giovedì 25 giugno 2015

DUE ANNI TRECENTO POST



Posso farne a meno ormai?

Assolutamente no. Dipendenza assoluta.
Dalla voglia di scrivere, di leggere, di confrontarmi, di scoprirvi.

Grazie a quest'invenzione che permette di tenere assieme sensazioni, ricordi, esperimenti.

E grazie a tutti voi.

Franco

mercoledì 17 giugno 2015

BENTORNADO A CASA!!

Quelle trombe d'aria fantastiche che vedevo al telegiornale, quei twister devastanti con quella zona di calma piatta all'interno, a ribadire che il famoso “occhio del ciclone”, esiste eccome.

Questo, pensavo, ci vorrebbe; appena vagamente rinfrancato dal ritmico e noioso palare del mio ventilatore a piantana. 
L'ennesima notte di calura ossessa mi stava consumando sonno e neuroni.

E chissà, sarà stata la disperazione a suggerirmi quell'idea folle. Quella che avrebbe sostituito il caldo appiccicoso, con l'apocalisse.

Presi i tre ventilatori di casa e la pompa di calore portatile che d'inverno alleviava le temute uscite dalla doccia bollente.
Li disposi a cerchio nel salone, fianco angolo cottura.
Spalancai ancor più le finestre da dove non entrava che afa appiccicosa dalla palpabile umidità equatoriale.
Accesi tutti gli apparecchi convogliando quell'ulteriore massa densa di calore verso il frigo.
Mentre sudavo cercai di immaginare cosa diavolo potesse mai succedere aprendo di botto il freezer.

Ma non ebbi quasi tempo...
Perché accadde.

L'aria fredda in discesa, a contatto con quella calda vorticosamente in salita creò un turbine in miniatura che mi lasciò senza fiato, la tenda si accartocciò ad esso, ma questo minivortice in un istante abbandonò la presa dirigendosi al centro della stanza e scuotendo, ma senza poter far molto, al passaggio, piante e cuscini del divano.

Si stava ingrossando, ma soprattutto velocizzando..
l'impatto con la libreria fu devastante, i volumi di piccolo e medio cabotaggio furono letteralmente risucchiati, ninnoli e suppellettili scaraventati nel delirio..
chiusi d'istinto il frigo ma la giostra era innescata.

Quella notte d'estate immobile si stava indemoniando.
E io ora sudavo freddo cercando di immaginare una via d'uscita.. la porta di casa!!
Devo arrivarci, pensai, mi spostai lateralmente schivando oggetti di cui non immaginavo neanche l'esistenza.. dovevo farcela e nel caos notai che, si!.. stava addirittura piovendo!!

Si era auto generata una nube sul soffitto e il cicloncino sbatteva impazzito di parete in parete trascinando ormai anche quadri, cuscini, intravidi anche un bicchiere che per poco non mi colpì... anzi no, mi colpì. In pieno.


Non si spiega altrimenti quel livido e quel mal di testa qualche ora dopo, appena sveglio.
Un maledetto incubo!..
Ed un'arsura feroce.. mi alzai uscendo intontito dalla camera da letto... 
e il sole mi trafisse come un dardo..

la cucina non c'era più!!..
potevo addirittura scorgere quel pino secolare da sempre accanto al portone.

Era goffamente disteso. Sopra la mia auto.





venerdì 12 giugno 2015

IL PAPA CHE SCIALA


Il Vaticano raschia il fondo del barile a Roma e recupera un immobile di proprietà abbandonato offrendo 30 (leggasi trenta) posti letto a poveri, clochard e, volendo, anche, rifugiati, forestieri, espatriati, clandestini, stranieri, etc.


Direi che il problema immigrazione può considerarsi archiviato.

E anche le suore, eventualmente bloccate in ascensore, avranno soccorso in un battibaleno...


domenica 7 giugno 2015

REDENTORE DAL LATO OVEST

Scalare il Redentore sembrerebbe impresa da anime pie, ma noi vagamente più profani, lo abbiamo raggiunto in un paio d'ore, partendo da sopra Maranola, delizioso borghetto medievale tra Formia e i primi avamposti degli Aurunci,  seguendo il percorso che affaccia la parete a uno squarcio di splendido Tirreno, fino a 1300 metri, in splendida panoramica su Ischia, Ventotene e Ponza.

Cosa chiedere di più ad un caldissimo fine maggio foriero di precoce estate?

Null'altro in effetti.
Ci godiamo l'aria rarefatta, i fragorosi silenzi, l'occhio perso all'orizzonte, i gheppi a velocità di crociera, il respiro che si regolarizza, brandelli di nubi curiose,  pizza  mortazza e banane, tutto senza fretta.
Che le magliette asciughino il sudore in beata altitudine

Poi un affettuoso stringere i lacci e si riscende tra chiacchiere di amici veri, pensando alla meritata stramagnata di pesce e bufala che ci attende la sera in quel della magica Gaeta..

La parete chiama..

Paesaggi altrosistemici


Aurunci lato est



San Michele. La chiesa nella roccia


Scolliniamo?

In cima



A tu per tu con le nuvole

Ischia in lontananza, giuro.

Ecco a voi: il Redentore. In bronzo e ossa

Particolare di Maranola


Gaeta nottambula

sabato 30 maggio 2015

AMO L'ATTESA



Non so cosa cerco,
cosa attendo apparire
nel buio riciclato
o dai silenzi che affastellano
ricordi di sonno perso.

Potrei scrivere di stelle luminose
emerse dall’oscurità,
o di pensieri allagati di vento
che mi portano regolarmente
in riva ad un mare.

In realtà amo l’attesa.

E il suo attendermi.

giovedì 28 maggio 2015

ESCLUSA L'AGGRAVANTE DELLA CRUDELTA'


"La Corte d'Assise d'Appello di Perugia ha condannato a 20 anni di carcere Salvatore Parolisi, l'ex caporal maggiore accusato dell'omicidio della moglie Melania Rea. Il ricalcolo della pena al ribasso per il militare (condannato a 30 anni con rito abbreviato) era stato disposto l'11 febbraio scorso dalla Corte di Cassazione che aveva escluso l'aggravante della crudeltà anche se Melania Rea venne uccisa il 18 novembre 2011 con ben 36 coltellate"  (dal web)

Sembra sia stata esclusa l'aggravante della crudeltà dopo aver consultato 
il Manualetto delle Pugnalate, in dotazione alla Magistratura Italiana.

Secondo tali norme si parla di: 
marachella per ogni tre coltellate inflitte
discussione per omicidio fino a sei coltellate
baruffa per nove, disputa fino a quindici.
Poi subentra la rissa per diciotto coltellate inflitte, tafferuglio per ventuno, tumulto per ventisei.
Omicidio semplice fino a trenta, omicidio composto fino a trentadue, macello fino a trentasei.

Solo oltre questo limite possiamo  parlare di crudeltà applicata all'atto, entrando nel campo della strage, dell'eccidio, dell'ecatombe e dello sterminio (quest'ultimo in abbinamento al genocidio, non cumulabile con altre offerte).

Tutti elementi escludibili nell'ambito della civile discussione 
intavolata all'epoca dai coniugi in oggetto.

La seduta è tolta. 

martedì 26 maggio 2015

YOUTH - Quant'è bella (Giovinezza), che si fugge tuttavia! Chi vuol essere lieto, sia: di (Sorrentin) non c'è certezza


Il trio medievale che gorgheggia magico sui titoli di coda di Youth , rimarrà tra le perle di questa pellicola che almeno, rispetto ai fastidiosamente pretenziosi This must be the place e La grande bellezza, esalta ancor maggiormente virtuosismi fotografici, scelte di tagli e prospettive, soffermandosi sulla ricerca di una filosofia che rivela, anche ai più distratti, come la vita sia pur sempre fonte di sorpresa e speranze
Certo aiuta l'aver girato in (splendidi) spazi delimitati con liberatori sfoghi sui panorami svizzeri.
Montagne mozzafiato a circondare hotel e Spa di lusso.
Cura di sé e della memoria, frammenti di sauna, fanghi, vapori, massaggi terapeutici. Silenzi e meditazioni, almeno apparenti come c'insegna una coppia di tedeschi oggetto di scommesse.
Luci tagliate, corroboranti acque termali, pelli aggrinzite, personaggini evocanti (del resto Sorrentino, a Maradona, l'aveva ringraziato durante la cerimonia degli Oscar..) e fanciulle dai corpi spaziali che sottolineano il tempo che passa ai due amici/consuoceri alle prese con problematiche di quotidiana esistenzialità.
Ma come accadeva per il Servillo/Gambardella de La grande bellezza, affrontate nell'agio, permettono riflessioni assai più pacate (un po' come lo Stravinskij incontrato da giovane dal nostro sornione Michael Caine), anche se la depressione e le insormontabilità della vita non risparmieranno neanche i nostri ospiti.
Guarda caso Keitel e Caine rappresentano i loro mondi di cinema e musica, due arti senza tramonto, a differenza dei loro interpreti.
Stavolta apprezziamo di più, ci adagiamo sugli esercizi di stile, anche se a volte smettiamo di vedere la luna e ci distraiamo col dito che la indica.
Piccoli dettagli in fondo, ma che a un Bigazzi cultore del particolare non dovrebbero sfuggire.
Ci godiamo comunque deliziosi siparietti come il concerto di campanacci da mucca diretto esemplarmente da Caine, intervallati pur sempre da un sacco di roba inutile e prevedibile (tipo il buddista che imiterà scontatamente Birdman, la malinconica escort d'albergo o il marito sciocchino di un'intensa Raquel Weisz), ma gliela perdoniamo stavolta a Sorrentino, in fondo va migliorando, non è proprio stupido, come si penserebbe di una Miss Universo qualsiasi..