domenica 22 maggio 2016

"SCRIVERE COME VIA D'USCITA" Erri De Luca



Scrivere come riparo, come fuga e scontro. 
come un passeggio in riva al mare che ti renda parte di esso, 
una speranza di vita estrema che ci si agita dentro,

come far prendere vita a un sogno 
addomesticandone gli svolazzi, 
prendere per mano qualcuno che non c'è 
avvertendone comunque il tepore sulla pelle,

Scrivere come un arzigogolo di prospettive 
colte sulla mappa segreta del cuore,
un qualcosa forse lontano da un battito di palpebra 
ma comunque sulla esatta strada del luccichìo di altrui pensieri. 

A volte è solo premura scorticata via a frenarci.

Ognuno sceglie il suo castigo.



















22 commenti:

  1. Scrivere è un'esigenza del proprio IO, come lo è cantare, ballare, dipingere. E' una prerogativa soggettiva.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Importante è che sia innanzitutto esigenza. Come respirare.

      Elimina
  2. scrivere è tutto. ma può essere fuorviante

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In un certo senso deve esserlo. E' una via d'uscita dal tormento. La sottile e abissale differenza tra penna e pena.

      Elimina
  3. E' proprio vero, almeno personalmente grazie alla scrittura e al mio blog scrivere è stata una via d'uscita ;)

    RispondiElimina
  4. Una mia citazione preferita è questa: conosco cento modi di morire ma il mio preferito rimane scrivere.

    RispondiElimina
  5. Se l'ho scelta come citazione incipit al mio blog, ci sarà un perché!
    Su Erri sempre d'accordo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ..e grazie ancora perché è proprio il tuo incipit che mi ha ispirato... ;)

      Elimina
    2. Grazie a te Franco, davvero. Smack.

      Elimina
  6. per me scrivere è catartico.

    RispondiElimina
  7. la scrittura è il confronto silenzioso, all'Anima giova.

    RispondiElimina
  8. Ho sempre scritto che la scrittura per me è una liberazione. Bella frase che non significa nulla se non la chiarisco. Mi libero scrivendo a prescindere, potrei farlo ( e lo faccio ancora) in privato: scrivere per ritrovarsi, riconoscersi e capirsi. Ma scrivere su un blog? Quella è faccenda del tutto diversa, quella è tentativo di comunicazione, è un gesto d'amore. Non è sempre compreso, nemmeno condiviso( non è scontato)è di certo una liberazione complessa e tortuosa. Se non riesce si torna al primo passo, personale e intimo, non condiviso, puro essenziale. Magnifico e silenzioso.
    Che ci fanno i faraglioni di Scopello sulla tua testata? Li canusciu di quannu era nicu.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gran bel giro di Sicilia nel 2013, tutta la riserva dello Zingaro ed Erice e Scopello nel cuore.. ecco spiegata la foto..
      per quanto riguarda lo scrivere.. si.. scrivo anche su word, su carta o su un display al semaforo.. il concitato susseguirsi di lettere è innanzitutto "gesto d'amore" nei propri confronti.. un auto omaggiarsi principesco, un vantaggio sul mondo, coccole per il nostro io. Lo "scrivere a prescindere" che scavalla ogni eventuale intenzione.

      Elimina
  9. Diceva Cesare Pavese: “è bello scrivere perché riunisce due gioie: parlare da solo e parlare ad una folla”. Ma perché si scrive? perché si decide, un bel giorno, di aprire un blog, di scavare un percorso di parole, in un mondo in cui le parole abbondano e si sprecano? In un mondo in cui l’informazione ci bombarda dalla mattina alla sera? perché si sente il bisogno di lasciare una traccia su un foglio bianco? Ognuno può dare una sua risposta. E le risposte sono tantissime.

    Forse si scrive per un senso di vanità o forse anche per umiliarsi e disprezzarsi, e si scrive, chissà....per sentirsi normali in un mondo di pazzi, o per avere coscienza di essere intelligenti in un mondo di mediocri. Si scrive per sentirsi liberi. Ma si scrive anche per fermare il tempo… e per tornare indietro nel tempo e si scrive perché si ha paura della morte. Si scrive per viaggiare senza partire o meglio per partire senza più tornare. Ma soprattutto si scrive per fuggire nel mondo dell’immaginazione dove è facile ritagliarsi un vasto territorio gratificante. E si scrive per sedurre ed esaltarsi e anche per vendicarsi. E spesso si scrive perché non si ha nulla da dire, solo per farsi del male.

    RispondiElimina
  10. Grazie Remigio.. hai centrato i mille e più motivi con drastica sinteticità. Lasciando per ultimo una delle motivazioni principali.
    Si scrive per urlare in maniera composta, spesso ferendosi ulteriormente, ma lasciando scivolar via, almeno, tossine e scorie velenose...

    RispondiElimina
  11. Perché la nota finale? perché castigo?

    RispondiElimina

Sottolineature