La testa letteralmente tra le nuvole, affascinato come capita talvolta davanti ai lapilli imbizzarriti di un falò.
Contessa, tipica nube dei cieli dell'Etna
Tra gli sbuffi e i cirri, le capriole e incredibili arzigogoli nubeschi. Le nuvole mi incantano, distraggono, sorprendono, procurano il torcicollo, mi frullano davanti gli occhi e si mischiano all'orizzonte, le tocchi quasi e paiono confidenzialmente vicine per quanto distanti, come tutto un mondo che vorremmo ammansire e che invece vive di vita propria e ti concede giusto uno sguardo, quando non sei distratto dai formicolii terrestri.
venerdì 17 marzo 2023
CLOUDS
lunedì 13 marzo 2023
INTREPIDE
Nubi asserragliate ai margini del cielo
propagano grigio perla
spalmato sulla finestra.
Dietro un vetro opaco,
ubriaco di riflessi, dardi imprecisi,
a sfidarlo quell’orizzonte impavido.
Resto nel silenzio ovattato di quiete,
a capire da cosa si difendono
quelle nuvole intrepide,
forse da pioggia disordinata
a diluire ansia.
sabato 11 marzo 2023
ADDIO
Ciao vecchio diesel che mi rombi la grancassa nelle orecchie, che quando guido l’auto a benzina di mia moglie, sembra un’ibrida tanto il rumore si stempera.
Addio anzianotto di un diesel col quale ho girato mezza
Italia, col pieno che costava un accidenti in meno e mo’ a quel prezzo non
compro più neanche una verde qualsiasi.
A mai più rivederci caro mio diesel, mi toccherà
comprare un‘auto elettrica, magari con la prolunga così risparmio.
Goodbye diesel sempre amato, userò il gasolio solo
per riscaldarmi a casa ora..
“A scemo! ..guarda che fino al 2035 non ho
intenzione di tirare le cuoia, magari cambio io proprietario.
tuo Diesel.
Per ora”
giovedì 9 marzo 2023
MUSEO DELLE ILLUSIONI
"Roba da bambini", sento dire.
Ma in questo Museo (permanente) delle Illusioni, a Roma in Via Merulana, si entra adulti per poter ritrovare il bambino che è in noi, mai del tutto nascosto..
E comunque certe genialate esposte sono più che adulte, ci prioettano in dimensioni dimenticate, accantonate da anni di convenzione e punti di vista ammuffiti che finiscono per privarci dello stupore e della meraviglia primordiali.
Ecco.. qui ritroviamo tutto ciò, e spesso facciamo una fatica bestia perché il punto di vista differente non riesce subito a fare breccia nel convenzionale che abbiamo inevitabilmente appicciato addosso.
Questo museo ci sberlina alla grande e noi felici come non accadeva da un bel po'..
martedì 7 marzo 2023
GRAND HOTEL
Si chiamava Grand Hotel
e basta, non c’era il nome della città a precederlo o un comunissimo Ambassador in rapida successione, e questo, a dispetto
dell’apparente anonimato, aveva decretato le sue fortune.
Ci si incontrava per caso, per sbaglio o fortuita combinazione, oppure si
rimaneva soli, coltivando indisturbati l’oblio dei propri dispiaceri; mai
nessuno scandalo al Grand Hotel, denunce o controlli della contabilità, nessuna
prenotazione online, offerte speciali e neanche recensioni.
Nel mega albergo dell’anonima città di riviera confluiva una miriade di
personaggi in incognito; gente che voleva dimenticare, leccarsi le ferite, magari
ricominciare; incontrare propri simili alla ricerca di identità stracciate,
fare amicizia tra i fumi della favolosa sauna, scambiare pareri e sconcerti
sulle guerre future al piano bar, confrontare la propria suite con quella del
dirimpettaio, o anche solo permettere soggiorni di ricostituita armonia con la
propria famiglia o col partner, finalmente non assediati dalla frenesia del mondo
esterno, quello disordinato.
Il Grand Hotel, con l’insegna confusa di vegetazione ordinata ed efficace,
ambiva all’azzeramento delle differenze sociali, accomunava l’accoglienza
creando un livello superiore, o quanto meno differente. Un terreno neutrale
dove la colazione, i discretissimi camerieri, la piscina, l’ineccepibile
reception, i rapidi ascensori, l’aperitivo in terrazza, rendevano con gli
interessi quel relax “aspettativa principale” degli ospiti. E anche negli
arredi e nello stile, i gestori avevano cercato di allinearsi ad un gusto convenzionalmente
universale, che potesse sorprendere ma
anche rassicurare allo stesso tempo,
minimalismo e classico retrò potevano sconcertare o mettere a proprio agio
negli spazi di collegamento e nelle camere, ma era d’obbligo un denominatore
comune che rendeva gli ospiti dell’albergo cittadini di un paese neutrale:
l’empatia che ognuno sembrava percepire in ogni particolare, ogni ansa di
salone, menù di apericena o rettilineo di corridoio, il conforto del
(ri)trovarsi in luoghi complici.
E così anche il ribadito anonimato di questa
narrazione alberghiera, che non intende prediligere affatto la classica e
stereotipata avventura vacanziera, elevandola a singolo racconto, ma ne vuole
evidenziare la sua Intera potenzialità (o l’accidentale inefficacia) rendendolo
versatile, adattabile, conforme ai propositi e ai desiderata di ogni singolo
ospite della struttura.
Non si tollerano aspre storie d’amore nel Grand Hotel, né liti furiose,
svelamento di conti o estreme ratio, e non se ne conserva davvero memoria; ammessi i cellulari ma con viva
raccomandazione di limitarne l’utilizzo, favorito anche dalla apposita, procurata,
assenza di copertura di rete; unico intento un riallaccio dei rapporti, il
riscoprirsi senza ipocrisie, un donarsi gli arretrati, non esclusi addii
definitivi, rese incondizionate, inquinamento dei propositi.
Per questo sono qui a rendere omaggio massimo al Contenitore a dispetto del
contenuto. Esiste solo un pacato
defluire di Tempo, quello con la T maiuscola, che scorre come sangue nelle
vene, come un battito di cuore inarrestabile e che non obbedisce ad alcuna
coordinata conosciuta.
Benvenuti al Grand Hotel, speriamo che il soggiorno sia di Vostro gradimento.
Nessun documento grazie, solo carte di credito e una minima cauzione a garanzia
della vostra felicità, sempre pensiate di esserne all’altezza: l’autentica avventura, inenarrabile e quindi
vero racconto grezzo, la mettiamo a disposizione tra i benefit, a voi coglierla.
domenica 5 marzo 2023
MACINARE ELIO
I Coldplay nel
lettore avvolgono il condominio di note anomale e se la ridono dei miei
attorcigliati pensieri della domenica col sole già alto a macinare elio.
C'e' un guasto nel
mio cervello e non riesco ad analizzare con calma, fatico ad individuare
spessore e coordinate della vita che ti si sbrogliano addosso.
Come voglia di
autoanalisi (che è pure un bel risparmio di presunti professionisti
dell’inconscio), ma in realtà sarebbe così tutto bello chiaro, mancano solo le
istruzioni sul come affrontarlo il “bello chiaro”, altresì detto l’inevitabile.
Ma se davvero lo
fosse ben venga, offriremo tè e pasticcini, abbiamo alternative? Nasconderci,
sparigliare le carte, fuggire via facendolo rimanere pure male, a questo inevitabile?
Sia mai.. rendiamolo partecipe, magari non è così antipatico come lo si
dipinge.
Allora alzo il
volume, accendo il pc e vado sul blog...musica e chiacchiere?
Perché no?... ma c’è un finale da lasciare dopo il punto?
Che uno comprenda di
essere alla fine, o meglio, sposti gli occhi con la voglia di scrivere lui, o
di scoprire altro, o comprendersi finalmente in quella fase di autoanalisi.
Insomma il passaggio -
apparentemente semplice - da fruitore a creatore, che magari mette voglia di
fare qualcosa, qualsiasi cosa: leggere, scrivere, lavare i piatti che aspettano
nel lavello, andare a spasso per blog sconosciuti o magari mettere su un cd.
E non necessariamente Coldplay, dai. ;)
venerdì 3 marzo 2023
GIANLUCA GORI
Molti si chiederanno chi è.
Un attore.
Su fate uno sforzo e cercate di capire a chi assomiglia, dove lo avete già visto.
O vista.
Vabbè, ve lo dico, quello in foto è Drusilla Foer.
La impersona dal 2012 ormai, senza soluzione di continuità.
Praticamente una Signora Coriandoli, ma più seria.
E praticamente tutti conosciamo Maurizio Ferrini, attore comico che ogni tanto coriandoleggia.
Non conosciamo affatto Gianluca Gori, ormai in fase immersiva,
full time, nei panni di Drusilla.
Personaggio dal quale probabilmente neanche Gianluca si aspettava questo successo incredibile e che lo costringe al continuo fake, al falso reiterato.
Alla cessione a tempo indeterminato di personalità.
Lo immagino Gianluca al mattino, allo specchio, chiedersi quanto durerà, se quello che pensa può essere raccontato solo da una signora non icona gay, non trans, non drag queen, ma in realtà solo un uomo che recita una parte infinita, uno che la sera mette via trucco e tacchi per tornare Gianluca.
Per sempre meno tempo però.
Non vorrei essere nei panni del suo psicanalista.











