mercoledì 6 gennaio 2016

OPERAZIONE U.N.C.L.E. (2015)

 


Mettete in mano Il ponte delle spie a Guy Ritchie, ed ecco a voi la perfetta sherlockolmizzazione della Guerra Fredda, un'eccentrico frullato di atmosfere bondiane, miranti sempre all'eccesso, dal duello rusticano al fioretto verbale, dall'esaltazione del colore al clima dei brillanti anni sessanta, passando per la battuta frizzante e lo sfregolìo di personalità.


Tutta la cupezza di un periodo tesissimo trasformata in thriller sopra le righe tendente alla goliardia pura pur in presenza di crimine e morte, ma tutto permeato dalla consueta maestria e gioiosa irriflessività ritchieana, che inverte i tempi, sconquassa i montaggi, seziona lo schermo, decelera e impenna, combina addirittura le note di Peppino Gagliardi in una epica scena action movie che esalta la potenzialità dei contro tempi cinematografici.


La forzata complicità tra una brillante spia statunitense e uno schematico agente del KGB, volta a sgominare una banda internazionale che mira al possesso di armi nucleari, innesca un plot teso e divertito, che ricorda inevitabilmente i contrasti di carattere di Watson e Holmes e non rinuncia ai cari meccanismi che caratterizzano Ritchie fin dai tempi di Lock & Stock.


Il vintage esasperato, le location ricercate, l'azione frenetica, la sceneggiatura effervescente fanno il resto.. perlomeno fanno dimenticare facilmente certi pretenziosi 007 ormai decisamente alla frutta...


6 commenti:

  1. E' un soggetto troppo abusato anche se può essere fatto bene.

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  2. mi sa tanto che l'ultimo 007 non ti è piaciuto...

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  3. Francuzzo, mi hai riportato alla mente un film 🎬"Operazione San Gennaro" ...cambiando i fattori...purtroppo il risultato cambia...eccome se cambia!

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  4. Sarà, ma a me non ispira più di tanto.

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  5. A Franchì, ma quanto sarai bravo? Voto: 8 e mezzo + 2 (giusto per rimanere in tema cinematografico!)

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