mercoledì 24 giugno 2026

UN'ALTRA SCAURI


Un’altra Scauri, per la prima volta in un hotel d’elite (per gli standard locali) che ci ha ospitato con una cortesia tutta speciale e che ha sollecitato la riapertura di scrigni di memoria sopita e nostalgie intatte. Felici di aver riportato papà, consapevoli anche che potrebbe non ripresentarsi un’altra occasione. 


Farlo passeggiare in lungo e largo, seppur in carrozzina, gli ha permesso di rivedere e rievocare una vita intera di ricordi, bellezza, serenità, che si accavallavano magicamente all’appello, lasciando in disparte, almeno per un momento, le assenze attuali, i malanni, la fatica del gestire un’esistenza piena,  passeggiando per le vie del centro e sul lungomare,  rispolverando anche con mia sorella, decenni di vacanze sempre ricche, desiderate, irrequiete, magiche. 


Qui ti parlano i terrazzi, le vie, gli scorci al mare, ogni stabilimento una storia e tutto che riaffiora improvviso e nitido generato spesso da scenografie intatte.. è allora che pensi quanto siamo temporanei, quanto il tempo si faccia beffe di tanti nostri capisaldi e sommerga ogni cosa della medesima patina di caducità  cui importa poco cosa riusciamo a scavare di diverso, posti di nuovo a contatto in un’esistenza che non è più. Come sulla DeLorean di Ritorno al futuro. 

In realtà ce lo agitiamo addosso certo futuro, e a volte vorremmo scrollarcelo, rimanendo attaccati ai ricordi. 

Ci ostiniamo.


Prenotiamo hotel di semi lusso come  si prenota un atto di fede, spingiamo  la carrozzina sulla stessa mattonella sconnessa di trent’anni fa, eppure fila liscia, non inciampa, scivola. 

Perché Scauri non giudica il tempo, lo archivia, ti guarda tornare diverso e finge di non accorgersene, per lasciarti l’illusione che sia lei a essere rimasta uguale, è riportare qualcuno che quella casa è come l’avesse dentro, anche se le gambe non rispondono più come prima. 


E noi figli, diventati custodi, scopriamo che la vacanza non era il mare, ma era quel breve, minimo permesso di diventare temporanei, nello stesso fotogramma, prima che la patina ricopra di nuovo tutto

Un’altra Scauri perché l’amore, l’affetto, chiedono sempre un’altra volta. 

Anche solo per poter dire: “Vedi? Ci siamo ancora”. E il mare lo sa. Scauri lo sa.






14 commenti:

  1. Sono preziosi tutti quegli istanti che costruiscono i nostri ricordi. Viverli nel presente e cercare di sentirseli addosso. Un caro saluto Franco!

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  2. Scauri sa tutto e custodisce vita in ogni tempo …

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  3. msi svacanzato a Scauri, anche se da bimbi, quelli che ci andavano in colonia ne parlavano molto bene

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  4. Ciao Franco.
    Probabilmente sto invecchiando a giudicare dall'effetto gli ultimi tuoi post mi provocano.
    Oppure sei tu che suoni uno strumento (a corde tese!) il cui vibrare sollecita qualcosa.
    Qualcosa di intimo che il cinismo quotidiano rimuove.
    Che non vogliamo vedere o percepire.
    Che sicuramente è ingombrante ma c'è.
    E tu, magico menestrello, ci regali emozioni mai sopite.
    Ancora.
    A.

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  5. Scauri, un mare che mi riporta indietro nei ricordi di ragazza molisana.
    È un mare che ci aspetta, buono e paziente. Ogni anno. Abbraccio siempre.

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  6. Scauri ricorre spesso nei tuoi brani, cambiano i protagonisti, a parte te, le atmosfere, i contesti, ma immutato e’ l’attaccamento che trapela per questa terra.
    massimolegnani

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  7. Meraviglioso. Toccante. E magnifiche le foto. Grazie, Franco.

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  8. Io se penso ai luoghi della mia infanzia e prima giovinezza, quella Paola della provincia di Cosenza con davanti il mare, provo uno struggimento molto simile. È un bellissimo gesto portare un vecchio padre in quegli spazi di un passato lontano.

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  9. Non conosco Scauri ma il contesto e quello che evochi è la mia Fregene .
    Che bello questo andare e venire di ricordi, banalmente come le onde del mare, che ha cresciuto molti di noi.
    Dall'infanzia , giocando, paletta e secchiello, castelli di sabbia condivisi con altri piccoli coetanei.
    A tre anni il primo bacio sulla guancia, con un bimbo sul pontile di Ostia. Bacio non voluto da me come testimonia una foto
    Negli anni poi mi sono chiesta chissà chi sarà quel bimbo ora.
    E l' adolescenza con le uscite in bicicletta, con le amichette a prendere il gelato e tornare a casa alle 10. Cassazione!
    E poi la giovinezza, le discoteche sul mare, i lenti tanto attesi, e una coca cola da sorseggiare insieme agli altri , sulla spiaggia a scegliere le stelle. E poi il cinema all'aperto, una vera terapia di gruppo con la brezza rinfrescante.
    Qualcuno si è mai innamorato in montagna?
    Si, il mare e i suoi contorni vincono su tutto.
    Un " mare dentro" ( per citare un bellissimo film)che spesso ci accompagna per tutta la vita.
    Bellissimo l' acquerello con i tre ombrelloni.

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  10. Abbiamo tutti i nostri luoghi della memoria in cui torniamo volentieri anche per la centesima volta. Proprio per rivivere il passato nel presente, piuttosto che per vivere il presente pensando al futuro.

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  11. Mi piace immaginare te e il papà passeggiare lì, parlottare, raccontarvi chissà cosa.
    Mi piace che abbiate conservato questi angolini tutti vostri. bellissimi.
    Ti abbraccio e spero di leggerti più spesso.

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  12. Mi hai fatto pensare al desiderio che ho di riportare mio padre nella nostra amata terra, una cosa ormai impossibile viste le sue condizioni poco consone a un viaggio così lungo. Bello continuare a confezionare ricordi (di cui poi le foto saranno una perenne testimonianza) con le persone che ami, soprattutto nei luoghi che mai dimenticherai.

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  13. Ci sono proprio dei paesaggi che abbiamo dentro di noi e quando ci entriamo in qualche modo entriamo dentro noi stessi. E li hai espresso molto bene, con la tua solita sensibilità
    Un saluto.

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