sabato 3 febbraio 2018

DUE FILM CHE POTEVANO RENDERE MEGLIO


THE POST

Perché non rimarrà nella storia come Tutti gli uomini del Presidente? Forse per l'eccessiva lentezza, per la poco spettacolarità, per le non così eccelse performances di Hanks e Streep, e tutto questo nonostante le rivelazioni di The post siano, almeno a mio avviso, infinitamente più devastanti di quelle del Watergate.

Il doppiaggio italiano stavolta credo non renda ampia giustizia, specialmente a Meryl Streep. La storica Maria Pia Tempestini la dipinge alquanto lagnosetta, e anche Tom Hanks appare fumettistico e dedito al ghigno perenne.
La regia di Spielberg risulta eccessivamente pacata, da compitino sufficiente, con una prima parte addirittura propedeutica al sonnecchiamento, senza alcuno strappo alla spettacolarità, o alla zampata d'autore.
Un'ode alla libertà di stampa che viaggia senza strappi verso il classico finale.
Vero che la vicenda tocca Nixon giusto di striscio, ma è lecito pensare che senza l'immediato successivo Watergate, al Washington Post una sonora lezione, economica e politica, non sarebbe stata risparmiata, nonostante il celebrato
la stampa deve servire i governati, non i governanti”.

Il Vietnam resta una ferita tuttora aperta, una macchia indelebile, la prova di come la cocciutaggine statunitense abbia preferito ordire nell'ombra piuttosto che dare ascolto al Paese.
Ma la Stampa, quella con la S maiuscola, quella che ormai non vive più di ideali, era davvero un quarto potere allora. Poteva sovvertire il pensiero, ribaltare un'idea. Sogno campagne simili oggi, qualcuno che scoperchi il vaso di Ustica, che ci difenda dalle trame occulte, che denunci a spada tratta.

Ma sono decisamente altri tempi.
Magari è ora che il Cinema si accolli queste responsabilità.

Prima che venga imbavagliato anche lui.



L'ORA PIU' BUIA

Non posso nascondere che, alla luce della precedente visione del nolaniano Dunkirk, le vicende che vedono Churchill protagonista, rendono meno giustizia all’enfasi ed all’imponenza degli eventi.
Quest’ora buia si avviluppa tutta attorno alla personalità debordante di Sir Winston Churchill, inviso ai reali e al Governo, ma capace di far leva sull’amor proprio e sul, neanche troppo nascosto, aiuto del Nuovo Continente.

La regia ce lo introduce scenograficamente, col suo perenne sigaro a far luce sul volto trasformato di un magnifico Gary Oldman, costretto ad ore di trucco ad ogni inizio ripresa.
Magari ne esce fuori un ritratto troppo gigionistico, teso a suscitare simpatia e feeling, come nell'assolutamente inventata scena che lo vede protagonista nella metro londinese, a disquisire amabilmente con la popolazione comune, ma tutto va bene per marcare il carattere deciso e cocciuto di Churchill, la sua determinata scelta di contrastare il pericolo nazista incombente, i suoi giorni di potere decisionale scanditi tra telegrammi dettati alla fedele segretaria ed a riunioni di gabinetto militare negli infiniti cunicoli blindati dove si discutevano le sorti di una guerra incerta, e di un epilogo ancor più oscuro.

Una guerra tutta da interni. Di fumo di sigaro, di ripicche parlamentari, di alleanze e tradimenti, di urla stridule; una guerra appesa all'epica della parola.
Combatteremo sulle spiagge, sui campi, nelle strade e sulle colline”
Certo poi toccherà ad altri rimetterci la pelle.
Ma ha sempre “funzionato” così.

26 commenti:

  1. Ora mi troverai estremamente superficiale ma non guardo mai film con Hanks protagonista. Non mi piace, non riesco a concentrarmi su quello che vedo se penso che c'è lui, dal momento che non lo digerisco. Purtroppo la mia attenzione è sempre molto labile e decido di indirizzare il mio tempo alla visione di un film solo quando ci sono tutti i presupposti per non perdere quelle 2/3 ore che ci vogliono.
    Sono strana, lo so :) Baci e buon week end.

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    1. ...quindi non hai mai visto Cast Away?! ...ohi ohi...

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  2. Non l'ho visto e con la tua presentazione di quelle tre facce è normale non vederlo. Steven Spielberg non ha l'età del rincoglionimento, ma una malattia può essere anche precoce.

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  3. L'ora più buia l'avete bocciato in molti..ma non lo avrei guardato comunque.

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    1. Con Dunkirk riempi abbondantemente l'eventuale lacuna storica..e ti becchi comunque il più famoso discorso di Churchill, in tutt'altra veste scenografica.. ;)

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  4. Due film che infatti mi attirano poco... ho percepito questi difetti anche io, a pelle XD

    Moz-

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    1. C'ho un mentore che manco Deadpool digerisce.. ;)

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  5. Franco, la Dama Bianca contro, due esponenti di primo piano del clan Geek e nerd, io che sparo ad occhi chiusi, fossi in te passerei all'eliminazione del post.

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    1. Forse ti è sfuggito il titolo del post Gus... ;)

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  6. Parlando di The Post:
    avevo avuto la netta sensazione che fosse lento e superficiale solo basandomi sulla serata che gli ha dedicato Fazio. Tutta quella prosopopea mi è sembrata eccessiva...

    Restano due grandi attori e un ottimo regista che (capita a tutti) per una volta sono in forma minore.

    Sul film su Churchill, non ho dubbi: lo vedrò quando passerà su Sky. Forse.

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    1. ..è un periodo nel quale i passaggi da Fazio mi sanno di penalizzante...

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  7. IO li ho visti da Fazio e mi è bastato per farmi passare ogni curiosità.
    Per l'ora più buia debbo aspettare, Ragusa è rimasta con una sola multisala sulla strada per Marina, per me irragiungibile
    Un sorriso

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  8. In realtà mi attirano poco, pochissimo. Buona serata.
    sinforosa

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    1. Dai che ora esce Deadpool 2. Ci andiamo assieme a Moz!

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  9. entrambi i film li ha visti mia figlia, cosa che mi ha stupito.... semplicemente diventa grande (mannaggia)

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    1. Dai.. bei segnali.. (meglio che Verdone comunque..)

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  10. A me continuano ad attirare molto anche se confesso che The Post mi ha dato l'idea di non avere abbastanza mordente

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    1. Concordo, e sono convinto che il doppiaggio sia determinante...

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  11. Dopo "Tre manifesti", aspetterò un bel po' per ritornare in sala. Devo ancora metabolizzare...

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    1. A giugno arriva Deadpool 2. Sarò in fila dal giorno prima. ;)

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  12. Due film, soprattutto The Post, che non mi convincevano a pieno avendo visto i trailers: sul primo anche io avevo avuto la sensazione di un ritmo eccessivamente lento e compassato e con una recitazione meno brillante del solito da parte di questi due mostri sacri. L'altro mi attirava di più ma per ora ancora non mi sono deciso di vederlo. Vedremo se mi deciderò o meno di assistere alla proiezione di quella pellicola.

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  13. The post l'ho visto in lingua, quindi non ne posso criticare il doppiaggio, però concordo abbastanza sul resto. La prima parte l'ho trovata alquanto contorta, diciamo che il mio giudizio è migliorato man mano che ci sia avvicinava alla fine. L'ora più buia devo vederlo, semmai dopo torno qui a leggere quello che hai scritto e a dire la mia :)

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    1. Visto anche l'ora più buia, e concordo con te su tutta la linea, compresa l'osservazione sulla scena della metro :)

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  14. Solita catechizzazione degli anglofoni su loro buoni e gli altri brutti cattivi cacca diavolo.

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