Rubo il titolo da uno spettacolare calembour linguistico di Alessandro Bergonzoni.
Salviamo il pericolo dal suo scampato
Certi suoi arzigogoli lessicali sembrano frugare talmente in fondo all'evolversi della comunicazione da lasciarti basito nella meraviglia.
Mentre leggi devi rivelarti pronto a spiccare il volo, lanciandoti dalle sue righe in mille altri universi attigui o anni luce lontani.
Ci procuriamo ustioni di buon grado
Siamo abituati a leggere secondo parametri collaudati. Può non piacere essere spiazzati ad ogni riga, dover ricollocare il pensiero in cima alle parole, ritarare ciò che viene proposto e che parte per la tangente di nuove proposizioni. Doppi sensi che sfociano in una marea di multisensi, ad alla(r)gare primarie percezioni.
Preferirei essere un'edera senza muro, piuttosto che crollarci sotto di sana pianta
Si viaggia a tentoni, come ad occhi chiusi su un terreno continuamente dissodato, che non fornisce comodo appoggio, ma sempre nuovi trampolini, lanci nel vuoto.
Vuoto a (buon) rendere, per fortuna.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.



















