siamo abituati nella metropoli. 


Dal barista al giornalaio, dal gestore del b&b all’addetto della biglietteria di San Leo, ognuno prodigo di attenzione, cortesia, sensibilità.. robe davvero da non credere. 


Un piccolo paradiso dove appaiono evidenti l’assenza di stress, i ritmi dilatati e la sensazione palpabile che la fretta sia quasi un parametro sconosciuto a queste latitudini, se poi sommiamo la mia intolleranza alle atmosfere romane, indubbio che esperienze del genere finiscano per lasciare tracce indelebili. 

San Leo

Ho visitato rocche, chiese e manieri, traversato campagne, sfidato l'orlo dei calanchi, praticamente da solo, mentre il mio amico lavorava, difficile incontrare anche altri turisti, altre ombre oltre la mia, curiosa e sorpresa quanto me. 


Eden incontrastati dove la natura è nettamente in vantaggio su tutto, una vallata di solchi ramificati diventa set quasi fantascientifico, tra corsi d’acqua puntellati di minimi borghi, ognuno con la sua storia ben esposta sul petto, ognuno con uno spirito di accoglienza a rendere protagonista anche il visitatore casuale.

Calanchi del Maioletto

E l’amplificazione del silenzio sicuramente un effetto di scarso impatto sui residenti; loro sono abituati bene. 


Noi che giungiamo da mondi estremi invece, facciamo fatica ad elaborare queste pause che ti ingoiano e abbracciano di vicolo, di sentiero, di piazza; ti sbattono cielo e orizzonti tutt’attorno e il paesaggio si disegna come intuito dai tuoi desideri, e non ti stancheresti mai, stordito di bellezza stratificata. 


Continuo rigenerato e rapito fino ad addentrarmi, sulla strada del ritorno, tra le pendici del Fumaiolo e scoprire le meravigliose cascate dell’Alferello, acque limpide e rampanti.. 
se penso che il Tevere nasce qua, e tra qualche ora ci ritroveremo a Roma assieme..  entrambi sfibrati e inguardabili..

Alferello


martedì 14 aprile 2026

CI SONO TASCHE

 


Ci sono tasche di indumenti appesi da tempo
- cappotti, pantaloni, giubbetti -
che spesso custodiscono incantesimi incredibili:
vecchie caramelle, vuoti di tempo,
giudizi sospesi,
scontrini dalla data magica,
frasi mai recapitate,
agganci al futuro,
monete fuori corso, ricordi fuori corso;
compromessi spiegazzati,
rese sanguinose,
chiavi sconosciute di regni destinati all’oblio.

Rovesciali sul letto, falli incontrare a nuova luce,
ne hanno da raccontare.
Spesso fanno parte di storie incompiute
con addosso la voglia viva di viaggiare.

La scelta d’un capo, invece dell’altro,
avrebbe sovvertito storie, innescato opzioni inaudite.

Un’attache, i mondi che teneva uniti,
un biglietto di cinema, chiarito il finale,
un numero di telefono, a ricordare lei.


venerdì 10 aprile 2026

CARLO LUCARELLI NEI LUOGHI PIÙ OSCURI

 


Tra Carver e King, Lucarelli manovra da maestro nell’esposizione breve, accumulando tensione, adrenalina, cambi di prospettiva, scatti repentini, una incredibile moltiplicazione dei piani narrativi.

La magia e la sorpresa sono elementi che si ottengono, efficacemente, col racconto.
Perché viaggiare a ritmi forsennati per duecento pagine diverrebbe insostenibile, e non solo per chi scrive, ma anche per il fruitore medio, costretto ad affastellare notizie, registrare dati, incamerare volti, monitorare scenari che si accavallano e si intersecano a rotta di collo.
Lucarelli incide col bisturi, e per quanto, paradossalmente, possano apparire grezzi e frettolosi, alcuni caratteri, è perché l’autore ce li incarta veloce, senza preavviso, ci pone ad un bivio e scarta repentino facendo sbandare il lettore come su un roller coaster.

Ad un centometrista che si lancia a velocità folle per i 1500 metri, salterebbero le coronarie dopo appena un quinto di gara.

Ecco perché il racconto breve resta un narrare a sé, inaccostabile alla gestione di un romanzo, dove le suggestioni, le svolte descrittive, i batticuore, non potranno mai registrarsi ad ogni pagina, pena l’asfissia e l’overdose emozionale.

I luoghi più oscuri non amano visite prolungate.


sabato 4 aprile 2026

TENUTA PRESIDENZIALE DI CASTELPORZIANO - IL CENTRAL PARK DEL MEDITERRANEO

 


Pochi luoghi in Europa sono riusciti a ritagliarsi uno spazio che rimarrà intonso e come miracolato; crocevia di flussi migratori vegetali e animali, storie leggendarie (Enea sbarcò su questo lembo di costa), culla gentilizia dell’impero romano, del potere temporale e poi, dopo il 1800, in mano a famiglie virtuose che ne hanno curato e accresciuto rispettosa architettura e territori (seimila ettari) come riserva di caccia a salvaguardia degli equilibri faunistici, fino al potenziale rischio estinzione, con la massiccia invasione urbanistica e speculativa del dopoguerra che aveva puntato la ghiotta occasione e che altrove divora, tuttora e indisturbata, magnifiche zone d’Italia.


Ma questo polmone no: abbandoniamo la Colombo, arteria che come un fuso porta i romani al mare, e penetrare e respirare la Tenuta è un attimo.

Come attraversare un portale spazio tempo che catapulta dal caos al silenzio, a spasso per lecci, sugheri, querce in una quiete che riconcilia i sensi, cullati solo dall'eco dei passi.


Un micro universo che respira da se e rimane intatta testimonianza di un passato minuziosamente preservato; dalla preistoria ai giorni nostri, si accavallano certificazioni e tracce indelebili, scrigno temporale e fantastico attestato di un’evoluzione che non l’ha mai intaccato, una lungimiranza incredibile di chi ne ha gestito, volta per volta, il destino, favorendone la cristallizzazione fino ai giorni d’oggi, in assoluta controtendenza rispetto allo sfruttamento selvaggio appena fuori dai suoi confini.



Qui di selvatico si respira l’ordine delle cose, un muoversi pacato, lo scoprire della storia che ti accoglie dietro una macchia, al cospetto dei resti di ville imperiali o al limitare di radure ferme nella storia, e noi ci lasciamo attrarre in una bolla di tempo che sembra trasportarci con una grazia sconosciuta.

Dobbiamo essere grati ai nostri Presidenti, da De Nicola a Einaudi, arrivando fino ai Pertini e ai Napolitano, per giungere ad un illuminato Sergio Mattarella, che ha caldeggiato ancor più l’apertura e il consolidamento di centri estivi per disabili e anziani, offrendo la continuità per visite guidate pubbliche e rendendo patrimonio condiviso questo - fino a poco tempo prima - paradiso assolutamente privato.

Vorremmo non uscire al termine, doverci veicolare di nuovo nel traffico e i palazzi che cingono d’assedio, ma abbiamo assaporato davvero qualcosa di diverso, inimmaginabile, che ci resta addosso,
e non vediamo l’ora di tornare perché spazio e percorsi sono innumerevoli e diversificati offrendo sempre nuove prospettive, e  ringraziando ancora addetti e volontari che si prestano con passione e competenza.



copia del mitico Discobolo







mercoledì 25 marzo 2026

VIAGGIARE A VISTA

 


Ho chiesto una tregua
anche se non sto combattendo affatto,
sono arreso all’evidenza
del viaggiare a vista,
con la bussola dimenticata,
le vele che si attorcigliano
ad ogni traccia di maestrale.
La chiglia a fendere,
lo sguardo a perdersi.

Ho chiesto di negoziare
anche se non sto combattendo,
resto in muta balìa
affacciato all’imperterrito proseguire.
Offro una buonanotte ad ogni notte
non ti volto le spalle mai
perché ti voglio appesa
alle palpebre.

Ho chiesto di contrattare
una pace che forse non merito,
ma di combattere non se ne parla,
resterò a sventolare
la resa ai ricordi.

 

 

 

 

 

 

 


venerdì 20 marzo 2026

LA LIBRERIA DEI LIBRI CHE NON C'ERANO

 


Era il mio sogno aprire una libreria indipendente.
E grazie alla non indifferente eredità di zia, lo stavo finalmente coronando, in una zona periferica, senza apparente concorrenza.
Il problema era fare breccia nell’editoria libera, senza sottostare alle intransigenti leggi di mercato che mi avrebbero imposto libri e autori delle loro scuderie in cambio di una micragnosa scelta autonoma.

Pregai la zia di sostenere questo progetto bizzarro..

Ed ecco la mattina successiva, la sorpresa a divorarmi vivo!!

Aperta la libreria trovo gli scaffali ricolmi, non credo ai miei occhi.. non c’è pertugio libero! ..mi avvicino e prendo un volume a caso: copertina lucida  Le orchidee tristi di Gina Hollister, romanzo del 2016,  editrice L’Ampolla,

a fianco La guerra infinita, di Richard Sybil, editore Hansed, anno 2020, ne prendo altri, nuovi di zecca, tutta roba mai letta.. e neanche mai sentita nominare.. una miniera di creazioni letterarie, dal saggio, allo sportivo; dal thriller al brillante; e poi viaggi, cucina, cinema.. cosa stava succedendo?!? Sto forse rubando letteratura da universi paralleli?

Una miriade di libri sconosciuti giunti magicamente a popolare la mia nuova libreria?! .. zia cara ti sei superata stavolta!!.. ne prendo una decina a caso, impilandoli sul tavolo, per cercare di capire:

Una vita più che sobria di Alberto Lucilli, editore Pollini (2001): getto un’occhiata alla quarta di copertina: postino single, molisano, scopre due alieni nascosti in soffitta da oltre due anni..

Alla deriva, di Mirceu Gypso, editore Aria (2010). In canotto in mezzo al nord Atlantico per mesi, quando incontra una nave, scopre che non c’è nessuno a bordo, per sopravvivere imparerà a far navigare un mercantile..

E’ un brutto momento, di Carl Pilsner (1999), editore Back. Non doveva suonare a quella porta, tanto meno aspettare che aprissero....

Sogno fuggito, Michael Brook (2002), editore First. Un sonno ininterrotto ma che non permette di sognare..

Una scelta pericolosa, Sophie Antonio Cirrus (2014) editrice Pink. Voleva diventare donna, lo sapeva fin dall’adolescenza..

Visionarietà, Andrea Rizzo (2021), editori Sparsi. La vita a volte si ripropone con esatta frequenza evitando, con mirabolante precisione, le vincite al Lotto.

L’ immaginato che non t’immagini, Antonello Brigida (2005), editorIncubo. Uscito dal coma crede di stare ancora sognando, finché non arrivano arretrati dell’Agenzia delle Entrate

Il nemico magro, Stephen Ming (1976) SushiEditor. Quella strana sensazione di qualcosa che ti penetra nonostante le attenzioni..

Mondo incredibile, Vincenzo ‘Ncesecrede (2025), Editore Altri. Apre una libreria e la scopre ricolma di libri inediti.

La pesantezza del sasso, Gabriel Rachionne (2014), Editrice Arcane. Storia di un esploratore di ruscelli e sorgenti alla ricerca della fonte madre.

Quel mondo sconosciuto, Titta Perlini (2002), Garlaschelli Editore. Di notte astronauta, di giorno tabaccaio, fino all’inevitabile sovrapposizione.

Secondo voi riuscirò a piazzarne qualcuno, magari a chi viene per Sveva Modigliani, Ian McEwan o Fabio Volo?!
Sarà una sfida interessante, del resto se non il libraio, a divulgare novità, chi altri?

Poi un giorno entrò quella donna dall’aria sognante, chiedendo Storia della bambina perduta della Ferrante, la risposta immediata: “Qui abbiamo solo storie che nessuno le narrerà altrove e, mi permetta, dal suo sguardo credo che lei abbia proprio bisogno di alimentare curiosità e visionarietà.. le offro una possibilità, legga questo – mentre le porgo Alla deriva di Gypso - lo prenda, se non dovesse piacerle semplicemente me lo riporta, ma sono sicuro che riuscirà a solleticare le giuste corde.
Avverto come questo desiderio in lei, un’avventura dove sentirsi piena protagonista, dove decidere in autonomia come muoversi. La consapevolezza di una nuova solitudine a plasmarci e renderci protagonisti, sarà la prima viaggiatrice di un nuovo mondo”

E da allora ho capito che non siamo noi a cercare libri, ma loro a cercare noi,  e custodisco ormai da tempo questo immenso privilegio.

E tu? Da quale libro vorresti essere letto, finalmente?

 

 

 

 


mercoledì 11 marzo 2026

CITOFONARE ORE PASTI

 

Aridatece er vecchio citofono.. 

1791.1, uno dei citofoni digitali URMET più evoluti della storia, era davvero contrariato e stava imprecando a viva voce, tanto che le eco delle lamentele si potevano avvertire a distanza di svariati isolati.

Progettato per centri di importanza nevralgica, si trovava di botto, senza nessun preavviso, deviato in un comprensorio periferico romano, lontano dai siti prioritari ai quali era destinato.
Tra le sue caratteristiche principali: scannerizzazione biologica dell’utente, questionario interpretativo delle intenzioni, valutazione eventuale di grado di pericolosità, messa in allarme delle forze di sicurezza addette, visualizzazione in 3D.
Col supporto satellitare anche il semplice appropinquarsi di un fattorino delle pizze avrebbe permesso l’analisi e il contenuto delle scatole, la convenienza, la salubrità degli alimenti e le referenze lavorative dell’addetto.

Ai corrieri Amazon veniva controllata prova d’acquisto, data dell’ordine, eventuale sforo fascia protetta di consegna, a tutela del riposino pomeridiano dell’utente finale.
Il semplice visitatore, invece, doveva aver certificato un minimo preavviso, escludendo visite a sorpresa.

Alle auto in fila al passo carraio per il parcheggio condominiale sarebbe stato verificato bollo, assicurazione, revisione, effettivo diritto di accesso al parcheggio condominiale, ammaccature provocate nel parcheggio interno e immediata identificazione della manovra del colpevole con pubblicazione istantanea di nominativo, scala e interno del trasgressore.

Nel comprensorio stavano tutti storcendo il naso, ma questa specie di Grande Fratello, imposto dalla nuova Amministrazione, sembrava l’inevitabile e duro prezzo da pagare per aspirare al meglio del mercato.

In realtà, il candidato numero uno era il più grezzo ed elementare citofono 1760.6, ma le scorte risultavano esaurite.

E i contratti sottoscritti da tempo, con penali devastanti in caso di ritardi, aveva costretto URMET a sacrificare, per esigenze tipicamente condominiali, anche i suoi modelli più pregiati.

Paradossalmente però, e nonostante nessuna lievitazione di prezzo, l’ostruzionismo e la complessità labirintica  del nuovo citofono - con libretto di istruzioni di 680 pagine in tre semplici volumi -  hanno finito per far saltare i nervi a più d’un condomino.

Attesa presto nuova assemblea generale per il ripristino di innocui e familiari  apparecchietti a filo, col loro ronzio appena percettibile.

A me invece piace molto questo citofono avveniristico; ogni tanto credo di sentir suonare e corro a guardare se sul visore a cristalli liquidi, appare lei.