Io
non lo so cosa scatta nella mente. E non vorrei neanche provarlo mai.
Quando leggiamo di queste storie rimaniamo a bocca aperta come se non
potessero o dovessero riguardarci mai.
Leggiamo
a caldo.
Giudichiamo
dall'esterno.
Ci
stupiamo del gesto eclatante. Lo archiviamo alla pagina dell'assurdo.
Un assurdo che però si prende la libertà di accadere sempre più
spesso.
Manca
la serenità per far fronte agli avvenimenti più disparati e
pazzeschi? Manca la fede? Manca la pace interiore? Manca il buon
senso? Manca la capacità di poter convivere col dolore? Manca il
poter credere di fare fronte alle disgrazie più grandi?
Serve
pensare che certi gesti sono guidati, come il portare l'arma del
delitto sulla tomba della moglie quasi fosse una rosa.
Serve
costruirsi una visione distorta della nostra vita che non sarà più
uguale, e non potremo dedicarla a chi ci mancherà per sempre, serve
costruirci una visione tutta nostra, dove chi sbaglia dovrà pagare a
costo di seguirlo anche noi in un'odissea di rimpianto e pena eterna.
Io
non lo so cosa scatta nella mente. E non vorrei neanche provarlo mai.
Perché
la mente è un buco nero.
E
non basta una vita a riempirlo di giustificazioni, di risposte,
e di motivazioni.
e di motivazioni.






















