lunedì 5 luglio 2021

CONFINI

Immagine by Pixabay


Liberissimo spunto da un articolo di Andrea Consonni

I confini mi hanno sempre affascinato, un po' come le isole. Confini naturali, non ritenuti tali, non imposti, e neanche subiti. 
Rassicurano, delimitano senza minacciare, a volte puoi oltrepassarli senza che ti accada nulla, ma intanto custodiscono, misurano, offrono parametri distanziali, circoscrivono l'agire altrimenti irrequieto ed irregolare, o magari forsennato.

Si manifestano in infinite sfaccettature, da da una porta sul pianerottolo, ad un divieto per gli anonimi su un blog.

Regolano il senso della misura e del possibile vivere e convivere, ci dichiarano residenti od ospiti, riconoscono un naturale destino, si tramutano in mappe e cartine geografiche.

Su un'isola non mi sento prigioniero né minacciato, ma libero della sua libertà, partecipe della sua identità che diviene mia, salgo su una cima e guardo tutto il mare attorno, comprendo e mi comprendo al suo interno. Posso percorrermi e ritrovarmi, creare un anello infinito senza l'affanno dello sconosciuto.

Forse a questo servono i confini: a rassicurare dall'infinito.
Forse a questo servono le isole: a rassicurare dall'inesplorabile.

40 commenti:

  1. Franco, i confini sono importanti, ma qual è l'Entità che li stabilisce?

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    1. I confini di Dio, ad esempio. Tanti non ne hanno, sanno Tutto di Lui. Beati loro.

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  2. «Confine», diceva il cartello.
    Cercai la dogana. Non c’era.
    Non vidi, dietro il cancello,
    ombra di terra straniera.

    Giorgio Caproni

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    1. L'ombra della terra straniera nasce con la nostra ipocrisia.

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  3. Per come la penso, l'isola ha potenti limiti perchè include e lascia a patto di tanti "se".
    L'unico confine che mi preoccupa è la parola "mio". Non prevede passaporto, non include, blocca e spesso, davanti a quel che pare un piccolo confine, accade il peggio.
    I confini sono infiniti, soprattutto se immateriali (e questi sono i peggiori) sta a noi sentirsi liberi e volare, in qualsiasi situazione.
    Ciao!

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    1. SENTIRCI liberi. Pardon

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    2. Temibile il confine "mio", peggio di un filo spinato. Ti lascia fuori senza repliche e senza contraddittorio. Ed è la chiave egoistica ed ipocrita di tanti.

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  4. I confini sono utili quando non diventano barriere. Per il resto, le ultime tue due righe sono ancora una volta poesia pura di fronte alla quale inchinarsi.

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    1. Gli inchini lasciamoli per i pre partite europee. Almeno a chi li fa senza ridicole imposizioni.

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  5. Buongiorno
    L'isola ti "confina" ma il confine o l'essere confinato, se viene scelto è vero atto di libertà.
    Sono d'accordo.
    Qualche post fa ho scritto "Elogio del lockdown".
    Lo confermo.
    L'essere confinato (mi) rassicura a e dava equilibrio, ritmo e spazio al tempo.
    A dimostrazione di ciò tutti coloro che hanno sofferto nel lockdown (per i quali va il massimo rispetto e comprensione) dimostrano e tragicamente tanti eventi lo hanno dimostrato che non avevano (più) equilibrio.
    Come se l'unico equilibrio possibile potesse essere quello della frenesia isterica e inconcludente.
    Lo slow style non è di queste latitudini ma il proprio equilibrio deve essere prioritario.
    E dà libertà.
    A.

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    1. Ha rassicurato anche il mio equilibrio, il confine del lockdown. Ne ho tratto il lato positivo. Come cerco di trarlo sempre. Anche ora. Come tu ben sai. ;)

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  6. I confini possono rassicurare, già, possono creare piccoli (più o meno piccoli) mondi in cui possiamo più facilmente trovare equilibri e appigli, è bello però sapere di poterli oltrepassare e scoprire altro.

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    1. Credo che rassicurino il nostro pensiero limitato. A cominciare dal mio. ;)

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  7. I confini sono essenziali. La privacy, l’intimità sono diritti fondamentali. A me personalmente piace la solitudine e i confini mi proteggono quando voglio stare sola con me. Però anche i limiti devono avere dei limiti. L’importante è che questi confini non si trasformino in ostacoli o in divieti. Chiudo la porta ma non alzo un muro. La porta si può sempre aprire perché i confini vanno anche superati.

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    1. Ci penso ad un mondo senza confini.. ma quando guardiamo il cielo, la notte, nel buio più intenso.. dobbiamo abbandonare, perché l'assenza di un confine visibile, o anche solo ipotizzabile, inquieta.
      "Limiti con dei limiti" si, ma che accolgano i barconi alla deriva, ad esempio.

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    2. Anche l'argomento di questo post è senza confini.
      Si può discettare dei confini fisici e immateriali, confini reali e immaginari, confini politici e geopolitici.
      A me Franco ha fatto pensare a un campo da tennis, dove diverse linee stabiliscono i confini che una pallina non può oltrepassare. Se questi confini fossero quadruplicati, difficilmente il tennista potrebbe sbagliare e l'incontro di tennis potrebbe terminare in eterno se i tennisti avessero la forza di farlo senza morire disidratati.
      Franco, anche il Mistero, attraverso la legge dei comandamenti, ha stabilito i confini del modo di vivere dell'uomo.

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    3. Molti confini non hanno senso, se non quello di non farci impazzire.

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  8. Proprio qui da te, mi pare, una volta scrissi che non amo le isole. Non ci vado mai, se posso evitarlo. Mi fanno sentire stretta e mi inquietano per la presenza di mare tutt'intorno.
    Si, proprio io che il mare lo amo.
    Buona giornata.

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    1. Credo di ricordare. Ma ognuno ama di amore proprio e personalissimo ;)

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  9. Ho con i confini un rapporto controverso... Il loro studio mi è stato imposto sin dalla tenera età delle scuole elementari, come qualcosa che andava studiato alla pari del risolvere espressioni, fare l'analisi grammaticale, imparare poesie a memoria... Poi però, negli anni, quei confini sono cambiati, e in tutta sincerità mi aspettavo un aggiornamento ufficiale dalla scuola, dato che il mio percorso didattico è sempre stato trasparente e tracciato... Invece niente. Quindi per me, ufficialmente esistono ancora Jugoslavia, due Germanie, l'Unione Sovietica... La scuola mi ha imposto di imparare una certa Geografia, dovrebbe assumersi la responsabilità di aggiornarmi ufficialmente.
    Forse per questo accetto tranquillamente i confini naturali: catene montuose, coste, fiumi. Fossimo una specie migliore, ci saremmo organizzati socialmente rispettando tali confini, senza smanie di conquiste e di potere, che hanno causato ettolitri di sangue e miliardi di morti nella Storia. Per cosa poi? Per vedere due ex nemici che si stringono la mano e firmano un pezzo di carta? No grazie.

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    1. "Fossimo una specie migliore", ma non lo siamo. Tentiamo di creare limiti per difenderci dall'esterno, ma forse è la parte migliore di noi che vuole difendere gli altri dalla parte cattiva.

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  10. Niente da aggiungere a un post... liricamente sconfinato come questo. Grazie.
    (Tranne l'evocazione di un film terribile di vent'anni fa: No man's land. Lo hai visto?)

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    1. Visto.
      Bellissimo e molto, molto istruttivo

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    2. Le terre di nessuno dovrebbero occupare ogni spazio, forse l'unica soluzione, chissà..

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  11. I confini, come i limiti, servono solo per andarci a vedere il panorama.

    bisogneresse vivere senza bisogno di rassicurazioni, ma con la voglia di abbracciare l'infinito o l'inesprorabile o l'insesplicabile o l'insondabile o... vabbè poi si consulti il vocabolario dei sinonimi
    😀

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    1. Voglia di farsi abbracciare senza temere lo "sconosciuto". Ci arriveremo mai?

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  12. Il confine è uno stratagemma della nostra mente, un limite che la nostra mente mette in pratica per tutelarci, specialmente in questo periodo in cui l'uomo va via via perdendo il senso dell'umanità, in cui si riaffaccia il razzismo , in cui ancora non riusciamo a liberarci dell'omofobia e ad accettare le diversità.
    Quanto ci vorrebbe quel 'girotondo' di sergio Endrigo!

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    1. Come scrivevo a Gas, mi piace pensare anche ad uno stratagemma per tutelare gli altri da noi.

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  13. Quand'ero bambina, e da Milano andavamo in auto a trovare i nonni che vivevano fuori città, mio fratello e io giocavamo a "metà-tutti", gridato a squarciagola per segnalare il passaggio della macchina davanti a un cartello col nome di una città. L'idea che noi piccoli, seduti dietro, potessimo essere altrove rispetto ai nostri genitori, seduti davanti, era affascinante e sconcertante al contempo.

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    1. Cosa mi hai fatto ricordare!! Il fascino della cartellonistica..le regioni "barrate" quando si passava da una all'altra..e noi che immaginavamo fossati, coccodrilli, legioni a difesa.. ;)

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  14. Io come te, mi sento rassicurata dai confini. Che siano geografici o mentali. Confini che posso scegliere di attraversare e superare oppure di accarezzare, restando comodamente al loro interno. I confini ci assomigliano, da qualunque prospettiva li osserviamo.

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    1. Bella prospettiva, dall'interno e dall'esterno, che non occludano, ma moltiplichino il punto di vista. ;)

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  15. a me piacciono, soprattutto quelli non fisici, perché stimolano a superarli, ad andare oltre.
    buon giorno

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    1. Immagino che col tempo tutti noi "immaginiamo" limiti "invalicabili". Ecco un mito da sfatare.
      Iniziamo a dare del tu all'infinito, hai visto mai rispondesse.. buongiorno a te!

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  16. Nei mesi scorsi abbiamo conosciuto tutti la sofferenza di non "passare" il confine del nostro Comune o anche quella di non uscire dai confini della propria abitazione. Non è stato un bel momento. Ciao buona giornata Valeria

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    1. Quando si è costretti, non è mai un buon momento.. dobbiamo essere liberi, anche di ergerli e considerarli: dei confini, dei limiti, degli step. Ma non devono condizionarci l'esistenza, non devono snaturalizzarci.

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  17. Io credo che i confini siano una invenzione umana. Non esisteno quelli geografici come non ne esistono altri,
    Siamo noi a crearli per comodità, paura, disagio.. chissà!

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    1. ..ma non esiste confine che mi impedirà di venire a trovarti.. ;)

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  18. Vivo in un'isola e non ne ho mai avvertito in modo negativo i confini.

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    1. Io non ci vivo, ma è un sogno che custodirò a vita. ;)

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