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mercoledì 26 luglio 2017

DUE MATTONATE NORDICHE...

Dopo quella sòla pazzesca di Uomini che odiano le donne.. non ho, evidentemente, ancora ben compreso che il thriller non si addice ai popoli nordici.. 


THE ABSENT ONE           regia di  Mikkel Noorgard

Il mistero misterioso del chi abbia fatto fuori due ragazzi in un omicidio di vent'anni prima, nonostante una confessione ed una condanna con pena già scontata, riciccia fuori e costringe un detective, tutto nervi e tormenti, ad indagare di nuovo.
Mistero misterioso che in breve svela le sue trame contorte, nonostante all'epoca si sia indagato (?!) per bene. Nulla è come sembra, una testimone molto scomoda per il vero colpevole (un autorevole personaggio che vive con questa spada di Damocle) viene cercata - solo ora - e trovata più volte e da più persone in un brevissimo lasso di tempo (per i vent'anni precedenti no invece, lasciamo che la cerchi e la trovi un poliziotto.. ma so' strani 'sti danesi) e quindi riporterà alla risoluzione del caso e ad una vendetta estrema.
Buona idea, di base, ma sviluppata con troppi pretesti e un'infinità indecente di forzature sceneggiaturiali.

'sti nordici, per me, devono fare altro..


THE CAPTIVE  - SCOMPARSA         regia di Atom Egoyan 


Da questa arrogante pellicola, oltre ad una bambina di nove anni e mezzo, è scomparso anche il cinema. Amen.
Un altro di quei film che mette a dura prova il comune senso di sopportazione, non perché tratti di un tema angoscioso e molesto come il traffico di bambini rapiti a scopo pedo pornografico, ma perché intesse un thriller in maniera beceramente approssimativa infarcendolo di castronerie di sceneggiatura come solo di rado si riesce a collezionare.
Flashback isterici per risultare originali e incasinarti la già balzana storia messa su alla carlona in questa regione perennemente innevata dove evidentemente devono essere andate in blocco per il ghiaccio anche le più elementari regole d'ingaggio per un qualsiasi, accettabile, thrillerino da domenica pomeriggio.

Come siano rimasti coinvolti Ryan Reymolds e, soprattutto,  Rosario Dawson non è dato sapere. Forse amici della produzione..

Si accumulano come se piovesse - ma in realtà nevica quasi sempre - indagini di poliziotti schizzati, sindromi di Stoccolma, rapitori imprudenti, giochini improbabili, cacce all'uomo sbagliato, maniaci ridicoli, messe in scena patetiche, controlli inesistenti, vittime nevrotiche.. di tutto, e tutto concentrato nella stessa comunità, martiri e carnefici che si incontrano senza capire e senza riconoscersi mai.

Ribadisco: 'sti nordici, per me, devono fare altro...







martedì 18 luglio 2017

PIEGARO: FESTIVAL DEL VETRO



Per chi da sempre rimane affascinato da un riflesso; di una finestra, di una lampada, o anche solo di una pozza in strada; 






il contatto con degli autentici Maestri artigiani del vetro, riuniti da tutta Italia per questo Primo Festival del Vetro di Piegaro, a due passi dal Trasimeno e da Città della Pieve, è un'esperienza esaltante.




Il fuoco, la pasta da modellare, il bagliore e i lampi, il calore, il vetro che prende forma e acquista vita. 





Tutto fantastico, pulsante, tangibile.



I nostri obiettivi si incantano a catturare istanti e movimenti, mani veloci e sicure attorno a questo impastare sabbia e silicio.



Una fragilità e una potenza incredibile si sprigionano, assieme, dal calore e dal fuoco, lastre a sfoglia nascono da un solo soffio, mentre suggestivi intarsi prendono vita dalle contorsioni di mani sapienti e vigorose tenaglie che agiscono con la precisione di un bisturi..



Cristallizziamo anche noi - come questi maghi che trasformano la viscosità in trasparenza - gli attimi dai quali nascono luce ed armonia.



L'omaggio raccolto in questi giorni diviene, ora, immagine/Mostra per il Museo.

Un Museo che ci ha visto passeggiare tra memorie evocative, silenzi quieti ed occhi voraci a curiosare.



Un ricordo che non sbiadirà mai, come gli infiniti ricami di vetro che hanno preso vita e colore tra volte e fornaci.



mercoledì 12 luglio 2017

E' STATO IL QUARTO ANNO DI BLOG...

Quattro anni che mi sopportate...   ;)


...ahah.. troppo forte... il 25 giugno scorso è stato il mio quarto anno di forse indegno blog...  gli altri li avevo tutti festeggiati più o meno in ghingheri e spaccando il millesimo...

questa volta puff...  

il bello è che il post precedente era dedicato ad una eventuale fantascientifica scomparsa della Memoria... beh... più omaggio di così.. impossibile... ;)

evvabbe'.. vorrà dire che avevo da fare, che la capoccetta era distratta, che la fisioterapia tiene banco, che i concorsi di fotografia stressano, che bisogna farsi aiutare da un calendario elettronico... quello che ti ricorda appuntamenti, pillole, cellulari importanti.. e pure come ti chiami.  

martedì 11 luglio 2017

MA A VOI, CAPITA MAI...




..di andare a rileggere vostri vecchi post 
stando attenti a cogliere cose che avevate forse previsto, 
magari intuito, 
o anche castelli crollati 
e ponti divelti come fuscelli dinanzi all'uragano?

A me si.. 
ed è come revisionarsi la vita, 
rileggersi e riconoscersi (o rimanere basiti), 
oppure prendere atto di quanto poco possiamo, 
o di quanto ancora siamo in grado di combattere, 
invece.

domenica 9 luglio 2017

SPIDERMAN: HOMECOMING (BIMBOMINKIA ALL'ASILO..)..

Considerate le aspettative e gli sproloqui che promettevano faville, forte è la delusione procurata da questo bimbominkiamovie, dove Spiderman è un impacciato ragazzino, il villain un innocuo sfasciabancomat (“dobbiamo mantenere un profilo basso”.. tranquillo, ci riesce benissimo tutto il film..), i superomini di contorno figurine in vacanza premio, tipo l'imbolsito Iron man in veste di pseudo mentore.

Qualche gags sparpagliata qua e là, effetti speciali ridotti ai minimissimi termini, specie quelli che riguardano i voli e i movimenti del pupo ragno, forse una sola scena degna di un film di tale richiamo, quella nel secondo tempo sul traghetto, che ci risveglia di botto dall'apatia generalizzata, ma è un giusto un lampo nel deserto.


Veramente poco per un film strombazzato in lungo e in largo.
Quelli che hanno apprezzato sono evidentemente di bocca buona o talmente evoluti da sapere che ormai (esclusi Deadpool e Quicksilver - quando si decideranno a progettarlo -) c'è ben poco da chiedere ad un filone prosciugato nell'anima.

Il problema è comunque anche nostro: se continuiamo a dare credito e riconoscimenti a certa roba, il livello offerto sarà sempre più mediocre.


Questo ragnetto tontolino è dimensionato per l'esatto cameo che ha strappato in Captain America: Civil war (altra demenziale e inconcludente caciaronata..), farci un film gridando al miracolo dei “tempi comici” (ma avete una vaga idea dei tempi comici?!?) lo trovo finanche di cattivo gusto, come l'idiotissima scena post post estenuanti titoli di coda, che purtroppo mezzo cinema attende con iniziale ansia, schivando anche gli inservienti che ripuliscono dal popcorn lasciato dai selvaggi, ed il sonno che incombe assieme al milionemila di nomi che scorrono sullo schermo accompagnati da una musichetta orribile quanto quelle del resto di una colonna sonora fastidiosa e petulante.

Come dice Captain America, la pazienza è una virtù.
Ed ora è davvero finita.






domenica 2 luglio 2017

DOLOMITI. PUNTO.


Adoro il mare, inutile nasconderlo, ma queste esperienze montanare, ogni tanto, diventano necessarie.




L'inerpicarsi per sentieri contorti e azzardati, 
che tengono insieme valli e cime impervie, 
come un nuotare in quota 
ed anziché percepirli sotto di te, 
abissi inaccessibili, 
avvertirli - tangibili - sopra e attorno;







come in un costante saliscendi che inebria vista e sensi, affaticando i polmoni, 
irrigidendo i polpacci, e sciolgono il cuore su panorami che vengono a cercarti loro, 
e che variano in continuazione, 
a dispetto delle immensità che affrontiamo.




E' incredibile e curioso come ogni dieci, anche minuscoli, passi, la prospettiva attorno a te si riveli ogni volta diversa, 
ad ogni svolta di tracciolino, 
ad ogni dosso superato,
si spalanchino visuali totalmente difformi, 
ed anche un esiguo scorcio di nube riesca a plasmare i colori attorno come su una tavolozza impazzita.



Fiori e declivi, macchie di verde acceso, 
rampe di sentiero e ghiaioni a precipizio, 
vie gentili e falsopiani che rompono il fiato.. 
anelli a ricongiungersi, peripli impulsivi 
e malghe lontane..








niente orologi, nessun traguardo, nessuna corsa... 
solo noi e il nostro respirarci dentro 
e stupire di sguardo mai colmo, mai esausto...





questo il potere di certe montagne.. 
e sicuramente quello delle Dolomiti.



Irrequiete, ingiudicabili, dispettose, indomabili, magiche. 


...e anche terribili.