Tre film diversi. Forse con nulla in comune tranne la curiosità di vederli fino alla fine. E restarne soddisfatti.
Insomma, mentre tutti parlano di A classic horror show, ennesimo horror splatter e sangue rappreso, io mi guardo - più attentamente - altre cosette.
FINO ALL'ULTIMO INDIZIO
Dei thriller che vanno a caccia di serial killers abbiamo una casistica infinita. Se poi il cacciatore è Denzel Washington, ci mettiamo lì buoni a guardare aspettando che prima o poi, l'ultimo indizio del titolo, risolva l'adrenalitico intreccio, la guerra personale tra Denzel, Rami Malek e Jared Leto. La pellicola acquista un profilo psicologico di altissimo spessore, diventa film nel film, fino a ribaltare certezze e sospetti, rivelando trame insolite ed il finale che proprio non ti aspetti. Certo siamo nell'ambito del già visto, della strizzatina d'occhio a fenomeni cinematografico tipo Seven, forse una durata eccessiva con qualche lentezza di troppo, ma questi sono film dove conta la fine, e cosa hai fatto tu, mentre guardi, per renderla meno sorprendente. Conta se rimani lì a chiederti come mai non hai rovistato abbastanza negli animi, nei tormenti e nei perché. Conta davvero quell'ultimo indizio.
OSTAGGI
Ci voleva una Casa di carta all'italiana, e pur con mille ma, ne esce fuori un film godibile, con attori in parte (e fuori) che si adeguano divertendosi anche. Gli italiani sanno fare cinema, magari sono lenti coi tempi, non velocizzano, sorprendono poco, manca il montaggio estroso, ma conoscono pregi e stereotipi e, come in questo caso, riescono a lavare molti panni in famiglia, o in panetteria, se preferite. Nota di merito all'Incontrada che non ti aspetti e che si prende decisamente la scena. Per la Ivone un'opera prima diligente e gradevole, supportata da signori attori a garantirne l'esatta fluidità. Alla fine forse il più in difficoltà, come naturalezza, è proprio Tognazzi, ma lo perdoniamo volentieri.
LONG STORY SHORT
Innamorato subito di questo film, che pesca a piene mani da La vita è meravigliosa e Canto di Natale, fa le pulci a tutta un'epopea di Ricomincio da capo e mette sul piattino dell'emozione questo attore inglese, Rafe Spall, che ti diventa subito simpatico, incastrato in questo loop che gli fa vedere la sua vita dipanarsi, ma solo per qualche minuto, ogni anno all'anniversario di matrimonio. Facendo rendere conto a lui - e a noi - di quante cose facciamo - o non facciamo - senza metterci l'anima, sprecando tempo e occasioni.
Insomma da un canovaccio non certo originale, un punto di vista fresco e acchiappante che coinvolge con brio, ritmo, cuore e feeling.










