C'era una volta il Folletto del Sonno Altrui.
Gustava sapientemente l'alba salutando una notte sfilacciata che a malapena ricambiava, stanca e ritrosa, mentre se ne tornava esausta a casa.
Lui avrebbe voluto giocare anche con lei, narrarle di sogni e strani destini, ma l'ora era impervia anche per il più tenace nottambulare.
Tanto fece quindi, che ottenne di poter scambiare
almeno una volta
il giorno con la notte.
E quel dì, all'alba, rimase notte.
Il folletto sperava cosi di poter conversare con la notte, magari davanti ad un cappuccino bollente, raccontandole di tutte le sue fantasie.
Ma si innervosirono tutti.
La notte era comunque stanca morta, stravolta dopo ore di baldoria, ed anche l'alba, che dovette tornare indietro, si offese perché quel giorno lo avrebbe dovuto attendere il doppio.
Il folletto rimase deluso, non richiese più strane deroghe e continuò a catalogare il Sonno Altrui.
Disturbandolo giusto di qualche feroce incubo di tanto in tanto.
Uno dei suoi preferiti era Allegri al Milan tutta la vita.
Gustava sapientemente l'alba salutando una notte sfilacciata che a malapena ricambiava, stanca e ritrosa, mentre se ne tornava esausta a casa.
Lui avrebbe voluto giocare anche con lei, narrarle di sogni e strani destini, ma l'ora era impervia anche per il più tenace nottambulare.
Tanto fece quindi, che ottenne di poter scambiare
almeno una volta
il giorno con la notte.
E quel dì, all'alba, rimase notte.
Il folletto sperava cosi di poter conversare con la notte, magari davanti ad un cappuccino bollente, raccontandole di tutte le sue fantasie.
Ma si innervosirono tutti.
La notte era comunque stanca morta, stravolta dopo ore di baldoria, ed anche l'alba, che dovette tornare indietro, si offese perché quel giorno lo avrebbe dovuto attendere il doppio.
Il folletto rimase deluso, non richiese più strane deroghe e continuò a catalogare il Sonno Altrui.
Disturbandolo giusto di qualche feroce incubo di tanto in tanto.
Uno dei suoi preferiti era Allegri al Milan tutta la vita.