LA MIA PAGINA FLICKR

domenica 4 gennaio 2026

MEDIATORE


Sembra esista davvero una figura simile, ingaggiata anche dai tribunali, per smaltire le tonnellate di cause civili che intasano la Giustizia.
Il mediatore, appunto:
media, negozia, tratta, risolve, definisce.

Riconosciuto dall’Associazione nazionale mediatori professionisti (ANMP - esiste davvero! -).

Un personaggio super partes che scova il cavillo,
l’intoppo o il nodo; e li scioglie.

Uno che vede oltre la rabbia cieca dei contendenti,
un risolutore sempre con l’esatta chiave in mano,
mente lucida in classico caos,
pacato decisionista, accorto restauratore,
dalla visone limpida attraverso le nebbie più adirate,
affianca i magistrati e concilia migliaia di controversie.

La sera poi a casa lo accolgono i teneri pargoli: “Papà! Lucia mi ha rubato Jeeg Robot”
“Non è vero, è volato dalla terrazza da solo!”
“Digli qualcosa tu papino, altrimenti gli strappo tutte le pagine del diario!!”
e la dolce consorte:
“Ti sei ricordato di comprare il pesce? Stasera pane e acqua, giuro! Dimentichi sempre tutto..
non è un ristorante questo, e neanche un albergo.. ah fai scena muta adesso!?”

Per questo gran parte dei mediatori spesso non hanno orario, e sono reperibili per qualsiasi lavoro urgente,
- anche molto lontano da casa - h24.


31 commenti:

  1. Ma mancano tanti mediatori di pace in questo mondo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questi di cui parlo non mediano neanche le beghe tra Lucia e il fratellino.. figurati guerre e invasioni.. giusto nei tribunali intasati di rubagalline..

      Elimina
  2. Lo vorrei vedere il mediatore a dipanare il pasticciaccio venezuelano, peggio dei casini a casa sua.
    massimolegnani

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certi presunti mediatori hanno la vista lunga ma inciampano sui propri piedi, e si spera che sia proprio il fuoco amico a decretarne la fine..

      Elimina
  3. Esisteva già il giudice di pace, che si occupava di cause civili e penali. Considerando la cattiveria umana, in aumento esponenziale, hanno pensato bene di affiancare un mediatore? Serena domenica.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Angela, tanti si illudono di poter custodire il mondo stringendo il morso. La gentilezza è roba di altri sistemi solari ormai..

      Elimina
  4. Ce ne vorrebbe uno in ogni luogo...e uno non basterebbe, temo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ce ne vorrebbero di efficaci, illuminati, responsabili.

      Elimina
  5. Negli USA sono legalmente riconosciuti e utilizzati anche dalla giustizia civile, che spera che i due in disaccordo possano essere riconciliati tramite un mediatore privato e in tal modo si evita di aprire una causa in tribunale con tutta la relativa burocrazia. Non so se hai mai visto la serie tv "Fairly legal", si basa proprio sulle vicende di uno studio privato di mediatori.

    RispondiElimina
  6. Forse in coscienza e in tutta onestà sappiamo che il "mediatore"è una figura inutile ,dal momento però che si consapevolizza la mediazione di sé.
    Mi viene in mente Michel de Montaigne , ecco per lui la mediazione non è il compromesso che chiude una disputa, ma l'apertura di uno spazio critico tra gli estremi :)
    Mediazione non intesa come ricerca per trovare una verità assoluta e definitiva che mette pace tra senzienti, ma un  vivere e scrivere la propria incertezza in modo onesto, quale strumento di conoscenza soprattutto interiore.
    Sai come cambierebbe l'atteggiamento di noi tutti, se vedessimo poi nell'altro non il nemico da convincere, ma un altro io altrettanto incerto e complesso come noi?...e anche qui fragilità umana come forza non condanna;)
    Che poi la morale del post cade esattamente su un concetto di mediazione esterna a scapito degli affetti molto più vicini e interni al "mediatore stesso".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L' "immoralità" del post gioca su quanto ci sfuggano situazioni risolvibili con un sorriso, mentre siamo impegnati ad acquietare intere nazioni risistemando confini.. un paradosso che riguarda un po' tutti, con le debite proporzioni..

      Elimina
  7. Non può esserci una mediazione in conflitti di guerra come nel caso del Venezuela perché non siamo davanti a un conflitto davvero mediabile, ma a un conflitto strutturale, dove i poteri in gioco non cercano un accordo bensì una resa: la mediazione funziona solo quando le parti riconoscono l’altro come interlocutore legittimo, mentre qui ciascun blocco considera l’altro un ostacolo da rimuovere. Il nodo è ancora più profondo, perché manca uno spazio reale condiviso su cui costruire un compromesso: la popolazione non è messa nelle condizioni di scegliere, incidere, vivere alternative effettive; i diritti restano proclamati ma non praticabili, e dove questa possibilità è compressa la mediazione diventa teatro. I poteri sono troppo forti non solo perché armati o finanziati, ma perché asimmetrici: controllo delle risorse, leve geopolitiche esterne, narrazioni internazionali contrapposte, sanzioni che colpiscono sempre gli stessi. In questo quadro il mediatore, se arriva, arriva dopo, a certificare rapporti di forza già decisi e non a riequilibrarli; una conciliazione apparente, utile più alla legittimazione internazionale che alla vita quotidiana delle persone. E mentre si discute di “dialogo”, le possibilità fondamentali, mangiare, curarsi, restare, restano fuori dal tavolo: non è cinismo, è realismo politico; la mediazione senza una redistribuzione del potere non è mediazione, è amministrazione del conflitto. Ucraina e Palestina idem...PS: per il ricambio degli auguri Franco, devo rivolgermi a un mediatore? Quanto mi costa...🤪 Giacché ti mando gli auguri per l'Epifania...che sia abbastanza generosa con i doni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esistono sempre scenari oscuri in ogni faccenda.. di Venezuela, senza tutto quel greggio, se ne occuoerebbero tutti molto meno; ora vanno di moda le terre rare, fino a che questa rarità di mondo non si dissolverà nella cupidigia e nell'ipocria di pochissimi. Buone Feste e Buona Epifania Andrea, noi attendiamo regali grossi, e non è detto che non arrivino..

      Elimina
    2. È vero: senza greggio il Venezuela sarebbe stato molto meno interessante, come oggi senza terre rare molti conflitti perderebbero improvvisamente “centralità morale”. Ma proprio questo rafforza il punto: quando la posta sono le risorse, la mediazione diventa un lusso narrativo, utile a coprire la cupidigia con un lessico presentabile. Gli scenari oscuri non sono un incidente, sono la struttura stessa del gioco, e finché pochi decidono e molti pagano, il dialogo resta una messa in scena. I regali grossi, temo, arrivano sempre agli stessi; agli altri restano gli auguri, le feste comandate e l’attesa. Mi sveglio sempre alle quattro del mattino per usare quelle tre ore di silenzio, quando il mondo è ancora sospeso, per farlo entrare dentro di me, a volte entra persino l’intero universo. Stamattina invece ho acceso il camino e preparato le calze per chi mi sta vicino; quando si sono svegliati ho fatto il caffè, come sempre, e consegnato il dono della Befana. Dopo colazione sono entrato nel tuo blog, ho letto la tua risposta aprendo un cioccolatino Bacio (senza fraintendimenti) e sulla cartina c’era scritto: “Not knowing when the dawn will come, I open every door.” L’ho presa come un segno minimo e silenzioso, uno di quelli che non spiegano ma accompagnano. Forse è questo che possiamo fare anche noi: tenere le porte aperte, nell’attesa.

      Elimina
  8. NOI del partito degli under 70.000 abbiamo messo nel programma i campi lavoro proprio per consntire l'esistenza dei mediatori anche quando la parte truffatrice risulta nullatenente agli occhi del fisco trasformando così la mediazione in una presa per il culo della parte offesa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Programma impeccabile: i campi di lavoro come infrastruttura morale della mediazione, così mentre la parte truffatrice risulta poeticamente nullatenente agli occhi del fisco la mediazione trova finalmente una sua funzione sociale, garantire reddito e dignità professionale anche quando il conflitto è già stato svuotato di ogni possibile giustizia; in questo scenario il mediatore non compone ma amministra, verbalizza l’asimmetria, accompagna la parte offesa alla presa d’atto, certifica che la resa è avvenuta in modo civile, il tutto con linguaggio inclusivo, tono pacato e fattura finale. Chiamarla “giustizia alternativa” è un atto di ottimismo lessicale: più realisticamente è una filiera di gestione del danno, dove l’unica cosa che non viene mai mediata è il potere. Anche per te Signor Fracatz, come scritto per Franco...buona Epifania per completare le feste. Un abbraccio...

      Elimina
    2. Pensavo che la parte di programma con i campi di lavoro e la parte truffatrice nullatenente fosse in atto già da tempo.. ;)

      Elimina
  9. Naturalmente il povero mediatore potrebbe rivolgersi ad un mediatore familiare che nei casi dovuti potrebbe ricorrere ad un mediatore culturale e così fare in media una media di mediatore...
    O una cosa così

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In mediatore stat virtus, ma anche un po' olimpia (per pochi?)

      Elimina
  10. Beh, nelle famiglie, tra padre, madre e figli, c'è sempre qualcuno che assume la parte del mediatore nelle discussioni. C'è sempre qualcuno che non si fa prendere dal nervosismo e aiuta i contendenti a vedere le cose con maggiore calma e lucidità. Io, tanto per fare un esempio, ho spesso mediato nelle discussioni tra mio marito e nostro figlio, mettendo in evidenza le motivazioni e il contesto dell'uno e dell'altro. Certamente si trattava di discussioni su diversi punti di vista e non sicuramente una guerra come purtroppo succede nelle situazioni politiche. In questi ultimi casi, come stiamo vedendo in questi giorni e in questi anni, si tratta di contendenti che non hanno alcuna intenzione di trovare compromessi, ma di vincere su tutta la linea e appropriarsi delle risorse altrui. Chi mai potrebbe dare retta ad un semplice mediatore che usi solo parole e ragionamenti?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mamma ha sempre preso le mie difese, come mediatrice forse troppo di parte..o almeno così pensavo, fino a quando non l'ho combinata grossa.. questo restando in ambiti familiari; per le beghe del mondo, invece, servirebbe un'autorevolezza che fatico a scorgere..

      Elimina
  11. Mi sa di immagine troppo poetica per essere poi un perfetto marito e padre, quindi lasciamogli un po' di imperfezione. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi prendevo gioco dei ruoli, giocando sul paradosso.. ;)

      Elimina
  12. Una dote forse a chi riesce a creare ponti tra le parti, anche solo pensando alla famiglia o al lavoro...un abbraccio

    RispondiElimina
  13. Del resto, Nemo propheta in patria, no? 😉

    RispondiElimina
  14. Quanti ce ne vorrebbero di mediatori di pace !!! Buona sera dell'Epifania !

    RispondiElimina
  15. Il mediatore è, purtroppo, un passaggio obbligato prima di avviare una causa civile in materia condominiale. Quindi si paga questo mediatore, che dovrebbe mettere un po' di ordine tra la parti in lite e trovare una soluzione che vada bene a tutti. Di fatto, non si arriva mai ad un accordo (altrimenti ci si arrivava anche senza mediazione, con un minimo di buona volontà e senso del dovere, oltre che del diritto) e si finisce in tribunale lo stesso, avendo pure pagato di più.
    E se non si riesce a trovare in accordo in 6 gatti in condominio, figurati se si riesce a trovare un accordo in 195 stati sovrani al mondo. Poi ci sono sempre quei due o tre bulletti che fanno la voce grossa alla riunione condominiale, per nascondere i problemi che hanno in casa loro...

    RispondiElimina

Sottolineature