martedì 11 giugno 2024

QUATTRO FIUMI

 


Quattro fiumi s’incontrarono: il primo scorreva veloce e sicuro verso il mare, il secondo si stava riposando in un’ansa naturale, il terzo pigro ma costante accompagnava docile barche e canoe che lo solcavano.

Il quarto li vide e disse: domani voglio tracimare attorno a scoprire case, terra, assaggiare alberi, incontrare animali, attraversare strade sempre solo scorse lungo gli argini.

Il primo replicò: non mi interessa, voglio tuffarmi solo nel mare e sentirmi finalmente libero di divenire onda, sicura, leggera, imponente e temuta.

Il secondo accennò: ma come vi va di scapicollarvi in continuazione, io vorrei quasi essere lago, nero, profondo anche un po’ infido, immobile all'apparenza.

Il terzo li guardò sorridendo: fate come me, assecondate la corrente e i suoi cavalieri, la prossima rapida li coglierà di sorpresa e anch’io me la divertirò un poco.

Morale. Occhi aperti mentre prendete il sole sul bagnasciuga,
e anche mentre fate il bagno,
o attraversate un ponte
o vi godete una crociera.

Ma pure se state solo seduti a riva a pescare,
aspettando che il nemico passi.

Nulla è prevedibile.

 

33 commenti:

  1. Ognuno di noi ha un carattere, dei valori, una personalità... C'è voluto tempo, lavoro su me stessa, iniziando ad amare me stessa per capire che io non posso essere o rimanere lì, nonostante tutto, seduta sulla riva ad aspettare che il nemico passi...
    Anzi io sono diventata il lago profondo che ha nascosto nel fondale buio ogni suo dolore, e che in superfice regala acqua limpida schiarita dal sole.
    Un abbraccio grande a chi tu sai che è così da quando è nata :)

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    1. Siamo minuscolerie vaganti, a volte percepiamo, altre veniamo scorti, rappresentiamo un piccolo tassello del tutto: fiume, lago, ghiacciaio o secca arida, senza lumi certi sul futuro.

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    1. Strategie infinite in un esistenza sempre sorprendente..

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  3. Non si finisce mai di imparare e neppure di conoscere noi stessi e gli altri. La vita intesa come un enorme libro dal numero interminabile di pagine, di colori, di palcoscenici. Il dialogo come strumento basilare di conoscenza e apprendimento, miscela pregnante che diventa cultura, memoria storica, emozione. Non ci sono ricette predominanti e neppure verità scolpite. Tutto va vissuto, tutto va percepito, tutto va reso.

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    1. Tutto un divenire, a volte un bloccarsi in antipatici déjà vu che comunque mettono in guardia, anche se la ricetta - come sottolinei - non esiste mai, si riprova all'infinito, è permesso solo stupire ogni volta. Consigliatissimo anzi.

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  4. I fiumi che attraversiamo possono essere anche più di 4... Ma questi 4, per me, direi che sono sufficienti, se paragonati alla vita di ognuno di noi, a far capire quanto può essere movimentata e quanto ognuno di noi vive lungo il suo percorso. È semplicemente la vita: calma, spericolata, dolce, frastornata, impetuosa... E chi più ne ha, più ne metta! Ti abbraccio.

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  5. Buonasera Franco, io credo che potrei essere ognuno di quei quattro fiumi, dipende dal momento in cui mi viene posta la domanda! Dunque direi "estote parati" e si vedrà
    A presto Susanna

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    1. Siamo questi e infiniti altri intrecci, gorghi, onde, specchi.. domande e risposte ad accavallarsi..

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  6. Quando ho letto "i quattro fiumi" istintivamente ho pensato alla fontana a piazza Navona :-D

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    1. Ci sta.. l'acqua ammaestrata e servizievole.. davanti Sant'Agnese..

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  7. Prevedere l'imprevedibilità di ogni previsione mi pare che sia l'unica possibilità.
    occhio ai fiumi, ma anche all'umidità, che oramai c'abbiamo un età...

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  8. E un quinto fiume gli disse: ma non vedete che tutti quattro fiume siete, in realtà lo stesso fiume? Il più giovane di voi, tutto energia, vorresti tuffarti in mare domani, ma ci vorranno molti domani prima di raggiungerlo, il mare. E molto prima di finire in mare sarai così stanco che vorrai esser un laco, ma poi continuerai la tua strada, innocuo ma con una forza che non avrai nemmeno nella tua giovanezza immaginato e potrai scoprire strade, la gente dovrà andare al piano più elevati delle sue case a scopo di non essere portati via da te.
    E alla fine avrai una paura spaventosa quando vedrai il mare, quel mare in cui vorresti domani tuffarti, poiché el mare è la tua ultima tappa.

    E tu chi sei?
    Ma che differenza fa? io sono il quinto fiume, il corso del fiume... Io sono Voi.

    podi-.

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    1. Siamo infiniti fiumi e percorsi, hai colto la metafora e potrai scegliere di sorpenderti ogni volta a diverse eventualità o adagiarti indolente in un confortevole nulla..

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  9. abito a cento metri dal torrente.
    non è un fiume, ma ti assicuro che quando è in piena è ugualmente spaventosamente spettacolarmente allarmante.
    pare persino vivo, dotato di una sua volontà :)

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    1. La metafora accorpa infinite evenienze, e tanti modi di accoglierle.. e percepirne bellezza.. serenità e consapevolezza magari.. roba che sfugge ad un sacco di gente..

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  10. ricchissimo questo post, dal surreale dei fiumi animati (che apprezzo molto, sia i fiumi in sè che il tuo modo di animarli) al verismo della drammatica recente cronaca.
    ml

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  11. Bella metafora della vita. In questo momento mi sento un po' il terzo fiume e vorrei continuare a scorrere lento, fermare il tempo e la mia corsa verso il mare. Purtroppo il percorso già effettuato è molto più lungo di quello che ancora mi aspetta prima della fine. Spero solo che quello che mi resta sia tranquillo e privo d'imprevisti e mi permetta di godere la bellezza che vive sulle sue sponde.

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  12. Liberamente ispirata al e dal tuo post:

    "IL TORRENTE"


    Lui era un torrente onesto
    Nasceva dalle colline di un paesino
    Uno come tanti in Italia

    Lui 
    Nonostante non avesse una portata incredibile
    Sfociava direttamente in mare
    Nessuna previa immissione in alcun fiume
    Lui era indipendente
    Ma quando passava accanto a dei fiumi
    Questi lo deridevano
    E non ascoltarono mai 
    Nel corso degli anni
    Le sue proteste 
    Le sue sofferenze

    Dieci anni
    Dieci anni sono un tempo intermedio
    Ma sufficiente per assistere 
    Alla sempre maggiore compressione degli alvei
    Del torrente

    E lui soffriva
    Si sentiva imprigionato
    Soffocato
    Da case e capannoni 
    Costruiti sulle sue sponde.

    E lui provava almeno a confidarsi
    Con i fiumi che passavano vicino a lui
    Ma anche in natura talvolta
    Il più piccolo non viene rispettato dai più grandi.

    Cresceva la sua rabbia
    E con il clima cambiato
    Anche la potenza 
    Talvolta violenta della sua portata
    Fino a quando un giorno
    Esplose.

    Non poteva più resistere
    Non poteva più sopportare
    Non riusciva più a respirare 
    E quindi esondò 
    Travalicando i fiumi vicini
    Case e capannoni
    Terreni e automobili

    Conclusasi la sua furia
    I danni erano enormi
    I fiumi che avevano assistito
    E subito la sua devastazione
    Gli portarono rispetto
    E le troupes televisive non persero l'occasione
    Per intervistarlo

    Gli chiesero (che originali): "Perchè?"

    Lui accennò un sorriso e rispose
    "Per un senso forte di soffocamento
    E perchè era giusto che anche io 
    Potessi finalmente ottenere rispetto
    E dignità
    La dignità di un piccolo torrente
    Che però ha una grande anima"

    E quel torrente
    Oggi vive ancora
    Sorride al mondo
    Senza più ostacoli sulle sue sponde
    Senza più rabbia
    Con il suo piccolo rigagnolo d'acqua
    Il cui gocciolio risuona in tutta la vallata
    E tanti turisti a rendergli omaggio.

    DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

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  13. A me ha ricordato Esopo... a parte il finale scherzoso...

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  14. Dopo l'ultima tragedia e la morte di quei ragazzi io non riesco proprio a pensare al fiume come facevo prima

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  15. Nulla è prevedibile, sono d'accordo.
    La vita è strana. Quello che mi dispiace è doversi sempre guardar le spalle...
    Un abbraccio.

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  16. I quattro fiumi rappresentano i diversi modi di vivere degli uomini. La continua lotta tra il bene e il male. I fiumi prima di diventare tali sono stati ruscelli, come gli uomini erano bambini. Solo noi decidiamo cosa diventare e come vivere la nostra esistenza.

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  17. Bisogna sempre guardarsi un po' le spalle, purtroppo, per proteggersi. Senza farne una malattia, ma un po' è necessario.

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  18. Le esondazioni dei fiumi dovrebbero essere conosciute per poterle evitare, tanto, a quanto pare sono sempre le stesse, a meno che l’uomo coi suoi interventi non abbia cambiato nel tempo limiti e livelli. Se ti riferisci velatamente alla tragedia di Premariacco, si poteva evitare se, se, se e se. Ci hanno provato ad avvertire la gente di non andarci, ma qualcosa è andato storto, non ci sono riusciti. I ragazzi sapevano del divieto di balneazione? Ancora non l’ho capito. In ogni caso, il tempo era sereno e il fiume s’è ingrossato all’improvviso. Ma come dici tu, meglio evitare...

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  19. Nulla è prevedibile e scontato, tutto può essere e in un nanosecondo la vita è sottosopra, tuttavia molto dipende dalle scelte-direzioni che si prendono. Dopodiché ciò che è essenziale è mantenere una coscienza retta che dona "quella" pace, frutto dell'aver fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità. Buona fine di settimana.
    sinforosa

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  20. sinceramente preferisco il primo fiume quello che segue la rotta e va a sfociare in mare però più che il mare preferirei l'oceano dove dare sfogo alle correnti sotterranee con ondate altissime senza però causare morte e distruzioni con straripamenti volontari . Mettere a rischio la vita altrui , serena e tranquilla non credo posa dare emozioni .
    ciao
    eos

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  21. Quasi nulla è prevedibile e scontato, spesso nemmeno quello che ad un primo sguardo sembra poterlo essere. Sicuramente il primo fiume mi piace di più ed ha meno idee invasive, rispetto al territorio che lo circonda. Bisogna sempre stare attenti a ciò che ti circonda. Un saluto Franco, buon fine settimana, serena continuazione del mese di giugno ed arrivo dell'estate

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  22. Bellissima questa storia, piena di realtà

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