... nervosamente su e giù. Unico passatempo consentito.
Per strade tutte uguali, quartieri squadrati bruciati dal sole, vicoli pulsanti
nel silenzio, in concorrenza col tuo cuore.
Nemmeno un'anima e, d'improvviso, una chiesa.
Sei entrato.
Per non restare fuori più che altro, per noia, per goderti quella folata di fresco che solitamente frequenta la soglia di ogni portale d'ingresso, specialmente quelle porticine laterali che delimitano meno solennemente il profano dal sacro.
A quest'ora è semi deserta, navate imponenti a custodire silenzi, raggi
come lame da squarci di vetrate impervie, e la manciata di persone
che intravedi è sparsa in tutti gli angoli, ognuna in un proprio, personale,
tempio.
A distanza debita da tutti gli altri, immersa in una fede individuale, impegnata in una lunga, solitaria preghiera; un dialogo riservatissimo col proprio dio, disegnato a misura, un dio che perdona e punisce col metro di chi lo ha concepito e, giorno per giorno, lo accudisce, lo interroga, lo incastra di preghiere.
Cominci a pensare nella quiete ovattata, anche tu semi nascosto in un angolo oscuro.
Credi all'ipocrisia di questi fedeli, vorresti quasi gridarlo attorno e si
va architettando in mente un piano diabolico per eliminarne uno qualsiasi. A
caso.
Per chi pregano? Per loro stessi e nient'altro, certo te non hai mai avuto
benefici dalla tua vita, nessuno ha mai pregato per te, neanche mosso mai un
solo dito.
E ora dimostriamo che neanche il loro dio può salvarli.
Nessuno si accorgerà di nulla, il sangue sgorgherà caldo e veloce,
accarezzando i mosaici.
Gli altri non vedranno, non udranno, e tu non avrai neanche bisogno di
fuggire, basterà allontanarti serenamente nell'indifferenza totale, soddisfatto, col respiro meno eccitato e la coscienza di chi sa di poter
Agire.
Quei vicoli abbandonati non potranno opprimerti più, sarai il padrone.
E mentre sei immerso in quei pensieri e stai elevando tutto te stesso al di
sopra di quei poveri esseri che ti circondano, non riesci proprio ad avvertirlo
quel tacito e sgusciante signore col coltello in mano che si sta introducendo,
furtivo,
nella tua personalissima chiesa.






