giovedì 27 marzo 2014

C’È ANCORA SPAZIO?



.. e non è la domanda che si porrebbe un astronauta fuori dal suo modulo lunare, e neanche la nostra, intenti ad infilare l’ennesimo maglione nell’armadio.  



Trattasi di spazio diverso, quello di cui domando, uno spazio mentale, che esula dallo spazio utilizzato in bytes e che se ne fa poco di immense praterie, e anche di trenta posti liberi nel parcheggio accanto la metro.


È uno spazio dove accomodare i pensieri, dove non essere disturbati neanche da se stessi, uno spazio tutto infiocchettato di cose comode e tempi ordinati, uno spazio di dediche ai propri programmi, sapete quelle intenzioni che procrastiniamo da una vita?
Ecco, proprio quelle, che ivi convocate si guardano attorno esterrefatte chiedendosi.. ma siamo proprio noi? E questo spazio è tutto nostro?!?


C'è ancora questo spazio?

O siamo destinati sempre a sommergerci di cose da fare 
senza aver fatto quelle precedenti?

Di libri da leggere avendo, forse, appena sfogliato quelli inscaffalati? 
Di film da scaricare, con dvd a volte ancora da scellofanare?

E quelle che facciamo, allora?

Sono le cose prepotenti? Quelle che lo spazio se lo prendono?!?

Quelle autodeterminate?




36 commenti:

  1. Per avere ancora un nostro spazio dobbiamo prima riappropriarci del nostro Tempo (ormai la vera, sola unità di misura della ricchezza: un miliardario che dorme quattro ore, si tiene sveglio a cocaina e non ha mai tempo per rilassarsi è, con ogni evidenza, un poveraccio). E difendere strenuamente quello che abbiamo, riscoprendo, ad esempio, il gusto dell'irreperibilità (il DIRITTO, all'irreperibilità). Tanto per cominciare: a meno di non essere un medico di turno, telefonuzzo spento!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci vorrebbe anche l'irreperibilità da noi stessi, quei noi frenetici e iperattivi che non apprezzano pause e calma.. (mo' metto su la campagna per lo slowblog...)

      Elimina
  2. Quanta verità nel tuo post Lampur mio, si evince già del nome del tuo blog...
    Fatto con sarcasmo ed ironia, ma questa è la giusta maniera per arrivare al punto delle cose...
    In quale spazio confiniamo le cose importanti e dove invece programmiamo con attenzione maniacale le altre?
    Aspetto speranzosa una tua iscrizione, sapendo che la mia è già arrivata da un pezzo!
    Buona giornata e abbraccione!
    http://rockmusicspace.blogspot.it/

    RispondiElimina
  3. .. vedi che tra tutte le cose da fare non mi ero ancora iscritto!?! ;))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Franco per trovarti ho mandato i cani da valanga , ma ci sono riuscita...
      GRAZIE INFINITE..Ho già salvato il tuo blog tra i preferiti!
      +++++

      Elimina
  4. Quanto lo vorrei quello spazio! Sarei disposta a pagare pur di averlo, anche in un'unica soluzione. Io, procrastinatrice dop, ti dico pero' che a volte rimando contro la mia volonta' perche' c'e' sempre qualcosa di piu' urgente a cui dedicarmi, qualche incombenza ingombrante di cui liberarmi a scapito di "me".
    Permettimi una sottolineatura linguistica: pur dubbiosa dell'esistenza della parola "scellofanare", mi piace molto perche' da' l'idea dello strappo con scelleratezza e bramosia della plastica (che poi, come cacchio la saldano???!).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Me ne invento un sacco di parole.. basta che mi piaccia il suono e (almeno nella capoccetta mia) rendano l'idea di cosa cacchio intenda.. per quanto riguarda lo spazio.. è guerra continua.. e siamo cosi tonti (almeno io) che non riusciremmo ad organizzare proficuamente neanche una giornata di 56 ore... ;)

      Elimina
    2. "Organizzare" e "proficuo" sono due parole che non si addicono per niente al mio modus operandi... sono tonta anch'io!

      Elimina
  5. Io credo che uno spazio per noi, o per qualsiasi cosa desideriamo, se fortemente voluto si trova sempre. Magari si dovrà fare più "forza" per ottenerlo, impegnarsi a fondo, ma penso proprio che si trovi. Poi si, bisogna essere oltre che perseveranti anche fortunati... indubbiamente, ma siamo sempre noi i protagonisti, del nostro tempo come del nostro spazio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quello è il domandone: siamo veramente noi i protagonisti? (per esempio, pensi di avermi invitato tu al tuo matrimonio? ahah.. )

      Elimina
    2. Non scherzare col fuoco... che a casa mia i pantaloni li porto io!

      Credo almeno... :))))))))))))

      ^^

      Ciao Frà! :D

      Elimina
    3. I pantaloncini da calcetto sicuro!!.. ;))

      Elimina
    4. Maurizio, che è tutta questa intraprendenza?!Torna con i due piedi nella scarpetta ihih.

      A me lo spazio non piace poi così tanto, troppo spazio è come non averne affatto. Quello che mi serve trova me, non lo devo cercare io.
      Ma non lascio che sia lui a gestirmi, è fondamentale questo e che non siano gli altri a volerlo delimitare per me, in quel caso mi sentirei una tigre in gabbia. E' complicato, ma ha un suo perché.

      Elimina
    5. ..alla fine è come col tempo: un'altra unità di misura che sa disegnarsi perfettamente addosso a noi.. solo, siamo sicuri che è il vestito stretto che trova noi? Chi dice che non potremmo disegnarci una gabbia meno angusta?

      Elimina
    6. Una gabbia d'oro è pur sempre una gabbia.
      Alla fine si cerca di evadere ugualmente. Anche solo per istinto di sopravvivenza

      Elimina
    7. Cambiato il profilo Google.. ora appaio con nome e cognome.. spero che il mio folletto lampur non si arrabbi!! eh eh..

      Elimina
    8. ti devo delle scuse.
      tu forse un ringraziamento :)

      Elimina
    9. Non mi devi delle scuse, ma neanche io un ringraziamento. Il mio outing è casuale, al nick ero affezionato, il tuo anonimizzarsi, invece, non ha senso.

      Elimina
  6. Io cerco sempre di ritagliare un po' di spazio per me stesso. E tanto basta ;)

    Moz-

    RispondiElimina
  7. Ma siamo noi a ritagliare, o quello che facciamo ci si autoritaglia addosso? Per esempio tra il devo, il voglio e l'intenzione (di fare), vincono le cose utili, quelle viziose, quelle belle o quelle prepotenti? Sto invocando forse una zona franca da me stesso? Potrei aprire un altro blog ombra! Arghhh!!! comunicazione di servizio: a Roma niente Winner Taco (e quelli in zona Gran Sasso sono scaduti a maggio '88...)

    RispondiElimina
  8. Non è lo spazio che manca. Non c'è il desiderio di occuparlo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci manca il discernimento. E non solo per lo spazio...

      Elimina
  9. io quello spazio cerco di guadagnarmelo ogni giorno vivendo alla mia velocità bradipesca che è ben diversa da quella degli altri...del resto mi posso permettere una velocità massima di 20 metri l'ora...detto questo mi riconosco anche nella sindrome della formica che hai descritto nella seconda parte del post..ammasso ammasso per un futuro che non sarà mai presente e tutte le cose ammassate prendono solo polvere...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Però è segno di fiducia.. sarebbe peggio perdere le speranze.. ;) e sui venti metri l'ora non ci giurerei.. le tue dita viaggiano a velocità supersoniche!...

      Elimina
  10. ma penso sì.. lo spazio, sì: c'è
    basta volerlo.
    non lo considero un'utopia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. C'è da lavorarci.. basta sapere con chi (o contro chi..)

      Elimina
    2. anche il contro chi ha il suo insano fascino... per la serie "morto tu vivo io" (non riferita a te ovviamente, ma in generale)

      Elimina
  11. Io ho deciso di prendermelo.
    Mi sono accorta tempo fa, e ancora mi capita, di sentirmi sommersa di cose da fare, libri da leggere, film da vedere e di fare tutto male e quasi come un lavoro per l'ansia di non riuscirci. Perché vorrei leggere, vedere e fare tutto e subito.
    Mi son detta che no, così mica potevo andare avanti. Soprattutto coi libri. Trangugiarli senza sentirne il sapore. Allora, là dove posso, mi sono spogliata della fretta e ho fatto spazio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bellissimo quel "spogliarsi della fretta". E fare spazio proprio. Zona franca. Ho bisogno di una dogana delle cose. "Dormire" ce l'avrà il passaporto? 'che se non lo fanno passare è la fine...

      Elimina
    2. Dormire ha la priorità assoluta su qualsiasi cosa. Anche senza documenti!

      Elimina
  12. Quando ho scritto il mio post non avevo ancora letto qui. Però hai ragione, la mia potrebbe essere una risposta al tuo quesito.
    Anche se non lo so se alla fine ce la farò a farlo diventare una piccola abitudine, il ritagliarsi uno spazio solo per se'. Speriamo che una massiccia dose di buona volontà sia sufficiente! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Uno ci prova a seguire i suggerimenti.. altrimenti che blogga a fare? ;)

      Elimina
  13. Il blog è un posto tutto mio,dove faccio arieggiare pensieri che altrimenti riverso nei monologhi davanti alla mensola del bagno.Pensieri su tutto. Alle volte ingarbugliati. Ultimamente di tempo ne ho poco. Perchè il tempo per rilassarmi,me lo dedico lontano dal pc. A fare cose sciocche a volte. Soprattutto,a incontrare persone.Dopo aver perso una carissima Amica, mi son resa conto che a tutto si può rimediare,se lo si vuole. Ma non al tempo perso,dietro impegni che si possono procrastinare o rimandare. Le persone,quelle no,non si rimandano. Ed io faccio di tutto per non rimandarle. Soprattutto quelle a cui tengo molto. Ecco,allora mi stupisco,invece,del fatto che,spesso,sembra che si abbia poco tempo per tutto..per le persone in primis..tempo di qualità intendo. Che si conceda poco spazio a se stessi,riempiendo di impegni assurdi,una vita che altrimenti ci sembra vuota.

    RispondiElimina
  14. Il tempo perso lo si giudica tale sempre dopo, purtroppo, ma ai monologhi davanti la mensola non rinunciare, ti prego, quello è Teatro e noi siamo in poltronissima... per gli altri impegni assurdi, potremmo parlare giorni.. ;)

    RispondiElimina
  15. Sì lo spazio è necessario per rimanere vivi dentro. Bisogna comunque accettare il fatto che più si sta con una persona più lo spazio tra i due diventa sottile. È fisiologica la cosa. Come pure è altrettanto vero che non è il tempo o lo Spazio che ci manca x finire un libri o iniziare un progetto ma la voglia!! L'importante in tutto questo è crederci sempre perché la speranza è l'anima della vita.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ben detto: crederci crea spazio e tempo. Innegabile! ;)

      Elimina

Sottolineature