Ne La migliore offerta il vestito di sogno volteggia per buona parte del film, fino a che non si scoprono le carte.
“Tombola!” ci urla Peppuccio, risvegliandoci dalla nostra trance emotiva che ci fa fare il tifo per questi due corpi estranei che stanno riscoprendo vita ed amore, ed in troppi gli consegnano la vincita senza controllare se i numeri della cartella siano effettivamente quelli usciti.
Ma il thriller ha le sue sporche regole, e se anche il regista ti prende per mano (seppur guantata) ed insieme allo splendido Geoffrey Rush ti porta nei meandri della sensibilità umana catalogando sensazioni e desideri, fintando il melodramma, scartavetrando sofferenze e menomazioni con le quali una fobia ti porta a fare quotidianamente i conti, rendendoti complice e sodale di questo rapporto anomalo che tuttavia cresce di vita propria come un filo d'erba sull'asfalto, alla fine, se non hai consegnato quella dannata vincita con gli occhi velati di stupore, li vai a controllare i numeri, e ti accorgi che qualcuno stava turlupinando anche te: la frase feticcio del film, "in ogni falso si nasconde sempre qualcosa di autentico", vien quasi voglia di capovolgerla allora: “in ogni autentico si nasconde sempre qualcosa di falso”.
A voi scoprirlo, prima di passare al tombolino.
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