domenica 25 agosto 2024

ARRESO AI VIOTTOLI





Che insista per sempre

questo cielo discreto 

che filtra l'alba come passino indolente,

tra persiane socchiuse,

pastellate su silenzi sgonfi,

quasi cenci inanimati.

Che dissimuli ammodo

questo cielo di afa appesantita

prepotente già all’apparire.

Coltivato di grano irrequieto

arreso ai viottoli che si ridisegnano

rimasti di guardia a sbigottiti acquedotti

tremanti ad ogni vibrare d’aereo.

Che provi a nascondere anche noi,

questo cielo.

In una patina indistinta di sonno sereno

con le nubi ancora

ad ingoiarsi tra loro.


mercoledì 21 agosto 2024

SCRITTURA CREATIVA

 


Il prof di Thriller Creativo proprio non capisce.
Mi sta bocciando ogni tentativo, qualsiasi invenzione; una volta mi strapazza i personaggi, poi non lo stuzzica la trama, altre trova elementare l'esposizione.
In compenso si esalta con raccontini sbilenchi di compagni di corso che meriterebbero il confino.
Ma ora so dove abita, conosco gli orari, la famiglia, le abitudini.
Devo solo capire come muovermi per non destare nessun sospetto.
Purtroppo restano online aspri contraddittori a commento di svariati esercizi, e già qualche altro docente mi ha scritto in privato, pregando di dominarmi e accettare ogni giudizio con la necessaria pacatezza.

Ma io lo so che tra la celebrità e me c'è solo un ostacolo, ed è lui.
Importante è che sparisca in maniera candida, anonima, più che accidentale, e che nessuno possa legare l'evento luttuoso a me.
E l'idea, genialmente perversa, è arrivata: soffocato col mio ultimo raccontino appallottolato direttamente nell'esofago, scritto con inchiostro a rapida scomparsa e carta biodegradabile che non lascia alcuna molecola rintracciabile.

Il videocitofono che registra le visite però, proprio non l'avevo calcolato.
Sarebbe stato oggetto di una sessione d'esame successiva.

 

sabato 17 agosto 2024

STATISTICHE

 


Leggendo un romanzo ho scoperto una statistica - verificata poi da fonti internet - secondo la quale, per ogni essere umano vivente sulla terra attualmente, corrisponderebbero quindici persone morte dalla comparsa della vita, ad oggi.

Il calcolo mi era apparso errato per difetto, pensavo infatti ai milioni e milioni di persone esistite dall’origine del genere umano, esseri che hanno dato vita (e morte) ad arte, guerre, viaggi, scoperte, nazioni, continenti, infinite storie incredibili ma anche vita semplice, un'enormità di generazioni ad ogni latitudine, e che tuttavia non superano, tutte insieme, quei poco oltre 110 miliardi, di vissuti e scomparsi, calcolati con approssimativo scarto di errore.
Mentre gli umani in vita odierni si attestano, oggi, attorno agli otto miliardi, ed è una cifra di esseri viventi che si moltiplica sempre più velocemente col passare del tempo, in maniera esponenziale, costantemente crescente.

Ecco quindi verificato, e verosimile, quel rapporto di appena 15 persone - morte nel corso della storia, in mille modi e maniere - in capo ad ognuno di noi viventi.
Conteggio destinato in fretta a calare ulteriormente.
Sarebbe interessante inoltre, scoprire quanti, e in che percentuale, tra quei quindici, siano scomparsi per vecchiaia, malattia, incidenti, malnutrizione o uccisi
- guerra, rapina o terrorismo -.

E quando anche il monopattino, infine, rientrerà prepotentemente in classifica come significativa causale di decesso. 

 

 


lunedì 12 agosto 2024

INCONTRO QUESTO TIPO..


..per strada.

Mi saluta cordiale, sa come di familiare ma, complice la mia indolenza quando si tratta di ricordare una persona, resto sulle mie, cerco di capire, frugo tra memorie in disordine.

Lui parla ma non aiuta molto nel decifrare; scopre carte in tavola, ma praticamente nulla che lo riguardi.. sa del blog, del teatro, delle crociere, della pensione, di Lulù..
sorride affabile, chiede come va con la casa nuova..
e io che cerco di racimolare tessere di puzzle da ricomporre.

È come fosse al corrente, ma in cerca di un’attestazione di conferma, da parte mia,
che non mi sento di concedere.
Una verifica che non trova spiragli perché non mi sobbarco l’onere della confidenza,
non decifro richiami riconoscibili oltre ai pochi dati di fatto.

Subentra la sfacciataggine allora, e chiedo dove ci siamo visti di recente.

A casa stamane, risponde col sorriso che ora credo di riconoscere.
Prima di uscire, magari allo specchio.

Pensa tu come possiamo apparire diversi.


martedì 6 agosto 2024

RISONANZA MAGNETICA

 


Esiste una risonanza magnetica che riveli il grado di sensibilità ai tramonti?

Una flebo che inietti sorpresa?

Una tac a contrasto di memoria liquida
per scoprire quanto intrighino certi versi?

Uno stetoscopio che riveli altre commozioni?

Quali passi nel vuoto dovrebbe fare la scienza medica per arrivare
a testare l'emotività, la tolleranza alla delicatezza,
i livelli di palpitazione dell'anima?

Quale diagnosi potrebbe identificare, con esatta corrispondenza,
dove vanno a coaugularsi i sogni?

giovedì 1 agosto 2024

LA PAROLA PIÙ USATA


L’idea l’ho colta da Massimo Legnani di Orearovescio (Casa, in questo post come anche in suoi altri..). 

Tra i sostantivi più usati pensavo proprio a Casa.

Poi controllo su Google, e risulta essere all’ottavo posto.
Addirittura, prima di Tempo, Amore, Famiglia.. viene Casa.

“Andiamo a casa, ce l’hai una casa, questa è casa mia, le chiavi di casa, quando torni a casa?”.

In effetti è di casa parlare di casa, nominarla, pensare a, renderla protagonista di arrivi, partenze, soste, intermezzi tra un daffare e l’ altro, o comunque muoversi da/per lei in sua funzione (arredare, ospitare, riparare, riposare, cucinare, visionare, scrivere, leggere).

Cosa più adatto come tappa, fine, punto di riferimento?  Luogo di incontro, termine di viaggi, fucina di ripartenze o lunghe soste; porto, tregua, ospitata, focolare, nido, custodia di serenità ma anche ansie, per chi non la recepisca tale, per chi finisca per avvertirla prigione di opprimenti mura. 

Comunque necessaria, comunque fondamentale: un diamante lo regaliamo al nostro amore magari, ma un mutuo!.. un mutuo è solo per lei.

La casa contiene, organizza, custodisce, promette. Quando si cambia casa traslochiamo con entusiasmo, ma quando lasciamo una casa? Quando la dobbiamo cambiare non per nostra esclusiva volontà? Non ci sentiamo come strappare un lembo di pelle viva? Se la perdi diventi rifugiato al massimo, ma in un altrove, dove finisci per non riconoscere neanche più te stesso.

Del resto cosa a custodire meglio pensieri, riflessioni, sensazioni.. di una casa? 

Solo casa a fornire risposte, riparo, riposo.
Solo casa per abitare davvero
quel tempo racimolato altrove.












venerdì 26 luglio 2024

CONVERSAZIONE CON UNA PIETRA (WISLAWA SZYMBORSKA)

Che io ami la Szymborska è cosa nota, che mi riconosca nei suoi paradossi, negli assurdi gestiti con geniale nonchalance, e che voglia rendervi partecipi di tutto ciò,
cerco di sottolinearlo come posso.

"Busso alla porta della pietra

– Sono io, fammi entrare.
Voglio venirti dentro,
dare un’occhiata,
respirarti come l’aria.

– Vattene – dice la pietra.
Sono ermeticamente chiusa.
Anche fatte a pezzi
saremo chiuse ermeticamente.
Anche ridotte in polvere
non faremo entrare nessuno.

Busso alla porta della pietra.
– Sono io, fammi entrare.
Vengo per pura curiosità.
La vita è la sua unica occasione.
Vorrei girare per il tuo palazzo,
e visitare poi anche la foglia e la goccia d’acqua.
Ho poco tempo per farlo.
La mia mortalità dovrebbe commuoverti.
– Sono di pietra – dice la pietra
– E devo restare seria per forza.
Vattene via.
Non ho i muscoli per ridere.

Busso alla porta della pietra.
– Sono io, fammi entrare.
Dicono che in te ci sono grandi sale vuote,
mai viste, belle invano,
sorde, senza l’eco di alcun passo.
Ammetti che tu stessa ne sai poco.

– Sale grandi e vuote – dice la pietra
ma in esse non c’è spazio.
Belle, può darsi, ma al di là del gusto
dei tuoi poveri sensi.
Puoi conoscermi, però mai fino in fondo.
Con tutta la superficie mi rivolgo a te,
ma tutto il mio interno è girato altrove.

Busso alla porta della pietra
– Sono io, fammi entrare.
Non cerco in te un rifugio per l’eternità.
Non sono infelice.
Non sono senza casa.
Il mio mondo è degno di ritorno.
Entrerò e uscirò a mani vuote.
E come prova d’esserci davvero stata
porterò solo parole,
a cui nessuno presterà fede.

– Non entrerai – dice la pietra.-
Ti manca il senso del partecipare.
Nessun senso ti sostituirà quello del partecipare.
Anche una vista affilata fino all’onniveggenza
a nulla ti servirà senza il senso del partecipare.
Non entrerai, non hai che un senso di quel senso,
appena un germe, solo una parvenza.

Busso alla porta della pietra.
– Sono io, fammi entrare.
Non posso attendere duemila secoli
per entrare sotto il tuo tetto.

– Se non mi credi – dice la pietra-
rivolgiti alla foglia, dirà la stessa cosa.
Chiedi a una goccia d’acqua, dirà come la foglia.
Chiedi infine a un capello della tua testa.
Scoppio dal ridere, d’una immensa risata
che non so far scoppiare.

Busso alla porta della pietra.
– Sono io, fammi entrare.
– Non ho porta – dice la pietra."