Entro in libreria e l'attenzione è catturata da decine di libri impilati alla bell'e meglio...
o perlomeno, questa l'impressione. Tutti con il dorso anonimo o messi in maniera da non poterne decifrare le generalità.
Mi avvicino e ne prendo uno a caso.
La copertina è stinta, di un colore anonimo, ma la meraviglia è nello sfogliarlo.
Centinaia di pagine completamente intonse, senza alcuna scritta.
Pagine perfettamente rilegate, ma tutte, indistintamente, anonime.
Ne prendo altri, più piccoli, più grandi.. e niente! Nessuna parola, nessuna riga, nessun titolo...
nessuna traccia di stampa..
Completamente sorpreso, chiedo lumi a quello che sembra il gestore:
"E' semplice mio caro signore, per quanto possa essere vasta una biblioteca, e ampia la scelta di un libro da leggere, ci si troverà sempre, e comunque, dinanzi ad una scelta imposta, e non davvero autonoma.
Comunque leggeremo qualcosa che altri hanno scelto di scrivere per noi.
Nella nostra libreria, invece, ognuno può trovare nelle pagine bianche ciò che ha veramente necessità di leggere; scoprire solo dentro se stesso, attraverso i propri occhi, il bisogno primario di scorrere qualcosa che sorga da dentro, riuscendo a colmare, con estrema esattezza, le proprie esigenze, senza sbavature, senza fraintendimenti, senza inutili orpelli decorativi o esercizi di stile auto celebrativi. Saremo esclusivamente noi stessi gli artefici della lettura che desideriamo, adeguata con precisione certosina alle nostre occorrenze, e ai nostri desideri"
Ma se io avessi proprio bisogno di leggere altro da me, di qualcosa che mi liberi dalle mie coordinate di pensiero?!
"In questo caso le consiglio La Feltrinelli all'angolo, oltretutto con un mio interessantissimo volume che può trovare proprio tra le novità:
"Come leggere attraverso le pagine bianche".
vabbè, buona pasqua Frà ! :-)
RispondiEliminaeheh.. Buona Pasqua!! .. dovrei famme 'na corsetta pure io... si...
EliminaIn effetti propone una bella riflessione.
RispondiEliminaGiusto, bello, terapeutico leggere cose di altri, ma sai che bello poter “leggere” qualcosa di sé stessi!
È la gioia, la soddisfazione, la “liberazione” che prova colui che scrive un libro. È oltremodo terapeutico, soprattutto quando uno scrittore non si piega a ciò che il pubblico si aspetta, ma scrive in primis per sé stesso. Il libro è un oggetto magico.
Buona Pasqua.
sinforosa
L'iperbole mi ha suggerito la riflessione... sarebbe una bella idea in effetti.. ;) Buona Pasqua!!!!
EliminaElogio della pagina bianca
RispondiEliminaStephane Mallarmé)
La pagina bianca.
La sua perfezione, la sua infallibilità, la sua chiaroveggenza.
L'aroma che tesse.
Pura, incontaminata, regno del possibile.
...l'aroma che tesse.. ;)
EliminaIo mi esalto sempre di fronte alle pagine bianche.
RispondiEliminaCosì tanto che mi viene subito voglia di impugnare la penna e scrivere, scrivere, scrivere. Fino a non poterne più.
Un abbraccio e buona Pasqua :)
La pagina bianca esalta o inquieta. ;)
EliminaSerena Pasqua di cerotti colorati...
Anche per me (come per Dama) una pagina bianca è un invito alla scrittura.
RispondiEliminaPer la riflessione, preferisco guardare il mare... ;)
Buona Pasqua a te.
Serena Pasqua di chiacchiere e affetti... ;)
EliminaCiao Franco, finalmente riesco a passare poco per volta da voi e cosa trovo qui? Un post che sembra scritto apposta per me! Come se tu mi avessi letto dentro.
RispondiEliminaForse non ho ancora gli "occhiali" giusti per leggere e capire quele pagine bianche ma l'idea mi intriga molto. Soprattutto, la trovo perfetta.
Ciao e buona Pasqua
Grazie Pat..felice di trovarti tra le mie pagine.. Buona Pasqua per ora.. in perfetto orario!!
EliminaMa colui che scrive il libro è un "io" che dà vita a ciò che ha dentro, che sia poesia o letteratura.
RispondiEliminaEh no, per me pagina bianca è incompiutezza! :)
Buona Pasqua, mio caro sodale di tifo
Questo Milan è incompiutezza, caro Ricky... Buona Pasqua!!! ;)
EliminaUn'idea molto originale e simpatica: potrebbe essere l'incipit di un racconto di quelli un po' magici magari. Uhm pensiamo ci un po'. Intanto buona Pasqua.
RispondiEliminaMi piacciono gli incipit per qualcosa di inusuale e magari vagamente magico...amo certi fantasy che viaggiano fuori dal consueto, sia in letteratura che al cinema.. cappottando spesso i punti di vista... Buona Pasqua nel frattempo... ;)
EliminaCercavo il tuo modulo contatti Franco, ma non l'ho trovato. Volevo chiederti: l'idea è tua originale? Ti dispiacerebbe se la utilizzassi appunto come incipit per farne un raccontino breve? Rimandando un link al tuo blog per lo spunto, si capisce... Fammi sapere :)
EliminaIo farei in un attimo...riempire quelle pagine bianche, una vera meraviglia😉
RispondiEliminaCentinaia di volumi intonsi?! Magari più di un attimo... Auguri di Serena Pasqua Mariella!! .. un abbraccio!
EliminaCredo che il libro desti interesse solo se scritto, lo scrittore trasmette se stesso attraverso la scrittura del libro e il lettore attraverso quelle parole si istruisce e coglie quel che crede sia più affine a sé. La pagina bianca fa riflettere ma non c'insegna niente di più di quel che sappiamo, la pagina scritta ci eleva ad un livello che s'avvicina a quello dello scrittore, sta nella nostra coscienza critica valutarne l'utilità.
RispondiEliminaAnche a me la pagina bianca mi esalta, ho disegnato per una vita e non temo il vuoto di una pagina, ma questo è un altro discorso.
ovviamente era un paradosso quello che volevo mettere in mostra..ed il buon gestore, nell'epilogo, lo smaschera senza ritegno.. ;) Buona Pasqua!!
Eliminap.s. anche se un giorno proverò a postare un post completamente vuoto..magari titolandolo: "Tutto quello che pensavi di leggere" ..e farò successo... ;)
'sta cosa, in qualche modo, me la sono sempre chiesta anche io: chi scrive, lo fa per sé o per i lettori? sto ragionando sul commento di riccardo, chiedendomi soprattutto se "pagina bianca" sia sinonimo di incompiutezza o di ampiezza e, ancora prima, un libro è mai davvero compiuto?
RispondiEliminati abbraccio, buona pasqua
Resto dell'idea che si scrive per noi, se poi arrivi ad avere lettori, e magari a campare delle tue righe.. meglio,
Eliminama scrivere resta una necessità primaria, un po' come piangere (mi stava venendo cagare ma rischiavo lo spoetizzamento..e comunque tanti che scrivono riescono a far coincidere spesso i due bisogni... ovviamente pure io...ahahah..)
Una pagina bianca, mi trasmette le sensazione di scrivere le pagine della propria vita.
RispondiEliminaSerena Pasqua.
E' sempre uno stimolo a tirarci fuori da noi.. ;)
Eliminaci ha pensato Fabio Volo un paio di anni fa!
RispondiElimina...con Camilleri di supporto... ahah
Eliminadico sul serio, ha fatto un libro in bianco :-(
Eliminaintrigante
RispondiEliminami chiedo quante pagine avremmo fatto bene a lasciare bianche.
massimolegnani
Cancelliamo miliardi di righe...ma probabilmente mai a sufficienza... ;)
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