mercoledì 26 luglio 2023

DUE PAROLE

 


Le due parole, “più” e “mai”, si incontrarono in sala d’attesa, un buongiorno appena accennato poi un silenzio quasi di cortesia.
Erano convocate entrambe ma solo una di loro sarebbe stata la prescelta per chiudere un periodo.

Con entrambe in ballo fino alla fine, senza un esito definitivo, l’editor si era espresso per un confronto in Casa Editrice, e loro si erano prestate in virtù dell’autorevolezza del progetto nonostante fossero già in parola (perdonate il gioco) per altri due piani di lavoro abbastanza rilevanti.

Ma il tempo passava e - una parola tira l’altra (scusate di nuovo il gioco) -, le due stavano acquisendo confidenza, scambiando pareri ed opinioni, scoprendo lati nascosti, ambizioni speciali, affinità elettive, scopi condivisibili, mire prevalenti; una unicità prospettica che le rendeva complici, partecipi, coinvolte in maniera unica e stimolante.

Quando vennero finalmente interpellate si trovarono d’accordo sul ribadire un concetto emerso inequivocabilmente in quel fitto dibattito: avevano scoperto la loro dicotomia, la necessità di convivere e l’impossibilità di proseguire un qualsiasi progetto disgiunte l’una dall’altra, loro due non si sarebbero separate.

Mai più.


venerdì 21 luglio 2023

ELOGIO DELLA STANCHEZZA

 


Leggevo, appunto, di stanchezza e dei suoi elogi, che poi scriverne è quasi un ossimoro, della stanchezza dico, che neanche butti giù due righe e vorresti fare altro, anzi, proprio niente, o comunque cosa diversa del parlare - e magari pure bene - della stanchezza.

Quasi impudente il doverlo/poterlo argomentare.
Intanto sono stanco, stanco non col piacere d’esserlo, stanco senza voglia, senza un nulla attorno, senza un'impresa compiuta a  generarlo, stanco per eccellenza, per vocazione quasi.

Com’è  possibile tramutare questo stato apatico in un pezzo articolato, che affronti non solo la cosa, ma la risolva anche a proprio favore (eri stanco, ti sei messo a scrivere e hai pure ben descritto la stanchezza: ma chi vuoi prendere in giro?).

Sei stanco, punto.

Non ti metti a scrivere, o perlomeno non di presunta stanchezza.
In realtà non sapevi che scrivere, hai pensato fossi stanco di scrivere e quindi ti sei detto: se non mi va di mettere nulla di nero su bianco, potrei scrivere del perché mi senta stanco di scrivere, così frego con una botta sola sia l’ispirazione che non arriva, sia la stanchezza di (de)scriverla.

Ecco.

martedì 18 luglio 2023

PERDERSI

 


Vagava nei corridoi, non poteva seguire i percorsi agevolati dal colore perché era daltonico, neanche le lettere a corredo lo aiutavano perché dislessico, e non poteva chiedere al personale perché afasico e, oltretutto, non avrebbe saputo cosa chiedere, soffrendo di amnesia.

Lo avevano ricoverato un mese prima, ma ne ignorava il motivo.
Del pigiama da paziente, del resto, non aveva la minima coscienza.

E neanche del suo vagare, che in una qualche dimensione, forse, immaginava sogno.
Ma anche questa è un'ipotesi che formulo scrivendone senza una obiettiva percezione.

Ogni sera lo riportavano in camera, dove un vicino di letto sempre nuovo lo accoglieva con un sorriso indecifrabile.

A quel punto mi ritrovavo questo tipo nel letto,  e non comprendevo perché non gliene assegnassero uno tutto per lui.

Domani scrivo in Direzione. 

domenica 16 luglio 2023

MIGUEL FREITAS - LA PITTURA IN BILICO


Il pittore portoghese Miguel Freitas dipinge una bellezza che rapisce. 


"Alcune volte è necessario perdere l'equilibrio per vivere una vita equilibrata"

Questo ci racconta dei suoi tratti morbidi e curvilinei, che affascinano lo sguardo e ci rilanciano prospettive morbide, pastelli delicati dove l'occhio scivola e l'anima si incanta.

Giostre multicolori dove non possiamo che perderci, accomodandoci.
Slanci verso l'infinito, nessun appiattimento, solo una pasciutezza di tratto e di grafica sognante.






Come un fish eye ad arrotondare l'esistenza, troppo spesso affastellata di scomodi spigoli o rette parallele che non si incontreranno mai.

venerdì 14 luglio 2023

IL SOGNO NON RICORDATO


 A tanti piace ricordare i propri sogni, a volte delicati, sfumati o inquietanti, spiazzanti.

Io voglio andare oltre il convenzionale.

Vi racconterò un sogno che non ricordo.
Ovvio qualcosa in mente è rimasta, ma ne scrivo forse per venire a capo di quella gran parte che, invece, è come svanita riacquisendo la coscienza della veglia.

Ero (per chiarezza mi definirò A) con amici o conoscenti o forse qualche parente, chissà. Gente comunque. Ci si lascia e si va a cena fuori, io con una donna (A Z).
E a cena incontro due coppie (YK - HW) e mi scoccia trovarli nello stesso ristorante perché verso una delle donne (K) di questo altro tavolo nutro evidentemente dell'interesse. Trascuro la mia commensale diretta (Z), le chiedo anche di spostarci di tavolo perché non voglio avere le due coppie a portata di vista, o almeno credo, mangio pasta con le telline, e all'altro tavolo, comunque rimasto a vista, arriva un pescione enorme, questo un ricordo nitido, chissà perché.
Qualcuno da quel tavolo si alza (W) e viene verso di me, o noi comunque, che nel frattempo mi trovo in piedi a non so cosa fare, e non so cosa mi venga a chiedere, non ricordo neanche se la persona che è con me sia in piedi anche lei.. e se sia donna o uomo (Z o diciamo J), e se la persona alzatasi dall'altro tavolo (W) stia parlando con me (A) o con lei (Z) o lui (J).
Credo però stiano tramando e comunque mi sveglio ma di veramente nitido resta solo il pescione arrosto dell'altro tavolo.

Ma 'sta cosa dovrei raccontarla ad uno psicoterapeuta o meglio al pescivendolo di fiducia sotto casa? 


mercoledì 12 luglio 2023

SUPERMERCATO



Dovevo comprare giusto qualcosina, a quest'ora poi neanche l'incubo dello stress da fila in cassa.. ci sono solo io.. poggio poche confezioni sul nastro trasportatore, chiedo due buste e vado oltre, dove arriva il tutto una volta che la cassiera scannerizza il codice a barre sul lettorino.. e comincio ad imbustare prima di dover armeggiare col portafoglio.. yogurt, melone, succo di frutta, latte, carta igienica, insalata, cetrioli, salmone affumicato..
salmone affumicato?!?
Ma non l'ho preso io?!?
E neanche i tortellini al granchio brasato, e la spigola al cartoccio? Il tartufo albino? L'astice emulsionato?! E  le cozze baltiche? E i biscottini alla crema di prugna selvatica? E i gamberetti allo champagne?!?  
"Scusi mi sa che questa è roba del cliente successivo?!"
La cassiera mi guarda e dice: "Guardi che siamo solo in due.. l'ha messa lei sul nastro 'sta roba.."
"Ma stiamo scherzando?! Sono arrivato con quattro cose.. mi state fregando.. "

.. a quel punto ecco la vocina stridula dalla confezione dei tortellini che ho in mano:  "Ti prego portaci via, qui non ci compra nessuno, costiamo troppo e stiamo morendo pure di freddo.. per favore abbi pietà.. appena fuori ce ne andremo per conto nostro, magari verso un supermercato in qualche zona in.."

mi faccio quasi impietosire quando la cassiera incalza;

"Insomma sono quattrocentoventidue euro.. carta di credito?!"

lunedì 10 luglio 2023

BOMBE A GRAPPOLO (REPRISE)

Bombe a grappoli ok, bombe a "grappolo" no

Avevo già parlato di questo fenomeno aberrante quando addirittura Papa Ratzinger aveva pensato di dover intervenire, ma non contro le armi in genere, l'odio, l'assurdità di uccidere e di scatenare conflitti ma semplicemente contro le "bombe a grappolo".

"GENOVA, lunedì, 19 maggio 2008 (ZENIT.org).- Al termine dell'Angelus di questa domenica, Benedetto XVI ha auspicato la messa al bando definitiva delle munizioni a grappolo (o “cluster bombs”) al fine di evitare terribili sofferenze per le popolazioni.
Parlando da Genova alla vigilia dell’apertura della Conferenza diplomatica di Dublino convocata su tale questione, il Papa ha chiesto la creazione di “uno strumento internazionale forte e credibile” per eliminare questi “micidiali ordigni”, così da “rimediare agli errori del passato ed evitare che si ripetano in futuro”.
La bombe a grappolo sono costituite da un contenitore che racchiude centinaia di bombe più piccole, che una volta sopra l’obiettivo esplodono disseminando su una vasta area queste submunizioni, programmate per esplodere all’impatto con il suolo, ma che spesso rimangono inesplose."

Ora ci risiamo. Il mondo si sta muovendo, indignando, offendendo, turbando.
"Basta con le bombe a grappolo"
Limitatevi a spararvi addosso, lanciare missili, armare carrarmati, mirare a tutto ciò che capita, piazzare mine antiuomo, far partire siluri, utilizzare fucili, cannoni, lanciafiamme..
Ma basta bombe a grappolo, siamo tutti d'accordo, sono estremamente pericolose, lo disse anche un Papa anni fa, strano che Francesco non ribadisca il concetto.

Siamo davvero alla follia. Follia e basta.