Viaggiando in treno possiamo sederci di spalle alla
direzione di marcia, controlleremo il passato mentre fugge lontano e diventa
minuscolo; e a fianco una signora dall’età indefinibile, che sembra gabbarlo, il
tempo di questo veloce intercity.
Oppure guardando la direzione di moto e accogliendo ciò che arriva, quasi
inghiottiti da scenari creati dal nulla, all’istante.
Tutto ad una velocità virtuale ovviamente, altrimenti quella mosca che ci vola davanti non godrebbe dell’atmosfera che galleggia placida assieme a noi.
In un presente trasportato tridimensionalmente.
Quindi anche quel presunto controllo cui si accennava prima è parte di un
futuro non classificabile e di un passaggio solo attraversato, senza lasciare
segno.
Ci troveremo da Roma a Milano, o viceversa, intaccando impalpabilmente quel
poco tempo trascorso regolarmente.
Ma una ipotetica mucca sui binari, che lo sta vivendo, lo ferma quel tempo.
Incide a suo modo sul futuro, stordisce la mosca, incarta un passato che,
d’improvviso colmo di presente, non pensa più minimamente di abbandonare la scena.
Non sa nulla di Roma né di Milano, la mucca, e neanche lo spazio attorno, la turba.
E’ il nostro percepire a disegnare la scena, il tempo solo come un passatempo,
abbiamo scelto di concepirlo un giorno lontano, e lui si prende gioco di noi.
In continuazione.
Dopo un’ora di immobile presente, con i raggi di sole che non assecondano la direzione e le curve del treno ora, ma solo la rotazione terrestre, mi alzo per capire come mai siamo fermi, torno indietro , attraverso vagoni, cerco un responsabile.
Ma non riavvolgo il tempo, continuo anzi a perderlo.
Mi affaccio da uno sportello aperto dal controllore, e scorgo svariate mucche
davanti al convoglio.
Passato e futuro si interrogano, la campagna origlia immobile, scorgo la
superficie dei binari, inchiodati al suolo da sempre, ma ora appesantiti come
non mai.
La signora dall’età indefinita giunge anche lei e chiede se arriveremo per sera
a Milano.
La guardo e quasi esitando chiedo a mia volta:
“Ma non siamo partiti, da Milano?”.

Si, senza scomodare Einstein, il viaggio in treno può deformare la percezione del luogo e del tempo. Ed è una condizione positiva o negativa a seconda dei nostri stati d’animo. Io amo il treno e mi piace perdermi tra i luoghi che il treno attraversa. Certo, quando non li attraversa e si ferma improvvisamente (e tu non sai perchè) hai la possibilità di osservare meglio quel luogo – anche se non l’hai scelto tu - salvo poi accorgerti, guardando l’orologio, che stai perdendo tempo. Ecco, quando si viaggia in treno - caro Franco - non bisogna guardare l’orologio :)
RispondiEliminaL'orologio mai, basta un finestrino ad incantare, come un fuoco di caminetto, solo che a crepitare sono i paesaggi a rincorrersi, rimbalzando sul vetro.. ;)
EliminaUn tempo prendevo il treno ogni giorno. La mattina c'erano -7,5°C , faceva un freddo boia, avevo i geloni alle mani, eravamo spesso accalcati come animali. Qualcuno allungava le mani, qualcuno ti faceva i video di nascosto, qualcuno puzzava come un caprone.
RispondiEliminaDetesto prendere il treno, ormai, tanti brutti ricordi.
Scusa se ho divagato. Un abbraccio.
Una memoria preziosa, niente di cui scusarti, anzi, arricchisci il tema. Vorrei viaggiare sull'Orient Express.. niente a che vedere col pendolarismo. Decisamente ci sono treni e treni.
EliminaIo per fortuna ne ho ricordi di tenera malinconia, legati a periodi vacanzieri.. sul blog puoi trovarne diversi accenni..
https://francobattaglia.blogspot.com/2015/05/ho-perso-il-treno.html
Ogni epoca ha i suoi simboli che danno la misura:nel farwest erano i bisonti a fermare le locomotive, noi dobbiamo accontentarci delle mucche.
RispondiEliminaMi piace come hai rimescolato passato presente e futuro in un tempo unico, precario, senza direzione
massimolegnani
Rimescolamento: ottima lettura. Dello spazio e del tempo, delle direzioni e delle provenienze, del divenire e della memoria; tutto un caos apparentemente ordinato ma dalle estreme sfaccettature, e noi protagonisti a nostra insaputa.
EliminaSiamo tutti o quasi tutti personaggi in cerca d'autore. Dove per "autore" debba intendersi, in questo nostro malandato tempo, la collocazione d'ognuno di noi in aree confortevoli dove sostino amore, affetto, dolcezze, comprensione, rispetto cioè tutto quello che oggi ci manca tremendamente e che tanto, davvero tanto, vorremmo. Ci sono parole affettuose o amorevoli che non vengono dette, e ci sono persone che aspettano una vita intera, invano, per ascoltarle dopo averle, a loro volta, più volte dette. E cerchiamo tutto questo in ogni incontro, meglio se fortuito, in ogni opportunità che ci viene offerta per plasmare le nostre buone peculiarità su quelle degli altri, reciprocamente. La vita va letta negli occhi degli altri. E' questa la società della durezza d'animo, della incomunicabilità e delle tante, troppe contraddizioni. Sta a tutti quanti noi, a noi che ci spendiamo per il giusto risalto dei buoni sentimenti, spenderci ancora di più per fare breccia in tanti cuori al momento troppo duri, in tanti egoismi da sfatare, in tante vite da valorizzare e in tanti "vasi" che da tempo non comunicano più tra loro.
RispondiEliminaFacciamo breccia tra noi, ed è già un gran bel divagare.. chissà se riusciremo ad incontrarci prima o poi, carissimo..
EliminaSiete immobili tu e la signora, almeno dal punto di vista della mosca, la mucca procede lentamente e vede il treno avvicinarsi velocissimo, la mosca stessa si muove senza fretta, dal tuo punto d'osservazione, mentre per le mucche si avvicina a velocità superiore a quella del treno stesso (quando la mosca vola in direzione di marcia).
RispondiEliminaTutto è relativo, tutto è legato al "punto di vista", Milano è la meta o il punto di partenza? Succede poi che qualcuno si confonde ed ecco che perdiamo tutte le nostre certezze.
Poi naturalmente c'è il tempo, incredibile che riusciamo a farci condizionare da qualcosa che non esiste e che abbiamo inventato non si sa bene per quale motivo. Il tempo crea ordine nel caos o disordine là dove c'è armonia? Dipende dai punti di vista!
Buona serata Franco.
Romualdo Roggeri
Punti di vista.. come davanti un quadro, o un'opera d'arte. Ci giungono sollecitazioni sempre diverse, che sia curioso panorama di treno, curva ellittica di scultura, armonica macchia di colore.. se pensiamo a fare tesoro di tutto, allora quel tempo inventato avrà finalmente senso e scopo..
EliminaFermare il tempo, quasi un miracolo... Un tempo tutto per te, regalato e non rubato dalle mucche, saprai farne tesoro di un regalo del genere?
RispondiEliminaSapremo farne tesoro?
Lo fermiamo in un post, e anche tra mille altri post, solo a rileggerlo, un giorno, saliremo di nuovo in treno, ci fermeremo con un libro in mano, mentre una mucca bloccherà il treno e noi sulla pagina sospesa sorrideremo di quanto avevamo inventato.. facendone tesoro a vita.
EliminaTI dico solo questo: io sono ormai più di vent'anni che ogni anno vado a Venezia per la Mostra del Cinema, e la cosa comincia un po' a pesarmi perchè mi sono abituato ormai a tutto. A tutto tranne che a una cosa: la vista di Venezia che "appare" dall'acqua mentre il treno abbandona Mestre. E' uno spettacolo che mi emoziona anche a distanza di tutti questi anni. E ogni anno prenoto appositamente il posto al finestrino per godermi lo spettacolo. Sarò ingenuo? Sentimentale? Boh, so che mi fa bene... e non sai quanto sono felice quando, ogni anno, vedo qualcuno che non è mai stato a Venezia (sul treno c'è sempre qualcuno che la vede per la prima volta) provare tanto stupore. E un po' li invidio...
RispondiEliminaCi sono spettacoli che da un treno rimangono sulla rètina a vita. E quando casualmente ricapitano, rimaniamo come bimbi incantati.
EliminaE certo a Venezia per la Mostra non è come a Roma per il Film Fest. ;)
Direi che saresti un perfetto discepolo per il filosofo Zenone :-D
RispondiEliminaAhah.. in effetti la mosca col paradosso della freccia immobile ci sta bene.. invece Achille che non raggiunge la tartaruga non mi ha mai convinto, a meno che non lo si metaforizzi con un Frecciarossa che parte da Milano e deve raggiungere un interregionale partito da Napoli, entrambi destinati a Palermo. In quel caso il Frecciarossa non raggiungerà mai il fuggitivo.. ahah..
Eliminaah, ecvo perchè la consorte prende sempre posti non opposti al senso di marcia, ma anche nei bus, tram, pulman
RispondiEliminaTe tocca tenella accanto pure in macchina.. ahah
EliminaSono penso una delle pochissime persone che nella sua vita a viaggiato in treno meno di cinque volte...ultimamente ho preso però il pulman e ho scelto il posto vicino al finestrino...quanti particolari si notano quando sei un passeggero e non un guidatore...vedi ogni cosa, anche le più piccole con occhi curiosi e le apprezzi molto...unico punto negativo, il prezzo dei bigliett :). Un abbraccio
RispondiEliminaCambia poco pulmann o treno quando due occhi curiosi e affamati si fanno rapire dal paesaggio, dagli scorci, dalla bellezza che corre e intriga.. ;)
EliminaBellissima e profonda descrizione oltre che connessione interiore e visiva ,data da un posizionamento inverso a quello frontale del viaggiatore.
RispondiEliminaUn unico tempo che scorre in avanti ma anche indietro, quale presente riflesso non solo metaforico e immaginario.
Siamo spesso noi ad abitarlo quel tempo e a fermarlo anche solo per brevi attimi,affacciati al finestrino di un treno ad immortalarne il senso ,un senso che poi magari è comune a tutti, chissà.
L.
Basta un pizzico di immaginazione per scoprire sempre nuovi mondi attorno a noi, basta non farsi fagocitare dal convenzionale ma offrire attenzione e porci qualche piccola domanda in più. Arriveranno risposte incredibili. ;)
Eliminami è capitato di perdere qualche coincidenza :)
RispondiEliminalieto giorno
Sì, capita. Ma c'è sempre un treno dopo, o un hotel, o un cambio di programma che fa parte comunque del programma, a ben guardare ;)
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