domenica 16 giugno 2024

LEGGERE I COMMENTI

 


Li leggo sempre. Dappertutto.
I commenti di seguito al post dell’autore.
Sono test autentico di crescita e validità definibile
- a doppia valenza -  post scriptum,
Il secondo tempo di un post, su ciò che crea: le reazioni, gli stimoli, le sorprese,
le deduzioni e le controdeduzioni, le storie altre, quelle parallele,
come ramoscelli a serpeggiare via germogliando,
ma anche istigazioni, variazioni, contrasti, arrabbiature, bocciature, addii.

Esattamente come quando io leggo un altro post, e avverto corrente che mi trascina via, l’incentivo a crearci sopra, il pungolo alla ricerca, al raffronto, alla memoria, all'aver da ridire anche, sottolineare un pensiero, un dubbio, un equivoco, una perplessità,
o il semplice piacere di leggere qualcosa dove accomodarsi e lasciarsi carezzare.

Ecco come e perché arricchiscono la collaborazione, la lettura, il contradditorio.
Poi c'è chi non ci sta, chi scrive come su word, e word non contraddice mai, credo per contratto più che per bontà d'animo.

Vi ringrazio tutti perché ogni post termina, dal mio punto di vista,
ma diventa splendido intrigo, fare i conti col vostro interpretarmi, cercare di comprendere e leggere tra righe difficili,
sostare ad elaborare un a
ltro tipo di bellezza, di visione,
arrendersi anche, a volte.





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martedì 11 giugno 2024

QUATTRO FIUMI

 


Quattro fiumi s’incontrarono: il primo scorreva veloce e sicuro verso il mare, il secondo si stava riposando in un’ansa naturale, il terzo pigro ma costante accompagnava docile barche e canoe che lo solcavano.

Il quarto li vide e disse: domani voglio tracimare attorno a scoprire case, terra, assaggiare alberi, incontrare animali, attraversare strade sempre solo scorse lungo gli argini.

Il primo replicò: non mi interessa, voglio tuffarmi solo nel mare e sentirmi finalmente libero di divenire onda, sicura, leggera, imponente e temuta.

Il secondo accennò: ma come vi va di scapicollarvi in continuazione, io vorrei quasi essere lago, nero, profondo anche un po’ infido, immobile all'apparenza.

Il terzo li guardò sorridendo: fate come me, assecondate la corrente e i suoi cavalieri, la prossima rapida li coglierà di sorpresa e anch’io me la divertirò un poco.

Morale. Occhi aperti mentre prendete il sole sul bagnasciuga,
e anche mentre fate il bagno,
o attraversate un ponte
o vi godete una crociera.

Ma pure se state solo seduti a riva a pescare,
aspettando che il nemico passi.

Nulla è prevedibile.

 

sabato 8 giugno 2024

ANDIAMO A VOTARE

 


Anche se lo spirito è quello stanco nei confronti di una politica ridicola e cialtrona.

Oggi si vota per l'Europa, facciamo uno sforzo, mettiamoci senso civico.

Cerchiamo di essere all'altezza di un progetto collettivo. 

Usciamo dal nostro giardinetto.

Andiamo a votare. 

giovedì 6 giugno 2024

TUTTO IN ORDINE


Utopia. Se lo facessi davvero perderei molte delle cose che ora trovo ad istinto, a labile ma incentivata memoria, in quel caos che smonto e rimonto, perché di originale e accurata manifattura.

L’ordine proprio no. Non mi appartengono i suoi canoni, i parametri, i comuni paradigmi (comuni agli altri).

Mettere ordine un’ambizione mai sopita ma neanche mai realmente perseguita (anche se il blog di per se è un quasi riuscito tentativo di contravvenire ai miei istinti caotici).
Ammiro l’ordine negli altri, in parte lo invidio anche (come quello maniacale dietro le ante o nei cassetti di mia moglie).

Replicarlo però richiede gestione, costanza, regolarità.
Pazienza aggiungerei, perché le mie cose è come tracimassero in completa autonomia, rifuggissero ogni sorta di disciplina, vagheggiando una propria collocazione versatile, temendo quasi di farsi trovare subito e generando, di volta in volta, un gioco speciale, una caccia al tesoro che nel frattempo garantisce comunque meraviglia e soddisfazione nel momento di casuali ritrovamenti, fortuiti recuperi, magici rinvenimenti considerati ormai assoluta chimera.

L’ordine pianificato non contempla tali imprevedibilità - e di queste luminose sorprese -, solo noiosa, regolare, consuetudine.

P.S. questo post lo avevo scritto diverso tempo fa, ma poi si era perso tra appunti sparsi. Così, tanto per dire.  


venerdì 31 maggio 2024

QUESTO AVVISO E' AUTENTICO

 


Non citerò l’unità ospedaliera dove l’ho immortalato.
Ma posso assicurarvi che, seguendo le indicazioni con la dovuta perizia, anche il portale per il Paese delle Meraviglie risulterà di facile accesso.

In realtà credo che l’intento sia proprio indirizzare l’utenza verso recapiti fantastici, luoghi ambiti da persone tutto sommato stanche di analisi, tac, risonanze e verdetti.

Il tutto creando percorsi alternativi, dove ci si possa perdere, svagare, pensare per un attimo ad altro, meravigliarsi anche.. e allora ecco cunicoli mascherati, scale a chiocciola, porte segrete, piani non indicati, passaggi occulti, stanze con triplice uscita anonima, varchi clandestini, transiti mimetizzati.. e tutti questi tragitti labirintici utili, forse, solo a stemperare l’ansia dei pazienti, distraendoli da diagnosi e terapie, facendoli concentrare piuttosto sull’esatto percorso, sulla porta da riaprire al momento giusto, e magari aiutare la signora irrimediabilmente persa senza più reparto, o indovinare il corridoio da percorrere al termine del dedalo, senza ricorrere a google maps, e rivedere la luce, poi, a fine mattinata, togliendo finalmente quella mascherina che ci ha fatto sentire più Diabolik che pazienti, in un’impresa di quelle mozzafiato.

Per non parlare dei percorsi agevolati a linee colorate.
Un amico daltonico credo sia ancora là a vagare tra i corridoi..

lunedì 27 maggio 2024

GIRO D'ITALIA. QUELLO VERO.

 

Tadej Pogacar

In questi giorni occhio famelico al Giro d’Italia. 

Una storia che si rinnova, che si offre sport alternativo, tifo verace anche se in rari casi, incosciente; fatica inconcepibile per infiniti altri sport.
Biciclette che vanno a muscoli; nessun passeggio, nessuna pedalata “assistita”, spesso nessuna strategia, solo foga forsennata, fruscii di catene e ronzio di copertoni a ingoiare gelo e caldo afoso, asfalto, sterrati, e poi sanpietrini, sudore.. chilometri a ingurgitare l’Italia, ridisegnandola e lasciandone fuori fin troppa, e troppo spesso al sud.
Ma noi affezionati ci godiamo le stradine e i vialoni, le rotatorie aggirate, le salite assalite, le discese scivolate, ci agitiamo per una caduta, o una grandinata imprevista, infiniti sprint intermedi per assegnare maglie di tutti i colori possibili (ma quella a pois del Tour mi piace un casino!), le volate per il quindicesimo posto, il vincitore che scende dalla bici e sale sulla cyclette per sciogliere tossine e acido lattico, il ciclista semisconosciuto che il gruppo fa passare da solo nel paese d’origine e un altro po’ gli preparano pranzo e concertino, sei/sette ore di fatica giornaliera inconcepibile per qualunque altro sport se non quelli estremi che si chiamano “estremi” per vantarsi.

Nel ciclismo, invece, di estrema c’è la passione di chi lo pratica (aria, pioggia, nevischio in faccia  ed il mondo che ti rotea attorno ma ad una velocità che rende lui percepibile e chi pedala piacevolmente attento), la passione di chi lo segue e basta (magari praticandolo molto meno di quanto dovrebbe: io), ore e ore in attesa sul ciglio di strada per vedere passare per un attimo un sussurro iperbolico e colorato di uomini e bici.. un attimo di follia pedaliera, di occhi voraci, di muscolo teso, e poi di nuovo silenzio per ripidi tornanti, e inizio a gustarmi quei silenzi, ogni anno una parentesi di gioia per uno sport anomalo.
E anche il consueto commuoversi davanti alla tv.

 

venerdì 24 maggio 2024

ESISTE UNA CONTRORA

 


Come esiste una controra,
vorrei una contresistenza,
a farsi beffe dei disagi e delle lusinghe.

Vorrei un controluce
a ombreggiare i pensieri,
un controsonno
a catalogarli davvero i sogni,
un controvento a spiegare le vele
verso il mare stupito.

Un sottosopra a ribaltare punti di vista
e la soluzione leggibile, ora.