mercoledì 14 giugno 2017

MEMORIA


Se non ricordassimo più?
Vivremmo di presente piatto, sorpresa perenne,
meraviglia costante, timore insensibile.

Cosa farei al PC
Come troverei i tasti? E cosa potrei scrivere, come inanellerei lettere?

Saprei esprimere un senso? E perché?

Ed a chi?

Se non ricordassimo più... vivremo appena di riflesso condizionato,
una guida irreale di istinti preesistenti, 
e bilico costante sul futuro inesplorato.

Alle spalle il vuoto. 
Non più tempo archiviato
ma spazio insensibile.

Diniego, assenza, buio,
assordante nulla.

E davanti, timore vago dell'attimo che segue, forse, 
ma anche incoscienza,
nessuno stimolo palpabile, nessun ricordo, 
nessuna esperienza ad inibire.

Flusso continuo di costante presente, onda senza mai riva
Sensazione sconosciuta che non chiede memoria.
Che non chiede.
Che non.

Ma poi... cos'è memoria?



sabato 10 giugno 2017

KING ARTHUR VS. X-MEN APOCALISSE ... COME REAL MADRID JUVE

X - MEN

A me fanno tenerezza 'sti X-Men. Lo ammetto. 
E l'unica autentica perla Marvel, quel fenomeno politically incorrect di Deapool... ha finito per rendere ancor più inutile tutti quegli altri personaggini...
In questo ultimo episodio (Apocalypse.. e speriamo che sia l'ultimo) a dir la verità si tenta qualche salto temporale, vaghe introspezioni psicologiche, si salta di palo in frasca tentando di ravvivare la noia che assale, e si attinge a magheggi visivi per estorcere attenzione, in questo Singer è forse l'unico che riesce nell'intento in qualche scena di autentico spettacolo, specie quando coinvolge Quicksilver - credo in due sole apparizioni spalmate su tutta la serie -.

"Ma un film tutto per me?! Uffi.."
C'è una terrificante tendenza, da parte della Marvel, a incaponirsi su plot e canovacci triti e stantii, repliche delle repliche, effetti speciali duplicati col copia e incolla, marionette variopinte dal carattere zero virgola, dall'autonomia di pensiero assimilabile a quella di un sorcetto da laboratorio (e non so chi offendo di più..), Come accennavo in apertura, quando trovi eccezioni mirabolanti come Deadpool, stenti a credere che sia farina sortita dal medesimo sacco.. hai l'impressione che il cosiddetto “collaudato”, che ormai fa centro in una nicchia di aficionados disposti a tutto, possa comunque recare fieno in cascina per infiniti altri sequel affidando la regia anche ad un pupazzetto meccanico che replichi battute (?!) e situazioni.

Io voglio Quicksilver (e Deadpool 2 ovviamente).



KING ARTHUR

Guy Ritchie trasporta la tecnologia ed il suo marchio di fabbrica Sherlockholmesiano, all'epoca mitologica dei maghi e delle spade nella roccia.
Ed a mio avviso l'operazione funziona: ralenty a pioggia, dietrofront veloci, montaggi frenetici, slow motion, dialoghi al limite del surreale, ed elemento fondamentale: la colonna sonora da dieci e lode, anche perché contrasta un film - teoricamente arredabile a musiche d'epoca - con ritmi forsennati che pescano dal rock alla house, esaltandone scene e spettacolarità.. arma in più per questa già egregia pellicola, ed effetti più che speciali di un repertorio ormai testato a garantire freschezza ed innovazione.. e per quanto hollywoodiano e caciaroso, sarebbe impietoso il confronto, ad esempio, con le ultime baracconate Marvel tra X-Men,  Avengers e compagnia bella..

"Altro che Iron Man.. io si che ho capito tutto..." 
In King Arthur, per quanto si possa storcere bocca, naso e quant'altro (a mia moglie è andato giù a fatica...), c'è superstoria, dramma, magia, rivalsa, vendetta, addirittura poesia, anche se in versione 2, ma pure 3.0.

Un  nuovissimo modo di concepire standard ammuffiti, il tutto condito con la mano - quella magica davvero - di Ritchie e la sua innata capacità di stupire e magnetizzarti allo schermo molto meglio di un Magneto qualsiasi...

Veniamo catapultati in un mondo vorticoso dove l'idea magica e posata dei precedenti Re Artù viene smolecolata a favore di un antieroe, gaglioffo e sornione, che smonta il mito e lo ridigitalizza in variante ultra leggendaria.
La Storia Reale (si fa per dire) ci interessa fino ad un certo punto, la cappottiamo e rivoltiamo “magicamente” come un calzino, al servizio della decostruzione e del ribaltamento dei ruoli.
Jude Law segue il Maestro.. mentre il mio Robert Downey jr. continua a incartarsi come un infiacchito Iron Man... chi avrà fatto la scelta migliore? Non credo ci sia neanche da chiederselo.. ;)

p.s. Penso anche ad un Ritchie regista di Quicksilver.. 
un connubio davvero da mal di testa.. ;)

domenica 4 giugno 2017

METROPOLITANA


Uscire dalla metro a volte è come rifiatare da un'estenuante apnea, specie quando la calca ti si modella addosso con le forme e gli interi odori dell'umanità.


Oggi è cosi, sono stanco, uno straccio, m'è caduto pure il biglietto in mezzo a mille scarpe e solo piegarsi è impossibile.. figuriamoci raccoglierlo.. ma chissenefrega.. sudore e stanchezza e gente che ti ruba gli unici dieci centimetri di "apposito sostegno", non riesco neppure ad avvicinarmi alle porte e la fermata s'avvicina.. si aprono finalmente dopo venticinque minuti di abbandono disarmante, d'impotenza respiratoria e sfrucugliamento apatico di volti spossati, orbite inermi, gente più stravolta di me. 

Sfiatano via cosi altri stracci umani senza respiro, io riprendo aria sulla banchina mista a puzzolenti scorie di freno ed ora facciamoci queste rampe di scala che mi separano dall'ultimo sole di giornata.

Scala mobile rotta. Non avevo dubbi.

E gli scalini fermi delle scale mobili sembrano macigni invalicabili giunti a quest'ora, affogati di pensieri e di residuo lavoro appiccicato addosso.


Cominci a salire e la rampa non finisce mai, giro l'angolo e, meno male: quest'altra funziona, e scansiamoci pure perché c'ho i soliti idioti che corrono, ma che se corrono dico io!.. 
Ti devi mettere sulla destra per far passare quelli che hanno fretta se no ti montano sopra... almeno stiamo arrivando, un altro paio di rampe e via, ora che arriviamo in superficie riattivo pure il cell.. e figurate se ti dà la linea... fanno i cellulari iperbolici e come gli metti un tetto sopra sparisce la linea... 
wifi un ciufolo!.. questi se non lo vedono il satellite non funzionano!... 
la prossima rampa me la faccio a piedi anch'io però... sono stufo.. 
voglio uscire, manca l'aria qua dentro, forse le miniere cilene sono meno peggio.. 

ma che strano.. non c'è più nessuno.. e nessuno neanche a scendere e, soprattutto: mi ricordavo quattro rampe, e non l'ho già fatte?! Qui si continua a salire.. sto rimbambendo? 


E possibile che sia rimasto solo? Nessuno scende e nessuno sale... ma che ora è? 



Forse siamo arrivati dai.. ecco la curva.. e poi c'è l'atrio.. NO!! Non è possibile, ancora una rampa.. calma dai! 

Ragiona.. abbiamo preso una deviazione interna? 
No dai, non ci sono biforcazioni o altre uscite... 
c'erano solo una serie di scale ma con cunicolo bidirezionale, si sale e si scende..! 

E sono anni che la faccio.. ma questa non arriva da nessuna parte, non arriva mai!... e sono solo.. il telefono, ecco, mo' chiamo fuori.. e no, cazzo non funziona!... niente campo... ditemi che sto sognando.. intrappolato nel sottosuolo, ma che è Asimov? 



Svegliatemi vi prego!... adesso urlo, giuro che urlo, fatemi uscire vi prego!.. ma non c'è nessuno? Dove sono finito? 

Solo 'sti neon maledetti che riflettono il ghiaccio che mi sta gelando, sudore gelato.. stai calmo ora, fai mente locale.. quando sei sceso dal treno? 
A che ora è iniziata la salita? Stavi sopra pensiero? ...magari hai fatto una sola rampa ed hai avuto un semplice giramento.. 
ok, ok.. può essere, ma gli altri?.. dove sono tutti gli altri, sono svenuto e la metro è chiusa? 

Mi hanno lasciato qua come nei peggiori incubi? Riscendere?! 
No.. siete pazzi.. giù non ci torno, piuttosto crepo qua.. ci sarà un'uscita, una fine! Dannazione.

Voglio usciree!! 



Si, ora grido, e quasi il grido mi si strozza in gola... sento dei passi... qualcuno scende, e di corsa anche... finalmente! 
Ma viene giù sparato... fermati! Ehi fermati!! Ma siamo in un incubo! Cosa ti corri? 

... è un ragazzetto tutto trafelato.. con quei pantaloni sbracati che vanno adesso ed il cappelletto da baseball calato sugli occhi... mi guarda e dice: 


“Presto, si non c'hai er bijetto torna indietro, ce stanno i controllori su.. stanno a fa piagne tutti... è 'na strage.. mannaggia alla Raggi!!”

...Indietro?!? Indietro NOOOOO!!!






venerdì 2 giugno 2017

ANCORA PARATE...


Sapete già quanto sia insofferente ai militari, all'esercito, alle spese assurde che ci succhia questo apparato che per fortuna serve, almeno, nei casi di calamità.

Ma neanche abbastanza, come il terremoto del 24 agosto in centro italia ha vergognosamente testimoniato.

Pochissime parole oggi.. una Festa della Repubblica che diviene omaggio a questo ostentare una roba fuori dal tempo.

Speravo piovesse almeno, invece c'è pure il sole.  Almeno suderanno un po'.

mercoledì 31 maggio 2017

MA QUALE MASTERCHEF!! ..C'E' UNTI E BISUNTI


Sulla Nove del digitale terrestre (prima ancora su Dmax) impazza Chef Rubio col suo Unti e bisunti, sbragatissimo cuoco romano (di Frascati per la precisione), che con i suoi ultra buzzurri modi di fare e i tatuaggi che tracimano, “sfida” le migliori cucine locali d'Italia, girando con una cucina da campo stile militare, sulla quale ripropone i piatti più selvaggi che incontra strada facendo, quella cucina spesso povera, messa su da pastori e contadini, che lui ama definire streetfood..


Chef Rubio ti affascina all'istante, assaggia tutto con le mani, s'ingozza come un maiale, comprende al volo l'anima dei piatti che vuole sfidare e li clona spesso e volentieri ancor meglio degli originali.


Piatti tipici di una cucina grassa e succulenta, lontana dai manicaretti della guida Michelin, ma testimoni della reale ruspantezza di una cucina locale realmente casareccia che tracima sugna da ogni poro e, purtroppo, sulla via dell'estinzione.


Chef Rubio ci fa conoscere questa originalità culinaria spesso sconosciuta ai più.
Condite il tutto con un taglio originale e divertente messo in atto per queste preparazioni culinarie, coadiuvate da riprese ravvicinate, un montaggio frizzante condite da un ritmo vivace e frenetico che esalta anche luoghi e tradizioni e ovviamente il rutilante Chef Rubio che se la diverte un mondo...





venerdì 26 maggio 2017

TORINO A MODO NOSTRO


A Torino essenzialmente per il Salone del Libro, sogno nel cassetto da anni ormai. Arriviamo nel primo pomeriggio di domenica, dalla Stazione Porta Nuova all'hotel, vicino La Mole, una passeggiata di quindici minuti, tra strade ben delineate, palazzi austeri, comodissimi portici e pochissime persone in giro.. il tempo di marcare il territorio in hotel e ripartiamo al volo: visita prenotata al Museo Egizio, per fortuna tutte le maggiori attrazioni sono concentrate in un fazzoletto, e mentre andiamo, anche il tempo di assaporare un primo, meraviglioso, gelato che ci lascia subito estasiati.


Il Museo ci ubriaca da par suo di bellezza e storia palpabile.. la guida ci coinvolge con passione e competenza.. all'uscita becchiamo pure i festeggiamenti della Juve Campione d'Italia.. ma una cosa che è l'equivalente di un festeggiamento a Roma quando Totti segna col cucchiaio... tutto misurato, pacato e  gioioso ma anche discreto e senza inutili deliri.. giriamo serenamente tutto il centro, tra Piazza Castello e dintorni, vialoni alberati, piazze enormi, un'idea di gestione dello spazio soltanto chimerica per noi indigeni romani.. e attorno tutta gente sorridente e paciosa.

Anche se non ci credete... questa foto è in "pieno centro"..
E' singolare pensare che la toponomastica cittadina ricalchi la struttura a scacchiera delle antiche città romane: lunghe strade dritte che si incrociano tra di loro in un reticolato ordinato e preciso. Paradossalmente, l'esatto contrario della demenza urbanistica della città romana per eccellenza: Roma, appunto.

Portici, portici, portici... ;)
Lo spettacolare "bicerin".. esplosivo mix di panna, caffè e cioccolato.. 
E qualcuno potrebbe pensare che era domenica, facile trovare tutto piacevolmente vivibile. Sbagliato: lunedì usciamo e sembra un agosto romano, automobili col contagocce, nonostante il giorno lavorativo ci si muove distesi e rilassati.

La Mole dal Palazzo Reale

Dalla Mole prendiamo un autobus che si fa attendere pochissimo, imbocca un rettilineo attraversando praticamente tutta Torino fino al Lingotto Fiera, dove impazza il Salone del Libro: sedici fermate con una sola svolta in tutto il tragitto.. ovvio che ne guadagni la circolazione, la viabilità, l'orientarsi; e tutto assume un senso di ben disposto, di comodità che rasserena il visitatore. 


Anche il Salone, immenso, rende la visita piacevole, spazio tra gli stand, non come a Roma, a Più libri più liberi dove sei stritolato tra espositori, libri e visitatori.. vero anche che è giorno feriale e che mi raccontano di scene apocalittiche nel weekend.. ma noi siamo “fubbi”, e abbiamo evitato i giorni di punta... 


ora ci godiamo anche le vette della Mole e il Museo del Cinema, agnolotti ai tre ragù bianchi e brasato al Barolo,  e ce ne passeggiamo in una serata che ci incarta tiepida tra luci, portici e il Po che bisbiglia quieto.






giovedì 25 maggio 2017

CAMBIO DI STAGIONE


Devo fare cambio di stagione.

Dentro me.

Rovisto tra i sensi, cerco sorrisi dismessi,
alla finestra nubi affamate,
all'interno gorgoglii
percettibilmente fastidiosi,
polvere e penombra.

Scosto delicato le architetture del caos.
Come un mite vagare
senza reale voglia di mettere a posto
ne' voglia di riesumare.

Cambia la stagione, fuori,
e dentro paura di donarsi.

Ora la tiro fuori,
magari quest'anno
- un paio di volte -

riesco pure ad indossarla.