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domenica 29 giugno 2014

Crea nuovo post

Ma ci sono veramente nuovi post?

Se mi introspettisco troppo, se viaggio, se litigo con la morosa, se mando affanculo il capufficio, se vedo un film meraviglioso, se la mogliettina mi strilla "Ao' annamo in piscina.. mo' te lo brucio er computer", se mi faccio la piadina del Moz e mi sembra di aver violentato il codice etico di tutte le Cucine Mondiali, se tratto a pesci in faccia BibolottyMoments e questa, giustamente, mi cancella i messaggi, se non vedo l'ora di abbracciare la Lucrezia del Bradipo perché, hai voglia a fare i superiori, ma non avere figli un po' mi scoccia, se tiro fuori poesie che non ricordo assolutamente a quale sensazione fecero appello al momento della loro creazione, se giro per blog cosi a casaccio che non ritorno a casa manco con Google maps, se al Mondiale non m'è rimasta che l'Algeria, se certi libri li leggo fino a pagina dieci (che pure Pennac direbbe "eccheccacchio, almeno a pagina trenta arivace!" - che si esprima  esattamente con "arivace" non lo so però...-), se peso sempre ottanta chili e, vi assicuro, non è la bilancia che è rotta, se spesso c'ho paura a pubblicare i miei raccontini perché il fatto che non ve li filate mi deprime l'ego che neanche quando m'hanno venduto Thiago Silva, se vi ubriaco di spettacoli teatrali che dalla vostra città passeranno forse tra cinque anni (se passeranno), se vi parlo male di Roma (che amate) e male delle vostre deliziose province (che odiate), se "ok Dio, ma pure Voltaire c'aveva le palle", se vi dico in campana con l'amore eterno, con Renzi forever o col Papa che chiacchiera che è una bellezza, se vi esorto a visitare Spello che non sapete neanche in che regione si trovi o ad andare a Ponza (ancora più difficile..), se cerco di capire io perché scribacchio qua sopra che fra un po' me la svuotano la piscina...

insomma, se anche tutta questa roba insieme e una marea d'altra...

ci sono veramente nuovi post? 

sabato 28 giugno 2014

Le vasche



A Roma c'è una strada, la centralissima Via del Corso, dove è possibile gustare il “passeggio” di svariatissime, eccentriche - quando non decisamente bizzarre - umanità, alle prese con la cosiddetta “vasca”.



Un percorso da reiterare in su e giù, da Piazza Venezia a Piazza del Popolo, in apparente stato di nullafacenza, offrendosi allo sguardo stupito di chi capita da quelle bande giusto casualmente.

Solitamente erano (e sono) rinomate le “vasche” che in paese o in provincia animavano le serate dei fine settimana o dei festivi, un bell'andirivieni per il corso principale che offre però pochi spunti rispetto alla fauna alienamente circense riscontrabile nella romanissima Via del Corso.

I personaggi sono soggetti tarati esclusivamente per questa tipologia di percorso, potenzialmente passibili di arresto se colti in altre zone urbane dove gli indigeni di passaggio corrispondono ad una taglia media accettabile del genere umano, senza troppi grilli per la testa, con forse un convenzionalissimo tatuaggio, capelli con variazioni di colore e taglio accettabili, un abbigliamento genericamente reperibile in negozi, appunto, di abbigliamento e gli orecchini ed altri accessori metallico/bigiottistici, di norma, solo sulle orecchie.

Nelle vasche invece puoi trovare umanoidi non collocabili altrove.



Gente con gli specchi di legno a casa, soggetti dai pessimi rapporti con le gamme di colori non sopportabili, altrimenti, in assenza di appositi filtri, con addosso follie eccentriche che pure al Barnum ti riserverebbero più di un sussulto.


E' incredibile una cosa però.

Questi personaggini, nonostante la loro improbabilità e la loro manifesta denuncia verso tutto ciò che dicesi convenzionale, sono pienamente coscienti di doversi gestire in aree delimitate, e del dover esibire le mise, i trucchi, i colori, gli eccessi, i botulini che tracimano, le minigonne livello pube, i tacchi puntellati, le lingue bucherellate, solamente in apposita vasca precostituita.
Insomma questi non prendono la metro, non vanno a teatro, a messa e neanche alla Coop, non li trovi in rifugio a 2000 metri e neanche sul pattìno a Ostia, non ti battono lo scontrino in libreria e non fanno la fila in mensa.



Dove sarebbe allora 'sta sbandierata alternatività? 
Nel passeggio al corso? 

Una sana passerella di paese trasformata in esibizione (in)urbana da continuo cartellino rosso.


Rimarrebbero a bocca aperta anche i pesci arlecchino, in “vasca” con questi...












mercoledì 25 giugno 2014

COMPLEBLOG


Ed eccolo il mio primo anno di blog, ricco di soddisfazioni, di conoscenze, di amicizie virtuali e poi reali; di scambi di idee, di apprendimento di stili di vita, di punti di vista, di frequenze ormai quotidiane che diventano saldi approdi e fonte di sorprese, sorrisi, commozioni.. ma basta.. rischio di essere melenso e quasi troppo gnegne.. del resto io ho fatto appena 365 giorni: Renzi se ne è presi mille, la nazionale millequattrocento prima del prossimo mondiale.. chi offre di più?  ;)





Solo un ovvio e gigantesco grazie a tutti voi, 
che mi avete permesso di trasformare un viaggio
nato come giretto di timida zattera in solitaria di fronte all'immensa e semisconosciuta blogosfera, 
in lussuosissima crociera di festante gruppo. 

Siete bellissimi!!


domenica 22 giugno 2014

IL PAPA SCOMUNICA I MAFIOSI

Previsto un risparmio netto di due/trecento milioni di euro in ostie.


Altro che IOR da abolire.. eccoli i risparmi vivi...

Oddio, poi ci sarebbe anche quell'appello di Papa Francesco a liberare i conventi in disuso o dismessi da utilizzare per gli immigrati... ma lì suore e frati sembra abbiano fatto orecchie da "mercanti" del tempio...

è dura France'.. è dura... c'ha ragione Bertone che se ne sta chiuso a "casetta" sua...

sabato 21 giugno 2014

SANTORINI: IL VULCANO A FORMA DI ISOLA



Imerovigli, a guardia della caldera

Ci metti un po' a realizzare che sei su un cratere.

Oia (scale a gogo'..)




Cammini sul precipizio con le casette bianco raggiante, appiccicate come decalcomanie, in spregio a tutte le forze di gravità.



Scintillio


Te le vedi di fronte, perché, ovviamente, percorrendo l'anello interno a semicerchio, intuisci d'improvviso, davanti quei 360 gradi di scenario srotolati davanti, che sei anche tu, magicamente in bilico, su quella parete di bordo vulcanico.



Karterados. Vicoli incontaminati
Trekking da Fira a Oia
















Tutta una sfida all'eccesso: nei colori, nelle spigolature, nei bizzarri incanti di contorsione lavica, nelle altezze strapiombanti.


Contrasti

Non c'è sfumatura: i rossi, gli ocra, i neri, gli argenti sferzano la rétina, da contraltare ai bianchi che accecano e a tutte le tonalità di blu a stratificarsi tra cielo e mare.

Una delle mille cupole azzurre...
Come le molteplici spiagge, spesso deserte, con le tre più famose, red, white e black beach, caratterizzate, appunto, dalla pigmentazione che ne determina il nome. Netta e risoluta.

Fira, attica e superattica...












Scale, vicoli e sentieri come se piovesse poi, ma non piove che sole in picchiata e sudore, e a noi - occhi spalancati di meraviglia ad ogni bivio, ad ogni squarcio di scenario -, ci manca il fiato, 

Prospettiva da Agios Markos

ma non per la fatica: 

sono gli scorci di panorama accavallato, di orizzonte ricurvo e accartocciato in quell'ellisse acrobatica a stupire, con la possibilità di mantenere “a vista” qualsiasi percorso intrapreso, anche il più impervio.





Firostefani

Perché Santorini è trekking a bordo caldera, Storia con le sue città millenarie, folclore di brulicanti paesini srotondati a calce viva, e chiesette appese ai dirupi, lontane da qualsiasi circuito turistico.

Tramonto/aperitivo da Pirgos ..  




Un vulcano a forma di isola 
col suo cratere a ricamarne l'orlo 
sull'Egeo.



La rupe di Skaros...

...e la sua chiesina celata, Agios Georgios, raggiungibile in comodi 389 scalini
Vertigini
Macchie

mercoledì 4 giugno 2014

DINAMICHE DEL BLOG





Tutto sommato riassumibili in cinque/sei mosse base:

SCRIVERE POST
Obbligatorio per creare iniziale riferimento, e generare reazioni a seguire.
Varianti: scrivo per me e non mi interessa proprio chi legge o addirittura commenta, forse neanche leggo, anzi guarda, ti metto captcha irrisolvibili e duemila paletti per l'accesso (es: non devi essere anonimo, devi abitare nel mio quartiere, non puoi avere più di quarant'anni, devi essere leone ascendente sorcio)
Oppure: scrivo, forse rispondo anche ai tuoi commenti ma non mi vedrai mai a scrivere su chicchessia, o forse si, ma giusto quando e come pare a me, tiè!


COMMENTARE POST DEGLI ALTRI BLOG
Imprescindibile per generare richiamo, interazione, per farsi notare, conoscere, creare consenso, affinità relazionali, suscitare curiosità o semplicemente scassare 'e uallere.
Altri blog dove postare li trovi principalmente in due modi:
vagando per i blogroll preferenziali, strumento base di allargamento orizzonte, spizzicando i titoli che stuzzicano di più, ma anche leggendo commenti di altri e linkando i relativi blog. 
Varianti: commento in punta di piedi, non certo per risucchiarti da me, e pure se non passi o non mi rispondi neanche, ciccia.

Oppure: vengo a commentarti e ti chiedo esplicitamente, vista la cortesia che ti ho fatto, di ricambiare la visita prima possibile e ti lascio pure, a scanso di equivoci, il link, l'indirizzo, la mail, il nome col biglietto da visita, un sorrisino e il dna (e se non passi entro due giorni ti cancello dalla blogosfera e dico a tutti che sei un cafone senza rimedio). E' un procacciamento pure quello... senza contare quelli che, e ho letto in giro almeno una ventina di loro commenti standard: "Bellissimo blog, complimenti, finalmente qualcuno che non dice le solite cose"
E ancora: "ti commento da anonimo perché adoro trollare e fa così tanto figo.., mi firmo anche magari ma sappi che il rapporto è profondamente unilaterale: vengo io a casa tua, se voglio. Poi a te continuare a farmi entrare, e se chiudi, ciccia come sopra..



CREARE UN BLOGROLL CON LISTA DI BLOG MONITORATI

Si controllano, in tempo reale, le produzioni di chi ci interessa leggere
Varianti: bah.. giusto uno o due sul blogroll, anzi, sai che ti dico? Niente blogroll e chissene di tutta la blogosfera.
Poi c'è chi ti chiede espressamente di non essere inserito nel blogroll perché non vuole apparire, o chi trovi in piattaforma ma con l'accesso negato alla massa (.. ma scriviti addosso sul word di casetta tua allora!!...)


NON COMMENTARE POST ALTRUI
Facoltativo per suscitare o meno reazioni, io generalmente vado a curiosare su nominativi che magari commentano su blog del mio giro, ma capita anche di leggere molto senza saper/dover o avvertire la necessità di commentare alcunché
I° variante: 'aringrazia se ti commento quando vieni a scrivere da me...
II° variante: leggo e commento diversi blog che probabilmente neanche sanno dove sto di casa. Ma va bene cosi. Spesso si legge o si commenta per un semplice proprio piacere. Può finire tutto là. Io adoro questi blogger autosufficienti..



COMMENTARE GLI ALTRUI COMMENTI SUL PROPRIO POST
Segno di cortese e attiva presa visione dell'interessamento altrui e spesso base per ulteriori interscambi. L'interazione diviene reiterata ed un semplice rispondere, chiudendo il cerchio, si evolve in dialogo, spesso anche in discussione allargata... più di rado addirittura in forum... si può arrivare ad intrecciare trame da piattaforma social che arrivano a trasformarsi in contatti extra, da Flickr a twitter a feisbuc, sfociando nell'sms o nello uozzap compulsivo fino all'estremo contatto: quello  “de visu”...
 
Variante: vengo a commentare da te ma non te sogna' che me te filo da me...


NON COMMENTARLI AFFATTO...
Disinteresse totale ("Ma che vonno questi?" "Allora non hanno capito proprio niente"  "Non c'ho tempo da perdere..."). O anche snobismo da puzza sotto il naso... 



SC(H)EMINO GRAFICO


nostro post                    post di altri
↓                                    ↓
commento di altri             commento nostro
↓                                    ↓
   nostra risposta                  risposta di altri
↓                                    ↓
nuovo commento                nuovo ns. commento
↓                                    ↓

                             … e mo' basta!!                 ao'! ma che t'ho adottato?!?                                              
                                                  


Riepilogando:

il blogger ideale è quello che scrive di tutto e di più sul suo blog, commenta sensatamente (e non tanto per sporcare la casella) ogni nuovo post dei suoi lettori  (che sono regolarmente elencati in apposito blogroll bello visibile), risponde esaustivamente ed educatamente a tutti i commenti ricevuti (..e non tre giorni dopo...), non banna gli anonimi, i fakes, i troll; non cancella le parolacce, le scempiaggini, i commenti palesemente fuori luogo e neanche quelli (pochissimi) nei quali viene trattato male, e proprio al limite della provocazione, smorza i toni con grande aplomb: termino clonando una efficace descrizione di parametri bloggistici redatta da Paolino Pap su Mariella di Doremifa-sol

Efficacia e varietà dei testi ( il post)
Aggiornamenti regolari e proporzionati.
Presenza di un angolo commenti dinamico.
Buon rapporto tra il numero di commentatori e la qualità degli interventi.
Formazione all'interno di un gruppo di amici.
Capacità del blogger d' interagire con gli utenti.
Carisma e personalità del blogger.
Passione.

Praticamente parliamo di  Moz -


n.d.r Post prevacanziero: parto per la Grecia quindi, al ritorno, massacrerò la blogosfera di cipolla, cetrioli e mare cobalto.. sappiatelo!!..  ;)

lunedì 2 giugno 2014

EDGE OF TOMORROW - SENZA DOMANI (2014)


Felicissima contaminazione. Anche se tratto da una novella del giapponese Hiroschi Sakurazaka nel 2004 (diverrà una striscia a fumetti quest'anno in occasione dell'uscita del film), il tributo a Ricomincio da capo, capolavoro di Ramis dove Bill Murray si risveglia tutte le sante mattine condannato a ripetere la sua giornata, è ovviamente elevatissimo. 

Ma rispetto ad altri triti scimmiottamenti - Source Code su tutti -  il loop temporale si sviluppa in centinaia di (s)variate frazioni ripetute che esaltano montaggio ed effervescenza filmica ubriacando la platea, sommando gigionesca ironia e situazioni paradossalmente comiche, in un panorama di tragicità sempre incombente.
Avevo inesorabilmente bocciato Cruise nell'ultimo fantascientifico Oblivion, pesante e contraddittorio kolossal, con il nostro Tom stucchevole e noiosa maschera eroica.
Stavolta mi ha ribaltato le inquiete aspettative e lo ritrovo in una felice parodia di eroe involontario, che da pavido opportunista lo trasformerà in eroe facendolo crescere con le paure e le insicurezze che ogni comune spettatore può traslare dallo schermo alla poltrona.


E non c'è neanche il tempo (altra contraddizione in termini) di esaminare i risvolti psicologici di una giornata replicata all'infinito, non ci si impantana mai perché, per forza di cose, si evolve sempre a ritmi da convulso videogame lasciando, ogni volta, spazio solo allo stupore.
Ai corto circuiti temporali aggiungiamo l'elemento fantascienza extraterrestre che varrebbe già un film a sé stante, con alieni telepatici e dalla connotazione ferocemente bastarda, ed eccovi servito un ricco menù dove frenesia, action, idee per uno sviluppo “coerente” (nonostante la materia capricciosamente volubile con la quale abbiamo a che fare), avanzano di pari passo coinvolgendoci fino all'inevitabile happy ending, ma con ricca sorpresona ad ottimo effetto finale che non sto certo ad anticiparvi.


Emily Blunt è l'elemento “femminile” di raccordo in questa storia, perfettamente funzionale nonostante la rudezza della quale è investita e capace di emanare un ipnotico fascino involontariamente malinconico e tormentato che impareremo a conoscere.

Location ed effetti permeati di spettacolare realismo, ma certo è il fluido effetto manipolatorio di dinamiche apparentemente ripetitive, l'arma segreta di questo eccellente blockbuster .


domenica 1 giugno 2014

MALAPARATA



A Mosca, il 9 maggio scorso, per il 66esimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, ha sfilato di tutto e di più.
Una vetrina ostentata di uomini, armi e mezzi 
a costi spropositati.

In Islanda, invece, esiste solo una simbolica forza di peace-keeping. una parata potrebbe durare dai tre ai quattro minuti, 
costo stimato: 35 euro.


La Festa di domani, 2 giugno, ricorda ciò che è accaduto sessantotto anni fa, il 2 giugno del 1946: il referendum istituzionale, che ha abolito la Monarchia e istituito la Repubblica; la scelta dei rappresentanti all'Assemblea Costituente, eletti a suffragio universale (per la prima volta votarono anche le donne); ed il lavoro dell’Assemblea Costituente che tira fuori una Costituzione tuttora tra le più belle dell’intero Occidente.
Una Costituzione che, tra le altre cose, all’art. 11 ribadisce:


L’Italia ripudia la guerra
come strumento di offesa alla libertà
degli altri popoli
e come mezzo di risoluzione
delle controversie internazionali”.


Perché rappresentarla con una parata militare, allora?
E non invitare allegre e festose scolaresche, garbate crocerossine, volontari della Protezione Civile, boy scouts e, proprio al limite,
utilità sociali come i Vigili del Fuoco?


Forse perché nell'immaginifico popolare (e non solo) il “militare” fa ancora trend e ispira “sicurezza” e buoni sentimenti (!?)

Resta quindi salva anche la paratella militare di quest'anno, costerà solo due miloncini di euro (che invece di essere utilizzati per qualcosa di sensato tipo, chessò, un nuovo centro di accoglienza immigrati a  Lampedusa che ci faccia vergognare di meno), saranno gettati via anche stavolta ma con mezzi e pupazzi risicati, qualche attrezzo arrugginito da collezione e male in arnese, cavalli dondolanti scampati alle polpette di Ikea, modellini di elicotteri della Mattel, aeroplanini ad elastico, e giusto qualche plotoncino sparuto in marcia rallentata, sfoggiando magari un novello passo dell'oca con rischio menisco e crociati per una mezz'oretta di sfilata dimessa, che vedrà - ecco la novità di quest'anno - Rappresentanze Ufficiali di figure considerate a torto di second'ordine quali: 
nocchieri, palombari, siluristi, radaristi, furieri, l'esercito della salvezza, la Guardia armata padana, i fanti cavallerizzi, la brigata distaccata dei motoristi navali, la flottiglia di complemento degli assaltatori da campo, un F35 in cartone pressato 3D a grandezza naturale,  la cavalleria contraerea, i corpi di vascello onlus, le giovani marmotte, i torpedinieri sommozzabili no profit, gli arditi vettovagliati, la protezione sociale urbana, la lega antivivisezione, le suorine di San Vincenzo e le venerabili di San Barnaba ad Eterno Ausilio Grandi Feriti, i torrecontrollisti, i fantalpini a cavallo e il distaccamento pattugliato dei sottotenenti di vascello, corvetta, fregata e, per la prima volta, motoscafi da ricognizione antisbarco libico truccati da barconi.

Le Freccette Tricolori, una volta simbolo della parata, no. Rimarranno ai box, come i carrarmatini perugina, ma le celebrazioni di quest’anno sembrano tutte improntate al risparmio e alla morigeratezza (neanche stavolta corroboranti oliva-aperitivo-tramezzino al Quirinale ma giardini aperti a chi vorrà sorbirsi tre quarti d'ora di fila).

Quest'anno si spera di non scavallare l'equivalente del rimborso elettorale alla lista Di Pietro (che non esiste già più). Più o meno quel paio miserabili milioncini di euro indicati qualche riga sopra,  ritenuti inservibili per altri (L)usi...

Certo, abbattendo del tutto il Ministero della Difesa qualche ricco soldino in più lo raggranelleremmo pure, riducendo però sul lastrico migliaia di “militari” indispensabili e prestando decisamente il fianco, ad esempio, alle mire espansionistiche di San Marino.
E a noi non pare proprio il caso di rischiare.


Io, intanto, il 2 giugno spero che gli  piova. Ma di brutto.



Intervista sondaggio:

Cosa pensa mentre assiste alla parata?

1 “Quasi quasi potremo invadere la Svizzera...”
2 “Speriamo che la Svizzera non ci invada!!..”



3 “..ma 'sto portiere è proprio un fenomeno!!...”




Non è cambiato niente ...siano ancora fenomeni da baraccone