Un’altra Scauri, per la prima volta in un hotel d’elite (per gli standard locali) che ci ha ospitato con una cortesia tutta speciale e che ha sollecitato la riapertura di scrigni di memoria sopita e nostalgie intatte. Felici di aver riportato papà, consapevoli anche che potrebbe non ripresentarsi un’altra occasione.
Farlo passeggiare in lungo e largo, seppur in carrozzina, gli ha permesso di rivedere e rievocare una vita intera di ricordi, bellezza, serenità, che si accavallavano magicamente all’appello, lasciando in disparte, almeno per un momento, le assenze attuali, i malanni, la fatica del gestire un’esistenza piena, passeggiando per le vie del centro e sul lungomare, rispolverando anche con mia sorella, decenni di vacanze sempre ricche, desiderate, irrequiete, magiche.
Qui ti parlano i terrazzi, le vie, gli scorci al mare, ogni stabilimento una storia e tutto che riaffiora improvviso e nitido generato spesso da scenografie intatte.. è allora che pensi quanto siamo temporanei, quanto il tempo si faccia beffe di tanti nostri capisaldi e sommerga ogni cosa della medesima patina di caducità cui importa poco cosa riusciamo a scavare di diverso, posti di nuovo a contatto in un’esistenza che non è più. Come sulla DeLorean di Ritorno al futuro.
In realtà ce lo agitiamo addosso certo futuro, e a volte vorremmo scrollarcelo, rimanendo attaccati ai ricordi.
Ci ostiniamo.
Prenotiamo hotel di semi lusso come si prenota un atto di fede, spingiamo la carrozzina sulla stessa mattonella sconnessa di trent’anni fa, eppure fila liscia, non inciampa, scivola.
Perché Scauri non giudica il tempo, lo archivia, ti guarda tornare diverso e finge di non accorgersene, per lasciarti l’illusione che sia lei a essere rimasta uguale, è riportare qualcuno che quella casa è come l’avesse dentro, anche se le gambe non rispondono più come prima.
E noi figli, diventati custodi, scopriamo che la vacanza non era il mare, ma era quel breve, minimo permesso di diventare temporanei, nello stesso fotogramma, prima che la patina ricopra di nuovo tutto
Un’altra Scauri perché l’amore, l’affetto, chiedono sempre un’altra volta.
Anche solo per poter dire: “Vedi? Ci siamo ancora”. E il mare lo sa. Scauri lo sa.









Sono preziosi tutti quegli istanti che costruiscono i nostri ricordi. Viverli nel presente e cercare di sentirseli addosso. Un caro saluto Franco!
RispondiEliminaScauri sa tutto e custodisce vita in ogni tempo …
RispondiEliminaPuff!
RispondiEliminamsi svacanzato a Scauri, anche se da bimbi, quelli che ci andavano in colonia ne parlavano molto bene
RispondiEliminaCiao Franco.
RispondiEliminaProbabilmente sto invecchiando a giudicare dall'effetto gli ultimi tuoi post mi provocano.
Oppure sei tu che suoni uno strumento (a corde tese!) il cui vibrare sollecita qualcosa.
Qualcosa di intimo che il cinismo quotidiano rimuove.
Che non vogliamo vedere o percepire.
Che sicuramente è ingombrante ma c'è.
E tu, magico menestrello, ci regali emozioni mai sopite.
Ancora.
A.