sabato 21 luglio 2018

GIUDIZIO UNIVERSALE (THE SECRETS OF THE SISTIN CHAPEL)




Ok, va bene, una miriade di addetti ai lavori lo considera una pecionata pazzesca, ma resta il fatto reale e compiuto che piace, emoziona, avvicina l'uomo all'Arte autentica, lo immerge in emozioni viste sempre e solamente da lontano.

Noi spettatori ci sediamo in una sala, come altre millemila volte ci siamo accomodati al cinema, con uno schermo piatto a riversarci immagini.


Stavolta no, andiamo oltre qualsiasi 3D, la sala prende vita, il genio di Michelangelo tracima da tutte le pareti, da ogni angolo di vista; suoni, colori e personaggi ci incantano raccontandoci la loro storia. La Storia della Cappella Sistina, probabilmente la più grande perla artistica mai creata dall'uomo.

Una storia lunga quarantanni, dove si riversa tutto il genio e la maturità artistica di Michelangelo.



Sì, un'americanata diranno in tanti. Gente abituata ad un approccio meno emozionale con l'arte, e sicuramente più tecnico, dotto e razionale.

Ma questo modo di gestire le opere, di vivisezionarle, di toccarle quasi, creando brividi e coinvolgimento, serve a far crescere l'amore, la conoscenza ed il rispetto per il Bello.




E' utile ad accostare il profano e l'indolente, crea stimoli incredibili.

E quando la tecnologia opera e si prodiga per risvegliare gli animi e le sensibilità, io non posso che ammirare tentativi anche estremi, fuori dell'ordinario ed essere in totale accordo con l'evoluzione dell'approccio alla Bellezza.



24 commenti:

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    1. ahaha.. che poi so' brasiliani... americanatissima del sud!! ;)

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  2. Wowww, che spettacolo.
    sinforosa

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  3. Madonna... dev'essere uno spettacolo bellissimo *___*

    Moz-

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  4. Nel film conta l'effetto emotivo che riesce a provocarti.
    Non l'ho visto e non so che dirti.

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    1. Un bell'effetto.. e anche un descrivere Michelangelo per quell'uomo senza mezzi termini qual era.

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  5. Caro Franco,
    lo so, sono una voce fuori dal coro.
    Non mi piace questo modo di percepire l'arte.
    È difficile ma provo a spiegarti.
    Senza nulla togliere alla bravura di chi realizza questo genere di lavori, sono maestri dell'arte fotografica e cinematografica.
    Ovvio che ci si possa emozionare e magari è più facile comprendere il senso dei capolavori artistici.
    Però...
    Quando vai il quel dato museo e osservi da vicino quella scultura, quel quadro, quel grande capolavoro d'epoca o contemporaneo che sia, le sensazioni sono completamente diverse e magari addirittura opposte a ciò che possa essere raccontato in un video.
    È come una piccola avventura.
    Ti avvicini anche se non puoi toccare ma vorresti intensamente.
    Vedi il tocco del pennello o dello scalpello, osservi quel graffio che magari nessuno ha notato.
    È la tua mente che improvvisamente ti trasporta in quel luogo ed in quei momenti in cui l'opera è stata realizzata, è la tua immaginazione e non quella di qualcun altro che ti fa vivere emozioni vere e sensazioni oltre l'immaginazione.
    Ecco, questo è il modo giusto di conoscere l'arte per me.
    E spero di non essere l'unica.
    Ti abbraccio forte. Ciao.

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    1. Figurati se non sottoscrivo parola per parola quello che sottolinei..quando mi sono ritrovato a tu per tu con La ragazza dall'orecchino di perla, un marasma di sensazioni mi ha rapito dal mondo e trasportato nella tela, quegli occhi guardavano me e tutto il mondo attorno era sparito. Un incanto che porterò nell'anima a vita. Detto questo, però, sono sicuro che spettacolarizzazioni del genere servano ad accostarsi, poi, nella maniera tradizionale, alle varie opere d'arte, con uno spirito diverso, evoluto, sensibilizzato. Anche perché entrare nell'opera in maniera così macroscopicamente, serve anche ad individuarli e percepirli ancora meglio quei tocchi di pennello o di scalpello di cui parli. O almeno voglio crederlo.. e grazie ancora per il tuo bellissimo intervento.. ;)











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  6. Mi fido della tua sensibilità artistica Franco, ma anche a me questa operazione lascia qualche dubbio :).

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    1. Lascia perplessi soprattutto gli addetti ai lavori.. capisco le perplessità, ma voglio considerare tutto il bene di certe operazioni..

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  7. Per me è solo un’altro modo di far conoscere l’arte.
    Ognuno è libero di decidere se ammirare un opera dal vivo o seduto comodamente in poltrona davanti alla TV.
    Oppure leggendo un libro d’arte.
    Non posso giudicare non avendo provato , ma i presupposti perché la cosa mi possa piacere credo ci siano tutti.
    Deve essere stato emozionante.


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    1. Un approccio diverso che può risvegliare emozioni sopite, o forse addirittura mai solleticate prima.

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  8. Non sono un'amante dell'arte però questa esperienza non sarebbe male fare ;)

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    1. E' un'esperienza che consiglio proprio agli insofferenti di mostre e musei tradizionali.. un approccio "diverso"..

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  9. Ammetto che non mi convince questa spettacolarizzazione di qualcosa che è già straordinario di suo

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    1. Anche chi già percepisce lo "straordinario", potrà cogliere eccezionali particolari..

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  10. Questa è un'esperienza che farei. Poi magari avrei un po' da dire e criticare, però la farei.

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    1. Non contesto critiche e storture di naso, ma ritengo questi esperimenti di grande utilità per chi è insofferente all'arte in genere.. nuovi punti di vista possono generare entusiasmi insospettabili..

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  11. A me piace. Serve ad avvicinare le masse all'arte e questo non può fare che bene.
    Non importa quanto capiscano ma importa che attraverso la vista qqualcosa gli arrivi.

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    1. Questo è quel che si dice feeback... un bacissimo!!!

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  12. Che bello, secondo me è un modo alternativo per apprezzare nuovamente quello che siamo abituati a percepire in modo tradizionale. Modi complementari, non che si escludono a vicenda.

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  13. quando ho letto giudizio universale ho pensato alla situazione del paese :-)

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