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| Poggio |
La magia di Novafeltria, e della Valmarecchia, rimane addosso ad un romano che per un paio di giorni voglia abbandonare l’ostinato caos della capitale, tirando il fiato in uno speciale limbo sospeso tra quiete, natura ed arte.
L’occasione era conoscere finalmente, di persona, l’amico e blogger Riccardo Giannini, il mitico Riky. E poter vedere uno sguardo, dare vita ad una foto; timbro, ad un tono di voce; sorriso, ad una entità virtuale con la quale è comunque sempre esistita empatia - confermatissima da questo piacevole incontro -.
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| Sant'Agata Feltria |
E aggiungo il magnifico impatto con l’ambiente e le persone incontrate, tutte sorridenti, affabili, cordiali, disponibili.. un qualcosa di un’anomalia folle rispetto agli algidi e scontanti standard relazionali cui siamo abituati nella metropoli.
Dal barista al giornalaio, dal gestore del b&b all’addetto della biglietteria di San Leo, ognuno prodigo di attenzione, cortesia, sensibilità.. robe davvero da non credere.
Un piccolo paradiso dove appaiono evidenti l’assenza di stress, i ritmi dilatati e la sensazione palpabile che la fretta sia quasi un parametro sconosciuto a queste latitudini, se poi sommiamo la mia intolleranza alle atmosfere romane, indubbio che esperienze del genere finiscano per lasciare tracce indelebili.
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| San Leo |
Ho visitato rocche, chiese e manieri, traversato campagne, sfidato l'orlo dei calanchi, praticamente da solo, mentre il mio amico lavorava, difficile incontrare anche altri turisti, altre ombre oltre la mia, curiosa e sorpresa quanto me.
Eden incontrastati dove la natura è nettamente in vantaggio su tutto, una vallata di solchi ramificati diventa set quasi fantascientifico, tra corsi d’acqua puntellati di minimi borghi, ognuno con la sua storia ben esposta sul petto, ognuno con uno spirito di accoglienza a rendere protagonista anche il visitatore casuale.
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| Calanchi del Maioletto |
E l’amplificazione del silenzio sicuramente un effetto di scarso impatto sui residenti; loro sono abituati bene.
Noi che giungiamo da mondi estremi invece, facciamo fatica ad elaborare queste pause che ti ingoiano e abbracciano di vicolo, di sentiero, di piazza; ti sbattono cielo e orizzonti tutt’attorno e il paesaggio si disegna come intuito dai tuoi desideri, e non ti stancheresti mai, stordito di bellezza stratificata.
Continuo rigenerato e rapito fino ad addentrarmi, sulla strada del ritorno, tra le pendici del Fumaiolo e scoprire le meravigliose cascate dell’Alferello, acque limpide e rampanti..
se penso che il Tevere nasce qua, e tra qualche ora ci ritroveremo a Roma assieme.. entrambi sfibrati e inguardabili..
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| Alferello |
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RispondiEliminaGrazie ancora per la bella visita e per i bei momenti passati insieme. Confermo quanto ti ho detto di persona: i blogger e le blogger, che ho avuto la fortuna di incontrare dal vivo, mi hanno fatto un'impressione moooolto migliore di quella - già molto buona - che avevo nella versione "online" (poi è diverso chattare privatamente rispetto a uno scambio di commenti: ci si conosce di più). Mi ha fatto molto piacere anche farti conoscere Marina e i miei genitori...Hai visto (e vissuto) un po' del mio "micromondo".
RispondiEliminaVeniamo invece alla mia adorata Novafeltria e alla mia Alta Valmarecchia...Hai scritto benissimo, noi siamo abituati a un silenzio, a una pace, che altri potrebbero invidiare. Novafeltria ha i suoi problemi, ma anche i suoi punti di forza. Quasi come fosse una persona. E la comunità che spesso si "autoflagella" sa essere migliore, come dimostra nell'accoglienza ai suoi ospiti!
Confermo le tue parole, sono zone fantastiche e assolutamente da visitare.
RispondiEliminahai reso merito e fascino a questi luoghi appartati e splendidi. Mi ha colpito come tu sia riuscito a far sembrare fotografie due dipinti e a far credere dipinti alcune foto. In ogni scatto si sente che ti sei riportato a Roma dei valori che restano, amicizia, natura, storia, silenzio.
RispondiEliminamolto suggestivo!
massimolegnani
chissà se una volta terminate le risorse energetiche e con la popolazione diminuita almeno di un 70% gli umani abbandoneranno le città come successe alla Roma dei cesari e per sopravvivere torneranno nelle campagne e sulle colline, chissà
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