sabato 25 aprile 2015

"Mia madre" l'ultimo Moretti...


Immagino insista una piccola stanzetta del figlio ad adombrare il film, quasi a voler accudire la descrizione del dolore.

Mia madre” sviluppa un’impostazione a due tranche intersecanti: con quella più leggera a rappresentare l'artificio sdrammatizzante.
Moretti invece si relega e si disegna nella parte somatizzante della perdita e del lutto, elaborandola, a distanza, a sostegno della Buy, suo schizzatissimo alter ego.
Voglio credere intendesse smussare la durezza di una (della) privazione, alternandola al film (nel film), diretto dalla Buy (iperbole della regista scassaombrella - e magari questa la fatica più immane: correggere una regista che corregge... -)



Incrocierà Turturro - disegnato oltre tutte le righe possibili -, solo per ribadire che “il regista (cioè lui) ha sempre ragione”.
Un Nanni impaludato in quelle centinaia di schemi da cui vorrebbe(?) affrancarsi..

Salviamo comunque più di una sequenza: l’introspezione onirica della Buy lungo la fila davanti al Capranichetta (gloriosa saletta nicchiante), salutando pezzi di vita, ma anche qua perdendo scioltezza nell'auto segnalarsi, didascalicamente, alla se stessa versione ragazza.. e qualche contatto mamma/figlia dettato dalla disperazione e dall'impotenza di fronte agli eventi, dove l’insofferenza isterica di Margherita, suo marchio di fabbrica, rende l'idea (..ma poi si finisce per esagerare, come quando alla mamma, sorpresa alla guida con la patente scaduta, prende e le sbatacchia l'auto al muro.. così, tanto per far vedere chi comanda.. - quasi un elogio degli standard morettiani.. -)

Ma fatichiamo a entrare in sintonia, certo distratti anche dall'approssimazione registica, dal continuo voler sottolineare, mettere puntini su infinite i.
Certa lentezza non produce cinema. I primi piani lacrimosi non producono commozione. I siparietti grotteschi con Turturro - pesce fuor d’acqua -, più che spezzare i ritmi generano imbarazzo, come lo genera la regista Buy evocando l’attore accanto al personaggio (mantra made in Nanni, per stessa ammissione del Regista..), o innervosendosi girando robe assurde, come il rozzissimo tentativo di okkupazione fabbrica iniziale o la scena con un set di diciotto telecamere davanti al parabrezza..

L'eccesso a contrasto con il lieve ricordare,  spesso delicato omaggio alla mamma professoressa amata, ricercata anche a distanza di anni dagli studenti di una volta che ripassano a salutarla; insegnante di materie classiche, ma anche di vita poi da vivere.

Eppure proprio quell'emarginarsi di Moretti, ri(v/s)er(s/v)ando sulla Buy tutte le inettitudini e le inadeguatezze, sottolinea un distacco anomalo, un'incapacità di affrontare i contrasti di un lavoro e delle forzature di vita, come la perdita della mamma, avvenuta realmente durante le riprese di Habemus Papam.


Avremmo preferito quasi un dietro le quinte del precedente lavoro, anziché questo mischiare il dramma sulle speranze di lavoratori alla ricerca di futuro, e su quelli in aspettativa anche, che possono decidere di smettere, come bene esemplificato dal colloquio di Moretti col suo datore di lavoro: “Guardi ingegnere, che alla sua età è difficile ricollocarsi sul mercato.. se ha bisogno, altri due mesi di aspettativa non sono un problema..”
No, ho deciso, smetto proprio... “
(.. ma non si preoccupi: farò il regista...)

Un'ultima singolare e significante analogia con una scena dello splendido Birdman.
In “Mia madre” Turturro si lamenta perché mentre si gira un festeggiamento pretende champagne autentico al posto dello spumantino previsto.
In “Birdman” Norton provoca il delirio sul palcoscenico perché al posto del gin trova della semplice acqua.
La differenza è che Norton s'incazza davvero e manda a monte lo spettacolo sbigottendo la platea (e anche noi oltre lo schermo).
Turturro fa un attimo di vocione e poi rivela sorridendo: “stavo scherzando”.
Norton non scherzava affatto invece.
Ecco la differenza: chi finge rivoluzioni e chi le fa. 
La stessa differenza tra chi stupisce e chi, forse suo malgrado, rimane nel convenzionale.

E ci sovviene anche l'incubo iniziale di Turturro, con Kevin Spacey che tenterebbe di farlo fuori..
inutile dirlo, siamo con te, Kevin!





20 commenti:

  1. Lina Wertmüller lo dice semplicemente un rosicone

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    1. .. si sta solo accartocciando in se.. se vedesse Palombella Rossa manco lo riconoscerebbe come suo probabilmente... ;)

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  2. C'è la capacità in questo film di creare emozioni?
    Oppure Moretti è sempre lo stesso di quello della Stanza del figlio?

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    1. Forse peggio. Almeno lì inventava (male..)

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  3. Vorrei (dovrei) vederlo anche io...

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    1. ..a me piacerebbe svincolarmi dalle ambiguità del dovrei/vorrei che mi vede legato a certi artisti/registi. Ma non ci riesco. Vedrò anche il prossimo Woody Allen, magari a discapito di qualcuno che mi racconta - veramente - qualcosa di nuovo..

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  4. vado stasera... poi ti saprò dire...

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  5. Non andrò al cinema per vederlo. Aspetterò che lo passino alla tele. Non amo il regista e tutto questo baillame attorno a lui da sempre, mi sembra eccessivo.

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  6. non andrò a vedere questo film.
    sono totalmente indifferente al lavoro di moretti, e la buy ultimamente è sempre troppo uguale un film dopo l'altro...
    l'argomento della pellicola ha un ché di inquietante, sebbene sia molto toccante, ma il modo di dirigere e di raccontare di questo [inutilmente] osannato regista, proprio mi infastidisce

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  7. Me lo hanno consigliato... ma non so che fare.

    Ispy 2.0

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  8. Sai che hai scritto (per me) troppo tecnico? Sembra una critica da giornale, scritta da un giornalista. Bella, fatta bene, descritta al punto giusto, ma in qualche modo "fredda".

    Oh... mia persobnalissima opinione.... sia ben chiaro! :)

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    1. Infatti il film lascia freddi. E il commento si adegua al tecnicismo che tracima dallo schermo... :)

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  9. Nanni Moretti proprio no. Meglio vedesse la Roma a quel punto, zozzeria pè zozzeria... :||||

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  10. Mi piace Moretti...con le sue ossessioni. Lo vedrò.

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  11. Dall'alto della mia incompetenza non ho mai amato Moretti e non ho mai capito i suoi punti di partenza e neppure gli arrivi.
    Diamanta dice bene dicendo che sei stato "troppo tecnico" , sarà pur vero, infatti a me Moretti lascia proprio tanta fredda inespressività.
    Saluti!

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  12. Credo di essere l'unica a cui non è dispiaciuto (parte della colonna sonora è di Arvo Part ? )

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  13. Moretti non riesco a digerirlo. Proprio non riesco. Poi,da quando il prof di psichiatria all'università,me l'ha citato..non so,m'è venuta la nausea. E dire che il prof mi piace e i suoi libri anche,le sue lezioni..Non so Moretti solo a vederlo mi causa il rigetto. Peccato,perché Turturro lo trovo tremendamente sexy...

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