mercoledì 13 maggio 2026

I CORTI

Adoro i corti. Come adoro i racconti in letteratura. Ho visto sperimentazioni visive che mi hanno colmato l’anima e letto indimenticabili romanzi di cinquanta righe. Ridurrei la vita in aforisma, potendo.

E la farò breve anche qua, riuscendo.

Si è scritto molto, paradossalmente, sui corti, ma le troppe chiacchiere sono già in contraddizione con l’oggetto. Ovviamente chi fa corti principalmente vuole ovviare ai costi, inutile girarci attorno, chi decide poi di specializzarsi in spot e videoclip sacrifica magari la verve artistica ma se è un fenomeno ne uscirà alla grande. Col messaggio e anche con la grana.
La visibilità si è moltiplicata, appunto con canali tematici (musicali), invasioni pubblicitarie e strumenti quali youtube che permettono ad un corto, altrimenti invisibile, di poter alzare la voce.
Ma apro anche uno spiraglio d’incanto con questo estratto da Anti-100 Years of Cinema Manifesto di Jonas Mekas: “In tempi di produzioni opulente, spettacolari, da cento milioni, voglio prendere la parola in favore dei piccoli, invisibili atti dello spirito umano. (…) Voglio celebrare le forme del cinema piccole, le forme liriche, la poesia , l’acquerello, lo studio, lo schizzo, la cartolina, l’arabesco, il sonetto, la bagatella e la canzoncina in 8 millimetri (…) La vera storia del cinema è la storia invisibile - una storia di amici che si trovano insieme per fare quello che amano fare - per noi il cinema inizia a ogni nuovo ronzio di proiettore, a ogni nuovo ronzio delle nostre macchine da presa, i nostri cuori balzano in avanti, amici miei!” 
Poesia ragazzi!.. cos’altro se non un corto per l’anima?…

La vita è un cortometraggio (Enrico Ghezzi). 
E ce ne accorgeremo tutti. Alla fine.

Ed a sigillo vi piazzo, in appena cinque minuti di video, un concentrato di grandissimo impatto emotivo, un intreccio di avventura, thriller, poesia e commozione, atmosfere incantate, un perfetto montaggio che sdoppia il piano visivo e temporale coinvolgendoci in rapide dinamiche, il tutto calato in un tempo fantasy con i suoi mille segreti da svelare.
Qui andiamo oltre il corto cinematografico.

Siamo vicinissimi alla meraviglia.








18 commenti:

  1. L’impatto emotivo indubbiamente c’è, molte suggestioni ed effetti visivi, forse troppi, però il tutto mi sembra fine a sé stesso, non ne ho compreso il senso. Che sia perché non frequento il fantasy?
    massimolegnani

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un cavaliere sordo che elude le armi della sirena.. rimane l'amore tossico, il non sapersi abbandonare, la vendetta atroce.. da cinefilo l'animazione pazzesca e la suggestione cinematografica sicuramente hanno prevalso sulla storia, comunque funzionale..

      Elimina
  2. Sui corti sono d'accordo, ce ne sono alcuni che toccano corde profonde e ammiro che riesce a realizzare opere così emotivamente efficaci.
    Questo che tu proponi è molto inquietante, colpisce l'estetica, la musica è bella, ma in tutta onestà mi sfugge il messaggio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una relazione tossica tra amore, attrazione, repulsione, vendetta in una magia irripetibile..

      Elimina
  3. Poiché apprezzo le cose concise, i riassunti ben fatti, le situazioni che non la tirano troppo per le lunghe... io son per i corti più che per le serie tv o i film, oggi come oggi.

    RispondiElimina
  4. meglio i corti, che quei lunghi pipponi, anche se, nelle docce militari ci facevano tanta invidia

    RispondiElimina
  5. Ormai viviamo in una società dove tutto deve essere veloce e "corto".
    Per certe cose, tuttavia, c'è bisogno di lentezza e lunghezza di tempo e spazio. Ciao Franco, grazie per questo post e buona giornata.
    sinforosa

    RispondiElimina
  6. Orribile... volevo vomitare.

    RispondiElimina
  7. E' vero, esistono corti che sono piccoli film, curatissimi e splendidi. Questo ha immagini e colori molto belli, è studiato nei minimi particolari, ma, come anche qualcun altro ha evidenziato, può risultare piuttosto inquietante. Resta il fatto che, ogni qualvolta un'opera creativa ci colpisce, nel bene o nel male, si può dire che abbia fatto centro.

    RispondiElimina
  8. Avrai saputo che Libero chiude. Se vuoi ti lascio il link della mia nuova casa. A presto

    RispondiElimina
  9. c'è stato un periodo (benedetto) nel quale al cinema prima del film proiettavano un cortometraggio (spesso eccezionali), sarebbe ora di ricominciare

    RispondiElimina
  10. Non c'è dubbio Franco, l'espressione artistica soffre entro limiti strandard preconfezionati, tempo compreso.

    RispondiElimina
  11. Rispetto alla pretesa di considerare un corto esattamente come una sintesi, non concordo col sentire comune. Se proprio lo si vuol considerare una sintesi di qualcosa più complesso, esso deve esser preso come l'inizio di un percorso di ricerca, non come una soluzione finale. Ma resta il fatto che spesso un corto è un'opera d'arte cinematografica completa e, talvolta come nelle intenzioni dell'autore, conclusiva di un suo modo di intendere un aspetto della realtà rimasto ai più celato.

    RispondiElimina
  12. Consentitemi di affermare che "Sculture e Poesie" sono "corti" eppure inducono fortemente alla riflessione emotiva, alla ricerca di quel messaggio interiore che l'Autore, con esse, ha inteso lanciare, produrre, articolare. Quello che conta è la "qualità" del "messaggio" piuttosto che la sua "quantità", perchè è dalla qualità che raccogliamo e se siamo bravi pure cresciamo.

    RispondiElimina
  13. Adoro i cortometraggi, le sculture, i quadri, le poesie e i racconti brevi, perché mi fanno vivere le emozioni e i sentimenti ad essi legati, in tempo reale. Questo che tu hai proposto non è di mio gusto, l'ho trovato abbastanza inquietante, forse non ho compreso bene la trama o, è l'ambientazione un po' spettrale, forse troppo cinematografico ... Ti abbraccio.

    RispondiElimina
  14. Amo la sintesi, la poesia, i quadri che con poche pennellate riescono a riempire l'anima più che la tela. E probabilmente è pure più difficile così che prendendosi tempi e spazi più ampi. Però non può essere tutto breve, tutto corto, tutto in fretta, ci sono cose che richiedono tempi e spazi e modi dilatati e aria, tanta, tanta aria dove le idee possano svolazzare libere e leggere

    RispondiElimina
  15. vedo adesso il corto dai contenuti criptici ed intensi. Il mio pvd: Suggestivo ed interessante. Lo vedo ancora una volta per capire bene i particolari di sicuro peso simbolico. A me sembra un concentrato di simboli che ruotano intorno all'elemento Dio-Natura , perché sembra proprio che il luogo sacro, cioè il luogo in cui si svolge il dramma/vita sia un bacino acquifero dalla forma, anche anatomicamente ben definita, di un cuore (riproposta in chiusura), chiaro elemento volto a rappresentare l'amore come elemento vitale, creativo ma anche distruttivo (come è nelle concezioni spirituali arcaiche) in una sintesi che pare avvicinarci al criterio religioso orientale o, addirittura induista. Il Dio delle acque è femmina, e ricopre un ruolo attivo, distruttore di fatue alleanze fra potere temporale e caste sacerdotali, un qualcosa di innaturale che, come empia alleanza si è ripetuto molte volte nella storia: dalla Roma imperiale-Sinedrio; Costantino, Carlo magno e Sacra Romana chiesa; e poi ancora , Carlos V , Luigi XVI, il brutale Gott mit uns delle Esse-Esse (Non sfigurerebbero in questa analisi riferimenti di recentissima attualità) . Un accordo demoniaco, cioè contro-natura, che in fondo agli dèi non sembra piacere poi tanto. O almeno così pare porcelo il corto in questione. La spaventosa divinità, una via di mezzo fra il leggendario Pan e la dea Kalì amputata degli arti superflui, non ha compassione per gli attori di questa ennesima farsa dell'umanità corrotta, in replica perenne. Ma qualcosa sembra fermare drasticamente la sua sete di giustizia divina, un quid che equilibra nuovamente l'azione del Dio e che è presente seppur in minima parte nell'animo umano. A questo punto la manifestazione distruttiva/purificatrice del dio, si placa e dopo esser stata liberata - grazie alla forza di un atto di amore - dalle scorie di materia (oro insanguinato?) contaminata, torna allo spirito supremo, l'acqua del lago, e si ricongiunge con la Natura-Padre (La morte della dea PanKalì è solo apparente). Per vagliare eventuali conferme dei contenuti, o verosimili smentite occorrerebbe, a questo punto, consultare una recensione seria dell'opera. Franco, posso postarlo sul mio blog? Non ci sono limiti di copyright?

    RispondiElimina
  16. eccezionalmente ho guardato il video :)
    da bambino mi sarebbe piaciuto.
    ora apprezzo la suggestiva ridondanza ma non mi affascina.
    lieto giorno

    RispondiElimina

Sottolineature