venerdì 16 maggio 2014

CHE MOLTI DI NOI


A volte (mi) predico
il vivere come se quel vivere,
dietro, attorno e davanti a noi,
non sia.

Non effluvio, non essenza,
non radice interrata
non rubato da mani di ladro,
o nube accartocciata
da vento iroso.

Ma sgretolato di sabbia fine,
ben allineato di vista colma.
Perché la speranza la curiamo
e ci sopporta l'esistere,
ma termina lì il suo ingrato compito.

Non dev'essere orizzonte né fine.
Solo un nobile mezzo.

(e più saggiamente scorgeremmo
quello che molti di noi
già scorgono... ;)



37 commenti:

  1. Grazie per il buongiorno poetico :)

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  2. un Franco poeta questa mattina ! :-)

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    1. .. e ma ciò il mio libercolo proprio qui a fianco.. ---->>>

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    2. pubblicità progresso :-)

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    3. ..sul progresso non ci giurerei.. eheh

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    1. Apertura mentale... meno legacci, nessun timore... c'è un app da scaricare?!?

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    1. .. ogni tanto sfogliamo la malinconia..

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  5. Perché la speranza la curiamo
    e ci sopporta l'esistere,
    ma termina lì il suo ingrato compito.

    Non direi "ingrato". Direi "esile".
    Un concetto un po' diverso.

    (anche poeta dunque...)

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    1. Sulla Speranza ho scritto un post:

      Bisogna che diventiamo poveri, ossia certi di alcune grandi cose.
      Il povero è chi è certo di alcune grandi cose, per cui costruisce una cattedrale, anche se vive in una catapecchia, essendo così cento volte più uomo di chi ha come orizzonte ultimo un appartamento confortevole.
      Perché essere poveri è essere certi?
      Perché la certezza implica l'abbandono e il superamento di sé. " Sono piccolo, sono niente, la cosa vera e grande è un'Altra".
      Secondo l'economia la povertà è la mancanza di un reddito, di una proprietà, di un bene.
      Non c'è un automatismo che ti fa passare dalla povertà economica alla Fede, anzi la povertà può incattivirti, spingerti a rubare, oppure prostituirti.
      La teologia dà un concetto diverso alla povertà, cioè l'abbandono e il superamento di sé e la certezza di un Altro. La povertà è un amore non verso se stesso ma diretto a raggiungere un altro. La povertà è un corollario della Speranza. Se non diventi povero (l'abbandono e il superamento di sé) non puoi sperare. La Speranza di un uomo è che la sua Fede giunga a compimento. Ma per sperare devi avere la certezza su una cosa presente. La Speranza come certezza in una cosa futura poggia su tutto il passato cristiano, poggia su tutta la memoria cristiana, poggia su tutta la certezza di quella Presenza che è incominciata duemila anni fa ed è arrivata fino a te. Se non c'è puoi solo dar spazio all'immaginazione.
      "Domani vinco al lotto è divento ricchissimo". Le esigenze del cuore pretendono di essere esaudite. Siccome l'uomo non ha la forza di realizzarle, di raggiungere cioè il traguardo che esse fanno prevedere, l'uomo dà forma a questa pretesa secondo il volto, secondo la consistenza fragile e ultimamente illusoria che si chiama sogno. Il cuore dell'uomo sogna, dà una forma positiva al suo cammino. Ma il sogno del cuore dell'uomo non può sostenere le ragioni di una certezza, della certezza che le esigenze siano esaudite.

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    3. Hai mai letto "La leggenda del santo bevitore" di Roth, il grandissimo Joseph Roth (non Philip)?

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    4. La speranza è grimaldello e torcia; e cosa, per me, diversa dalla Fede: due concetti che viaggiano a velocità e per mete differenti. La leggenda l'ho vista al cinema e di Roth (Joseph e non l'altrettanto mitico Philip) ho letto solo Il peso falso: una bella mazzata alla speranza, almeno quella da larghe intese.. ;)

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    5. @Mia : e riguardo all' (anche poeta dunque..): è il dunque ad intimorire...

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    6. Personalmente preferisco di gran lunga Joseph: decadente e imponente, come piace a me. Le sue atmosfere da Ancien Régime sono ineguagliabili. Un po' come quelle di alcuni libri di Zweig (conosci?)

      Il "dunque" era molto innocuo, credimi. Da leggere con tono sorpreso, non intimidatorio.

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    7. Non conosco Zweig ma ora m'informo.. ;)

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    8. Chiedo immensamente scusa, ma ho compiuto un errore clamoroso.
      Le atmosfere dei libri di Joseph Roth riguardano quel periodo che va sotto il nome di "finis Austriae". L'Ancien Régime è tutt'altro. Che gaffe!

      Zweig è un gigante. Te lo consiglio di cuore. Se ami le biografie, mi permetto di suggerirti quella che ha scritto su "Maria Stuarda" o quella su "Erasmo da Rotterdam".

      (scusami ma di tanto in tanto inciampo nella mia storditaggine!)

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  6. Credo che per scorgere quelle cose sia necessario uno sguardo con meno filtri^^

    Moz-

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    1. Bella lettura ;) Anche meno pippe mentali (traducendo alla Johnny Palomba...)

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  7. Bel pezzo meditabondo :) Se non l'hai copiata (scherzo! ^^), davvero, complimenti, un bel pezzo non da tutti e non per tutti :)

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  8. ahah.. e non copio neanche le deliranti favolette che mi ispira la vostra fantastica liaison.. ;)

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  9. Molto bello. Molto auspicabile :)

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    1. A volte la penso una vita di certezze.. illusione?! E perché no? ;-)

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  10. Non mi viene in mente alcuna citazione ad effetto.
    Sai sono una ragazza semplice.
    Pertanto ti dirò: bello il tuo scritto.
    Infonde speranza.

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    1. Speranza.
      In questo mio tempo ho imparato che spero solo per me. Come dire. Se cambiamento dev'essere, o stabilità dev'essere, chiamo Gioia, all'appello... E cambia la prospettiva dello sperare. Non come qualcosa che attendo passiva...
      Ciao :)

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    2. Concordo con Gioia. Nome omen.

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    3. E' un inno a non accartocciarsi... cosa che spesso non riesce a me per primo.. :(

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  11. Bella, bella davvero. Invidio chi sa scrivere poesie come questa (non tipo 'il cielo è blu nel mio cuore ci sei tu').
    Mi fa pensare ad una capacità di arrivare a qualcosa che a tutti gli altri sfugge.

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    1. Hai poco da invidiare tu che tramuti sensazioni in righe stampate solo da cogliere e respirare di cuore. Hai molto poco da invidiare... ;))

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    2. Che bel complimento che mi hai fatto. Davvero troppo buono. Grazie :))

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  12. Bella profonda , ma leggera come una piuma...
    Mi fa molto pensare e mi tocca tanto da vicino , caro Franco mio..
    Un bacione!

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  13. che bella giovanotto. un respiro lieve.

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  14. Sì, la speranza, dolcissima compagna di viaggio, ma Io vado fuori tema ...
    Il tuo "Non sono una nuvola" l'ho iniziato a leggere appena ci siamo salutati, poi ti tormenterò magari in PVT sull'argomento, ma sappi che mi sono inchiodata sulla tua "Eri già". Mi hai fatto venire in mente tante, tantissime cose.
    O forse anche in quella c'era la speranza, magari latente ... forse non sono fuori tema. Ciao, buona giornata da quella con lo zaino, ma senza barba.

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    1. Buona giornata Marilena dallo zaino magico!! Non sei fuori tema perché quella Eri già coltivava speranza di un qualcosa più grande in un angolo di cuore...

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  15. Io mi sto ascoltando questo pezzo che amo, Polvere dei CSI. E secondo me qui non è fuori luogo.

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    1. ..e non ci suona male neanche sul tuo Altre volte.. ;)

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