giovedì 23 maggio 2019

GUARDIAMO GIUSTO L'INCOMINCIO...


INCOMINCIO come sostantivo singolare maschile,
e non come voce del verbo incominciare.

E' un neologismo imputabile alla creatività della mia consorte:
"Amore stasera c'è un bel film" e lei:
"Guarda..io giusto l'incomincio..."

Ed è così che, arrivati stracchi alla sera dopo cena,
di gran parte delle serie tv, film, varietà, sceneggiati, dibattiti etc etc...
noi si veda, moltissime volte, solo l'incomincio.

E se il canovaccio non è abbastanza convincente da far fronte a montagne di sonno prevaricatore...
infinite di quelle trame spezzate, non verranno terminate neanche con la tecnica delle "riprese multiple",
vale a dire ti registro e ti rivedo più in là, dovessi anche metterci una settimana...

ma si preferisce, invece, passare direttamente ad un nuovo "incomincio",
il quale, in assenza del necessario appeal, rimarrà anch'esso,
un incomincio incompiuto.

Facendo onore ad una dei più sacrosanti "diritti imprescrittibili" di Daniel Pennac:

Il diritto di non finire un libro (ma anche un film, una serie tv, un dibattito pre europee... )

mercoledì 22 maggio 2019

MA SE FOSSE UN ALTRO SOGNO, A SOGNARE NOI?


Se fosse un Qualcosa a forma di sogno a sognarci?
Forma di sogno perché unica possibilità di replicarsi, moltiplicarsi, condividersi.

Se non esistessimo se non nella fervida mente di chi ci immagina,
e immaginandoci, ci immagina sognatori,
per favorire l’incremento e la propagazione del sogno, e ancora e poi ancora.

In modo da non avere responsabilità sugli attori del sogno,
per non far trapelare che sia lui medesimo l’artefice dell’inganno,
e non destare sospetti sui sognati, che crederebbero, la loro, una vita da sognatori
e affatto da sognati;
interpreti del loro agire e del loro volere,
e solo – saltuariamente – vittime di sogni fuori della loro portata.

Quel tipo di sogni dove potrebbero giusto - ma giusto immaginare -
qualcuno che ordisca alle loro spalle.

Un’entità esistente che se la diverte in mille mondi paralleli,
creati da lui medesimo e a suo esclusivo uso e consumo,
e noi tutti manovrati come fili di altrimenti inermi burattini.

Se fosse un sogno a dettare i parametri, i ritmi e gli algoritmi,
se fossimo polvere di nulla a programmare universi inesistenti,
se non esistesse davvero altro che un big bang alla stregua di allucinazione collettiva?

Se fosse realtà solo questo sogno in cui sogniamo di essere sognati?

Ora ho paura, ora che ho congetturato la verità.


venerdì 17 maggio 2019

TRA I SASSI DI MATERA


Matera ti si adagia attorno e addosso,
come uno dei tanti gatti a passeggio sulle mura ritorte.

Ti offre il fianco, il cuore, le spalle;
non lesina scale o vicoli, ne' improvvisi affacci.

Ti impolvera di tufo e sabbia che scivolano dalle case in miniatura
intarsiate da abili artigiani.


Ti inonda di cielo dagli architravi e dalle finestre sul nulla,
che resistono, arrampicate su mura tignose, rugose e fragili, screpolate.





Quella malinconica meraviglia ti accompagna inesausta per vicoli e gradini,
ti riempie gli occhi di quel grigio appannato, smussato dai secoli,
ma che tiene incollate le case e crea "paese",
sodalizio di intenti e memoria di stenti;
ancora percepibili nella quiete,
e nel vento che fa la corte ai viottoli
tra pietre e argilla a cucirne le trame.

Quiete scossa solo dalle campane della cattedrale
a vegliare su quei sassi svuotati che riecheggiano storia e storie,
e a fare da cassa armonica, ora,
ai nostri passi lievi.


...che poi, a mettere da parte il cuore e l'emozione, restano i tanti perché di una tangibile disorganizzazione: trasporti disagiati, servizi dimezzati, tanti "sassi" (le antiche abitazioni scavate nella pietra e nel tufo) ancora abbandonati e non assegnati dal demanio, che  è proprietario di moltissima della Matera storica.


In tanti i colpevoli, nonostante questo meritato assurgere ad una notorietà mondiale (incredibile il numero di stranieri incontrati in questi giorni!) e complice, probabilmente, l'atavica incapacità meridionale, di non riuscire a fare tesoro vero delle proprie incredibili ricchezze.

E questo dispiace enormemente. Perché passerà questo 2019, e non ci sarà più una capitale europea della cultura, ma solo, di nuovo, sassi; e svuotati da ogni eco... 








sabato 11 maggio 2019

THE LAST MAN ON EARTH


Io non sono tipo da serie postapocalittiche, tipo Dead man walking, Lost o compagnia bella...
ma questo The last man on Earth (targato Fox ed in onda su Sky), rivolta completamente i parametri: lascia l'ultimo uomo sulla terra in balìa delle sue bizzarrie, una volta venuti meno tutti i condizionamenti e le imposizioni di un sereno vivere comune.

Insomma la tragedia diviene leggera, sfogo e invenzione.

E soprattutto si va avanti tra ironia e sarcasmo facendo venire una voglia matta sul come potrà svilupparsi, episodio dopo episodio, un nuovissimo modo di affrontare la vita.


Immagino tanti che storceranno la bocca, perché è sempre più palpabile, nel mondo dell'offerta cinematografica, l'allegoria dell'orrore, del disagio, della sofferenza, del terrore... film e serie che evidenziano solo disagi e disgrazie, mettendo a dura prova superstiti e protagonisti, sempre sul filo della tensione.

Qui nulla di tutto questo. Qui si ride in una situazione di teoricamente estrema disperazione:
il mondo sparisce a causa di un virus che uccide tutti, lasciando un solo superstite a gestirlo.
A modo suo.

Mettiamoci nei suoi panni. Lasciamoci guidare dai nostri istinti. Quelli migliori.

Non poteva mancare un riferimento a Cast Away...
p.s. Pietro lo so che ti piacerà...  ;)

martedì 7 maggio 2019

C'E' GENTE STRANA...




C’è gente strana nel mondo.
Figuriamoci nel web.

Gente che recrimina. Ma senza spiegarti.

Gente che campa di solidarietà - da quello che capisco -, e se trattata (presuntamente) male da un altro blogger dove commenti anche tu, per la legge dei sei gradi di separazione, sei immediatamente disconosciuto dal blogger maltrattato e considerato complice (in)conscio di ogni malefatta.

Gente incapace di sostenere un contraddittorio.

Gente con la moderazione sul blog, le trincee, la contraerea e l’elmetto.
Gente che ti inibisce gli accessi ma poi viene a sbirciare e pulirsi le scarpe sul tuo zerbino.
A cantartele sul tuo blog. A minacciare.

A porre diktat.

A scrivere contro te e contro altri. Sempre sul tuo blog.

Perché fa trend. Perché è facile. Perché viene permesso.

Perché, per fortuna, c’è chi blogga non per fare guerra,
c’è chi blogga per conoscere, capire, ascoltare, leggere, informarsi, cambiare idea se necessario, stupirsi se possibile, incantarsi quando è il caso.

E anche voltarsi dall'altra parte quando ci si imbatte nella cecità e nella sciocchezza reiterata.
Nell'assoluta capacità di crescere con gli altri, oltre che con le proprie convinzioni.

Forse è il salvinismo che inizia a prendere piede.

A fare garruli proseliti.



domenica 5 maggio 2019

QUANDO IL SOCIAL DIVENTA SEMPRE PIU' ASOCIAL...




Quanto siamo davvero social, ricurvi sui nostri display che ci collegano, si, al mondo, ma lo deformano in pixels, trasformando la comunicazione in un vociferare piatto, spesso asettico  -emozionalmente parlando -, ed incapace di sostenere uno sguardo, interpretare un sorriso, decifrare una pausa.

Quanto non siamo invece, asocial, tastiereggiando sul pc in silenzio, mentre a due metri una vita pulsante pensa alla lavatrice e rifa il letto, pensando che sarebbe bello chiacchierare un po' con me, che non ho tempo, però, perché sono in rete con un mondo virtual un sacco più figo.

sabato 4 maggio 2019

FINALMENTE ESCE IL MIO LIBRO




Si, sono emozionato, lo ammetto... oggi presento il mio libro:
eccolo.. si chiama Stefano.

E dato che sono davvero in imbarazzo e agitatissimo...
forse è meglio che sia proprio lui a dire due parole...

“Buongiorno a tutti.. e già.. dovevo immaginarlo che finiva così, senza neanche avvertirmi.. vabbè, mi chiamo Stefano, ho circa 150 pagine, a detta di molti ben portate; ed appena qualche giorno di vita.. anche se provengo da una gestazione ormai decennale, che ha esaurito me, prima ancora del mio presunto autore.. 
non vi dico i capitoli gettati via e ricominciati di sana pianta, i capoversi rinnegati, le parole tradite...tutto inchiostro del mio inchiostro, comunque parti di me, che hanno ricevuto giorno per giorno calore, confidenza, ospitalità.. 

ed alle quali ero affezionato. visceralmente.. e potete immaginare, proprio mentre l'impeto del romanzo, l'anima della storia viaggia ormai da sola, l'abbrivio dei sentimenti e della struttura, respirano in autonomia, lo spessore ed il carattere emergono ad ogni riga..

ecco, potete farvi una pur vaga idea di cosa significhi, mentre tutto questo mondo letterario trama in favore dell'emozione, far fronte - improvvisamente - alla crisi dello scrittore?! 
Una sciagura di dimensioni bibliche...

insomma, per farla breve, ho dovuto finire di scrivermi da solo.

Ed eccomi qua ora, assieme a questo impacciato ed inerme “scrittore”, che ora pretenderebbe il suo nome accanto al mio, in copertina...incredibile la sfacciataggine umana..

..si lo so cosa state pensando.. il capovolgimento dei ruoli, la rivoluzione del testo, il sovvertimento delle sane e buone abitudini.... “finirete anche per leggervi da soli”, ecco, mi sembra di percepirli i vostri timori.. “oltre che scrivervi”..

può essere, si, un rischio da correre, del resto... interromperemo la vostra lettura, decideremo noi dove mettere il segnalibro, potremmo spoilerare il finale come un qualsiasi Trono di Spade, magari non ci faremo trovare sul vostro scaffale preferito... e soprattutto non potrete prestarci a chi vi pare senza il nostro consenso.. ne' acquistarci prima di essere sottoposti ad un esamino preventivo...

scusa tu... Franco vero?.. mi prenderesti un goccio d'acqua che mi si stanno seccando le pagine...

mercoledì 1 maggio 2019

AVENGERS: ENDGAME (SPERANDO SIA DAVVERO IL THE END)




Anche ammesso di voler un gran bene a questi supereroi - specie quelli della Marvel -, due ore di cincischiamento pseudo emotivo con battagliona finale caciarosissima e ovviamente senza alcuna possibilità per il cattivo, non se reggono proprio.

Con tutto il bene e con tutta la volontà. Riciclare Ritorno al futuro e altri mille film, citandoli uno per uno per evitare fior di (super)querele, ridurre gli eroici Avengers a macchiette postatomiche, chi con la panza, chi con le toppe di latta, chi con i pargoli da accudire, chi finalmente con i vestiti che non si scuciono più; sottoporre gli utenti accorsi in massa a lagnosissime filippiche sulla supereroicità come mission impossible, sul logorio e la conseguente crisi da troppo potere (Thanos che distrugge le gemme, ecco una battuta che fa ridere fino fuori dal cinema... ).

Il titano cattivo aveva dimezzato il mondo schioccando le dita col guantone farcito di gemme dell'infinito.
In Endgame le butta via e inizia a coltivare fagiolini nell'orto di famiglia.

Vi sembra normale?

Vero è che poteva essere l'unica soluzione per permettere ad una banda di supereroi sbandati superstiti, di organizzare un qualcosa per recuperare i tempi andati.
E poco ci manca che tirano fuori anche una fiammante DeLorean...

Insomma di ritorno ad Infinity war (che almeno qualcosina di originale lo aveva fatto intuire), fanno fuori quel tordo di Thanos che pure con altre diciotto Gemme dell'Infinito avrebbe sempre dato l'impressione di non saperci che fare...

Fine del film, e bellissimo vedere tutti in sala per i postcredits che non arrivano neanche dopo diciotto minuti di titoli di coda con specifica a colori anche per la marca di limetta per le unghie di Scarlett... sembra udirsi solo una vaga eco di martellate (attribuite da alcune fonti ad Iron Man che forgia la sua armatura), altre indiscrezioni, invece, pensano a più prosaiche discipline autopunitive
da parte di aficionados rimasti molto, ma molto, delusi.

Questo è davvero l'endgame.

Il problema è che l'unica Vera Battaglia è quella per i diritti tra Marvel, Fox, Disney, DC e chi più ne ha più ne metta... fatto sta che far raggiungere successo astronomico ai Guardoni della Carcassa tenendo fuori un fenomeno come Quicksilver (è anche vero che cinque minuti di scena col nostro eroe in azione costa come tre quarti d'ora di Endgame), denota scarsissima lucidità... ma il pubblico premia certe scelte, direte voi, ed il boom al botteghino sembra, purtroppo, darvi ragione..

Non mi resta che attendere Deadpool III.






martedì 30 aprile 2019

CINEMA DEMENZIALE


Se devo squartarmi dalle risate non riesco a trovare nulla di meglio di una genialata surrealdadaisticodemenziale. 


Di quelle intelligenti, meglio se brillanti, meglio ancora se originalmente congegnate. 
Forse non esiste una storicità nei confronti del demenziale, essendo, di norma, considerato una branchia minore del genere “commedia”. 


Alla fine degli anni '80, probabilmente con Animal house (ma ancor più finemente con Ridere per ridere), nasce  uno scabro concetto di demenziale legato al cinema, più che altro in riferimento agli eccessi ed a quel buttarla in caciara, coi paradossi appena sgrezzati e modi pesanti, finalizzati al baccano fuori le righe, ma sempre in un’ottica classica, se cosi si può definire, dalla scarsa inventiva e tesa alla semplice platealità.

Le forme demenziali col tempo si sono raffinate, andando a sfrucugliare gli archetipi dell'assurdo fino a calarli genialmente in apparente consuetudine, come con Inside man o I ponti di Madison County, parodistiche prove di demenziale sommerso, funzionalmente addomesticato per le masse (o anche per masse da addomesticare...), e a dir la verità, colte da pochi.. eheh


Picchi di demenziale “dichiarato” invece, li troviamo in Top Secret!, o in Hot shots! 1 e 2, dove ogni scibile del “not included” viene scandagliato certosinamente, scalando picchi di fervida creatività che permettono a cinema e paradosso di fondere tutte le loro potenzialità saccheggiando e demitizzando (L'armata delle tenebre, come Pronti a morire, altri esempi di scorreria demenziale ad altissimo contenuto di scaltrezza visiva), ma la vera forza del demenziale del domani è nella tracimazione inconscia, quella che s’incunea epidemicamente e mira ad un’apparente impercettibilità.


Di fatto neanche Landis avrebbe potuto partorire scientemente quel semaforo dei Ponti senza cappottarsi sulla sua sediola da regista…





sabato 27 aprile 2019

FANTASMI. ANCHE CON GARANZIA.



I nostri fantasmi sono garantiti 2 anni, possono essere individuati ovunque, 
spaventare h24, eclissarsi attraverso solidi, liquidi e stati gassosi, 
apparire e sparire a comando, muoversi o restare immobili, 
attraversare o essere attraversati.

Massima versatilità, minimo ingombro, consumi irrisori, ottima risposta di comparizione.

Alla scadenza, tuttavia, non ne garantiamo l'estinzione.

Esiste un’incognita da considerare anche come vago rischio:

E cioè che si appassionino ai vostri tormenti, che frequentino piacevolmente i chiaroscuri delle vostre malinconie, i baratri delle insonnie,  i disequilibri dei vostri rimpianti …

ecco.. in quel caso non possiamo neanche garantire che la vostra fragilità, non agisca in qualità di carburante virtuale, di indelebile collante…

non riuscirete più a liberarvene, a meno che non facciate amicizia con loro, non vi rendiate vulnerabili… solo allora, 
forse,
inizieranno a confidarvi i loro assilli.

In uno spettrale gioco d'ombre.





giovedì 25 aprile 2019

OGNI SERA... NON RITROVO PIU' CASA...


Cioè praticamente ogni sera qualcuno si prende la briga di spostarmi casa casa.

Non vedo altra soluzione.

Ovvero... me la fanno ritrovare, in seguito, ma sempre in un posto diverso, come quando cerchi le chiavi o il cellulare, che sei convinto di aver lasciato in un posto... ed invece stanno irrimediabilmente altrove...

Ecco.. per casa è lo stesso.

Arrivo al mio indirizzo, perlomeno quello che ho in testa, dove sono stra convinto di abitare da sempre... e casa non c'è...

a volte mi ritrovo in aperta campagna, di solito invece, nella via ed al civico che ho in mente, trovo negozi.. magazzini.... una volta una chiesa, è capitata anche una ASL, e poco tempo fa una banca!...

vorrei sapere chi mi tira questi scherzi, che poi ogni volta devo andare alla polizia, per farmi riaccompagnare al mio effettivo indirizzo... e questi ormai mi conoscono, ma si stanno anche scocciando, mi pregano di farmi visitare, e da uno bravo pure... credo seguirò il loro consiglio..

oggi no però... perché dove ricordavo ci fosse la Polizia... 

c'è un fruttivendolo...


mercoledì 24 aprile 2019

DREAM: L'ARTE INCONTRA I SOGNI



Il sogno te lo spara Ivan Cotroneo nelle cuffie dell'audioguida, mentre cerchi di capire cosa vedi intrecciandolo a cosa tocchi, cosa guardi, cosa pensi, cosa...


...procedi nella luce, poi nel buio, poi nel colore, poi nel bianco e nero, scale di bosco, stanze in discesa, cieli capovolti, distanze azzerate, spazi moltiplicati..







..e ogni volta una vocina a scavarti dentro.

                                                                    

lunedì 22 aprile 2019

LAUREA IN "PERCORSI DELL'IKEA"



Micidiali gli itinerari all'interno di Ikea.

Equipe di matematici, psicologi, sadici e geni del marketing, studiano mesi prima di aprire un nuovo stabilimento.

L'utente, seguendo le indicazioni di percorso, potrà rimanere in negozio esattamente dall'orario di apertura a quello di chiusura senza MAI rivedere lo stesso scaffale espositivo.


Potrà perdersi in ghirigori espositivi, essere titillato all'acquisto di millemila articoli, costretto invitato a passare in rassegna ogni centimetro cubico del punto vendita, sottostare alla visione di interi condomini arredati di tutto punto, passando dal cucinino al terzo bagnetto di servizio, sbattere la testa o inciampare su quadri, ninnoli, lenzuola, lampadari, divani ...il tutto per poter riuscire a visionare un campionario universale di candele profumate tra le quali scegliere quella sola ed unica per la quale era entrato sei ore prima...


Il fatto che tu non prenda appositamente  il carrello per ovviare alle plurime tentazioni di acquisto alle quali sai di andare incontro, sarà bypassato col farti trovare ad ogni piè sospinto svariate, invitanti, comodissime e capienti borse multicolore, per trascinare alla cassa qualcosa come tre quarti de magazzino...

Vabbe'.. ora s'è fatta una certa ora... devo scappa' altrimenti me chiude Ikea...






sabato 20 aprile 2019

ENTRANDO IN LIBRERIA...



Entro in libreria e l'attenzione è catturata da decine di libri impilati alla bell'e meglio...
o perlomeno, questa l'impressione. Tutti con il dorso anonimo o messi in maniera da non poterne decifrare le generalità.

Mi avvicino e ne prendo uno a caso.
La copertina è stinta, di un colore anonimo, ma la meraviglia è nello sfogliarlo.

Centinaia di pagine completamente intonse, senza alcuna scritta.
Pagine perfettamente rilegate, ma tutte, indistintamente, anonime.

Ne prendo altri, più piccoli, più grandi.. e niente! Nessuna parola, nessuna riga, nessun titolo...
nessuna traccia di stampa..


Completamente sorpreso, chiedo lumi a quello che sembra il gestore:

"E' semplice mio caro signore, per quanto possa essere vasta una biblioteca, e ampia la scelta di un libro da leggere, ci si troverà sempre, e comunque, dinanzi ad una scelta imposta, e non davvero autonoma.
Comunque leggeremo qualcosa che altri hanno scelto di scrivere per noi.
Nella nostra libreria, invece, ognuno può trovare nelle pagine bianche ciò che ha veramente necessità di leggere; scoprire solo dentro se stesso, attraverso i propri occhi, il bisogno primario di scorrere  qualcosa che sorga da dentro,  riuscendo a colmare, con estrema esattezza, le proprie esigenze, senza sbavature, senza fraintendimenti, senza inutili orpelli decorativi o esercizi di stile auto celebrativi. Saremo esclusivamente noi stessi gli artefici della lettura che desideriamo,  adeguata con precisione certosina alle nostre occorrenze, e ai nostri desideri"

Ma se io avessi proprio bisogno di leggere altro da me, di qualcosa che mi liberi dalle mie coordinate di pensiero?!

"In questo caso le consiglio La Feltrinelli all'angolo, oltretutto con un mio interessantissimo volume che può trovare proprio tra le novità:
"Come leggere attraverso le pagine bianche". 


mercoledì 17 aprile 2019

J U V E L I M I N A T A


Si lo so... sconfino in un'area solitamente appannaggio del nostro mitico Riccardo...

ma secondo voi (o perlomeno chi ne ha sentito anche dolo accidentalmente parlare), questa ossessione chiamata Champions che sfugge di nuovo, e per l'ennesima volta, alla Giuventus e che sta minando anche i tifosi più longevi ed equilibrati...

vorrà forse dire qualcosa all'immaginario fantastico di ognuno di noi NON iuventino?

E' da interpretare come una giustizia divina e super partes che si abbatte implacabile contro certe meschinità locali utilizzando finalmente e come si deve il VAR (Vanificatore di Arcinote Ruberie)?

O è la classica esemplificazione dell'assioma "forti coi deboli, deboli coi forti"?

Oppure ancora, ci troviamo semplicemente dinanzi all'inadeguatezza fatta squadra, alla quale nel momento più cruento della pugna, si eclissa magicamente il fegato?

Io opterei per una equilibrata combinazione... ma tranquilli...
ci proveranno ancora il prossimo anno...  ;)

lunedì 15 aprile 2019

IO CHE I TITOLI DI CODA, AL CINEMA, LI POSSO VEDERE ANCHE PER DODICI MINUTI DI FILA...

...ed odio quelli che si alzano, si stiracchiano, c’hanno le fregole, devono uscire per primi, si mettono la sciarpa, il maglione, il cappotto, il casco, guardano se hanno il portafoglio, gli occhiali, si rifanno la messa in piega, telefonano al ristorante, alla mamma, leggono le mail delle ultime due ore e gli sms degli ultimi due giorni, e sono proprio quelli che stanno davanti a te o accanto e ti vogliono passare sopra e che, anzi, proprio non capiscono perché stai ancora seduto se il film è finito…e comunque lasciano anche il recipiente dei popcorn, il bicchiere delle bibite, le carte delle caramelle,  le corna che c'hanno..

I titoli di coda sono sacri, un must, una delicatessen, “the cherry on top”. 

Sono parte del film, a volte gran bella parte del film, e possono risultare illuminanti! 
Possono farti capire che il tipo che hai pensato essere interpretato da Tizio per due ore, in realtà era Caio. 
E quel tal Sempronio che vedi ben scorrere ora a caratteri semicubitali, non l’avevi affatto notato, e riconoscerai i nomi dei parrucchieri che hanno pettinato la protagonista spettinata e quelli dei tre sarti che hanno vestito quel raffazzonato del coprotagonista, 
e ti sovverranno i doppiatori (accorgendoti che tuo cugino Filippo doppiava x e non y), 
e poi i meccanici, i montatori e gli smontatori, gli scenografi e gli sceneggiatori, i responsabili del catering ed i ringraziamenti al Comune di Procida per un film che credevi girato a Capri, e gli aiuto registi e gli aiuto degli aiuto  e, diciamocelo chiaro… 





..e volete mettere il fascino, il carisma, l’appeal dell’apparizione su mega schermo di un extra casting, di stills photographer, storyboards artist, set decorator.. 
ed ancora  dressing propmen e cable mantenaince (altro che elettricisti…), il wardrobe supervisor, gli scanning ed i recording, i film editors, gli utility sound, greens foreman, il camera focus puller ed il camera clapper leader, il vision effects supervisor, il legal & business affairs manager, il dolly grip, senior and junior assistants, il re-recording mixer, l’additional editing ed il developmemt executive con l’art director, senza contare il post production accountant... 

nonché tutti i titoli delle canzoni dei Beach Boys che pensavi fossero di Bruce Springsteen e quelle di Brian Eno che avresti stragiurato di non aver mai sentito durante la proiezione… 

insomma ti si dipanerà un mondo, s’illuminerà la tenebra, farai amicizia con lo stunt, il trainer co-ordinator ed il passante Uno, il passante Due ed il passante Tre, sarà un commiato cortese, un saluto delicato, un lieve arrivederci.

Ti guarderà storto solo l’omino di sala che indirizza il pubblico verso l’uscita. 

Lui che non c’è giorno che riesca a vederseli in santa pace 


stì benedetti titoli di coda…


  1. A Bug's Life - Megaminimondo (1998)Titoli di coda con i finti errori commessi dai cartoni animati... geniale!
  2. Piramide di paura (1985)Gran peccato uscire prima...
  3. Una pazza giornata di vacanza (1986)Qui è Broderick che vi caccia dal cinema...
  4. Santa Maradona (2001)... col maniaco per i titoli...
  5. I Simpson - Il film
  6. Una notte da leoni (2009)Titoli di coda rivelatori... da uccidersi dalle risate!