mercoledì 7 gennaio 2026

DANIELE VERZETTI, BLOGGER

 


"Daniele Verzetti era un blogger come noi che è venuto a mancare nel
gennaio del 2025. A un anno dalla sua morte lo vogliamo ricordare con un
pensiero, un suo verso, un'immagine. L'abbiamo conosciuto in tanti, con
lui abbiamo dialogato amabilmente, a volte discusso polemicamente, ma
sempre in modo civile. Daniele aveva delle idee forti e le esprimeva in
modo libero nella sua Agorà, con poesie, scritte o video, impegno civile
e collaborazioni con altri blogger. Per questo ha lasciato dietro di se
un ricordo bello nella blogosfera. Per questo vogliamo ricordarlo.
Unisciti a noi il 15 gennaio"

(Diego Alligatore)


Mi unisco volentieri - anche se velato di profonda malinconia - al ricordo di Daniele, scomparso improvvisamente ad inizio 2025.

Era una persona con la quale intrattenevo dialogo, mail, contraddittori, foto e scambi di opinione a prescindere dalla convenzionale e consueta via che unisce una rete di bloggers.
E c'eravamo sfiorati, a Genova, per un incontro di persona poi sfumato.

Con Daniele esisteva empatia, stima, rispetto, che superavano serenamente tante divergenze sulle più svariate opinioni, dalla politica fino al calcio. 
Ci univano soprattutto la poesia, la complicità, la franchezza, e mi piaceva quel suo fervore su piccole e grandi questioni, ma sempre con una passione ed un coinvolgimento fuori dal comune che trovavo encomiabili.

Ci lascia un ricordo che rimarrà nel tempo.

Un blogger "scomodo", come ti ha definito con efficacia il comune amico Diego. Scomodo e necessario. 

Ciao Daniele.


"Una malinconica giornata di sole
Non è un lasciapassare verso nuove speranze
Ma solo quello che vediamo
Una malinconica giornata di sole
Una carezza pietosa e compassionevole
Pronta a sussurrarti all'orecchio:
"Hai fatto il possibile
Di più non potevi ottenere"


..come inquietante presagio.. dal suo ultimo post


  

domenica 4 gennaio 2026

MEDIATORE


Sembra esista davvero una figura simile, ingaggiata anche dai tribunali, per smaltire le tonnellate di cause civili che intasano la Giustizia.
Il mediatore, appunto:
media, negozia, tratta, risolve, definisce.

Riconosciuto dall’Associazione nazionale mediatori professionisti (ANMP - esiste davvero! -).

Un personaggio super partes che scova il cavillo,
l’intoppo o il nodo; e li scioglie.

Uno che vede oltre la rabbia cieca dei contendenti,
un risolutore sempre con l’esatta chiave in mano,
mente lucida in classico caos,
pacato decisionista, accorto restauratore,
dalla visone limpida attraverso le nebbie più adirate,
affianca i magistrati e concilia migliaia di controversie.

La sera poi a casa lo accolgono i teneri pargoli: “Papà! Lucia mi ha rubato Jeeg Robot”
“Non è vero, è volato dalla terrazza da solo!”
“Digli qualcosa tu papino, altrimenti gli strappo tutte le pagine del diario!!”
e la dolce consorte:
“Ti sei ricordato di comprare il pesce? Stasera pane e acqua, giuro! Dimentichi sempre tutto..
non è un ristorante questo, e neanche un albergo.. ah fai scena muta adesso!?”

Per questo gran parte dei mediatori spesso non hanno orario, e sono reperibili per qualsiasi lavoro urgente,
- anche molto lontano da casa - h24.


martedì 30 dicembre 2025

DOVE ABITA DIO


LA FORMA DELLO SPAZIO  (da le Cosmicomiche di Italo Calvino)

Cadere nel vuoto come cadevo io, nessuno di voi sa cosa vuol dire, per voi cadere è sbattersi giù magari dal ventesimo piano d'un grattacielo, o da un aeroplano che si guasta in volo: precipitare a testa sotto, annaspare un po' nell'aria, ed ecco che la terra è subito lì, e ci si piglia una gran botta.
Io vi parlo invece di quando non c'era sotto nessuna terra né nient'altro di solido, neppure un corpo celeste in lontananza capace d'attirarti nella sua orbita. Si cadeva così, indefinitamente, per un tempo indefinito. Andavo giù nel vuoto fino all'estremo limite in fondo al quale è pensabile che si possa andar giù, e una volta lì vedevo che quell'estremo limite doveva essere molto ma molto più sotto, lontanissimo, e continuavo a cadere per raggiungerlo. Non essendoci punti di riferimento, non avevo idea se la mia caduta fosse precipitosa o lenta. Ripensandoci, non c'erano prove nemmeno che stessi veramente cadendo: magari ero sempre rimasto immobile nello stesso posto, o mi muovevo in senso ascendente; dato che non c'era né un sopra né un sotto queste erano solo questioni nominali e tanto valeva continuare a pensare che cadessi, come veniva naturale di pensare. 

Ovvio che attribuire lo scenario narrato da Calvino come ad un "dove abita Dio", sia solo una mia personale ipotesi. 

Ma sembra habitat naturale; dove nulla è definito, dove qualsiasi orizzonte, scenario, ipotesi, riferimento è impalpabile, inconsistente, invisibile.

Inimmaginabile.

Dove facciamo - dobbiamo e dovremmo fare - fatica a raccapezzarci, e senza cavarne comunque un ragno dal buco (o dal nido, rimanendo in tema calvinano..).

Dove l'autore descrive da maestro quel "nulla" che la fa da padrone, da "dio". 

E così dovrebbe essere in circostanze simili, dove una "minima" parte di creato riesce davvero a metterci in difficoltà ("non c'erano prove"), lasciarci basiti. 

Mentre nel convenzionale comune il Creatore in persona sembra proprio che no, non ci imbarazzi affatto.

E questo sì, è davvero imbarazzante.. 




venerdì 26 dicembre 2025

L'ALBERO

 

Cartolina concorso Scripta Ludus

Dal concorso Scripta Ludus della mitica Luz del blog Io, la letteratura, e Chaplin,

ecco il mio incipit vincitore, pari merito con Marina Guarneri, direttamente ispirato dall'illustrazione qui sopra. 

Invitiamo ogni blogger di ogni ordine e grado a prendere nota dell'evento e delle successive edizioni, cui faremo comunque discreta pubblicità.. non troppa però altrimenti le probabilità di vincere mi si andrebbero assottigliando.. ihih.. 

"Il fuoco nel camino crepitava, ed era probabilmente l’unica fonte di calore a non tradire, a differenza di tutto il resto.
In silenzio padre e figlio cercavano di creare atmosfera dal nulla ma i pensieri viaggiavano altrove, e in direzioni differenti.
“No Giorgio, la mamma credo proprio che non lo vedrà l’albero, comunque un bella stella luminosa la mettiamo; che si scorga a distanza, e la Befana magari riempirà anche la sua calza appesa”.
Il papà parlava lentamente, come sospeso tra la speranza da trasmettere a Giorgio e quel sostenere un’ostinata lotta all’evidenza.
E chissà,  pensava, in qualche angolo della sua coscienza il Natale riuscirà a smuovere qualcosa di buono, sempre che riesca a trovarlo.
“Ci lascerà soli anche stavolta? Forse siamo stati noi quelli incapaci di comprendere e non abbiamo fatto mai abbastanza, o piuttosto io non ho fatto nulla, affinché l’irreparabile non accadesse.. certo è stata dura cavarcela, senza che tua madre si facesse viva una sola volta, specie questo ultimo anno, anche se alla fine manca, e so che manca tanto a te.”
Giorgio, assorto, continuava a tendere luminarie al padre, tra i luccichii della camera che tante volte li aveva visti giocare e sorridere come una famiglia serena, ricordava i sorrisi della mamma, si chiedeva di continuo cosa potesse aver fatto di così brutto per meritarsi quell’abbandono, senza di lei era davvero dura, anche se papà si prodigava i tutti i modi e cercava di farlo sentire meno a disagio possibile, ma le feste, nonostante luci e addobbi, nascondevano solo malinconia.
Uno scampanellio lo ridestò improvvisamente..
“Suonano alla porta!! Vado a vedere.. magari è lei!..”
Giorgio era raggiante mentre correva quasi alla porta, il papà un po’ meno, temeva la polizia, piuttosto, che mai aveva creduto a quell’allontanamento volontario e lo stava torchiando da tempo, quel papà amorevolmente afflitto e, all’apparenza, inoffensivo.."

Con l'occasione i migliori Auguri di Buone Feste all'intero universo blogger!! 

 


mercoledì 24 dicembre 2025

MENTRE RILEGGO

 


Storie a vento,
albe che rotolano veloci a soffocare l’orizzonte,
i pensieri delicati e confusi, insieme.
Un dispiegarsi di giorno
da occupare come meglio si crede.
Ma lo abbiamo davvero
un meglio da dedicare?
Mentre scrivo però, anzi,
mentre rileggo,
mi accorgo che me lo dedico,
il meglio.

venerdì 19 dicembre 2025

L'ORA DEL DIAVOLO

 


"Mi stai leggendo nei racconti di Pessoa, ma non sono quello autentico, neanche tra le sue righe
- per altri versi, illuminanti -.
Lui immagina, come stai facendo tu ora.

Ma come siete lontani dalla realtà, tutti!
Come potrebbe farvi impazzire all’istante quella concretezza che con tanta fantasia, da millenni, cercate di tradurre nelle vostre testoline, e trascrivere sulle vostre paginette.

Potrei ammettere di esistere, di aver compiti e origini differenti da quelli conferitimi, in linea di massima, da chiunque si appresti a citarmi e collocarmi.
Potrei venirvi incontro, palesarmi in maniera del tutto discordante da quella che molteplici fantasie tendono ad escogitare.

Ma nasco con voi, e mi estinguo con voi, ogni volta.
Appartengo, unicamente, a chi mi considera, disegna, concepisce e descrive.
Non posso somigliare a nessun altro che al mio artefice.
Non posso contribuire che ai suoi esclusivi sogni,
desideri, visioni e timori.

Quindi leggetemi pacatamente attraverso i filtri di chi scrive
e decide di concedere confidenza.

E fidatevi solo quanto potreste fidarvi dell’autore."


domenica 14 dicembre 2025

VARIANTE PANETTONE

 


C’ho pensato l’altro giorno, aggirandomi al supermercato, nell’enorme settore dedicato a panettoni e pandori.
Guardavo distrattamente l’infinità varietà dell’offerta fino a fare caso al minuscolo dettaglio che sembrava sfuggire e solleticarmi contemporaneamente.

Non c'erano panettoni classici.
Non vedevo un solo panettone classico.
Insomma, quello che nasce esclusivamente con canditi e uvetta.

Ho pensato dapprima ad una svista,
poi ho cominciato a leggere attentamente. 

La cosa meno rivoluzionaria era la variante senza canditi e/o uvetta. Poi si passa al panettone alle pere, al cioccolato, al caffè, alle ciliegie, al limoncello, al prosecco;
ripieni, a strati, in svariate forme geometriche;
e panettoni in tutte le possibili modalità offerte dalla farcitologia mondiale ma non uno - ripeto -  con quei due minimi ingredienti che lo hanno tenuto a battesimo.

Mi chiedo allora, perché non vi comprate un pandoro?