mercoledì 28 dicembre 2016

LION E SULLY - DUE STORIE VERE A CONFRONTO













LION è la storia vera di un ragazzino indiano di cinque anni, che perduta la famiglia d'origine, finisce in orfanotrofio e viene successivamente adottato e cresciuto da una famiglia australiana, divenuto grande gli verrà improvvisa l'idea di risalire alla sua famiglia d'origine, ritrovando alla fine la sua vera mamma. 

Una tipica storia americana, questo SULLY. Pilota di aerei di linea, garbato, competente e turbato. Coscienzioso e maltrattato da lobby assicurative e compagnie aeree.
Agli antipodi dei nostri schettino. Preoccupato solo dei suoi passeggeri, della loro incolumità, e la sua esperienza e il suo istinto, al loro esclusivo servizio.

Questa in soldoni una traccia che potrebbe anche intrigare, se non risultassero troppo virate sul patetico le premesse, gli sviluppi, i caratteri accessori; si punta alla commozione facile, all'isteria compulsiva, alle illuminazioni improvvise, alle impuntature di personalità, ad eccessi che anche al profano fanno storcere il naso.. come questo ragazzo che cresce lontano dalle sue origini e dalle sue memorie...



Una storia semplice in fondo.
Salvataggio spettacolare, sul fiume Hudson - praticamente in piena New York - di aereo in completa avaria subito dopo il decollo a causa di uno stormo di uccelli a bloccarne entrambi i motori.
Impresa ardita al limite dell'inconcepibile, ma perfettamente riuscita; e relativa inchiesta a seguire, per stabilire se la manovra di Sully venga dettata solo da delirio di onnipotenza, eccessiva autostima e sicurezza di sé, e se non potesse, forse, far rientro in aeroporto, come un comune pilota mortale.

...e un giorno, d'improvviso, riassaggiando le frittelline dell'infanzia, durante una cena indiana con degli amici, riscopre, prorompente, il “richiamo delle origini”, un'ancestrale necessità di recuperare la sua famiglia, necessità che, fino ad allora, gli era serenamente rimbalzata; scopre a 25 anni - nel 2010 - l'esistenza di Google Earth (?!?) e comincia a scrutare tutta l'India in ricerca del suo villaggio di nascita, molla il lavoro, gli studi, fa imbestialire la ragazza, passa le notti al pc come neanche un ludopatico seriale.

Soluzione suggerita prima dalla torre di controllo, e successivamente dai simulatori di volo computerizzati, nei quali vengono immessi tutti i dati e le condizioni del velivolo al momento dell'impasse.
Eastwood non entra a gamba tesa sulla storia, ci si accomoda con delicatezza senza voler creare l'eroe ad ogni costo, anzi, ne sottolinea l'inquietudine proprio con un incipit di grosso impatto emotivo.
Sfalsa tempi e piani temporali introducendoci a piccoli passi fino al checkin, sottolineando caratteri e tormenti, dubbi e attese, cercando di far comprendere ragioni e motivazioni di tutti gli antagonisti.

Il montaggio alternato intanto ci ricorda, probabilmente allungando il brodo fin troppo, le sue vicissitudini d'infanzia, perso per Calcutta, preso in cura da strani personaggi, sballottato per istituti, fino al salto in una sana, per quanto bizzarra, famigliola di tipico stampo occidentale, ricca, ariana e accorta alle tematiche di eco sostenibilità, (“non volevamo figli nostri perché siamo già in troppi sul pianeta”...), e alla crescita in parallelo assieme ad un altro bimbo indiano adottato dalla stessa coppia, questo però vagamente disturbato e da subito insofferente della sua nuova collocazione.



Ma quei simulatori di volo, cosi precisi e freddi nell'esaminare dati e algoritmi, non possono considerare il fattore umano, la sorpresa, il panico, la coscienza, l'esperienza, il ridottissimo tempo per prendere una decisione veloce, efficace, sicura o avventata.
E soprattutto non simulano il colpo di genio. L'improvvisazione.
Il simulatore di volo ha bisogno di dati completi per “simulare”, appunto.
Un pilota di carne e nervi ha solo istinto e ispirazione.
Provvede alla fatalità secondo variabili non catalogabili.
Questa la storia di Sully.
L'uomo che ha sfidato l'ineluttabile, vincendo. 

Il bimbetto è stato scelto dopo infinite ricerche, fino a trovare un soggetto che riempie il cuore solo a guardarlo, in effetti; mentre il “Lion” adulto, invece, è impersonato dal protagonista di Millionaire, quello si, spettacoloso film bollywoodiano vincitore, e non a caso, di un meritatissimo Oscar. 
A fine pellicola, appaiono su schermo i protagonisti reali della storia, bruttarelli e cicciottelli, e ci rendiamo conto, davvero, di come possano cambiare i sentimenti e l'approccio, affidando una storia, seppur tenera,  ad un volto, anziché ad un altro.

 


42 commenti:

  1. STUPENDIIIII ENTRAMBI.
    Molto audace e fortunato il capitano

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  2. io ho visto due film in 24 ore. Miss Peregrine, la solita cagata di Tim Burton, e Rogue One, che è bellissimo.

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    1. Rogue lo voglio vedere... dicono che è molto meglio dell'episodio dello scorso dicembre... in realtà non ci voleva molto... certo se dovesse deludermi anche questo... ci metto una croce spaziale sopra...

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  3. Il tuo modo stringato e piacevole di raccontare - ancorché originale - mi ha incuriosito. Vedrò entrambe le pellicole!

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    1. Lion risparmiatelo pure... mi piaceva l'idea di confondere due storie vere... inizialmente non volevo neanche mettere colori diversi... (che bastardo...)

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  4. Non ho visto nessuno dei due. In realtà, dai trailer, Lion mi metteva paura.... io, dopo che ho visto "The Millionaire", ho deciso che in India probabilmente non ci metterò mai piede, mi ha spaventato!
    Sully mi incuriosiva, ma mi pare che lo abbiano già tolto dalla programmazione nostrana... lo recupererò, prima o poi!

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    1. The Millionaire è uno dei film visti più belli in assoluto. Forte e appassionante, crudo e geniale. Un Capolavoro.
      Lion una cagatina.

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    2. Ho letto la recensione. Lo vedrò
      Ps anche "Florence" non è proprio male, anche divertente.

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    3. La cagatina fa la differenza. Lion è una storia vera, l'altra è fantasiosa...e si legge subito.

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    4. Sara ti sbagli. Sully è perfettamente alla realtà. Lion...hmmm

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    5. Per quanto "fantasioso" nel plot, The millionaire ci rimbalza una realtà devastante, permeandola comunque di poesia e intensità. Un potenza visiva alla quale Lion neanche si avvicina... ;)

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    6. So benissimo che Sully è una storia vera. La realtà indiana è spesso devastante. Io ci sono stata. Tu no.

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    7. So discernere. E mi piace il cinema fatto bene. E' un difetto lo so.. limita molto il farmi piacere tutto quello che passa..

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  5. Ciao Franco,
    eccomi, tra una recensione e l'altra, a formularti gli auguri più sinceri di Buon Anno ;-)

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    1. Buon anno a te, e che ci riservi soprattutto serenità, da lì a essere felici, il passo è brevissimo...

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  6. Fraaaaa non ho letto perché voglio vederli, non è che spoileri troppo?

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    1. E'la mia specialità...spoilerare!!!! ;)

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    2. Ho visto il film e quindi son tornato a leggere e dire che avevi ragione :D

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  7. Ho visto Sully, ma non mi ha convinta.

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    1. Niente di che sia chiaro.. ti ci devi affezionare... deve scattare una molla...

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  8. Visto Sully. Non mi è piaciuto molto. Nonostante il rispetto per la storia vera, fonte di ispirazione. Credo dipenda anche dai periodi, per l'afflato.
    Auguri per un sereno inizio di anno nuovo.
    ^___^

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    1. Grazie auguri a te!... ho una venerazione per il tuo nick lo sai vero?

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  11. Ciao Franco, io non vado al cinema preferisco vederli a casa i film, spaparanzata sul divano, e con le recensioni che tu posti, mi faccio un'idea di quello che posso scegliere tra tutti i film.
    The milionarie, concordo con te, uno dei piu' bei film visti.
    Ciao

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    1. Con Sky e la mia lungodegenza sto assaporando tutto il bene del cinema "da divano".. ma il fascino della sala, dell'immergersi in uno schermo gigante e farsi completamente avvolgere da storia, suoni e visioni... rimane insuperabile.. ;) un bacio!

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  15. Tanto per non fare nomi, sei stato nominato nel mio blog
    Ciao Franco.

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  21. Metti la moderazione. Io vado avanti.
    😙😘

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