mercoledì 17 febbraio 2021

MA POI CHI E' FRANCO BATTAGLIA?


Perché è facile dire che è uno che sogna, sbircia, viaggia, interpreta, 

fotografa, ama, colleziona e poeteggia 

Poi c'è un Franco che si arrabbia, che (si) delude,  

che vorrebbe piacere e piacersi. E invece non (si) piace poi tanto.

Che non risolve, non pianifica, non raggiunge, non riesce e un sacco di altri non.

Un Franco Battaglia in pensione, che ha lavorato abbastanza, ha fatto casini in abbondanza,  che ora ogni lunedì è di nuovo domenica, che finalmente piega l'ansia in un cassetto assieme alle camicie che non mette quasi più, perché erano un repertorio da ufficio, da colleghi, da clienti; e allora via nel cassetto assieme a tutto l'armamentario, alle mille cose da mettere a posto (perché è un trasloco che è per sempre, altro che diamanti..)

Un Franco Battaglia curioso che vuole ripartire (post Covid) il prima possibile, e apposta non si precipita al bar a fare lo spritz (che pur ama) o al ristorante ad ammucchiarsi. 

Un Franco Battaglia senza figli, con i suoi matrimoni, gli incidenti, le perdite, e paura che la vecchiaia possa essere brutta.  

Dal 2006 a scrivere di cinema su FilmTv, e dal 2013 su Blogger, su entrambe le piattaforme continuo a folleggiare, sulla prima come Lampur, e qui con Nome, Cognome e storia.

Settecento post di qua (e settecento recensioni di là), tra poesie e prose, viaggi e ritorni, prese in giro, racconti, recensioni, visite, analisi sociali e analisi mediche, ricoveri e di(s)missioni
trend, mostre, denunce, 
sport, teatro e sottocultura, amori e abbandoni,
barlumi di autobiografia, burocrazia e politichese, 
bellezze e brutture, 
cucina e fotografie, risate sguaiate, magie e tristezze, 
città e paesi, acque e montagne, 
gente da irridere e gente da esaltare, soldi e miseria, 
isole da sogno, 

e ancora sfoghi, stralci di vita, giochi; tutto insieme, tutto importante, come lo scambio di idee, le amicizie o le semplici conoscenze, e le delusioni, anche grosse.

robe inventate e robe vere, che fanno la posta dietro un risveglio, e un casino di altri pensieri da mettere in ordine..

Ma chissà voi, chi pensiate che io sia, se ispiro serenità di giudizio, o schizofrenia folle? 

Me lo chiedo a volte, come in questo post.. perché questo è un post a trabocchetto, per sapere cosa sbaglio, e fare le pulci a chi legge... 

del resto, se non voi, chi altri?


Davvero siamo come ci arrediamo casa?

domenica 14 febbraio 2021

USO DELLO SHAMPOO: DIFFERENZA TRA DONNA E UOMO


SHAMPOO DA DONNA:

Dev'essere tensioattivo anionico, non aggressivo, migliorare lo skin feeling, abbastanza viscoso e con schiuma stabilizzata con ossidi di ammine selezionati, correggere i ph in automatico, fragrante ma non invadente, non opacizzante, antiforfora, proteinico e vitaminico, e con la concentrazione micellare critica regolata in base a solfati non irritanti.


SHAMPOO DA UOMO:

Il tappo della confezione deve poter aprirsi sotto la doccia senza far ricorso ad esplosivi.

sabato 13 febbraio 2021

IL GIOCO DELLE ULTIME VOLTE


 

Prendo spunto dall'ultimo romanzo di Margherita Oggero, "Il gioco delle ultime volte".

"Quando è stata l'ultima volta che abbiamo fatto o visto qualcosa 

senza sapere che sarebbe stata l'ultima?"

mi vengono queste.. 


Quando ho guardato la fede del mio primo matrimonio, prima di perderla al mare. Giugno 1988

Il gol di Van Basten all'Ancona,  maggio 1993.

La mia prima maratona.. sigh! dicembre 1980 


..e di sicuro quando ho stretto la mano della mia mamma, 

e lei l'ha stretta a me. Settembre 2020




giovedì 11 febbraio 2021

LEI MI PARLA ANCORA (..DOPO IL FILM DI AVATI, NON LO SO..)

 


Dal racconto di Giorgio Sgarbi, da cui è tratto molto liberamente il film di Avati, giusto rare tracce della lirica e della leggerezza originali; ampio spazio, invece, ai mezzucci utilizzati da Pupi per sensibilizzare la platea, specialmente sul ricamato rapporto tra il protagonista che ha perso l’amata moglie e il ghostwriter chiamato a “immortalarne” la loro storia, davvero utilitaristici e risibili, adatti giusto al filmetto che viene fuori, e che trasforma l'emozione in melodramma facile facile, soffocandola in una girandola di soluzioni pretestuose e siparietti al limite.

Non sopporto questo modo di fare cinema, questo dover stupire lo spettatore anziché farlo addentrare con tatto, questo creare esagerati contrasti iniziali, per poi farli repentinamente convergere in una sincera e costruttiva amicizia (Gifuni che sparolaccia all’inizio, e alla fine va via con la testa fuori dal finestrino come un cagnolino a guardare Pozzetto; e sconforta, si, ma solo nel constatare a cosa si arrivi per coinvolgere con maldestra superficialità).

Quindi è già con il Pozzetto catatonico, rimasto nel limbo della memoria immortale della sua amata consorte, e il suo incontro con un Gifuni calcolatore, che guarda solo i suoi interessi - ad emozione e garbo zero -, che Avati brucia gran parte delle sue carte, rendendo macchiette posticce e arruffate anche tutte le figure di contorno.

Salvo giusto una luminosa Ragonese, anche se costretta a scene artefatte, come fuga e ritorno nella dimora di lui, appena sposati; ed un bel ritaglio anche per Haber,  misurato e a suo agio.. ma davvero poco, troppo poco.. e peccato per i radi squarci di poesia malinconica, che si perdono nelle forzature.. 



mercoledì 10 febbraio 2021

EVIDENZIA TUTTI I RIQUADRI CON "UNICORNI"... SE NON NE VEDI, SALTA BLOG

Ogni tanto Blogger, per autorizzare un commento, ti chiede se sei un robot, cosa hai mangiato a colazione e se ti sei lavato i denti prima di accendere il pc. 

Vabbé.. siamo abituati e - si dirà - è per tutelare la nostra privacy e la liceità di chi osa interferire con i nostri post.. ma poi cominciano ad apparire questi riquadri dove ti chiedono di evidenziare le foto con i semafori, le strisce pedonali, gli autobus, i fenicotteri rosa e i fantasmi...  io già con gli idranti comincio ad avere difficoltà.. ahah



Dove arriveremo? 

martedì 9 febbraio 2021

CRISI D'IDENTITA'

Ai miei esordi postai questo simpatico rovello immaginario, frutto della mia simpatia verso i doppi e i tripli, i multiversi, la capacità di guardarci da fuori (che può divenire scuola di coscienza, oltretutto), di divaricazione delle sensibilità e delle infinite possibilità che la nostra fantasia può suggerire.

Lo ripropongo ora. 


C'é qualcuno riflesso nello specchio, accanto a me. 

Mentre un altro Io, al mio fianco, guarda sorpreso la duplice figura reputando estranea e, verosimilmente, in eccesso, la mia/sua immagine echeggiata dalla parete rilucente. 

Ora trovo singolare non solo il soggetto riflettente e la sua doppia traslazione figurata, ma anche quest'altro avulso, bizzarro riverbero con le mie sembianze, che crea un quadrilatero imbarazzante. 

Sono fuori da corpo ed immagine, sento aliene le mie membra fisiche erette davanti lo specchio, e smisuratamente lontana quell'accozzaglia di tratti disegnati sulla parete d'un acquoso diafano, pronti a minacciarle, ed infine assurdamente distorto che una mia idea riesca a riprodursi come entità straniera, indistinta e vaga, ombra nell'ombra, fantasma tra i fantasmi, iconografia pura. 

Inorridendo poi, a tal punto, da far dileguare di botto l'allucinazione estranea, come fosse stata solo un miraggio distratto, riqualificandola, infine, pura e singola effigie su di un ormai docile cristallo appeso al muro, che comunica, ora, solo coordinate familiari al cervello - quasi impazzito - allocato nella mia simpatica scatola cranica formato multiplex.

Dove sarà finita la duplice figura? In una sceneggiatura di Nolan?

domenica 7 febbraio 2021

I DIECI ANNI DELL'EPOCA CHE AVRESTE VOLUTO VIVERE


Faccio il verso a Moz col suo post del Decennio Magico (golden age) che avete vissuto

rilanciando con i dieci anni di storia che AVRESTE voluto vivere.  

I dieci anni di storia passata e anche trapassata, nei quali vi sareste sentiti a vostro agio, dove poter esprimere passioni e qualità, dove incontrare uomini e ideali, dove sentirsi realmente a posto e realizzati, potenzialmente partecipi di un'epoca, una svolta, una rivoluzione, una crescita.. o chissà cos'altro.

Io, ad esempio, avrei voluto vivere dal 1910 al 1920, a contatto con dadaisti e futuristi ed essere contagiato attivamente dal loro furore letterario e artistico.

Voi invece? C'è chi avrebbe voluto scoperchiare il sepolcro di Gesù, o bevuto un cognac con Napoleone, o tenuto la torcia accesa a Leonardo mentre dava vita al Cenacolo?

Pensateci un attimo..