martedì 28 ottobre 2014

THE JUDGE (2014) - "Questa famiglia è un quadro di Picasso"


Hank Palmer (Robert Downey jr) è un avvocato scaltro, bastardo e arrogante, che difende quasi sempre ricchi e colpevoli (“per gli innocenti costo troppo”) con lo sguardo distaccato e prosciugato da ogni etica di chi ha sofferto già troppo e della vita non gli sono rimasti in mano che il suo tracimante cinismo e la figlioletta, frutto di un matrimonio che sta volando in frantumi.


L'improvvisa morte della madre lo ricatapulta nel suo paese di origine, dove aveva tagliato i ponti con il severo padre, stimato giudice di Contea, il fratello più grande Glen e il minore con problemi psicologici.
E lì solo per il funerale della madre, si sente corpo estraneo, ma un incidente occorso al padre e la relativa accusa di omicidio lo coinvolgono, suo malgrado, nella sua difesa e, soprattutto, nel riaffrontare il passato, coi suoi rimpianti e i suoi fantasmi.


Ora io adoro Robert Downey jr, per cui potrei essere considerato vagamente di parte nel commentare questo dramma che scava argutamente nelle sensibilità di ognuno di noi, miscelando parentesi dolorose e ironia con mano sapiente (la scena in cui Robert aiuta il padre in bagno è dura e intensa, ma si risolve anche con fantastica leggerezza e vale da sola il prezzo del biglietto).
Ma in realtà adoro tutto il film che ribolle di richiami e storie sottaciute, risentimenti ed esasperazioni, ruggini e segreti.


Dialoghi illuminanti e luminosi si alternano e fasi più cupe, dove quest'epopea della memoria e del reincastro di sentimenti ancora vivi si trucca da legal thriller e di gigioneschi richiami (il Downey/Sherlock Holmes che seda la possibile rissa al bar con la sua tagliente scaltrezza è un evidente richiamo alla saga che lo ha riportato alla ribalta, e con lui il Downey ammiccante, le labili pause, i silenzi eloquenti, le smorfie accennate, e quegli occhi espressivi, vero patrimonio della pellicola..)
Qualcuno ha storto il naso per i troppi coinvolgimenti emotivi, o per le eccessive chiavi finali, ma l'accavallarsi di eventi e situazioni giova alla fluidità dell'impianto e allevia lo spettatore che si addentra nelle svariate psicologie.


Mille quadretti mettono in luce ogni piccolo risvolto di epopea familiare, una sfilza di piccoli flashes memorabili (uno per tutti quello con Hank che fa guidare sua figlia in macchina, dove si assiste ad un geniale azzeramento di generazioni in uno scambio di battute delicatissimo e rivelatore) ci conducono per mano nella vita di provincia e nelle dinamiche di questa famiglia che ha perso smalto negli anni, optato per scelte anche dolorose ma è rimasta legata a filo doppio, nel bene e nel male; ogni piccolo episodio aiuta a districarci tra i punti di vista di ognuno ed esaminare anche spaccati di vita americana apparentemente superficiali, come il simpatico siparietto del giudicare la personalità di una persona a seconda dell'adesivo che piazza sul parabrezza.


Nota anche per un gigantesco Duvall che da corpo ad un personaggio di cuore e polso, contrastato e sovrastato da doveri e sentimenti.
Alla fine il legal drama diviene una scusa, giallo inatteso, a sovvertire scialbe convenzioni di genere - anche se apparentemente asse portante -, per uno spulciare profondo, per fare i conti coi propri e gli altrui sentimenti che ci chiamano quotidianamente in ballo.

Obiezione! Qui si vuole manipolare lo spettatore! Obiezione respinta. Manipolazione legittima” 


16 commenti:

  1. Nessuna manipolazione, caro il mio avvocato. Si va a vedere questo film. Punto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grande Mariella. Un film che commuove e scuote... (con buona pace di Martone & co...)

      Elimina
    2. Non credo che questa volta faro' fatica a convincere la mia meta' ad accompagnarmi! La stima per RDJ e' condivisa in famiglia :-)

      Elimina
    3. .. vorrò sapere poi, ovviamente.. ;)

      Elimina
  2. E' normale che un avvocato difenda un mascalzone sapendo che ha commesso il reato?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La premessa parla chiaro. Ma non posso spoilerare... ;)

      Elimina
  3. io volevo vederlo, mia figlia mi ha dirottato su maze runner

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahah!.. anche questo era un labirinto in fondo.. ma di sentimenti.. ;)

      Elimina
  4. Insomma da vedere! Ti farò sapere, ultimamente i legal mi stanno più simpatici, e se c'è questa chiave ironica ancora meglio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dramma e ironia in perfetta simbiosi.. e un "legal" tutto meno che convenzionale, un gioiellino direi.. ;)

      Elimina
  5. Vado in settimana. Promette bene, so come mi piacerà. :)

    Ispy 2.0

    RispondiElimina
  6. Risposte
    1. Un bel tipo.. e in queste parti lo preferisco mille volte a quel metalloide di IronMan

      Elimina
  7. Robert Duvall è davvero tanta roba... altro che Iron Man (che comunque si, apprezzo anche io, ma non lo adoro, io adoro solo Gervinho, l'ho pure sognato mentre ero con Paola, sto male! ^^)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prego?!.. hai sognato Gervinho mentre abbracciavi la tua Paola?!? Mo' capisco perché si trastulla coi biscottini del forno.. ahah!

      Elimina

Sottolineature