sabato 19 dicembre 2015

ANTONIO REZZA "ANELANTE" (L'ALTRO TEATRO...)



Rezza è per certi versi rassicurante nei suoi eccessi, nelle sue tiritere musicali, coi suoi ritmi indiavolati, col suo ingarbugliarsi di parole.

La rende musica, la parola.

Senza uno strumento in scena mette su un concerto di voci e corpi, danze mentali che scuotono il convenzionale, che tirano giù dal letto il nostro stantìo approccio al teatro, fanno a fettine le nostre credenze e pure i nostri armadi ricolmi di scheletri.

Rezza libera liberandosi.



I suoi personaggi folleggiano facendo pensare ognuno alle nostre inutilità quotidiane. Ai nostri falsi miti. Alle nostre necessità che non si realizzano perché rimaniamo schiavi. Probabilmente preferiamo rimanere schiavi.
Rezza ci da una scossa.
Stavolta con l'aiuto di altri quattro artisti eclettici, in corpo e voce, come lui, a riempire lo spazio e il vuoto, una scenografia con una sola parete piena di buchi/finestre (un must tocca ammetterlo..complice l'eterna collaboratrice Flavia Mastrella) dalle quali appaiono e scompaiono mille spunti e mille provocazioni.



Ma non c'è un angolo di palco che non venga coinvolto. Non c'è un briciolo di cervello che non venga sferzato. Un grammo di sensibilità che non venga sollecitato.

Assistiamo allo spettacolo delle nostre assurdità. Quelle che portiamo in scena ogni giorno convinti di fare bene.

E invece ossequiamo un diritto d'autore sconosciuto.
Che dispone di noi come vuole.


8 commenti:

  1. e si paga anche per vederlo ? :-)

    (scherzo Franco, sia chiaro !)

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    1. ..a febbraio è a Milano.. all'Elfo Puccini..

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  2. E' uno che ha capito tutto dell'uomo.

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    1. ..se non ha proprio capito tutto... un bel po' sicuramente.. ;)

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  3. Rezza... un giullare dei nostri tempi, ancora non allineato col "sistema" e che, pertanto, può fornire utili indicazioni per imparare a farne a meno ^__*

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    1. A me piace molto il suo distinguersi a tutti i costi.. riesce comunque a fare comicità di altissimo livello rimanendo poi nei consueti canoni... non ricordo chi, ha definito le sue opere "terrorismo teatrale", azzeccandoci in pieno...

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  4. Se dovessi paragonarlo ad una esperienza artistica, ad un genere di pittura, direi che Rezza mi ricorda alcuni dipinti cubisti di Picasso: attraverso il suo corpo - o meglio le deformazioni della sua faccia di gomma - mette a nudo i nostri tormenti, i nostri incubi; svela i nostri sogni più nascosti, rappresenta l'assurdo e l'irrazionale che vive dentro di noi.

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    1. Concordo Remigio.. ed è un irrazionale che coltiviamo e custodiamo spesso a nostra insaputa... felice che qualcuno, ogni tanto, ce lo presenti..

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