L'Odissea non è stata
mai scritta, è un rimando di canti e leggende che un bardo puntuale richiama
ossessivo, e quante volte dimenticheremo di nuovo le parole, il narrare, lo
scrivere e anche la brutalità dell'intera nostra storia, un assist volontario
che Nolan offre all'immagine, al cinema, al Suo cinema, veicolo portentoso di
presa di coscienza a superare canti o leggende; oggi è l'Immagine il nuovo
bardo comunicativo, a riempire schermi e anime a trascinare sensi di colpa e la
consapevolezza dell’immenso e inutile male procurato, che accompagna e
accompagnerà Ulisse, esiliandolo per decenni fino alla resa dei conti con
l'amata Penelope e la corte di avidità che la assedia, come lui ha assediato
Troia, uscendone vincitore ma in realtà sconfitto, con l'assillo delle
sofferenze, delle infinite alterazioni causate da un epilogo di guerra, avvolto
in spire impietose, inseguito da divinità furiose e compagni scomparsi,
rimpianti e strazi, supplizi e angosce.
Qui il gran merito di Nolan che gioca come al solito
col Tempo, come in Memento e Interstellar (la sua personale ed originalissima
Odissea), il tempo del viaggio e quello della riscoperta, e cosa meglio dell’opera
originaria per articolarne di nuovo le
infinite manipolazioni, le attese, le promesse, gli inganni.
Divinità manifeste ed altre occulte, tele tramate e poi scomposte, il riaggancio
dell'insensatezza guerriera ai mali dei nostri giorni, barbari e selvaggi come
quelli di millemila anni fa e il tormento morale di Matt Damon (forse fin troppo
Nick Nolte), radicato e angoscioso ma spalleggiato da un Olimpo permaloso ma
quasi sempre benevolo (tranne quando costringe Calipso a restituirlo alla sua
brama di casa.. sì, lo ammetto.. sarei rimasto con lei su Ogigia altri quindici
anni..)
Il film viaggia sui consueti parametri nolaniani, un
gioiellino di suoni e fotografia a coinvolgere lo spettatore e portarlo in scena a respirare tempi, pause, e
ogni variazione d'atmosfera, come con Sinone, evocato dall'Ade, a rigettare sul
suo comandante eroe l'impotenza e lo sconforto di chi lo avrebbe seguito per
qualsiasi via, mai intuendo l'immensa punizione che Ulisse stava infliggendo ai
suoi accoliti.
Il finale risente del punto debole nolaniano, i
combattimenti tra più soggetti non rientrano tra le specialità del regista,
anzi, lasciano un'idea come di approssimazione quasi stucchevole, in compenso
non mancano gli spunti epocali come la presa di Troia in un crescendo di
percussioni a renderci protagonisti, oppure l'essere uscito con eleganza e
originalità dalla trappola didascalica del Polifemo classico, questo non gli ha
comunque impedito di doversi misurare con la vena horror di Circe in un eccesso
virtuosistico probabilmente fuori misura, così come con i giganti Lestrigoni.
Rimane comunque impresso un disegno di immensa
attualità dove costante è il tentativo di renderci consci dei droni sopra le
nostre zattere, sulle quali quotidianamente affrontiamo personali oceani da
attraversare, dei sibili di sirene di fronte alle quali davvero pochi di noi si
fanno legare per resistere, un viaggio meno fantasy ma non certo con meno
trappole e bivi impervi a forgiare personalità e desiderio di stabilità, di
casa, di assunzione di un ruolo, quel ruolo che facciamo una fatica enorme a
riconoscere anche se ci sollecita, lo perdiamo di vista, sordi e accecati, e
magari solo l'istinto di un cane fedele, ostinato e caparbio ci rigenera
visione e, chissà, un attimo di quella quiete inseguita una vita.

poi tutto passa ed ognuno avrà avuto la propria odissea
RispondiElimina..che poi è il messaggio del film.. ognuno vive la propria, personalissima Odissea.. solo che ad alcuni je tocca Calipso tutta la vita e altri hanno da combatte coi ciclopi e le sirene (della polizia spesso..)
EliminaNon ho l'abitudine di andare al cinema d'estate, ma questo m'incuriosisce molto! Come sempre la tua recensione è fantastica e fa proprio venire la voglia di andare al cinema!
RispondiEliminaCon queste temperature tre ore al fresco, comodi e tutto condito da buon cinema, ti assicuro ci stanno proprio bene.. ;)
EliminaGrazie Franco, sono curiosa.
RispondiEliminasinforosa
Spero soddisferai la curiosità.. e fammi sapere..
Eliminanonostante la tua vivida recensione, piacevole da leggere, questo film non mi attira
RispondiEliminabentornato Franco
massimolegnani
Concordo decisamente sul potere di alcuni film di attirarti o meno.. segui l'istinto.. il tuo poi sbaglia davvero di rado.. ;)
EliminaNon avendolo visto non esprimo giudizi, ma d'altronde si sa quel che ci si può aspettare dai film hollywoodiani ;-)
RispondiEliminaNiente e nessuno può tenermi seduta su una sedia per 3 ore, neanche Nolan. Quindi segniamoci questa mia ulteriore mancanza cinematografica.
RispondiEliminatutto quello che viene 'propagandato' eccessivamente mi insospettisce e poi il cinema statunitense ha stancato
RispondiEliminaDetta come l'hai detto quasi mi riconcilia con un film che, più ne sento parlare, e meno voglia di berlo mi viene. Ma se c'hai scorto qualcosa di buono è un punto a suo favore.
RispondiEliminaAlmeno uno.
Un salutone
Si vederlo, naturalmente, non di berlo...
EliminaMaledetti ditoni e correttori automatici!
Personalmente preferisco l Odissea diretta da Franco Rossi e data in Rai nel 1968. Mi sembra più s misura di "Storia" e di "Mito" e meno densa di battaglie anche cruente che a volte cozzano con il "sapore" e il " contesto" esplicito di quegli ambienti.
RispondiEliminaÈ sempre una piacevole sorpresa osservare come lo stesso film, soprattutto se d’autore, possa suscitare reazioni tanto contrastanti e suggerire ad ognuno riflessioni diverse sulla vita, le sue cadute, i fallimenti, i tormenti che rimangono spesso segreti, i traguardi raggiunti e la ricerca di un senso più profondo.
RispondiEliminaBellissimo resoconto di quanto il film ti abbia lasciato. Ho l'impressione che ti sia piaciuto molto e condivido tutto, anche le poche riserve (soprattutto la "scazzottata" finale). Non è un capolavoro ma è un bellissimo esempio di cinema. Stavolta siamo allineati ed è un piacere. Un saluto.
RispondiEliminanon mi attira.
RispondiEliminaliete vacanze
Bella la tua recensione. Come sempre la tua scrittura cattura e non è mai banale.
RispondiEliminaCiao Franco, ben tornato! Hai fatto una bella recensione e ti ringrazio. Ci faccio un pensierino. Non mi attira molto l'idea di vederlo sopratutto per la lunghezza che mi inchioda alla poltrona.... Sono diventata un po' smaniosa e, non ce la faccio a stare tanto tempo ferma😉. Un abbraccio.
RispondiEliminaLo devo ancora vedere, non so per quel motivo non mi attira (e veramente no ho spiegazione logica).
RispondiEliminaSono andata a vederlooo.
RispondiEliminaSul film ti dirò che, inizialmente, Ulisse non mi faceva così tanta simpatia, anzi. Continuavo a chiedermi "ma perché fai così, smettila!".
Poi verso la fine ho capito che era proprio questo l'intento della pellicola; far vedere non un eroe ma un essere umano che si comporta come tale e però affronta anche le conseguenze dei propri errori. Non sempre rimediando, perché a volte non è possibile, ma facendone quantomeno tesoro.
Nella vita reale c'è chi questo viaggio è disposto a farlo e chi no. È giusto scegliere secondo la propria natura, perché poi alla fine i conti si fanno solo con sé stessi. Un abbraccio forte e buona estate ❤️
Ciao Franco, io sono legata allOdissea che davano a puntate negli anni '60 e a quella interpretata da Kirk Douglas.
RispondiEliminaBuon ferragosto caro amico con un grande abbraccio, quando vuoi, sai.💖