sabato 25 settembre 2021

IL TEMPO CHE PASSA

Quanto dipendiamo dal tempo che scorre via? Nel senso: ho tempo di terminare questo post? Mi sono svegliato appositamente con l'idea di accendere il pc? Quanto di programmato c'è nella mia vita? Ho appuntamenti oggi? Devo lavorare a qualcosa? Ho dei propositi/obblighi/scadenze per la giornata?

Devo accompagnare qualcuno, ritirare qualcosa, chiamare, scrivere, comprare, aggiustare, sistemare? E perché oggi e non domani o comunque poi? Perché non l'ho fatto ieri, non ho chiamato l'altro ieri, non ho scritto una settimana fa?
Insomma, come ci condiziona il tempo? Programmi cui teniamo perdono consistenza per quali motivi? In base a quali strani parametri alcune intenzioni svaniscono nell'oblio? Ed altre, improvvisamente, acquisiscono i contorni dell'indispensabile.

Queste ed altre domande che hanno comunque avuto il tempo per essere formulate, mi titillano la curiosità. 

Avrò tempo per rispondere o almeno leggere i vostri commenti? ;)

mercoledì 22 settembre 2021

VERSI IMPROVVISI




Di silenzio ne abbiamo?

A rimpolpare l’aria, renderla densa, gommosa, ostica.

Di parole ne conosciamo?
Ad infilzarla poi, quell’aria, a bucarne il vuoto interiore,
tirarne via gli umori.

Di qualcuno che ascolti, infine, c’è segnale?
Che abbia un minimo interesse, una vaga curiosità,
attitudine ai suoni, o alle sfumature sbilenche.

E anche uno solo che legga,
dopo che il silenzio ha salutato?

lunedì 20 settembre 2021

NON SOLO FILES.. ANCHE POST ZIPPATI

Una mia estimatrice di altri social, e nello specifico Yume di Film.Tv , ha simpaticamente definito, con benevolo estro, “zippata”, una mia opinione, e l'ho trovato complimento cortese e geniale nel contempo, tanto da farmi chiedere: quali altri - autentici stavolta - zippatori d'opinioni potrei identificare, ad esempio sul web bloggheristico? 

Infilzatori di punti di vista, inchiodatori di metafore, scuoiatori di concetto, prestidigitatori della sintesi, deumidificatori d'analisi, spremitori recensivi, virtuosi del virgolettato?

Io, intanto, metto le mani avanti e voto decisamente Alberto Bertow Marabello e AntonyPoe

Loro zippano stati d'animo, accartocciano bombe carta, radiografano stati d'animo, liofilizzano astrazioni.
Lanciano anatemi lapidari da (de)criptare freudianamente.
Interpretano distillando l'estremo succo d'ipotesi. 

Fulgidi esempi di protozippatura. Concessionari di giudizi,  fabbricanti d'opinione esigua a prezzo ridotto, quasi un twitterare in embrione, il loro. 

Quanti ne avete scorti nelle vostre peregrinazioni? O quali ve ne sovvengono?  ;)


sabato 18 settembre 2021

L'ECCIDIO DEI DELFINI


 Anche Michele Serra si è chiesto se la "tradizione" accampata dagli abitanti delle Isole Far Oer, dove - appunto per tradizione - si fa scempio di centinaia di delfini, sia proprio necessaria e vitale.

Si chiede Serra, ed io con lui, se la parola progresso possa farsi carico di tradizioni deleterie e negative, dall'infibulazione al Palio di Siena (tanto per accostare robe in apparenza inaccostabili).
Esisterebbe meno solidarietà tra popoli e abitanti senza usanze barbare e truci? Quale psiche malata abbisogna di identificarsi tramite pratiche troglodite? Perché abbiamo bisogno di simboli macabri, come anche portare un crocifisso al collo, ad esempio? 
Me lo chiedo e forse qualche psicologo potrebbe suggerirmi un perché accettabile. Anche se le cose inaccettabili, a questo mondo, aumentano a dismisura..


venerdì 17 settembre 2021

CONFESSIONI DI UN TERMOSIFONE


Sapete quanti termosifoni vanno in terapia a metà agosto?

No, credo non ne abbiate la minima idea.
Elementi rimasti freddi per mesi, mentre attorno imperversava l'afa.
E loro lì, inutili, depressi, sconsolati, con la voglia di ardere, bruciare metano, riscaldarsi, più che riscaldare, sentirsi vivi, creare atmosfera..

E invece no. Terapia. E noi psicanalisti, pochi sopravvissuti nella città svuotata, accettiamo di monitorare anche di queste richieste. 

Che poi si ascoltano anche storie interessanti, tipo di caloriferi abbandonati, poi ristrutturati e assurti a nuova vita, ma con questo blocco primavera/estate che li fa sentire orpello inutile in case ventilate dallo scirocco. E cosa possiamo fare noi?
Quando solitamente neanche a svariati umani riusciamo a suggerire diagnosi azzeccate?

A volte raccontano di serate torride, festicciole dove la gente ti poggia il drink fresco sopra, roba impensabile per uno che di solito dispensa tepore.. invece diventi mensola, quando non scomodo e ingombrante accessorio, si secca la linfa nei tuoi circuiti e il gelo ti attanaglia i pensieri, mentre fuori fa serenamente trenta gradi che erano una tua, esclusiva, prerogativa.. il mondo alla rovescia.. maledetta estate!

Come consolarlo un radiatore che ti parla così, con la valvola del termostato in mano?
E una lacrima a scendere giù per la ghisa temperata? 


martedì 14 settembre 2021

SOSTENIBILITA'

Spunto dall'editoriale di Susanna Turco, sull'ultimo Espresso:

Sostenibilità.

Una volta di uno sforzo si diceva "sostenibile". Adesso lo è diventato tutto: dai governi ai ponti, dalle idee allo sviluppo.

Anche la leggerezza dell'essere, di kunderiana memoria, potrebbe divenire sostenibile. A seconda del limite imposto(ci).

Sostenibile è tutta la nostra esistenza fino a quando la pazienza tira la carretta e permette di superare mille difficoltà che, in quanto superate, diventano sostenibili.
Sostenibile è una situazione che, a ben guardare, si sostiene da sola.
Facciamo ben poco, noi.

Stiamo spesso a guardare se una struttura, o una storia, si tiene autonomamente in bilico, oppure ci frana clamorosamente addosso. Poniamo una data alla fine delle emissioni di gas serra, e sosteniamo di poterci arrivare vivi.

E tutto ciò che bolliamo insostenibile?
Chi definisce il margine, il limite, la misura?

Chi può dire di non avercela fatta e vivere alla deriva di una vita ingovernabile, e quindi non sostenibile?

E le persone, insostenibili?

Ci sono parole che si evolvono, ed altre che segnano il passo,
e
 anche questo post.. rischia di non esser più sostenibile, ma pone quesiti (sostenibili), e questo è ciò che conta.


sabato 11 settembre 2021

L'11 SETTEMBRE DI VENTI ANNI FA

Tutti ricordavamo dove eravamo e cosa facevamo. Quelli che già c'erano, ovviamente non troppo piccoli, in grado di conservare una coscienza imperitura dell'evento.

Un qualcosa che cambiò il mondo e che ancora oggi richiama tragedie e ferite, come quella aperta dell'Afghanistan.

"Sembra un film".
Ma non lo era. E negli speciali che in questi giorni stanno tracimando dalle tv, riesco ancora scoprire cose che non sapevo, scorgere immagini mai viste, storie incredibili di sopravvissuti.
E mi commuovo ancora, di nuovo. 

Perché poi ci sono stato a New York, ho calpestato quell'area, ammirato cosa è stato costruito poi, visitato il Museo e letto, in silenzio, soffermandomi col magone su tanti nomi delle quasi 3000 vittime che circondano il perimetro che era stato del World Trade Center.

Vittime da aggiungere alle altre quasi quarantamila, tra civili e soldati, per la guerra fatta scaturire subito dopo.

A volte sembra che gli eventi, le tragedie che accadono, non bastino mai ad illuminare ma, anzi, ad accecare di più.