Credevo di
vivere
Universalmente.
Aldilà
della gente che non arriva oltre il proprio naso.
E quindi mi
esaltavo. Nel Gesto e nel Pensiero.
Amavo il mio
Rasoio, la mia Caffettiera, le mie Passeggiate,
i miei
Scritti, le mie Pause, le mie Meditazioni.
Vivere era
una vocazione Assoluta
ed io ne
coglievo l’essenza
mentre tutti
gli altri rimanevano impantanati
nel loro
minuscolo giardino terrestre,
incapaci di
osservare il mondo oltre la staccionata
che li
divideva dal palpito, dall'afflato.
Nessuno si
percepiva come infinitesimale tassello di un disegno
considerevolmente più grande;
un’esatta,
impercettibile, particella
che il mio
Amico manipolava a Suo piacimento.
Io, eletto
Tramite, misuravo le distanze,
protocollavo
l'ordinario, tenevo l'umanità al guinzaglio.
Leggendo il
mio Giornale, una mattina, pensai.
E poteva
finire lì, perché in quell’attimo mi compivo.
Ma questa
volta andai oltre.
Giunsi a
dedurre che il mio Amico
era un
impostore egoista.
Probabilmente
l’Egoista in Persona.
Era una
scoperta terribile, per quanto ovvia.
Stavo
svelando il Dubbio, dissipavo cortine secolari.
Mi stavo
eccitando e mi sorpresi irretito.
Il Cervello
sfavillava di ipotesi rocambolesche.
Venivano
finalmente al pettine tanti nodi sepolti nel Tempo,
vecchi soprusi
ingurgitati a fatica
e recenti battibecchi da mercato
che mi stupivo
di aver potuto generare.
Il mio Amico
regolava il Tutto
ed io ero il
Cardine delle Sue Evoluzioni,
l'Ambasciatore
delle Sue Leggi.
Senza di me
era impotente,
inutile come
una barca alla deriva senza remi.
Minuscola
voce impersonale.
Potevo
bloccare la sua catena di montaggio.
Lo avevo
sempre ammirato da Lontano
- distanze
siderali -
riflesso in specchi di luce galattica
od
increspato su banchi di nebbia
dai quali
era solito farsi precedere e circondare.
Non si
trattava di invidia.
In fondo ero
Protagonista.
L'editor dei suoi esperimenti.
Lui creava,
seppur grezzamente,
ed io
modellavo sulla sua rudezza di spirito
(ri)mediando
(al)l'incomprensione umana,
correggendo
bozze, instillando fiducia.
Fungevo da
alibi all’Egoista
incamerando
colpi al basso ventre.
Rendevo il
suo Genio quotidianamente potabile,
con la mia
ragionevole fiscalità.
Ma ora stavo
guardando più su,
alla
Sorgente,
stufo di
purificare nettare d’altri, di levigare la pietra d'angolo.
Ho deciso di
Spaventare il Mondo e non spegnete le luci,
guardate
cosa succede.
Sto cercando
di uscire da Me Stesso
ma il mio
Amico mi sta ricacciando in gola il Mondo Intero,
mi ha
revocato deleghe e credenziali,
ha
incenerito il mio mandato,
sta
cancellando secoli di complessa Tradizione
Sto cercando
di vivere e soffrire Universalmente.
Nell’Infallibilità
che mi compete.
E siate
maledetti voi, ora!
Che non vi
accorgete della Catastrofe
che dilaga
appena oltre il vostro naso.