sabato 16 febbraio 2019

DUBAI - LA CITTA' CHE NON C'ERA



L’impressione è quella di un agglomerato urbanistico in ebollizione, che non trova quiete, anche perché la prossima EXPO 2020 sarà proprio qui, a Dubai, e se già così stupiamo ad ogni girar di occhi ed alzar di capo, immagino solo cosa potranno inventare per il prossimo anno…




la nave attraccata offre uno skyline iperbolico, grappoli di grattacieli, archi immensi, strade a sei corsie, tutte auto sovradimensionate e pulitissime...tutto lo scimmiottabile delle metropoli e delle grandi capitali riverbera di riflessi luccicosi e voglia di incantare;



fino a quindici, venti fa, qui era quasi deserto...quello stesso deserto dove ci portano a fare un mirabolante Dune Drive sopra ad arrembanti Jeep con le gomme sgonfiate proprio per affrontare le onde di sabbia finissima; 
ed il mare - a pochi chilometri - solo azzurro infinito, come sulle coste dell’Oman, emirato confinante..



ora si attira l’economia del mondo con tassazioni irrisorie, arrivano tutti da ogni dove, anche i contrabbandieri iraniani, e impazza l’urbanizzazione a filo d’acqua e a forma di palma, con effetto altamente evocativo, specie dall'alto… 






c’è mania di Grandezza.. si respira a pieni polmoni... anche nella Dubai superstite di una storia millenaria, anche nei suk con l’oro che trabocca e le pachmine di ogni foggia, mercatini dal frenetico andirivieni, accalcati attorno al Creek, il braccio di mare che separava, e separa, Dubai in due, e sopra le tipiche barchette (abra) gremite di locali e turisti, e frotte di gabbiani a seguirne le traiettorie.



Una città che non rifiuta le proprie origini, anzi, se le coccola spavaldamente, ma è risolutamente lanciata verso l’avvenirismo più totale, la caccia al record, la voglia di apparire, e di aprirsi, di accogliere e stupire; 





una terra abbandonata dalle mire colonialiste inglesi proprio poco prima che  si scoprissero i giacimenti petroliferi, l'oro nero che ha permesso ad un oculato Sultano di distribuire ricchezza per tutti i locali, di riunire negli Emirati Arabi i sultanati confinanti, di creare pace e prosperità, anche se i lavori peggiori, la manovalanza edile, è tutta pakistana, indiana, del Bangladesh, e non vanta certo condizioni di vita ideali.. 






giovedì 14 febbraio 2019

....ancora Montalbano




Siamo arrivati quasi al colmo: l’ultimo episodio del micidiale commissario di Vigata, si dipana tra distrazioni e assurdità fino ai titoli di coda che ti colgono alla sprovvista facendoti chiedere se per caso non ti sei addormentato perdendoti qualche passaggio chiave.

Invece no.

Siamo proprio alla frutta. Un omicidio compiuto da qualcuno che, se Camilleri non le faceva scrivere una confessione, Montalbano stava ancora lì che girava per Vigata, un suicida con le mani legate (?!?), una donna tradita che provvede al sostentamento del bimbo figlio della colpa, un regolamento di conti che si risveglia  anni dopo e  scuote la serena cittadina del nostro commissario, ed in mezzo barconi coi migranti, amanti nascosti e Catarella sempre più deficiente…

Camilleri, basta per favore.
Basta.

Riposati.
Leggiti un libro magari.

venerdì 1 febbraio 2019

PIOGGIA ATOMICA



Piove. E non avrebbe dovuto.

Ma vatti a fidare delle previsioni… e quindi ci si attrezza da pioggia, pantaloni impermeabili e giacca pure, ma ci si attrezza anche da freddo, che in questi ultimi giorni non scherza; sembro uno yeti, l’uomo alieno, mi muovo a malapena,  e devo sbrigarmi a partire altrimenti schiatto anche di caldo...dura la vita del centauro… ma per evitare il traffico..questo ed altro…)

Auto a non finire, e io contromano a superare la fila… con cautela però, gocce sulla visiera del casco e pochi altri scooter folli come me.. in lontananza ne avvisto uno che va spedito, e tra gli “espedienti di guida meno noiosa” del motociclista metropolitano, c'è l'inseguimento allo scooter che sta davanti: un'illusoria gara che aiuta la concentrazione e a trangugiare chilometri...lo sto quasi raggiungendo, eccolo nel mirino.. è un Beverly come il mio, e col pilota imbacuccato come me.. gli sto quasi addosso... l'occhio va distrattamente sulla targa, ed il gelo diviene polare...

è la mia..
mi sto inseguendo..

sono precipitato in un piovigginoso universo parallelo?

L'attimo di stupore e inquietudine basta a farmelo perdere tra un sorpasso e l'altro... devo sincerarmi.. sto prendendo abbagli, perdo i colpi? Ho le visioni? Mangiato pesante?...no...

accelero, ce l'ho di nuovo davanti.. fa la mia strada del resto.. e utilizza le mie traiettorie... Dio mio... questa è follia...devo guardarlo in faccia… devo sapere... ci sono quasi quando una Fiesta - forse per evitare una buca, niente di più facile a Roma - mi taglia la strada.. inchiodo miracolosamente, considerato l'asfalto bagnato, e strabuzzo gli occhi... è la Fiesta di mia moglie.. grigiolina metallizzata.. ma io l'ho lasciata a casa, a prepararsi con calma, uscirà solo tra mezz'ora... sono prigioniero di un incubo, o forse è tutto perversamente reale...

quanti universi possiamo percorrere prima di riuscire ad intersecarli tra loro, e ad accavallarci con le nostre esistenze?

Resto basito e inchiodato con le altre auto a suonarmi addosso, la Ford dileguata, l'altro mio io ormai lontano..starà andando al lavoro anche lui… ed io sono ripiombato nel mio universo o gravito ancora sospeso in questo mondo parallelo dove di me ce n’è già uno?!

Ma allora, mo' che ci penso razionalmente, posso tornarmene a casa oggi?
Tanto c’è un altro che sta andando al lavoro al posto mio?!