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lunedì 31 dicembre 2018

2018 A GRANDI LINEE

Deadpool 2... potevano fare moooolto di più... 
Il 2018 è trascorso spedito tra altissimi e bassissimi:
la nostra prima fantastica crociera MSC ai Caraibi, ad esempio,
e il tumore ai polmoni di mia sorella (per fortuna a lieto fine..), tanto per dire.

Caraibi!!!

In mezzo un po' di tutto, dall'acquisto di casa (ultimo evento eccezionale in ordine cronologico) alle fratture multiple di mamma ottantacinquenne, che la stanno vedendo riprendersi piano piano, al mio Milan che fa ridere (questo una costante ormai, anno dopo anno...)

In ordine sparso poi, il viaggiare che più amo: Naxos ad Agosto, Procida a giugno, Ferrara ad ottobre.

Naxos
Procida

















Ferrara

La mia ormai imperdibile esperienza di recensore FilmTv alla festa del Cinema di Roma, sempre ad ottobre.



Il Roma Photo Marathon a maggio, dodici ore di scatti a tema...




I sessantanni di matrimonio dei miei a Settembre con mammina in sedia a rotelle,

spettacoli multimediali avvincenti (come il Giudizio Universale all'Auditorum di Via della Conciliazione a Roma), o come questa magnifica blogosfera dove scrivo e leggo, e poi  libri incredibili...



 ...e diverse pellicole al cinema degne di nota, come Tonya, La forma dell'acqua
e Bohemian Rhapsody.

La forma dell'acqua, Oscar meritato


Insomma, non ci lamentiamo..

certo il 2019 sarà campale, nuovi viaggi e, soprattutto, nuovi.. traslochi!!!

!!!!!!!








domenica 23 dicembre 2018

E PURE IO IL POST DI NATALE...



Pedrocchi mon amour...

Un pensierino breve per Natale.. 
che poi, a ben pensarci, è sempre malinconico all'ombra della festa, 
e in contrasto - quasi - ai lustrini, ai sorrisi dedicati, 
alla voglia di non pensarci...



La vita si mangia quello che vuole:
tutto.

Quello che hai offerto
e quello che hai nascosto.

Ciò che immagini governare,
e ciò che invece dipende solo
dai fili del destino,

i medesimi
che ti stritolano l’anima.


...e Buone Feste a tutta la blogosfera...  ;)




sabato 22 dicembre 2018

LA LOCANDA DEI GIRASOLI ROMA




“Un locale prezioso”. Cito una definizione che non fatico a fare mia, a proposito di questa Locanda, che integra ragazzi down in un percorso lavorativo e sociale di immensa utilità.

E non solo per loro.

L’approccio col diverso, con una visione di vita che tende a sorprenderci e a meravigliarci non fa altro che acuire la nostra sensibilità, l’ascolto, l’apertura mentale; e contemporaneamente mettere da parte - anche se per brevi istanti - le nostre problematiche, i nostri assilli globali, le nostre ansie universali.

Questi ragazzi hanno una particolarità pazzesca: sono trasparenti, non hanno maschere, ipocrisie, pensieri contorti, fini diversi. Sono famiglia, autentica, tra di loro e con gli altri. Non hanno altro che una faccia a forma di cuore e libro aperto.

Sono loro.

Emanuele

Ti si affidano come cuccioli che non conoscono il doppio gioco, l’inganno il tradimento.

E noi rimaniamo così, con i nostri sorrisi stampati, di fronte ai loro naturali, perché abbiamo bisogno di fidarci, di capire, di entrare in “empatia”, quell'empatia che questi ragazzi ti sbandierano serenamente attraverso i loro visi, le confidenze immediate, le loro vite ed il loro viverci dentro.

Eppoi vedo anche questi altri ragazzi, “normali”, sbattersi per coadiuvare questa ondata di entusiasmo e di disordinata buona volontà: sono i gestori del ristorante, che oltre a cucinare, servire, tenere le fila di un'ordinaria gestione, fanno partecipi i loro ospiti di un'attività che abbisogna di cura e dedizione.

Parlo un po' con tutti, ma di più con Emanuele, down dall'esperienza ormai importante alla Locanda, lui gioca e accoglie tutti, descrive, invita, esterna; è una vita felice la sua anche se noi non siamo - ancora - capaci di leggerla senza un'ombra di malinconia.
E questi incontri devono servire ad imparare, ad apprendere, a fare tesoro.


Poi c'è Francesco, un ragazzo autistico che mi ubriaca della sua vita neanche fossi il suo amico più intimo. Ed è questo bellissimo: non c'è calcolo nel suo aprirsi, nessun dubbio che io non lo ascolti, nessuna preoccupazione che lo giudichi, che tragga conclusioni. C'è solo pura spontaneità, quella che noi “normali” abbiamo perso da una vita, calpestata da false aspettative e ristrettezze mentali.

Ecco, questi ragazzi, sono paradossalmente più aperti di noi, non coltivano paure e pregiudizi, si fidano del mondo, ed il mondo è loro.

Ma questo mondo è una vasca di squali. E dei pesciolini colorati come i nostri amici rischiano grosso ad ogni passo.

Francesco
Per questo c'è bisogno di sostenerne crescita ed indipendenza.

E la Locanda dei Girasoli è un luogo magico dove amore, competenza, voglia di sostenere, si incontrano offrendo un'occasione a chi ne ha inconsapevolmente bisogno.

E l'occasione di comprendere altri mondi anche a noi, che crediamo di saperla lunga.


domenica 16 dicembre 2018

PRESEPE 2.0



Ognuno fa il suo presepe.

Il mio è un appuntamento di grande solidarietà, di incontro sociale, di coniugazione interrazziale.
Un presepe che non guarda in faccia a nessuno e spalanca le porte a tutti...


Un luogo di incontro di reietti e pupazzi vaganti per la casa, una festa che vede annualmente la reunion felice e scanzonata di mille residenti con sacrosanto diritto di asilo.


Gente che vive di mondi propri e personalissime storie, accolti in questa terra serena, paciosa e giocosa che per una mesata assurge a isola felice, senza nessuna eccezione, un mondo nuovo che respira universalmente.



Solo Gesù mi ha mandato un uozzap con scritto: 
"Ao, ma moo lasci posticino pure a me?!"



sabato 15 dicembre 2018

ANCORA SU BOHEMIAN RHAPSODY



Perché prendersela con le imprecisioni poi? Con la mancata citazione di tutte le spudoratezze del nostro eroe? (perché alla fine, è di Freddie Mercury che si tratta), perché attaccarsi alle somiglianze non proprio perfette, o a dettagli trascurabili?

C'è chi ha avvisato - ossimoricamente - ostentazione di eccessivi pudori nel mettere in luce il Mercury privato, e chi esattamente l'opposto, considerando anche la disordinatissima vita dell'estroso front man dei Queen.


Casomai dovremmo chiederci perché si sia deciso di terminare col Live Aid del 1985, o come mai tralasciare del tutto che anche May e Taylor si fecero tentare dalla via solista.. ma sono - ripeto - dettagli..
Io personalmente sono andato a vedermi un film sui Queen, sulla loro musica con la quale sono cresciuto insieme a tanto altro sanissimo rock, sulle loro invenzioni musicali alle quali tanti devono moltissimo; le soluzioni sonore, i siparietti di finissima contaminazione di genere, i riff micidiali, ma anche la capacità di sintetizzare ed esaltare peculiarità di tanti gruppi progressive che li hanno affiancati, preceduti e ispirati, dagli Yes ai Genesis, da Elton John ai Led Zeppelin e fino ai King Crimson.


La pellicola rimane uno scintillante omaggio al quartetto inglese, a patto che si riesca a discernere tra film e storia del gruppo, ma parlo di chi ha le mani in pasta ovviamente... questo film raggiungerà un platea sconfinata di persone completamente a digiuno sia dei Queen che della evoluzione rock dell'epoca, e la costruzione ad hoc delle vicende narrate, è in funzione soprattutto di questi ultimi, tese ad esaltare il carisma di Freddie Mercury, l'anima indiscussa della band.
Anche se trattasi di biopic anomalo, perché non tralascia le vicende del gruppo, ma articola ed adatta la storia di Freddie ad uso e consumo della fruibilità del film e di una larga fetta di pubblico che vuole solo emozione e facile coinvolgimento, ed al quale interessa magari poco entrare nella psicologia di un personaggio che ancora presenta svariati lati oscuri, che ha faticato non poco per integrarsi e farsi accettare.


Ma il resto dei Queen non sono un orpello trascurabile, sono l'anima pulsante di una rivoluzione sonora, il supporto costante e palpitante di tanta carne messa al fuoco, e come ho sentito dire (condividendo al 110%): “Chiediamoci cosa sarebbero stati i Queen senza Freddie Mercury. ma anche cosa sarebbe stato di Freddie, senza i Queen”
E noi accorsi al cinema non cerchiamo certo il pelo nell'uovo, ma siamo disposti a vedere dischi ed intere annate sacrificate, aggiustamenti di biografie, sbalzi temporali, tentativi di commuovere facile quando in realtà nessuno ne sentiva il bisogno, insomma tutto.. pur di essere inondati dal rock esagerato dei nostri quattro cavalieri dell'apocalisse rockettara, che sull'onda di una commistione unica di generi, emergono con pezzi da brivido che animeranno (e animano) la storia musicale del mondo.




sabato 8 dicembre 2018

CAMBIARE CASA



Ne ho cambiate di case nella mia vita, e quasi tutte variazioni di residenza abbinate a radicali cambiamenti di vita, come col mio primo matrimonio. Via dalla casa della mia infanzia, (anche se non della nascita), dell'adolescenza, della crescita, dei sogni; per approdare ad un porto che credevo meta e rifugio, fortemente cercata, voluta, desiderata. Ma tutto sfugge alla programmazione..

Dopo dieci anni una nuova casa, non mia, e mai del tutto appartenutami, nonostante il rivoluzionario  coinvolgimento con la proprietaria. M.t.s.a.p.  come sopra..



Poi l'ebbrezza della vita da solo, una breve parentesi in affitto, un anno sregolato all'insegna della follia, in una casa che mi ha visto cucinare, pulire, fare lavatrici come nessun'altra... 

Fino a decidere di comprarmene una piccolina tutta per me, di casa, ed eccolo l'attichetto mansardato da sogno, un'alcova in piena regola (avevo anche lo specchio sul soffitto, in corrispondenza del letto.. ahah.. M.t.s.a.p.  

La voglia di coppia stabile era dietro l'angolo, e l'amore più forte di tutto, mi trasferii nella casa in affitto della persona che sarebbe divenuta la mia attuale, dolcissima, consorte.
Ma lo spazio era risicato e bel un giorno comprammo la casa dove viviamo da quattordici anni, e da dove scrivo ora.



La settimana scorsa troviamo casa più grande e meno afflitta dalle problematiche di traffico periferico romano.

Ora è tutto un pensiero a come arredarla e a quando riusciremo a trasferirci.

Il 2019 sarà un anno da vivere intensamente.

Il problema è che io mi affeziono tanto e subito, e adoro questa casa, come mai nessuna altra.
Ma l'affezionarsi tanto e subito mi salverà anche stavolta. Lo so.

e poi... tutto sfugge sempre comunque alla programmazione... magari con la pensione.. una casetta a Ponza...chissà... ;)