giovedì 11 luglio 2019

ALEXA...PRENDIMI IL GIORNALE!!



Mi ha fatto intenerire e pensare, un articolo su D di Repubblica che riguardava le voci assegnate agli ormai innumerevoli assistenti vocali (e quindi Google, Microsoft, Amazon, Apple) e agli infiniti navigatori da auto..

Voci di donna.

Non è sessismo anche questo? La schiava vocale rende meglio dell’eventuale schiavo, vocale? Concilia in maniera differente l’utente?

Si è più propensi a considerarla accondiscendente e servizievole?
E' il mercato maschile che detta la scelta della voce femminile, suadente e - hai visto mai - disponibile, almeno a...voce?

Siamo davvero così ridotti male?
Ancora con le ragazze ombrellino ai Gran premi, le vocine sexy e i labbroni a canotto sfoggiati con nonchalance dai salotti tv alle casse del supermercato?!

Siamo condizionati. Il mercato è condizionato. Il sistema è condizionato.

Quando di condizionata, almeno in questo periodo, dovrebbe esserci al massimo l'aria.

sabato 29 giugno 2019

INUSUAL NEW YORK


“New York era la sua città, e lo sarebbe sempre stata”
(Woody Allen, dal film “Manhattan”)


Era la prima volta, e l'attendevo da anni.
Ho visto mille cose, e ad occhio e croce me ne mancano, comunque, un’infinità.


Ed anche ciò che ho impresso negli occhi, è solo una minima frazione di spazio/tempo, e può appartenermi dal punto di vista di quel solo istante.


Di sicuro c'è che New York non è un mondo statico ma una costante evoluzione emozionale e strutturale, dove la frenesia, il rumore, il caos, gli odori, cose e persone da guardare (e che ti guardano), ti si accavallano e appiccicano addosso lasciandoti spesso basito e frastornato.


Un continuo scambio di sollecitazioni e novità, dove incameri alla rinfusa mentre, abitualmente, impili e cataloghi con ordine.


New York è un grimaldello. Pronto a scardinare i tuoi pregiudizi.



Cercherò di parlarvene soprattutto attraverso le immagini, perché la fotografia può catturare sensazioni spesso indescrivibili.


Poi certo, c'è il Central Park in un crepuscolo silenzioso, che ti catapulta in un nano secondo dalla metropoli ad un sogno irreale,


o la High Line di sole incredibile, ferrovia sospesa abbandonata e riconvertita a splendida passeggiata nella midtown più evoluta,


o il ponte di Brooklyn, palcoscenico in legno con l'incredibile sipario/skyline di luci come magica quinta,



o ancora il panorama notturno dall'Empire State Building, che ti lascia senza fiato e gonfia il cuore di emozione luccicante...



ma sono tutti attimi personali... New York non può essere nostra, ognuno diventa di sua proprietà, mentre tenta di attraversarla e ne è, irrimediabilmente, attraversato.



Posso raccontarne una micro sensazione; ognuno, poi, deve aver modo e fortuna di soggiornarci, attraversarla, respirarla, darle un morso. Come con una mela. 
Quella grande mela che da sempre rappresenta NYC nel mondo. 
Occasione e simbolo di successo e ricchezza..



Come capitato anche a me, tanti, prima di arrivare a New York, possono identificarla come una sfida verticale, l'icona del grattacielo, cristallo e riflessi come simbolo futurista,



ma è dal basso, dalle strade che si dipana il movimento e la smania, un'ebollizione perpetua, che si ripercuote nel sottosuolo, regno della subway e dei mille modi di raggiungere ogni angolo di questa immenso groviglio di fauna umana, che si muove anche a piedi e in taxi, e si sfama di fretta ai mille baracchini di street food (robe fantastiche!!) che si trovano ad ogni angolo..



gente sfiorata appena da luci e neon che rendono la notte giorno pieno; e poi negozi immensi, teatri sfavillanti, ristoranti di ogni etnia immaginabile, 



cantieri aperti in ogni dove, con l’ansia del rinnovo, della sfida al cielo, sperando che l'ancora ricca testimonianza di palazzi dell'ottocento, tra il vittoriano e il coloniale, resistano alle prepotenti folate di architettura, anche d'azzardo, che invadono ogni minimo spazio residuo...












ma anche povertà tangibile, homeless dappertutto, gente fuori di testa che canta, gesticola o urla, spazzatura e cattivi odori - non come a Roma però, dove la spazzatura è permanente -, a New York viene tolta, ma si riproduce agli angoli a velocità inconcepibili, 


dai tombini spesso eruttano vapori e miasmi mefistofelici, le sirene di polizia e ambulanze sono una costante, diurna e notturna;


i costi proibitivi (puoi spendere 8 dollari per un cono gelato, circa sette euro; o 30 dollari per due spritz senza neanche uno stuzzichino di arredo), le mance calcolate nello scontrino ad ogni ristorante.. che pensi anche sia giusto così, la manodopera è tutta di colore, in gran parte sudamericana, sfruttata al massimo..



ogni volta che abbiamo avuto occasione di parlare o chiedere informazioni, e quindi al cameriere, al venditore ambulante, al barista, al poliziotto, al commesso del negozio, al bigliettaio della metro.. la lingua richiesta, in alternativa all'inglese, era sempre e solo lo spagnolo!



Un coacervo di meraviglie e di contraddizioni, di occhi spalancati e di ebollizione costante, calderone fascinoso che si fatica ad etichettare secondo crismi abituali..non credevo di trovare tante chiese ad esempio, dal gotico al presbiteriano; non immaginavo di poter camminare tanto, di essere assalito dal "tanto"... così come di emozionarmi e stupire a ripetizione...













ecco perché si ritorna a New York.


Ma devo dar ragione a mia moglie: dovendo scegliere una "seconda volta" tra New York e Maldive.



Lo ammetto: Maldive. 



giovedì 27 giugno 2019

LA STRAGE DI USTICA




Mi piacerebbe sapere quanti degli attuali infervorati dall'indignazione, causa rimozione degli striscioni su Regeni, siano a conoscenza di cosa è successo, esattamente 39 anni, fa nei cieli di Ustica.

Mi piacerebbe sapere perché dei mille governi e dei mille colori e delle mille politiche succedutesi nel tempo nessuno abbia mai aperto gli Archivi di Stato su questa Vergogna.

Mi piacerebbe sapere se la strage alla stazione di Bologna di una mesata dopo fu architettata solo per distogliere l'attenzione.

Mi piacerebbe sapere come mai il Primo Ministro dell'epoca (Kossiga) divenne poi - guarda caso - Presidente della Repubblica.

Ovviamente non lo saprò mai. 

Ed il tempo passa... quegli 81 morti sono polvere, i protagonisti e i testimoni invecchiano e muoiono, il tempo che passa è il miglior alleato di chi, ancora, vuole mantenere il riserbo totale.

E noi continuiamo a fare teatrino con la Politica... il male del mondo...  

martedì 25 giugno 2019

RAVE ALL'UNIVERSITA' CON MORTO




Non è facile che parli di fatti di cronaca, ma questo mi ha lasciato perplesso.

Laureato a pieni voti muore conficcandosi nei cancelli dell'Università di Roma per accedere ad un rave  NON autorizzato.

Tipo come organizzarlo dentro un museo chiuso.

Come è possibile che accada? Perché 'sta gente non le fa in spiaggia certe manifestazioni?

Oppure in montagna in mezzo alle capre?

Chi dovrebbe vigilare? Chi lo consente invece?

Perché?


sabato 8 giugno 2019

NIENTE FUSIONE


...alla fine non se ne farà nulla, la fusione tanto annunciata rimarrà al palo.

Pane e Nutella rimarranno entità separate.

Sembrava il connubio del secolo, che avrebbe spazzato via il mercato delle colazioni, ma diverse interferenze tra segmenti importanti dell'alimentazione, quali Marmellata e, in second'ordine,  Cornetti, sembra abbiano tramato per far saltare l'affare.

Altalenante in borsa il valore dei due colossi, l'amministratore delegato di Pane, visibilmente contrariato, ai microfoni della stampa ha ribadito che l'offerta rimarrà valida, e che le invidie degli altri partners della colazione, non potranno fermare una joint venture destinata a successo planetario.

Un portavoce della minoranza azionaria di Nutella, invece, Olio di Palma, ha fatto sapere che certi azzardi finanziari andrebbero concertati di comune accordo, con chiarezza, alla luce del sole e senza troppi giri di parole, pane al pane, insomma.

L'idea è che il prezzo dell'operazione potesse rappresentare un ostacolo insormontabile, ma ambienti ben informati hanno fatto intendere che i costi sarebbero stati, comunque,  spalmati.