lunedì 18 maggio 2026

SOLO PER DISSETARSI

 


Alla soglia degli ottant'anni, Sandro viveva come un prigioniero rassegnato. Le mura di casa sembravano trasudare l'ombra di un fato ormai ripiegato su se stesso: quello di sua moglie, malata da tempo, depressa e china al destino.
Lui la accudiva con dedizione silenziosa, ma con lo sguardo perennemente rivolto all'indietro, incagliato in un'altra età in cui avrebbe potuto prendere decisioni vitali che non aveva mai avuto il coraggio di affrontare.

A tenerlo in vita, oggi, era un filo sottilissimo e ostinato. Un'anomalia sentimentale che non aveva nulla di morboso, ma tutto di una disperata, vitale necessità: il legame con l'altro, vero e unico amore della sua vita.

Quella che in gioventù era stata una tempesta emotiva, si era decantata nel tempo trasformandosi in premurosa amicizia. Lei era la sua chimera e, al contempo, la sua unica costante reale; un sogno di balsa mai disancorata, avvolto in un vagheggiamento antico che sopravviveva intatto forse perché non aveva mai dovuto misurarsi con la quotidianità.

Le loro vite avevano preso strade parallele, eppure lei non si era mai davvero eclissata.
Perché lo faceva? Perché rispondeva ogni giorno a quell'uomo invecchiato nei propri rimpianti? Non per pietà, ma in nome di un'antica, profonda, tenerezza.
Lei gli offriva una quotidiana carezza telefonica, facendosi sponda generosa e discreto salvavita.
Ascoltava le fatiche di lui, i racconti su quella moglie ormai irrecuperabile, accogliendoli con la memoria ormai sbiadita ma delicata, di ciò che magari sarebbero potuti essere insieme.
Da parte di lei era rimasto un tratto di profonda, rispettosa amicizia, un morbido trait d’union, cosciente di quietarsi nel sogno irrealizzato.

La moglie, che Sandro non aveva saputo rinnegare quando ne avrebbero avuto tempo ed energia, era sopravvissuta alle bufere del cuore.
Ora, divenuta relitto bisognoso di cure, non poteva certo essere abbandonata alla deriva.
Se in gioventù Sandro aveva fallito nel coraggio dell'amore, oggi un'etica ferrea lo legava a doveri coniugali assoluti.
Scontava la sua pena di rimpianti, ma trovava il suo riscatto morale in questa assistenza quotidiana.

Quel sogno svanito senza il coraggio di disegnarsi futuro, continuava a respirare.
Due volte al giorno.
Una breve telefonata al mattino per schiudere la giornata, una la sera per rincuorare la notte.
Pochi secondi laconici in cui il tempo si azzerava.

Era l'affaccio sul rimpianto per lui, accolto dalla cortese, infinita grazia di lei, sogno di ogni uomo che può impazzire di desiderio.
«Ciao Sandro, buongiorno!» squillava la voce dall'altra parte della cornetta, vivida e leggera.
E lui, chiudendo gli occhi per isolarsi un istante dalla stanza in penombra, sussurrava:
«Ciao amore». Senza malizia, senza illusioni.
Solo per dissetarsi, per un minuto almeno, a quella felicità dissipata a suo tempo, e che ora doveva bastargli per sopravvivere.

 


46 commenti:

  1. È un racconto che colpisce perché parla di un amore che non ha più alcuna possibilità, ma resta nella memoria viva. Non c’è scandalo, né tradimento nel senso comune, c’è piuttosto il peso delle scelte non compiute e la fedeltà dolorosa alle conseguenze della propria vita. Il finale è struggente, perché non c'è più un futuro, ma sopratutto perché quell'amore non ha vissuto una vita reale!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il peso delle scelte può compromettere una vita e, ancor più, segnare un futuro..

      Elimina
  2. L’amore mai concretizzato mai morirà
    Molto ben raccontata questa tristissima vicenda.
    massimolegnani

    RispondiElimina
  3. Gli aspetti dell'amore sono infiniti e quello da te ben raccontato è uno di quelli. Grazie Franco, un abbraccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Amore tossico, anomalo, che crede di sopravvivere di fiaba ma può affogare in un istante

      Elimina
  4. È molto toccante, questo tuo racconto, e mi fa pensare tanto...Io penso che per Sandro quel legame con l'amica sia "una fantasticheria" in cui si è rifugiato per sopravvivere al dolore di una malattia che gli sta portando via la moglie..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certi passati incompiuti ti possono restare addosso fino a quando l'illusione non s'inceppa..

      Elimina
  5. Il cuore umano è grande abbastanza da contenere più amori , reali e immaginari ; quando immaginario un amore può diventare carburante per la vita che dopo le tempeste seguenti alla perdita dell’amore reale diventa una forma di attaccamento necessario per uno scopo emotivo , indispensabile per cominciare e terminare il giorno arieggiando le stanze dell’anima .
    Bello il tuo testo, molto riflessivo ed evocativo .
    Ti abbraccio
    eos

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Eos.. c'è uno scopo emotivo e un gioco che resiste..ma i fattori esterni possono incidere a lungo termine..

      Elimina
  6. In vecchiaia si capiscono meglio tante cose, e anche delle "semplici" parole valgono come se fossero veri abbracci.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. .. e comprendere col tempo può divenire sollievo ma anche rimpianto feroce..

      Elimina
  7. Amaro e tenero allo stesso tempo... Bravo Cugino!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. .. vite che si comprendono.. anche se da fuori possono risultare incomprensibile, specie a chi non sa né può sapere..

      Elimina
  8. L'immaginazione a volte aiuta a vivere. Ma io sono per le cose vere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. C'è a chi non rimane altro, e chi si prodiga forse a rimediare..

      Elimina
  9. Chissà se certe cose non sfioriscono solo perché non sono fiorite o non sarebbero sfiorite lo stesso? Chissà se le cose sarebbero andate diversamente se fossero andate diversamente? Chissà s non avessimo fatto gli errori nel passato come sarebbe andata? E se ne avessimo fatti degli altri di errori? Chissà...
    Però così è e questo non cambia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tante domande senza risposta..e a volte manteniamo fili quasi invisibili ad alimentare almeno il sogno di quel "diversamente"..

      Elimina
  10. quanto è diversa la vita dei caporioni, grazie al conto in banca, quante vite, quanti amori.
    Però per NOI mortidifame son tutti meriti per l'aldilà

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto..a tanti spesso neanche il sogno rimane..magari un'altra vita ci vedrà protagonisti e gratificati..

      Elimina
  11. Possibile... viviamo su tanti piani e in tante dimensioni...

    RispondiElimina
  12. ...fallito nel coraggio dell'amore...
    Bellissimo post.
    :)

    RispondiElimina
  13. Bello questo piccolo racconto, ma terribilmente struggente e triste se si pensa che sia in verità la realtà di molte coppie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ..ci sono vite alternative che resistono, intrappolate nel sogno.. irrealizzabili ma tenaci, come un salvagente dopo il naufragio..

      Elimina
  14. "Frammenti di un discorso amoroso "

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ..discorsi amorosi che si dissetano di sogno irrealizzato..

      Elimina
  15. Bello questo racconto, anche se è una storia che lascia l'amaro in bocca. Un amore diventato una forma di carità e un filo mai spezzato che solo serve per sopravvivere un poco. Direi amori deformati.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Amori deformati.. esatto.. credo non potessi descriverlo meglio.. una forma di signorile compassione che vive di rispetto e memoria..

      Elimina
  16. Una storia molto amara. Il rimpianto e il senso di colpa sono veramente macigni pesantissimi da sopportare. Quella voce amica lo sa e offre il suo aiuto come può. Lei è una piccola ancora di salvezza per non affogare in quel mare di dolore e rassegnazione.

    RispondiElimina
  17. Risposte
    1. Grazie per la tua approvazione Felice, ne sono particolarmente fiero.. un abbraccio!

      Elimina
  18. Franco...
    Un testo disarmante.
    Un amore disarmante.
    Bellissimo.
    Ciao.
    A.

    RispondiElimina
  19. Gli amori mai vissuti non potranno mai morire per forza di cose. Capisco che spesso i sogni infranti siano gli unici sogni che restano, però non mi piace l'idea di rimanere attaccata ad un filo al cui capo c'è solo il passato. Bisognerebbe piuttosto cercare la serenità nella solitudine, cosa che a proprio tempo magari avrebbe trasformato il finale per Sandro

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dinamiche attaccate tenacemete a una sola flebile - anche impossibile - speranza.. ne esisteranno sempre.. è il bello del nostro essere uomini, credere nell'impossibile..

      Elimina
  20. Un racconto molto toccante... Sereno pomeriggio
    Ros

    RispondiElimina
  21. tutto a posto e niente in regola?
    lieto giorno

    RispondiElimina
  22. Un racconto che fonde realtà, passato e speranze malinconiche volte a un futuro più o meno immediato. Siamo fatti di carne e follie, di tentazioni e sogni tenuti con difficoltà a distanza, di voli pindarici in aria che basta un attimo a far diventar mattoni. Non siamo nè mai lo saremo esseri perfetti ma solo umani perfettibili. E in questa vita in cui il tempo s'accorcia possiamo trovare svariate giustificazioni e possibilità mai ponderate prima perchè solo speranze lontane. Adesso desideri trainanti da controllare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carne , follia, tentazioni e sogni.. qualcuno arriva e ti bussa alla porta.. eccomi.

      Elimina

Sottolineature