Spesso siamo convinti di agire
su una linea comune
con l'universo circostante,
parametri in grado di essere compresi da tutti
esattamente come li descriviamo.
Invece infrangiamo vetri;
inconsapevoli, procuriamo spesso ferite
convinti di elargire carezze.
Accade che quel mondo non coincida col nostro.
Ci osservi da altre vette, lontananze diverse,
storie differenti,
e curi altri universi, sensibilità distinte,
che sfuggono ad errate,
probabilmente approssimative,
indagini.
E noi che si va a tentativi,
finiamo col chiederci:
ma se siamo (siete) così sensibili, perché non una pagina word,
o meglio ancora un anonimo bloc notes,
anziché un blog?
Perché non dialogare con se stessi,
anziché credere di poter frequentare il mondo
senza danneggiarlo e,
decisamente più importante,
senza esserne danneggiati?





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