martedì 18 gennaio 2022

HO IL DUBBIO CHE

 


Ho il dubbio che non  passi la notte dormendo, anzi. Ho il pervicace sospetto che dal momento in cui mi addormento a quello in cui apro gli occhi, esista un intervallo di vita pulsante, di altra dimensione che mi lascia interdetto, e quasi esausto, al mattino seguente.

Forse pullulo di vite parallele che mi consumano molto più della mia consuetudinaria esistenza quotidiana. Esisto in notti che non dormono affatto, che non riposano, che non sognano passivamente.
Magari è il sogno ad occhi aperti il vero periodo di riposo. In quel caso è ora, che sto sognando, mentre scrivo, mentre mi vedo ad occhi apparentemente vigili, mentre mi nutro, mi opero, o soltanto passeggio al sole.
Come distinguere le due o più dimensioni? Come comprendere quale sia l’autentica e la desiderata? Come fidarsi di una chiave che gira su una porta mai aperta?
Potrei addormentarmi ora e sfuggire l’incantesimo? O all’incantesimo non si sfugge perché lui detta le regole?
Ho il dubbio che la notte non sia quella che trascorro riposando, ma destini un me che non conosco ad avventure che vanno oltre la percezione, oltre un blog, oltre il tecnico della caldaia, oltre il corso di inglese online, oltre la spesa, oltre il campionato di calcio.
Oppure non è affatto un oltre a doverci preoccupare, ma ciò che abbiamo inesorabilmente lasciato indietro: figli che non ci sono, genitori non amati abbastanza, viaggi non fatti, sport non consumati, post non scritti, fantasie da modellare mentre dormiamo, convinti di non aver dormito, una volta svegli.

venerdì 14 gennaio 2022

MOBILI


C'è il mobile dove si ripongono stoviglie e bicchieri. Quello con le tovaglie di lino della nonna, quello che arreda le cucine di una volta, o le sale da pranzo con aspirazioni rustiche, quello che dona calore col suo legno in arte povera, le memorie scolpite, i ricordi di natali e riti familiari antichi. 

C'è la madia ricolma di confetture fatte a mano, con l'amore della dedizione, con la pazienza della passione; con gli sportelli che cigolano aromi di pane caldo, bicchieri per apparecchiare, o per riporre biscotti fragranti, crostate che tracimano cuore. 

Ci sono mobili che ristagnano odore di casa antica, tarme addomesticate, sguardi che placano il nervoso, riconducendo ad esistenze remote, sorrisi altrimenti venati di oblio. 

Ma non fidatevi, sono tutte false credenze

Specialmente quelle dell'Ikea.

mercoledì 12 gennaio 2022

MATTARELLA, PERCHE' NON TE NE RESTI PRESIDENTE ANCORA UN PO'?

Si lo so, andremmo incontro a scenari da fantapolitica, ma proprio Mattarella, convincente e pacato Presidente fino ad ora, dovrebbe capire che mollare adesso significa creare crepe vistose in un delicato meccanismo che regge su equilibri precari.

Io la vedo davvero cupa in vista di elezioni velenose che probabilmente lasceranno scie sanguinose, in un momento storico nel quale di tutto abbiamo bisogno meno che delle solite beghe di potere di questi quattro assatanati al governo.

Mattarella mi stai un po' deludendo. 

 

domenica 9 gennaio 2022

AUTUNNO INVERNO PRIMAVERA ESTATE


Leggo di persone che aspettano l’estate. E di altre che, ebbre di calore, bramano perenne autunno, e via discorrendo in un rincorrersi continuo, in un sezionare e suddividere a compartimenti stagni, senza alcuno spazio per la contaminazione, per la sorpresa, per l’inaspettato.

Ed a ben guardare, poi, i quattro cicli stagionali non sono affatto così distinti, né consequenziali.
Più facile intravederle incastrate e sovrapposte queste stagioni, mischiate sempre più a casaccio, in un singolare caso di personalità multipla; suddivise e catalogate solo dalla nostra necessità di mantenerle in ordine apparente, quasi una rudimentale semplificazione.

In realtà non esistono quattro periodi dissonanti e separati, ma diversi atteggiamenti meteo che noi tendiamo a "classificare" per comodità ed esigenze merceologiche. 

Non potremmo fare il cambio di stagione altrimenti, né gustarci una quattro stagioni in pizzeria, o ammirarle in Mucha e Monet, e neanche ascoltare Vivaldi..
in realtà la primavera può sussultare d’inverno nostalgico nelle giornate nitide che pizzicano di vento perso, l’estate rendersi decadente in una pioggia improvvisa fuori luogo e fuori sincrono, l’autunno crogiolarsi ad un sole rovente che addomestica nubi stracciate mentre l’inverno odorarsi di tenue tepore a caccia di identità abbozzata.

Un diluirsi di tempo intersecato in costante ricerca di identità mal riposte, che vogliono saperne sempre meno di omologarsi alle nostre necessità, ai nostri desideri. 

Leggo di persone che attendono l’estate, ma capaci anche di coglierla oggi, nel sibilo di vento gelido a scorticare la finestra, avvisando  come un’eco di risacca a colorare l’ennesimo tramonto.


giovedì 6 gennaio 2022

IL PRESEPE GREMITO


 

Già Gesù, il 24 dicembre notte, ebbe seri problemi a trovare libero il suo pertugio di competenza; la folla straripava, il distanziamento era utopico, i green pass carta straccia... 



Ora arrivavano i Re Magi, e sarebbe stata davvero dura farsi largo..
ci sarebbe voluto un miracolo.. magari il primo di una lunga serie..



...ma riuscirono a passare da uno scaffale all'altro fino ad arrivare al nuovo nato.

p.s. il prossimo anno dovrò contingentare.. ;)



Buona Befana!!!




martedì 4 gennaio 2022

TOSCANA GANZA

Montefollonico

La Toscana è da tempo la nostra seconda casa. Val di Chiana e Val d'Orcia per la precisione. Terre incredibili dove ogni volta rimaniamo estasiati da scorci e panorami; da un colore, un sapore, un riflesso, un silenzio anche. 

Pienza

Una regione di terre modellate, borghi arrampicati, vicoli a sorreggersi, col basalto sconnesso a dettare Storia e storie.
Salite, archi e strettoie che intrecciano pietra.

Santa Fiora

La nebbia può dipingere quadri, illudere i sensi, attutire lo scorrere del tempo, aggiungere magia e sottrarre ansia, colorare tutto un mondo di pastelli propri.


Val d'orcia


E poi le chiesette, medievali o romaniche, nascoste, fuori dei paesi, timorose, discrete, oscure a volte; silenziose, ad accoglierti, come premio per essere scivolato via dalla frenesia dei viali battuti, dei sentieri affollati.

Pieve di Corsignano 

Le porte, i battenti, i muri a secco; i chiavistelli millenari, le incrostazioni venate dalle intemperie, bruciate dal sole, le voci che sembrano venire da dietro, sibili sottili. 

Montepulciano

Arcate, pilastri e volte a inchiodare lo sguardo; venature che recitano storie incredibili, rimaste in eterno senza risentire di un solo sussulto.

Montalcino

E quella campagna ondulata, dai colori irrequieti, che pure rappacifica, e dilata l'anima; inebetisce di filari, di geometrie, di scollinamenti, di vitigni e gradazioni di ogni arancio e verde di stagione.



Allora capita di affacciarti ad una balaustra, al crepuscolo, e rimanere col fiato sospeso, a perdere lo sguardo e non volerti muovere, incantato, per l'ennesima volta. 
E sai che riaccadrà.


Montepulciano



Sant'Angelo in Colle





Bischero a Montepulciano

giovedì 30 dicembre 2021

COSE CHE VORREI E COSE CHE NO. PENSIERI TRA UN ANNO E L'ALTRO.

 


Cose che immagino non accadano, e ne accadono altre invece, che neanche con una lungimiranza delle più negative. Ma anche no.

Cose che immagino, frullano in testa come pallina di roulette, come asteroidi senza più rotta, di quelli che cercano solo portali magici a proiettarli in altri mondi abitati, forse, ma chissà da chi, e in quale maniera astrusa, pensiamo noi, che invece non abbiamo idea di quanto astruso sia già il nostro mondo.
Mondo di pulcini allevati in batteria, di balene ricondotte a casa, di pietre marziane esaminate a fondo, e di vecchine che risciacquano panni dalle pozzanghere di rara acqua piovana piovuta da quel cielo che arriva proprio fino a Marte, illuminato di luce celeste, ma qui da noi, si riflette solo nelle pozzanghere luride dove i bimbi giocherebbero anche, se non avessero sete.

Cose che, mentre guardo il Cristo Velato alla tv,  dimentico estasiato; e magari le dimentica pure quel cristo crocifisso troppo presto prima di insegnarci a campare davvero, a noi che immaginiamo sempre un mondo gioioso senza pellicce, senza olio di palma, senza odio fasullo, di quello che serve a sentirci importanti, vivi, perché tanti il bene e la riconoscenza la reputano solo un fastidioso accessorio, e mi ci metto sempre anche io, sia chiaro. 

Un difetto.

Cose che scrivo perché i tasti scorrono frenetici come un cartoon ma vorrei fissarle in testa, più che a video.
Vorrei alzarmi e abbracciare mia moglie (e lo faccio) che si prepara frenetica per una giornata da offrire ancora, col sorriso che la veste quando viene a baciarmi.

Cose che esistono ed esisteranno e un giorno non più, sostituite da altri pensieri, altri tasti, altre dita impazzite a strapparsi sensazioni da dentro e ordinarle in righe solo apparentemente ordinate e pronte da leggere come un sugo pronto con scadenza a breve.  

Cose che, però, potrebbero bastare per un intero anno nuovo.

Sereno 2022.